21 gennaio 2006
Franco Alvisi, poeta al GF6
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Premessa: Pochi post addietro ho inserito questo minipost riguardante il Grande Fratello 6. A proposito del concorrente Franco Alvisi ho scritto:
"Almeno quest’anno è presente un poeta (se dura) oltre al solito parco di isteriche stelline scialbe e di simpatici ‘gnorantoni burini.".
In calce questa mattina ho trovato un commento a firma mariacarmela:
"Noi abbiamo pubblicato il libro di Franco, lui è veramente un grande e il suo libro una chicca. Speriamo non venga messo alla porta."
Nel chiaroscuro mattutino attorno a questo computer la curiosità ha spazzato via l’indolenza tipica del mio sabato mattina.
Osservo il collegamento relativo alla firma della gentile commentatrice. Linka direttamente il sito di Giulio Perrone Editore.
Vado a vedere. In bella mostra nella pagina principale trovo il richiamo al libro di Franco Alvisi.
"Primavera Bizantina (cronache liriche dallo sfacelo)"
Leggo le brevi note biografiche.
Il poeta è nato nel 1977 (lo facevo più vecchio a vederlo in tv) nel Mezzogiorno dÂ’Italia (testuali parole) ed è fondatore di un’avanguardia poetica chiamata Ridicolismo. A me piace l’idea sottintesa e il nome. Se può interessare io fonderei l’avanguardia (o retroguardia) gattostancamentismo.
È laureato in Lettere Moderne. Non trovo scritto dove si è laureato (a proposito, cercando info riguardo ai concorrenti ho scoperto che il sito ufficiale del GF6 non mi funziona -un fatto veramente ridicolo-).
Durante la presentazione in trasmissione avevo colto che lavorasse all’università di Bologna. Scopro invece che è un dottorando!
A questo punto sorrido e mi sento di tifarlo.
Naturalmente la mia solidarietà si protende idealmente ai suoi parenti stretti (essere vicino a un dottorando non lo auguro ad alcuno: è come essere vicini a una persona in piena tesi di laurea, ma schizzata all’ennesima potenza -almeno questa è la mia esperienza- e, aggiungo, provoca un invecchiamento precoce).
Ha vinto un posto nel Dottorato di Ricerca in Letterature dellÂ’Europa Unita presso lÂ’Alma Mater Studiorum di Bologna (L’università). Purtroppo la lingua veicolare (quella ufficiale di quel progetto europeo) è il francese, quindi anche il sito è principalmente in francese. Ovviamente ho controllato e Franco è presente nella lista dei dottorandi.
Le note proseguono quasi profetiche "Il prof. Ruggero Campagnoli ha l’arduo compito di condurlo alla stesura di una tesi sulle forme retorico-psicoanalitiche del futurismo europeo, impedendogli fra le altre cose di trascorrere lunghi periodi di ricerca in Brasile o in altre pericolose località tropicali." (ogni dottorando ha uno o due tutor professoroni che lo indirizzano e che sono responsabili, in un certo senso, del lavoro di ricerca svolto).
Sono entusiasta. Da una ricerca in rete mi appare chiaro che il prof di riferimento di Franco è in gamba e persino addentro all’universo editoriale. Anche se pur riuscendo a tenere a freno in parte le voglie di Brasile del suo istrionico pupillo, arrivando anche a scrivere la prefazione di "Primavera Bizantina", non è riuscito a tenerlo lontano dalla televisione. Ammetto però che sentire Franco recitare dei versi in portoghese in diretta al GF è stato un avvenimento che valeva la pena d’esser visto. Una sorta di piccola e limitata presa di possesso dello strumento mediatico all’interno di una trasmissione, un reality, per definizione trash e punta di diamante della cosiddetta tv spazzatura (quella dei grandi ascolti e ampiamente presente nella vita quotidiana di milioni d’italiani e divenuta una sorta di tutor alla rovescia). È questo che ora rappresenta Franco, spero non vanesio, in quella casa davanti a tutti, una sorta di rivincita della regina delle Arti: la poesia.
