24 febbraio 2006
Il mio panico da aviaria
Premessa (inserita il 27/02/2006):
Nelle mie intenzioni il tema principale del post non è lÂ’aviaria, ma è il possibile effetto controproducente della citata fonte d’informazioni riguardante la malattia e priva di una mediazione particolarmente accurata, a mio parere, tesa a dare risposte chiare, oneste, rassicuranti e soprattutto prive di aperture che possano instradare il cittadino desideroso di sapere verso deduzioni errate o incomplete o dettate dalla sfiducia negli organi competenti o dalla semplice paura pregressa.
Fine premessa
Ieri ho consumato l’ultima fettina di tacchino che conservavo nel congelatore come una reliquia.
Ogni mezzo d’informazione tenta di rassicurarmi. Non ho mai avuto notizie che stimolassero la paura. Solo rassicurazioni.
Come è ovvio che fosse in risposta a questo bombardamento rassicurante, ho il panico.
Politici, allevatori, giornalisti e compagnia bella a dirmi di stare tranquillo. E io dovrei fidarmi e stare tranquillo sapendo gli interessi in gioco…
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Copio e incollo alcune risposte alle domande più frequenti relative all’influenza aviaria (ultimo aggiornamento 15 Febbraio 2006) presenti sul sito del Ministero della Salute.
Ho ritenuto fossero la fonte più autorevole per tranquillizzarmi e avere qualche risposta relativamente certa. Ora per certi aspetti della faccenda sono rasserenato, per altri sono più dubbioso…
Piccioni passeri e storni rappresentano un pericolo?
Finora non sono stati documentati casi di infezione da H5N1 in questi volatili
Quindi non si esclude che possano essere un pericolo?
In Italia ci sono pericoli di trasmissione della malattia allÂ’uomo?
Allo stato attuale no. In italia la malattia è stata riscontrata solo in animali selvatici. E’ importante comunque ricordare che nei paesi in cui si sono verificati casi umani, la trasmissione della malattia è avvenuta per uno stretto contatto con volatili domestici attraverso secrezioni e feci disseccate degli animali.
E allo stato futuro? E se mi cag* in testa un piccione?
Sono sicuri i polli acquistati nelle rosticcerie o consumati negli esercizi di ristorazione?
Gli esercizi di somministrazione di alimenti hanno l’obbligo di documentare la tracciabilità dei prodotti che somministrano e la loro provenienza da attività produttive riconosciute ai sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale in materia di produzione e commercializzazione di alimenti.
La domanda è semplice e chiara: sono sicuri? …La risposta a me sembra evasiva. Del resto non può essere altrimenti.
Come mai la malattia in Asia colpisce maggiormente bambini ed adolescenti?
In realtà i casi di infezione riguardano anche in Turchia, così come nei paesi dell’Estremo Oriente, soggetti di tutte le età , con una preferenza per i giovani adulti. Va però considerato che i bambini potrebbero essere più esposti ad occasioni di contagio, non solo perché in alcune aree del mondo spesso la cura degli animali da cortile è affidata proprio ai bambini, ma anche perché potrebbero essere esposti all’infezione giocando con questi o negli ambienti contaminati dalle loro deiezioni.
Mi verrebbe da chiedere allora: Nelle prossime giornate di sole i bambini delle scuole materne dotate di un giardino all’aperto possono essere lasciati giocare fuori (penso agli scivoli, altalene e giochi all’aperto di varia natura abitualmente fatti) tenendo presente che anche -o soprattutto- sono i volatili selvatici a poter essere malati?
I cani ed i gatti che si aggirano nellÂ’aia tra le galline potrebbero trasmettere il virus dellÂ’influenza aviaria ?
L’attuale situazione sanitaria nazionale non ha visto fino ad oggi alcun coinvolgimento diretto dei mammiferi della specie felina e canina, pertanto i cani e i gatti non rappresentano un rischio. Tuttavia è buona norma rispettare le regole di biosicurezza nella conduzione dell’allevamento ed evitare l’accesso di cani e gatti nei pollai.
E la situazione internazionale? La gattara che rimpinza i gatti vicino a casa potrebbe infettare la maniglia del portone del palazzo? Il mio gatto rischia se viene in contatto con un animale infetto o i suoi escrementi sui balconi di casa o dal veterinario?
Il virus negli escrementi contaminati per quanto tempo rimane attivo?
A temperatura bassa, nelle feci, circa una settimana [...]
Questa mi ha divertito:
Le galline tenute dal vicino di casa nel cortile costituiscono un pericolo?
No. Le galline presenti nel cortile di privati cittadini, che appaiono sane e razzolano normalmente senza manifestare comportamenti anomali, non rappresentano alcun pericolo per la trasmissione di malattie.
Per un istante mi sono reso conto di non avere la minima idea di quali siano i comportamenti normali di una gallina. …Poi mi sono reso conto che non ho competenze in fatto di polli o tacchini non avendo vicini di casa con animali da cortile. Fiuuu, meno male :D …mia suocera invece sì.
Mi permetto di suggerire ai curatori delle relazioni con il pubblico del Ministero di fare uno sforzo e di usare maggiore attenzione al tono e ai contenuti delle risposte offerte al cittadino.
Infatti nella risposta a una domanda che ho ritenuto marginale e che ho letto per scrupolo (per me tutti i colombi muoiono senza una causa apparente):
Cosa fare se si trovano colombi morti, senza causa apparente, sul terrazzo di casa?
