30 aprile 2005
Amare lo studio rimbecillisce i parenti
L’altro giorno ho scritto le righe seguenti e poi non le ho concretizzate in un post. Si tratta del classico intervento finito per essere gettato in automagico nel dimenticatoio senza passare dal blog:
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Ho letto questo post di Louie dove descrive le sensazioni pre-tesi con ipotesi di dottorato seguente ("dottorato": sono tre anni di studio e ricerca dentro l’università).
Ne suggerisco la lettura a coloro preoccupati per i miei silenzi e per l’apparente mio sbandamento nelle settimane scorse.
Quando mia moglie si laureò le vivevo già accanto. Fu un periodo molto difficile per me il tempo precedentealla sua laurea. Era come vivere insieme a una matta. Fortunatamente avevo anni d’esperienza di convivenza con mia madre e quindi sono riuscito a sopportare ridendo sfacciatamente in faccia al destino. In effetti all’inizio della nostra storia io credevo di avere sottomano una donzella relativamente ultrabenestante, invece era solo "relativamente" e pure un po’ stordita. M’innamorai prima di rendermene conto.
Quest’anno mia moglie ha iniziato un dottorato, nonostante non sia certo una giovane fringuelletta, ma sia una stagionata gazza, sono ricaduto per qualche mese nel tunnel del periodo pre-tesi, nel ricordo, e sono inorridito al pensiero che durerà ancora tre annetti. E non ho osato pensare realmente al caso in cui dovesse riuscire a trovare un appiglio per rimanere nell’ambiente universitario anche dopo.
Nella vita non ho rimpianti. Ho sempre accettato anche i risultati delle scelte fatte a pera, magari lasciando sfogare il mio caratteraccio sfasciando un qualche oggetto e tirando alti due cristi, arrivando persino a pentirmi, ma senza mai farmi prendere dallo sconforto di un rimpianto (purtroppo la funzione "salva" tipica dei videogiochi la vita non l’ha e l’autosmarronamento dopo un poco mi stanca).
Ma… e c’è sempre un "ma": mi chiedo come ho potuto essere così abertuelato da incoraggiare e aiutare mia moglie nei suoi progetti universitari. E nelle ultime settimane me lo sono chiesto parecchie volte.
L’ultima consolazione è che all’apice di una qualche seria discussione a noi viene da ridere. Se fossimo in un reality non ci crederebbe alcun spettatore. Al primo vaffa’ che le lancio si mette a ridere. Poi rido anch’io e nemmeno fossimo ubriachi non riusciamo più a proseguire la diatriba. Risate spontanee.
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Ecco.
Finalmente mi sembra di essermi tolto dal groppone un buon peso di negatività. Oggi mia moglie è tornata allegra da una trasferta ed era sorridente, contenta e ha iniziato a raccontarmi quel che ha fatto felice come… felice come a me piace vederla.
E allora ho capito il motivo che mi ha spinto a spronarla anche se questo avrebbe incasinato la nostra esistenza. Anzi, la mia esistenza. Per vedere quel suo sorriso sarei disposto a incasinarmi ben di più di quanto non abbia fatto.
In fondo è stato un gesto di egoismo il mio. Desidero volerla contenta. E se non posso avere la moglie ubriaca e la botte piena, non posso certo lamentarmene.
A volte mi sorprendo di quanta fatica io faccia a capire le cose più semplici.
In ogni caso come riesca a volermi bene resta un mistero. Tale è e tale rimane. Sarò anche piuttosto stupido, ma tentare di capire un donna non mi passa ancora per la testa.
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Categoria Moglie:
Ier sera al mio rientro a casa ho trovato un poco di nuvolosità sparsa.
Mentalmente ho riavvolto il nastro della giornata precedente e non vi ho trovato fallo alcuno. No, non siamo in fase premestruale. Delicatamente ho saggiato il terreno e ho appreso che trattavasi di malumore provocato da un contrasto con una collega circa un fatto di assegnazioni di incarico.
Ho suggerito di fare in modo che il sole non calasse su questo contrasto. Dopo una telefonatona è tornato il sereno. Ecco in quel momento mi sono ricordato il perché avevo insistito che accettasse questo incarico che la fa stare lontano (relativamente) da casa tutto il giorno e mi restituisce alla sera uno straccetto di donna.Saluti
di Omar — 30 aprile 2005 08:14 -
Un gran bel post e l’Amore
di RedBull — 30 aprile 2005 12:29
La blogosfera è specchio della realtà : vi trovi i deficenti, i bravi ragazzi, le gnocche che se la tirano e così via. Io ho avuto la immensa fortuna di conoscere persone simpatiche e che mi sopportano. Soprattutto persone che sanno stare agli scherzi, … -
ehi, come c’è finito l’inizio del mio post tra i tuoi commenti????
VOlevi rubarmi il post, eh gattaccio ladro????
avrai notizie dal mio avvocato e ti farò togliere la custodia di tutti i salamini…
di gaspare — 30 aprile 2005 12:31 -
Bello bello bello, questo è decisamente uno dei post migliori (a mio parere) apparsi su questo blog.
di Principe — 30 aprile 2005 13:06
Non ti azzardare mai più a gettare certe parole nel dimenticatoio!
Si, considerala come una minaccia :) -
Era tanto che non leggevo una dichiarazione d’amore così vere, belle e sincere.
di PlacidaSignora — 1 maggio 2005 17:25
La Gattoconsorte è una donna fortunata.
:-* -
(che poi cercare di capire il perché diavolo io abbia messo tutti gli aggettivi al plurale, è cosa che entrerà a far parte della serie “I Grandi Misteri”, tomo VII, pag 568, alla voce “così imparo a scrivere al galòp” ;-D
di PlacidaSignora — 1 maggio 2005 18:03 -
Uh! Anch’io sono in periodo pre-tesi con la mia Honey. Come ti capisco!
di raccoss — 2 maggio 2005 09:52 -
Davvero un gran bel post. Semplice, piano, carico di una gioia altrettanto semplice. Piena.
di Noeyalin — 4 maggio 2005 14:18
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