Se, a mio modesto parere, tanto male ha fatto la partecipazione di un poeta ad una vecchia ottimistica campagna pubblicitaria irrisa da molti, la presenza di Franco al Grande Fratello può rappresentare una sorta di contatto diretto tra la poesia e la semplice quotidianità di chi scendendo in strada a buttare la spazzatura pensa ai "ragazzi" chiusi nella "casa".
Certamente una simile presenza di un certo spessore culturale (il visitatore occasionale mi perdoni la parola "culturale") verrà incapsulata nei classici stereotipi del genere (giovane poeta e studioso in cerca di un inserimento nel tessuto letterario -e fors’anche televisivo- italiano cerca audience). In ogni caso ritengo possa essere visto con un minimo quantitativo di speranza il fatto che tale presenza è vista da un buon numero di milioni di persone.
L’importante, alla fine dei conti e secondo me, è che il poeta si diverta.
Per finire:
Linko una pagina relativa al dottorato (questa) dove è possibile scaricare in formato pdf quattro tesine di Alvisi (in francese) incentrate su tematiche poetiche (credo).
Riguardo alle sue poesie ho trovato praticamente nulla in rete. Sono un ricercatore googleiano superficiale, lo confesso.
Però segnalo IlCerchioAttornoAlFuoco che nel suo blog scrive in questo post: « [...] proprio ieri mattina ero andata con Erika alla libreria patron, in Piazza Verdi, e ho comprato il suo libro di poesie. Almeno quelle sono molto belle. Vale la pena leggerle. Soprattutto “Sevilla, 15 de octubre de 2000″. penso sia la mia preferita.» …Invece è breve, gustoso e lapidario quel che scrive, ma che non riporto, a proposito della partecipazione al GF. Purtroppo sulle qualità come ballerino di Franco, tace.
-
[Riporto un commento che scrissi su un altro blog alcuni giorni fa, prima dell'inizio della trasmissione]
Ammetto di avere degli odiosi preconcetti: ritengo chiunque si presenti ai provini del Grande Fratello una gran testa di ca**o [asterischi inseriti da gattostanco, ma il concetto si capisce]. In quella trasmissione non faccio tifo per nessuno, se non per il crollo della casa con tutti quella gentaglia dentro; personcine insignificanti che si affannano nel tentativo di mascherare la loro vera aspirazione, che è inevitabilmente quella di apparire ad ogni costo e far fruttare quella visibilità per ottenere delle scorciatoie nella vita.
Questo dissi. Non me lo rimangio. Non può che far piacere la presenza di una persona di cultura
(del resto, dentro alla casa del Grande Fratello, per essere bollato come intellettuale mica serve aver scritto un libro, basta azzeccare due congiuntivi di fila) in quel contesto, ma anche lui è l’ennesima pedina di un meccanismo volto a costruire una realtà fasulla, mascherata dalla falsa premessa che si tratta di gente qualunque.E invece di gente qualunque non si tratta, perché il loro esibizionismo rivela solo una smodata frenesia di apparire che, per fortuna e nonostante tutto, non è la norma.
Venendo al post, l’Alvisi può essere un genio nonché autore di versi bellissimi, ma l’istrionismo è una cosa e il vanaglorioso esibizionismo è un’altra: la sua partecipazione a questo gioco ridicolo rivela il suo essere in cerca di una scorciatoia nella vita. In questo non è diverso da tutti gli altri.
di stark — 21 gennaio 2006 20:45 -
Errata corrige. A un certo punto del commento si legge “un volto…” mentre dovrebbe essere “un meccanismo volto…”
[Dopo anni trascorsi a magnarsi i miei commenti, faccio un errore e me lo prende subito :-)))]
di stark — 21 gennaio 2006 20:47 -
scusa gatto stanco, ma nella pianezze del mio stomaco e nella fretta di leggere blog, mi salta fuori questo terribile OT. ho messo le scuse prima perchè è veramente terribile, ma nella fretta di leggere quanti più blog possibili e tra i rigurgiti di tigelle e lambrusco mi è esploso questo tuo commento: (letto in modo assolutamente decontestualizzato, come si addice a chi divora testi e spesso perde la rotta della navigazione)
” Ragazzi, sto tentando di “escogitare” qualcosa per venire. Sono lento in queste cose. gattostanco”
nella colonna verde a destra. lo so che ora faccio la figura dell’immaturo, ragazzino con il chiodo fisso. ma la risata è stata fragorosa.
