Premessa (inserita il 27/02/2006):
Nelle mie intenzioni il tema principale del post non è lÂ’aviaria, ma è il possibile effetto controproducente della citata fonte d’informazioni riguardante la malattia e priva di una mediazione particolarmente accurata, a mio parere, tesa a dare risposte chiare, oneste, rassicuranti e soprattutto prive di aperture che possano instradare il cittadino desideroso di sapere verso deduzioni errate o incomplete o dettate dalla sfiducia negli organi competenti o dalla semplice paura pregressa.
Fine premessa
Ieri ho consumato l’ultima fettina di tacchino che conservavo nel congelatore come una reliquia.
Ogni mezzo d’informazione tenta di rassicurarmi. Non ho mai avuto notizie che stimolassero la paura. Solo rassicurazioni.
Come è ovvio che fosse in risposta a questo bombardamento rassicurante, ho il panico.
Politici, allevatori, giornalisti e compagnia bella a dirmi di stare tranquillo. E io dovrei fidarmi e stare tranquillo sapendo gli interessi in gioco…
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Copio e incollo alcune risposte alle domande più frequenti relative all’influenza aviaria (ultimo aggiornamento 15 Febbraio 2006) presenti sul sito del Ministero della Salute.
Ho ritenuto fossero la fonte più autorevole per tranquillizzarmi e avere qualche risposta relativamente certa. Ora per certi aspetti della faccenda sono rasserenato, per altri sono più dubbioso…
Piccioni passeri e storni rappresentano un pericolo?
Finora non sono stati documentati casi di infezione da H5N1 in questi volatili
Quindi non si esclude che possano essere un pericolo?
In Italia ci sono pericoli di trasmissione della malattia allÂ’uomo?
Allo stato attuale no. In italia la malattia è stata riscontrata solo in animali selvatici. E’ importante comunque ricordare che nei paesi in cui si sono verificati casi umani, la trasmissione della malattia è avvenuta per uno stretto contatto con volatili domestici attraverso secrezioni e feci disseccate degli animali.
E allo stato futuro? E se mi cag* in testa un piccione?
Sono sicuri i polli acquistati nelle rosticcerie o consumati negli esercizi di ristorazione?
Gli esercizi di somministrazione di alimenti hanno l’obbligo di documentare la tracciabilità dei prodotti che somministrano e la loro provenienza da attività produttive riconosciute ai sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale in materia di produzione e commercializzazione di alimenti.
La domanda è semplice e chiara: sono sicuri? …La risposta a me sembra evasiva. Del resto non può essere altrimenti.
Come mai la malattia in Asia colpisce maggiormente bambini ed adolescenti?
In realtà i casi di infezione riguardano anche in Turchia, così come nei paesi dell’Estremo Oriente, soggetti di tutte le età , con una preferenza per i giovani adulti. Va però considerato che i bambini potrebbero essere più esposti ad occasioni di contagio, non solo perché in alcune aree del mondo spesso la cura degli animali da cortile è affidata proprio ai bambini, ma anche perché potrebbero essere esposti all’infezione giocando con questi o negli ambienti contaminati dalle loro deiezioni.
Mi verrebbe da chiedere allora: Nelle prossime giornate di sole i bambini delle scuole materne dotate di un giardino all’aperto possono essere lasciati giocare fuori (penso agli scivoli, altalene e giochi all’aperto di varia natura abitualmente fatti) tenendo presente che anche -o soprattutto- sono i volatili selvatici a poter essere malati?
I cani ed i gatti che si aggirano nellÂ’aia tra le galline potrebbero trasmettere il virus dellÂ’influenza aviaria ?
L’attuale situazione sanitaria nazionale non ha visto fino ad oggi alcun coinvolgimento diretto dei mammiferi della specie felina e canina, pertanto i cani e i gatti non rappresentano un rischio. Tuttavia è buona norma rispettare le regole di biosicurezza nella conduzione dell’allevamento ed evitare l’accesso di cani e gatti nei pollai.
E la situazione internazionale? La gattara che rimpinza i gatti vicino a casa potrebbe infettare la maniglia del portone del palazzo? Il mio gatto rischia se viene in contatto con un animale infetto o i suoi escrementi sui balconi di casa o dal veterinario?
Il virus negli escrementi contaminati per quanto tempo rimane attivo?
A temperatura bassa, nelle feci, circa una settimana [...]
Questa mi ha divertito:
Le galline tenute dal vicino di casa nel cortile costituiscono un pericolo?
No. Le galline presenti nel cortile di privati cittadini, che appaiono sane e razzolano normalmente senza manifestare comportamenti anomali, non rappresentano alcun pericolo per la trasmissione di malattie.
Per un istante mi sono reso conto di non avere la minima idea di quali siano i comportamenti normali di una gallina. …Poi mi sono reso conto che non ho competenze in fatto di polli o tacchini non avendo vicini di casa con animali da cortile. Fiuuu, meno male :D …mia suocera invece sì.
Mi permetto di suggerire ai curatori delle relazioni con il pubblico del Ministero di fare uno sforzo e di usare maggiore attenzione al tono e ai contenuti delle risposte offerte al cittadino.
Infatti nella risposta a una domanda che ho ritenuto marginale e che ho letto per scrupolo (per me tutti i colombi muoiono senza una causa apparente):
Cosa fare se si trovano colombi morti, senza causa apparente, sul terrazzo di casa?
Il tono è rassicurante e la risposta abbastanza completa di informazioni (a parte quelle espressamente richieste) e assai più tranquillizzante di quella data alla domanda che io ho inserito per prima.
Gli esperti del Centro di Referenza Nazionale OIE/ FAO per l’Influenza aviara sostengono che i piccioni (Ordine dei Columbiformi Genere Columbia livia alias piccioni, Colomba palumbus alias colombaccio) si sono rilevati essere molto poco sensibili all’infezione con virus influenzali aviari. Questo dato è supportato dal fatto che nel corso di epidemie influenzali verificatesi negli anni passati, questi volatili non sono mai stati interessati da fenomeni morbosi. Studi epidemiologici condotti nei focolai attivi di infezione hanno escluso che questi volatili possano fungere da portatori sani di infezione, e pertanto che possano avere un ruolo nella diffusione dell’infezione e nel contagio di altri volatili o dell’uomo. Esperimenti di laboratorio effettuati con virus aviari di diversa origine, incluso il sottotipo H5N1 confermano la resistenza di questi animali all’infezione. Tuttavia poiché i volatili appartenenti all’Ordine dei Columbiformi insistenti nelle aree urbane, possono essere veicolo di altre malattie, anche se di minore entità rispetto all’influenza aviare, è buona regola manipolarli con attenzione nel rispetto del principio della massima cautela igienico-sanitaria.
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Resta il fatto che di carni, tra influenza e pazzia varia e scatolame fatto con scarti e maiali infetti, ne restano ben poche da gustare per il mio palato.
Io, comunque, me le mangio tutte lo stesso. E mi tengo la paura: il rischio aumenta il piacere …così almeno ho letto da qualche parte.