Ricevo e volentieri presento:
post moderno?
talvolta la blogsfera mi pare una semplificata emulazione della vita, o meglio, del modo di rapportarsi ad essa. sopravvive la curiosità, ma l’ago della bilancia è piuttosto spostato. il tuo post di giorni fa (Bonjour finesse: commenti), per opposizione, ne è un chiaro esempio. non mi riferisco a questioni di talento o di stile, quanto a quella cosa che, per chiunque si cimenti in scrittura (qualsiasi sia) non può essere ignorata, ovvero capacità d’ascolto.
a tutt’oggi, nell’esplorazione che mi sono concessa tramite i tuoi link e quelli di pordenonelegge.it (da cui escludo blog di scrittori noti, blogsatori o blog rivista, seguendo solo la più semplice forma di "diario" di un individuo, per tanti lettori, sconosciuto) gattostanco rimane il principale punto di riferimento. pochi altri, forse, per citarne solo due: uzi e perché no?. qui abita una dimensione creativa coniugata all’attenzione all’altro che certo non si traduce nelle repliche ai commenti. "uzi", per esempio, non commenta quasi mai. potrei tentare una sorta di modernità letteraria anche attraverso una citazione di beckett: "che importa chi parla, qualcuno ha detto, che importa chi parla". questo certo si riferisce a quella frantumazione dell’"io" iniziata già dalla fine dell’ottocento, che ha infine dettato molto novecento. inevitabilmente, all’inizio di questo mio viaggio, ho applicato semplicemente la formula, che mi pareva adatta. in fondo "che importa chi parla"? mi aspettavo, nella blogsfera, una dimensione uguale tramite due procedimenti opposti. o una forte definizione individuale, però capace di accogliere l’altro, oppure, al contrario, una frantumazione, una sorta di scomparsa dell’"autore" ma, appunto, una scomparsa che permettesse di dar luogo, e simultaneamente, a molti ego, a molti soggetti che diversi individui possono abitare. non credo sia una pretesa stravagante, un blogger come "uzi" ce la fa da una parte e "gattostanco" ce la fa dall’altra. assisto invece, e spesso, a una sorta di confusione. i vari "autori" ai miei occhi sono il principio di una certa unità di scrittura. se visito baggins so già, più o meno, cosa sta per dirmi. a me poco importa se baggins sia o non sia un professore o se palmasco ami o odi la bicicletta. ma questa sorta di "verità-finzioni" (non mi riferisco ai due blogger citati, parlo in generale), perché altro non sono per contesto, molto spesso si sgretolano non nei post, ma nelle repliche ai commenti, come se un "io" troppo represso non sopportasse più l’apnea avendo bisogno di riaffiorare in superficie. quindi diventa facilissimo distruggere quell’"assenza" che, paradossalmente, definiva un autore. l’attenzione viene meno, il carattere è dato, l’umanità tutta lascia spazio a un tradimento. nella scrittura, mi rendo conto della soggettività dell’opinione, in ogni caso dicevo nella scrittura, il pericolo non sta nell’esaltazione del gesto dello scrivere, piuttosto dell’apertura di uno spazio in cui il soggetto non cessi di sparire. un diario virtuale potrebbe essere una naturale applicazione. se io fossi un blogger mi chiederei perché la diatriba di kinglear sul diario dei diari di pordenonelegge.it ha preso una simile piega. davvero per difendere questioni di giustizia o educazione? è come se alcuni, talvolta tanti, non accettassero quella formula di beckett, invero pensassero che importa, e molto, chi sta parlando (blogger o commentatore),
atteggiamento tanto più contraddittorio quanto il blogger cerchi di inserirsi in un gruppo non così anonimo. curiosamente, per esempio, ho notato un cambiamento "atmosferico" nel rapportarsi agli altri dopo che alcuni hanno partecipato a un corso di scrittura creativa. impercettibile, in base ai gradi di intelligenza e furbizia, una maggior alterigia. l’individuo, si sa, ha bisogno di riconoscersi e soprattutto di riconoscimenti. è come se tanti diari fossero finte prove tecniche di trasmissione. da qui un altro pensiero. forse che tanto post (guarda caso) moderno ha davvero rotto le palle? forse che questi diari sono un termometro piuttosto evidente di "necessario" individualismo? non sto formulando un giudizio, sto solo cercando di capire dove sta la modernità, la contemporaneità, l’originalità di questa forma di scrittura. e lo sto facendo a prescindere dal mezzo. trascuro il mezzo perché mi interessa di più considerare l’"autore-blogger" che rimane autore anche in queste pagine. la blogsfera ai miei occhi è come una libreria. vado sul sicuro se apro le pagine di tizio e di caio, per il sottobosco ho più difficoltà a spendermi, anche se magari potrei trovare qualche kafka, ma nella maggior parte dei casi trovo aspiranti scrittori che sapendo di essere monitorati assumono atteggiamenti piuttosto "ambigui" o, dall’altra parte, si danno a spaventevoli esibizioni intellettualistiche. non sto dicendo che un bel diario mi dà le stesse soddisfazioni di un libro di carta, ma se bello si legge con identica curiosità, se brutto pare di trovarsi nello studio di un editor, con centinaia di dattiloscritti accatastati, che tuttavia puoi smettere di leggere quando vuoi. tutto questo per dire, perché si decide di pubblicare un blog? e cosa si aspettano, perché qualcosa devono aspettarsi, i blogger dai loro lettori? è forse solo una forma di aggregazione sociale o è il nuovo modo di proporre un "io" che quasi mai "è un altro"?
mi sono accorta, rispetto all’inizio, che di tutti quei link inseriti nei miei "preferiti", ora ne apro a singhiozzo pochissimi. ho cercato di chiedermi perché questo calo di interesse e perché riesco a leggere solo pochi post, perché, insomma, questo mio disinteresse all’altro, rivolgo a me stessa la domanda, cosa è stato che mi ha fatto prendere distanze, che mi ha annoiato come un cattivo libro che magari all’inizio prometteva bene o benino. in tutto questo non penso a blogger come le cose da vicino o alla finestra, per fare pochissimi esempi, la cui "spontaneità ", la voglia di divertirsi e divertire è percettibile, penso invece a personalità ibride, indefinibili nelle aspettative, e non si capisce quali e neppure perché qui.
di poilky (e-mail: poilky@katamail.com)