di dudcheque — 22 gennaio 2006 00:40 -
dudcheque, in effetti il commento fuori dal contensto è decisamente equivocabile.
di gattostanco — 22 gennaio 2006 02:07
Nota per il visitatore occasionale: il commento in questio l’ho lasciato in risposta ad alcuni incoraggiamenti ad andare a Genova ad assistere a un convegno blogosferico e lasciati in calce al mio post precedente: “venire” a Genova e “lento” nell’organizzare, sembra buffo aggiungerlo, viaggetti di “piacere” se mia moglie non è disponibile a seguirmi.
Certo che dudcheque potevi almeno azzeccare il post giusto :D senza inserire il tuo spassosissimo (ora ho la ridarella) commento proprio in calce a un intervento dedicato alla poesia. Anche se mi sembra perfettamente in linea col GF.
Grazie d’avermelo fatto presente, davvero. Vale sempre una risata in compagnia (anche se in differita). -
Stark, ho aggiunto la parola mancante nel tuo primo commento e fatto una asteriscata a una parola che è inutile sia letta da Google.
L’aspirazione dei partecipanti è chiara. Credo possano essere numerose le motivazioni espresse dai concorrenti per la loro partecipazione, ma sostanzialmente è la visibilità a essere ricercata. E’ per quello che la gente normale non desidera partecipare o non è gradita all’interno del programma.
Una qualsiasi cena domestica tra una dozzina di amici sarebbe molto più divertente da seguire in tv. Il problema è che prima o poi gli ospiti se ne tornano nelle loro case e i padroni di casa, passata la domenica a divorare gli avanzi e a fare commenti, il lunedì mattina avrebbero i loro affari da smazzarsi: il programma finirebbe dopo qualche ora. Lo spettacolo finirebbe dopo qualche ora e questo non è accettabile per costruire quel tipo di programma.Sinceramente, al Grande Fratello, mi sarei accontentato di trovare persone in grado di parlare un italiano semplice con una voce chiara e comprensibile. In ogni edizione del GF capisco solo qualche frase ogni tanto di almeno un paio di concorrenti (i filmati sottotitolati mostrati dalla Gialappa’s mi hanno spesso aiutato)
Sì, l’Alvisi è un ingranaggio del meccanismo. Anche noi, a nostro modo, ne siamo parte. Ma Franco è un ingranaggio un pochino più consapevole degli altri concorrenti. Quasi un approfittatore all’interno del sistema ospitante. O così mi auguro.
Uno dei massimi poeti e scrittori italiani è riuscito ancora vivente a vendere all’Italia la propria dimora (non proprio una casa, ma vari edifici circondati da un parco) e questo per farne un monumento per tutti gli italiani. Idolatrato, amato dalle donne e rigonfio di gloria perpetua ha vissuto e scritto grazie al proprio esibizionismo proiettato oltre la propria arte.
Credo in un Franco non diverso dagli altri concorrenti. La sua persona è davanti a tutti. O meglio: il suo personaggio è davanti a tutti. La sua scorciatoia è il televisore dentro il quale mi è entrato in casa. Avrebbe potuto prendere un aereo per gettarmi il suo personaggio sui balconi o prendere un motoscafo e per risalire il Ticino (il naviglio no, perché è ghiacciato) nel tentativo di raggiungermi. Indubbiamnete la tv è uno strumento più comodo, immediato e facile per chi lo usa e per chi ne osserva i risultati.
Però, esemplificando molto, quel personaggio si “porta dietro” la poesia. Bella o brutta, non importa, l’ha “addosso” e qualcuno la vede o la vedrà prima della sua uscita. E’ consolante. E chissà , forse la poesia l’ha pure “dentro”.Forse sono troppo buono o accomodante. E’ vero. Ma il Pianeta è nelle mani di coloro che guardano il GF con partecipato interesse e immedesimazione, e non è di quelli che -distaccati- lo amano od odiano. Dare a quelle persone un tocco di poesia e un congiuntivo (giusto o sbagliato che sia, l’importante è il pensiero) mi sembra già un buon risultato. Soprattutto avvenendo in una televisione dove nelle scritte scorrevoli è sempre più facile leggere pò invece di po’ (leggibile anche altrove, persino nei siti degli editori).
