Quest’oggi mi sono svegliato tardi. O meglio: mi sono alzato presto per essere un sabato mattina.
Volevo sul serio andare a fare un giro davanti alla stazione di Tortona per vedere qualche blogger da lontano. Ma ieri sera ho letto l’Urania di maggio (il quarto capitolo della saga della compagnia del Tempo di Kage Baker) mangiando un sacchetto di Rodeo ed un piccolo mini cacciatorino; inoltre mia moglie ha preso la mia auto per andare al lavoro. …Non sono motivi razionalmente ovvi per non spostarsi da casa, ma non ho al momento nulla di meglio sotto mano.
Mia moglie ha sfasciato il cellulare. Finalmente.
Abbiamo scelto la divisione dei beni: quel che è suo è suo e quel che è mio è suo.
Vuole farmi un regalo. Ha proposto di prendersi il mio vecchio Nokia e di darmi la possibilità di comprarmi un telefonino nuovo. In fondo sono un uomo tecnologicus e dovrei essere contento.
A parte il fatto che dopo anni di felice unione mi sembra persino logico il ragionamento (a stare troppo tempo con una moglie si inizia a pensare come lei) che prevede che a danno della moglie corrisponda un acquisto del marito. Dicevo, a parte questo, noi non siamo fanatici dei cellulari.
I telefonini sono utili e preziosi in molte situazioni. In molti altri sono solo degli aggeggi piacevoli da spegnere. Sarà dura, ma dovremo prima o poi accettare la smania comunicativa dilagante. In effetti tendiamo invece all’opposto: la gente tende a chiamare anche se non ha qualcosa da dire, solo per parlare.
In compenso c’è una coppia d’amici con cui spesso ci accordiamo per una uscita lasciando messaggi nella segreteria telefonica del telefono fisso. si tratta di una sorta di scambio mail vocali. Molto funzionale.
Tra poco finiscono le scuole. È un momento critico per me. Si vede da come scrivo e da come non scrivo. Non sono teso o nervoso: sono in attesa. Mia moglie insegna e ama lo studio. Ogni tanto mi perdo ancora a chiedermi come sia stato possibile il mio innamoramento per una tipa così. Oltretutto è una juventina in lutto. A volte mi perdo a chiedermi come sia stato possibile il suo innamoramento per me, ma questo è un pensiero che mi angoscia: tra poco entreremo nel settimo anno di permanenza sotto uno stesso tetto unendo i periodi pre e post matrimonio.
Alla fine dell’anno scolastico la sua mente si rifiuta d’andare in stand-by. Quest’anno ha gli esami per prepararsi, ma è un fatto marginale. L’esperienza mi ha insegnato che questo periodo per lei è come se fosse una specie di menopausa intellettuale. Deve assolutamente trovare un "qualcosa" da studiare o sulla quale fare ricerche o chissà cosa. E fino a quando non si orienta è una belva facilmente aggressiva.
Che razza di post.
Non ho le idee chiare. La settimana appena trascorsa mi ha rilassato piacevolmente, però speravo di più. Speravo in una riorganizzazione generale dei pensieri. Invece ho questo sorriso un pochino più ebete del solito stampato sulla faccia.
Sarà che domani ho la suocera a pranzo e, Chiunque Sia mi aiuti, forse anche a cena. Vorrei essere un Tafazzi per sopportare stoico. Invece questi avvenimenti li sento tutti come colpi al basso ventre. Un vero peccato che le suocere non diano assuefazione, almeno avrei la speranza di abituarmi in futuro. In ogni caso non mi lamento troppo a voce alta. In fondo esiste un buon rapporto col sottoscritto genero.
Credo che nei prossimi giorni gattostanco sarà un blog un po’ disordinato nelle idee e nei post.
Ieri ho persino messo un po’ di broncio.
Non c’è nulla di malizioso, ma mia moglie ha criticato le mie mutande.
È in un periodo di transizione tra l’anno scolastico e l’estate, quindi sono molto comprensivo. Ma il suo sindacare le mie mutande l’ho avvertito come un sottile insulto. Non un vero e proprio insulto. Come dire: "almeno quelle lasciamele stare!".
Ho una vasta scelta di biancheria. Ma ci sono tre paia di mutande che sono le mie preferite. Lo sono da molto tempo e questo disturba mia moglie. Io le considero magiche. Non sono strette, non sono larghe, non sono alte, non sono basse… Sono perfettamente adattate. Perfette. …Certo dopo moltissimi lavaggi hanno i colori sbiaditi e impresentabili. Ma in fondo, io dico, quei colori possono essere visti solo dalla moglie (che ha anche lei addosso i suoi bei scheletrini certe domeniche pomeriggio) o, eventualmente e lo scrivo dopo gli scongiuri di rito, dal personale medico di un pronto soccorso. E quest’ultimi credo non si scandalizzerebbero certo per dei colori scoloriti (o nel caso avessero tempo e voglia per irridermi, significherebbe che io avrei poco da preoccuparmi).
Sembra un fatto del tutto marginale. E lo è sicuramente.
A volte mi ritrovo a cercare di interpretare segnali dove non ci sono.
L’esperienza mi ha insegnato che a volte una donna quando cambia lavoro, o passa dal liceo al’università, o trasloca o comunque cambia la propria quotidianità, a volte decide di cambiare anche uomo. E in fondo mia moglie cambia spesso. Non vorrei trovarmi cambiato anch’io senza neppure rendermene conto.
Scherziamo sopra a questa cosa ogni tanto. Meno male.
Bah, ora torno a leggere la blogosfera. Devo recuperare un po’ di blog lasciati indietro in questi giorni.
Un po’ mi spiace. Ci sarebbero già molti argomenti stuzzicanti un post solo con quello che ho letto in giro finora. Ma, fortunatemente, ho ancora più la voglia di leggere che di scrivere.