Per tutti coloro che, come la sottoscritta, credevano e continuano ostinatamente a credere nell’istituzione scolastica come ente promotore di Cultura è ormai tempo di destarsi e rendersi conto che ormai questa convinzione è relegata quasi totalmente al mondo "effimero" degli ideali. Per chi ha sempre fortemente inteso l’ambiente della Scuola, dalle elementari a qualsiasi altro grado di scuola, come luogo (non solo in senso fisico, ma anche) determinante di educazione, di accrescimento intellettuale, di personalità e di sapere è giunta l’ora di scontrarsi con una realtà ben diversa e, ahimè, assai avvilente.
Si sta assistendo a un progressivo livellamento verso il basso, a una sfrenata corsa verso il raggiungimento dei "saperi minimi" (e vorrei richiamare l’accento sul termine MINIMI), a una promozione spietata della leggerezza (nel senso di inconsistenza) culturale e formativa spacciata nei famigerati "open day" e nei P.O.F. come "offerta formativa", come prodotto di consumo mordi e fuggi alla stessa stregua di una merendina infarcita di sostanze artificiali ma piacevoli al palato.
Nel suo libro La scuola raccontata al mio cane, Ed. Guanda, Paola Mastracola ritrae con lucida schiettezza uno spaccato della sua esperienza di insegnante di lettere defraudata della propria professione (capitolo: Il mestiere che non c’è più) e, attraverso osservazioni tanto emotivamente sentite emerge in modo evidente lo squallore di una realtà ancor più triste: non è tanto l’insegnante ad essere privato del proprio mestiere quanto lo studente ad essere "scippato" e gravemente vilipeso nel proprio diritto ad avere dalla Scuola il massimo in termini di Cultura e Sapere. Proprio così, sarebbe sufficiente (e pare poco!) puntare al massimo (e non al minimo!) e tutto il resto non sarebbe che una logica conseguenza in termini di ottenimento di uno sviluppo armonico della personalità, del pensiero logico-razionale, emotivo, creativo ecc.; insomma di tutte quelle potenzialità che risiedono nei ragazzi ma che, al contrario con le ultime riforme, si stanno sempre più e vergognosamente tentando di tenere in ombra. E le famiglie? Come possono accettare una simile situazione per i propri figli? Come possono non ribellarsi a questa Mano Nera (o meglio grigiastra, perché non ha neppure il coraggio di mostrarsi in tutta la sua nauseante meschinità) che sta cercando di livellare e, purtroppo a quanto pare, sta anche riuscendo a omologare le intelligenze dei giovani?
Mi scuso per lo sfogo accorato e che può sembrare esagerato, ma credetemi, è contenuto, dettato dalla presa di coscienza di un degrado scolastico che sembra irreversibile. Ma non ci si può arrendere tanto facilmente buttando al vento il valore inestimabile di centinaia di anni, di migliaia di anni, di tradizione e innovazione dell’educazione alla conoscenza, alla lettura, alla scrittura, alla riflessione, con le sue cadute e le sue riprese, ma sempre e comunque in prima linea nella formazione del libero pensiero di uomini liberi. Queste poche righe, senza pretesa alcuna, vogliono inoltre e semplicemente essere un invito alla lettura di La scuola raccontata al mio cane di Paola Mastracola, che può dar voce al grido di ribellione soffocato di tutti coloro (insegnanti, studenti, genitori ecc.) che, pur rendendosi conto che qualcosa non va nella scuola di oggi, si sentono fuori luogo.
Genitori, studenti, insegnanti, persone intelligenti riflettiamo tutti sul grave pericolo e sull’inganno che ci stanno propinando abusando proprio di una delle istituzioni che invece può garantirci e coadiuvarci nel salvaguardare la nostra libertà, attraverso la coltivazione e la cura della nostra intelligenza e lo stimolo continuo all’accrescimento intellettuale.
di gattoconsorte
Citazioni dal libro:
"È che le parole fanno paura. Devono far paura. Le parole non sono solo parole: ci sono mondi dietro le parole. Ci sono le cose. E se di colpo appaiono parole nuove, vuol dire che ci stanno facendo passare, dietro, delle cose nuove. Quindi, se noi tranquillamente accettiamo che ci cambino le parole, accettiamo in realtà che ci cambino il mondo e la vita. Non è poco."
"La scuola di oggi (attraverso tutte le riforme recenti, dal 1994 a oggi) sta completamente abolendo la componente estetica (ed estatica!) della vita dei giovani: non esiste più il pensiero artistico, e l’arte, la musica, la letteratura (e quindi in generale il pensiero, dico il pensiero astratto, inutile, creativo) sono relegati in una specie di ghetto per pochi disadattati, malaticci e perdenti. Basta, spazzato via tutto ciò. Non serve."
"Mi dispiace enormemente che sia la mia generazione a far morire Flaubert e Shakespeare. E anche Goethe, Stevenson, Stendhal, Esiodo, Cavalcanti, Torquato Tasso… Non riesco proprio a immaginare un mondo senza di loro.
Come dice Petrarca quando muore Laura, sarà un mondo dove farà molto freddo."
Aggiornamento 4 gennaio 2005:
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