Perdona la tiritera. Spero comunque di aver chiarito il mio punto di vista. Rispetto la tua argomentazione e la uso per arrivare a una conclusione simile alla tua e solamente un filino più morbida.
di gattostanco — 22 gennaio 2006 03:04 -
D’altra parte uno può definirsi poeta solo sotto le due torri, che se ti attenti a farlo a Modena parte una fila di sfottò per sette generazioni sette (cfr Guccini – Croniche Epafaniche). Ma io poi mi chiedo, poeta è anche garanzia di senso critico? Il “Ridicolismo”? E’ poi serio uno così? Vabbè vedremo intanto ti giro sto linksss.
http://spettrodellabolognesita.splinder.com/post/6905813
Saluti
di Omar — 23 gennaio 2006 12:15 -
Omar, fortunatamente l’avevo già trovato in rete (per un attimo pensavo d’essermi perduto qualcosa), ma non capendo bene quanto fosse ironico o meno ho pensato bene di lasciarlo da parte.
In fondo non comunica i natali meridionali e per un qualunque fan l’amore per i particolari è fondamentale :DDDL’ editoriale di Perrone Editore (facilmente rintracciabile nel sito linkato all’interno del post) è assai più illuminate.
di gattostanco — 23 gennaio 2006 13:18
In meno di un anno la casa editrice non solo ha pubblicato alcune collane, ma ha progetti ambiziosi compreso un …format televisivo… -
Perdonami Gatto, avrei dovuto pensarci da me ad edulcorare il commento, è che nel copiaincolla proprio non ci ho pensato.
La tua opinione, come dici giustamente, è grosso modo la mia.
Però ritengo doveroso, per muovere una critica efficace a questo meccanismo, cercare di non farne parte nella maniera più assoluta. Il che non significa limitarsi a non guardare e non apprezzare, ma anche a non commentare in nessun senso e persino, paradossalmente, non criticare.“Che se ne parli, bene o male, purché se ne parli”, non era così? Questa in fondo è la filosofia di molti relitti da reality che quotidianamente infestano ogni genere di trasmissione, piegandosi ad atti ridicoli e sceneggiate sempre più spudorate, ogni qualvolta sentono riavvicinarsi il ciglio del dimenticatoio. E ce la fanno, ce la fanno.
A me questo non sta bene, perciò non ne parlo (per questo commento, e in poche altre occasioni, ho fatto un’eccezione).
Non critico l’esibizionismo dell’Alvisi, è legittimo che un artista lo sia. Ma un artista vero sa trovare maniere differenti di farsi notare, senza piegarsi ad accettare la vetrina più banale e volgare, creata ad arte proprio da quel sistema che, se non erro, egli sostiene di rigettare. Quello lo chiamo, più che altro, opportunismo.
Il mio timore è quello che tale bagaglio di cultura, così sovradimensionato rispetto al contesto, sortisca un effetto contrario alle aspettative del soggetto. Temo in sostanza che il libro di poesie dell’Alvisi possa confondersi, paradossalmente, nel marasma di pubblicazioni istantanee che fanno seguito a questo tipo di trasmissioni (persino al Giuffrida di Campioni sono riusciti a cavar fuori delle frasi da pubblicare, rendiamoci conto). Sarebbe una beffa, no?
(un appunto fuori tema: potresti ingrandire di tre-quattro volte la finestra di testo nella quale inserire il commento? E’ un po’ antipatico scrivere un periodo di cinque righe e dover tornare su con la scrollbar per poterlo rileggere)
di stark — 23 gennaio 2006 17:07 -
Ti segnalo il Fan club di Alvisi
spettrodellalvisita.splinder.com
ciao ;-)
di maso — 23 gennaio 2006 22:15 -
Stark, ho allargato la finestra di testo come richiesto. Effettivamente era poco funzionale.
