20 gennaio 2006
M’arrendo alla parrucchiera
Questa mattina, colta da un fuoco improvviso, mia moglie è andata a farsi sistemare la tinta.
Novità al ritorno:
a) Questa sera siamo invitati a cena da dei nostri conoscenti e mangeremo il risotto.
A me piace il risotto, ma mai che si vada a mangiare qualcosa di esotico tipo le trenette al pesto o le lasagne al forno. Sempre risotto quest’inverno. Mi auguro finisca al più presto la stagione delle zucche.
b) La gattoconsorte sembra abbia deciso di frequentare un corso di danza mediorientale con contaminazioni occidentali (credo che come proposito sarà breve).
Egoisticamente può anche andarmi bene (si tratta di un "ballare" che non necessita di cavaliere e prevede un pubblico ristretto). Però l’esperienza m’insegna che simili colpi di vita sono destabilizzanti.
c) Si è fatta consigliare un "posticino carino dove si mangia del pesce buono".
Non amo il pesce e già mi vedo costretto a un tavolo a mangiare spaghetti seguiti da una milanese malcotta con la gattoconsorte a tuffarsi felice in qualche pietanza pesciosa.
Quando vado io a farmi tagliare i capelli: chiedo della figlioletta del mio parrucchiere, converso amabilmente sulla nuova pubblicità della Citroen (quella dove gli uomini italiani sono presentati come dei disperati cascamorti) per disquisire amabilmente sulle “francesi”, commento la ragazza del mese (raffigurata sul calendario personalizzato distribuito in omaggio alla clientela a Natale, che io per ovvi motivi non posso ritirare) e affronto insomma argomenti tipici (donne e motori, malgrado me ne intenda assai poco). Non esco in strada mai con idee nuove dopo essermi fatto tagliare i capelli.
Mi devo arrendere all’evidenza: l’ambiente di un negozio di parrucchiera è molto fecondo per la mia adorata sposa. Io non riuscirei mai a farle venire così tante idee in così poco tempo (anche nella teorica situazione ottimale nella quale riuscissi a farmi ascoltare con una certa attenzione da mia moglie, ma questo apre un altro discorso che non mi sembra il caso d’affrontare ora). Devo aver pazienza.
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chiariamo alcuni concetti:
di gaspare — 21 gennaio 2006 17:51
1) sei gatto, anche se stanco, quindi il pesce ti tocca. Zitto e mangia!!!!
2) vuoi distogliere l gattoconsorte dal corso di danza??? iscriviti anche tu e broccola le donzelle presenti.
3) hai ragione: i risotti osno buoni..ma i tortellini e ele lasagne ci vogliono…
gaspare
ps= ti ho scelto per una catena di Sant’Antonio blogosferica. Devi dire 5 tue stranezze. -
Io non t’ho scelto per catena alcuna, ti vedo già prostrato nella tua dignità di uomo.
C’e’ chi sfregia con acido muriatico le parrucchiere.. te la butto lì. Riflettici. :-)
di gianluca di [LdO] — 22 gennaio 2006 14:04 -
gaspare, sto diventando isterico a trovare cinque mie stranezze. Tu che mi hai conosciuto di persona comprenderai bene quanto sia difficile per me limitarmi a solo cinque ;)
Sono al lavoro, però.gianluca di [LdO], che botta di violenza :D
di gattostanco — 23 gennaio 2006 13:07
LA mia dignità di uomo è relativamente salda. E’ quella di marito che spesso vacilla pericolosamente!
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