Dovrei stendere un post per ognuno di loro. Mi accontento di usare il presente intervento come fosse uno scaffale dove sono andati a finire.
"Re Laurino e il suo roseto" di Karl Felix Wolff, ed. Athesia (ringrazio Papino per avermi segnalato il sito italiano della casa editrice bolzanina che da solo non ero riuscito a trovare).
L’ho comprato in Alto Adige. Il sottotitolo interno recita: Saga cavalleresca delle Dolomiti. Raccoglie liberamente le leggende attorno al complesso roccioso del Rosengarten (Catinaccio in italiano). La spoglia montagna a guglie al tramonto acquista un colore rossastro: un roseto pietrificato che al termine del giorno ritorna all’antico splendore a cui la stoltezza dell’uomo l’ha sottratto durante il giorno.
Valchirie, cavalieri, nobili, re, nanetti, creature marine, amori, tradimenti, avidità, guerra e pace. Il tutto condito dal mito dei bei tempi andati. Affascinante.
"Ecco la storia" di Daniel Pennac, trad. Yasmina Melaouah, ed. Feltrinelli.
Adorabile storia raccontata coi personaggi strambi e apparentemente così veri di Pennac. Dopo un certo numero di pagine il libro inizia a pesare. Sono troppo infantile nel cercare ovunque il Malaussene inventato dall’autore. Non riesco a farne a meno, è un po’ come quando collego la faccia di un attore al un solo personaggio interpretato. Di recente è mancato l’attore che interpretava l’ingegnere dell’Enterprise. Per me è morto Scott; l’attore non mi ricorderò mai come si chiamava.
Poi sembra rinascere e alleggerirsi. Fra qualche anno, forse, lo rileggerò e certo mi piacerà di più.
"Castelli di Rabbia" di Alessandro Baricco, ed. Bur.
Lo leggiucchio. Non potrò mai dire di averlo letto, ma neppure solo sfogliato. È come se fosse una lettura imposta da una prof noiosa e si pensa sia per forza noioso anche il libro.
Ne vedrei bene una versione fantascientifica con qualche robot, un paio d’astronavi e una colonia orbitale sghemba e in pericolo di cadere sul pianeta attorno alla quale gira e gira e gira.
"Scorciatoie nello spazio" Millemondi Estate 2005, ed. Mondadori (no scheda: non ho trovato in rete alcuna scheda ufficiale del libro).
Una raccolta dei migliori racconti di fantascienza del 2001. Da notare che alcuni sono apparsi solo in versione web prima di essere inseriti nell’antologia.
Alcuni sono davvero molto belli. Bello… il mio prof di educazione artistica sarebbe risentito nel sentirmi definire qualcosa semplicemente bella. Una persona che ho sempre detestato e di cui non ho mai visto una mostra o acquistato un quadro (ero ragazzo e i miei genitori avevano le loro malattie da seguire ed io dovevo seguirmi un po’ da solo e col cuore puro lo mandai intimamente a quel paese, invece di investire una manciata del denaro di famiglia nella sua arte).
Un paio avrei voluto scriverli io. Un po’ diversi, magari.
"Passeggiate" di Pierre Sansot, Trad. Anna Morpurgo, ed. Net.
Filosofeggiare pensando e ricordando la strada. Lo splendore delle strade della vecchia provincia francese. Camminare. La bicicletta. I sentieri. I treni e le stazioni. I paesi e le città. E via dicendo. In principio, durante e all’arrivo: l’uomo.
Rilassante, piacevole e simpaticamente pazzesco. Il solo ripensare a questo saggio mette persino anche a me il desiderio di camminare… A me piace guidare l’auto. L’unico grande difetto del girare in macchina è il non potersi guardare troppo attorno durante il movimento. Non sarò mai un filosofo palese. Del resto ritengo la filosofia umana, regina delle scienze, già abbondantemente sondata e descritta da secoli.
"Lucrezia Borgia" di Geneviève Chastenet, Trad. Tania Gargiulo, ed. Mondadori (no scheda).
Sotto il titolo si legge: la perfida innocente. Una storia appassionante sino all’ultima pagina, quasi fosse un romanzo. Una piccola donna all’apparenza.
Nota: Mondadori a catalogo ha tre libri con lo stesso titolo, la stessa immagine in copertina e, naturalmente, tre autrici diverse.
"Fiori per Algernon" di Daniel Keyes, trad. Bruno Oddera, Ed. Nord.
Si tratta di un classico di quasi cinquant’anni. Un racconto trasformato in un romanzo sull’intelligenza umana, spesso proporzionale alla stupidità e all’egoismo. La miscela produce l’evoluzione.
Il libro è un diario. Algernon è un topo.
"La pattuglia del tempo – vol. 2" di Paul Anderson, trad. Vittorio Curtoni, ed. Mondadori (no scheda).
Tre romanzi di fantascienza ambientati nella storia passata. Forse tre romanzi storici ambientati nel futuro. Adoro la fantascienza proprio per il suo non avere confini. Basta una scusa plausibile qualsiasi e l’autore di narrativa fantascientifica alla fin fine è libero di scrivere quel che più gli aggrada o pensa possa piacere al pubblico.
Soldi spesi bene.
"Cave Canem" di Danila Comastri Montanari, ed. Hobby & Work.
Della serie di romanzi dedicati a Publio Aurelio Stazio, un investigatore nell’antica Roma, questo è il primo che ho letto.
Fila via che è un piacere. Non è ricco di descrizioni o di caratterizzazioni particolari, ma la sua semplicità lo rende piacevole alla lettura. La storia romana e la vita quotidiana ai quei tempi sono un tappeto morbido e sottile dove è appoggiato l’intreccio della trama. Mi ha divertito e interessato.
L’autrice ha una poderosa presenza nel web.