…Per il resto, credo che le nostre posizioni siano abbastanza chiare.Maso, ho tolto il collegamento diretto, ma l’ho lasciato nella firma.
di gattostanco — 24 gennaio 2006 02:41
Mi ripeto: un vero fan dovrebbe informarsi :D …nel sito di Perrone Editore si afferma che L’Alvisi è nato in Meridione. Anche la denominazione del dottorato è leggermente imprecisa. Inoltre le tesine scaricabili sono 4 (il tuo blog non cita: LÂ’expérience futuriste de Umberto Boccioni).
Insomma: sono più informato io del fan club :DDD
Un suggerimento: insisti con la redazione di Perrone per ottenere il permesso a pubblicare integralmente una poesia tratta da Primavera Bizantina. Sarebbe un colpaccio ;) -
ho comprato il libro di alvisi senza sapere chi era e senza sapere del suo ingresso al grande fratello, è davvero penoso, qualitativamete scarso e a volte *******.peccato, speriamo in un futuro migliore da star, un critico letterario
[nota di gattostanco: ho inserito degli asterischi nel commento di Ezio in luogo di una affermazione non documentata in alcun modo]
di ezio — 25 gennaio 2006 01:44 -
vai franco, facci sognare, sei grande!!! recita tutte le poesie che sai…
di marika — 25 gennaio 2006 16:09 -
sono daccordo: l’importante è che si diverta
di iri — 25 gennaio 2006 21:44 -
Molto interessante. In tv l’avevo un po’ sottovalutato.
di Andrea — 1 febbraio 2006 09:46 -
Franco è mitico!E’ il migliore di questa edizione!
di Homecoming king — 16 febbraio 2006 12:45 -
Sei la vergogna dei Poeti!
Amami…nella ripetizione di due versi. Biasima la solitudine e affronta il vento.
l’egocentrismo atmosferico:
dissolvenza dell’essere.mad poet
di vale — 23 febbraio 2006 15:26 -
Poeta claudicante dal verso stanco e la rima annoiata e non è certo un vanto. Non mi piace come non mi piace la nebbia, fatti un giro nelle mie oscurità . Amen!
[commento modificato da gattostanco: E' un commento di spam che si trova indentico in altri blog. L'ho riscritto in minuscolo e ho tolto il link. Chiunque senta il bisogno di spammare altri blog ha poco da lamentarsi della poesia altrui o, peggio, della nebbia]
di fiorella — 10 marzo 2006 17:14 -
non condivido stazioni e ciuf ciuf nel significato oscuro e mai esistito di versi encomiastici.
ciao
di vale — 10 marzo 2006 23:23 -
fiorella, non ho capito se il vostro era un contro ribattere a quanto da me scritto, ma a mio parere oggettivo i versi di un poeta qualsiasi valgono molto poco quanto la sua notorietà . non verrà conosciuto e giudicarsi il migliore degli ultimi 80 anni è un insulto a grandi poeti vincitori dei nobel. ne comprendo poetica e tutto, ma ormai la poesia è in mano al poeta e non all’editore. quindi non si tiri in ballo neanche primavera bizantina. la qualità di un’opera vale il singolo. e quella che ho sentito recitata da lui…faceva pena.
perdonatemi ma giudico solo nel mio campo. Non mi permetterei di giudicare Franco persona. ciao
di vale — 10 marzo 2006 23:27 -
franco sei un poeta unico facci sognare con le tue poesie irene rispondimi
di irene tasini — 13 marzo 2006 10:14 -
è bello trovare persone che non conoscano la cultura. w platinette
di vale — 13 marzo 2006 11:47 -
e’ solo un *********** [gli asterischi sono miei: gli insulti e quel che ci si avvicina non li gradisco da queste parti, gs]!
di Vincenzo — 28 marzo 2006 16:38
chi ostenta intelligenza non è detto che l’abbia davvero (in siciliano: “Cu si vanta cu li so denti, sutta sutta nun c’è nenti!!”) -
sensualità traspare da due occhi azzurro mare…… grande franco,pacato,sincero, leale,incompreso… ci mettiamo assieme?
di anita — 31 marzo 2006 15:31 -
Porque esta publicidad de tus poesias?la verdadera poesia no se acerca al pueblo,es oscura.Acuerdate de la madre que decia a su hija”abrigaté el pecho”.besos
di enanita — 6 aprile 2006 18:40
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