Il tono è rassicurante e la risposta abbastanza completa di informazioni (a parte quelle espressamente richieste) e assai più tranquillizzante di quella data alla domanda che io ho inserito per prima.
Gli esperti del Centro di Referenza Nazionale OIE/ FAO per l’Influenza aviara sostengono che i piccioni (Ordine dei Columbiformi Genere Columbia livia alias piccioni, Colomba palumbus alias colombaccio) si sono rilevati essere molto poco sensibili all’infezione con virus influenzali aviari. Questo dato è supportato dal fatto che nel corso di epidemie influenzali verificatesi negli anni passati, questi volatili non sono mai stati interessati da fenomeni morbosi. Studi epidemiologici condotti nei focolai attivi di infezione hanno escluso che questi volatili possano fungere da portatori sani di infezione, e pertanto che possano avere un ruolo nella diffusione dell’infezione e nel contagio di altri volatili o dell’uomo. Esperimenti di laboratorio effettuati con virus aviari di diversa origine, incluso il sottotipo H5N1 confermano la resistenza di questi animali all’infezione. Tuttavia poiché i volatili appartenenti all’Ordine dei Columbiformi insistenti nelle aree urbane, possono essere veicolo di altre malattie, anche se di minore entità rispetto all’influenza aviare, è buona regola manipolarli con attenzione nel rispetto del principio della massima cautela igienico-sanitaria.
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Resta il fatto che di carni, tra influenza e pazzia varia e scatolame fatto con scarti e maiali infetti, ne restano ben poche da gustare per il mio palato.
Io, comunque, me le mangio tutte lo stesso. E mi tengo la paura: il rischio aumenta il piacere …così almeno ho letto da qualche parte.
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Allarmismi, secondo me con tutti i controlli imposti dai primi allarmi in Italia mai come adesso il pollo è sicuro (oltre che economico)
di Barbara — 24 febbraio 2006 22:44 -
Barbara, concordo sugli “allarmismi”. Infatti suggerisco un approccio più attento da parte del Ministero nel dare risposte, proprio per arginare i dubbi e la notevole sfiducia negli organi di controllo del cittadino medio (ad esempio e a seguito di una superficiale ricerca: secondo la stampa, l’ultima e più recente morte sospetta in Italia per mucca pazza è avvenuta da appena quindici giorni -e senza che l’Asl competente si preoccupasse almeno di essere esattamente sicura di quale malattia soffrisse il deceduto-. La morte sospetta precedente da mucca pazza, sempre secondo fonti di stampa e sempre in Italia, è accaduta da circa un mese).
di gattostanco — 25 febbraio 2006 01:34 -
se ti va due risposte te le posso dare io.
1 – I piccioni non prendono l’aviaria. Pigliano tutte le schifezze di sto mondo ma non pigliano H5N1.
2 – per pigliare l’aviaria devi farti beccare o graffiare da un volatile ammalato. Quindi al momento direi che non corri rischi. Se in futuro ti metti ad allevare polli, la cosa cambia.
3 – Il virus muore a 70 gradi centigradi. Ergo il pollame cotto è sicuro in ogni modo.
4 – In genere badare al pollame è un lavoro da bambini e da donne, ecco perchè.
5 – Questa non la so.
6 – Come dicono loro. E’ per questo che in Italia in caso di aviaria si porta l’intero stabilimento a 80 gradi per due ore. Solo dopo si entra a pulire. N.B. ultima epidemia di aviaria in Italia tre anni fa ( e nessuno lo sa, eh?)
7 – No. Quando i polli di un allevamento prendono l’aviaria lo scopri perchè 9 polli su dieci li trovi morti al mattino.
8 – Mettiti un paio di guanti e buttali nel rusco. Attento perchè sono pieni di parassiti. Al gatto non fanno bene.Baci
di Capsicum — 26 febbraio 2006 21:42
Capsicum -
Capsicum, grazie del tuo commento.
Tanto per farti un esempio, per quanto riguarda la trasmissione della malattia all’uomo le faq del ministero sono chiare (al momento aggiornate ancora al 15 febbraio):
[...] L’uomo può infettarsi con il virus dell’influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti (vivi o morti) e/o loro escrezioni (feci, urine, saliva e secrezioni respiratorie), mentre non c’è alcuna evidenza scientifica di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo accurata cottura [...]
Quindi anche il contatto con escrementi può provocare infezione.
E oltre ai polli o tacchini, sono molte le specie di uccelli selvatici in grado di trasmettere il virus (il ministero non li specifica nelle faq). Pertanto non è solo di chi alleva polli a essere a rischio (o così almeno io comprendo leggendo la totalità delle risposte date dal ministero).Ne deduco che qualsiasi escremento sia, con una scarsissima probabilità , potenzialmente pericoloso. Che questa deduzione sia corretta o non lo sia ha nessuna importanza. Ha importanza per me il fatto che l’abbia fatta grazie alle informazioni per il pubblico fornite da un sito istituzionale. E come l’ho fatta io, a torto o a ragione, potrebbe farla chiunque altro. Io vivo in riva a un fiume (in città ) e anche mia suocera (in campagna), presso la quale mi reco spesso con mia moglie, e mi sembra corretto trarre delle conclusioni, per quanto pessimistiche, di ciò che leggo per informarmi su di un eventuale pericolo applicandole agli ambienti frequentati da me e da molte specie di uccelli (non sono un onitologo).
E’ questo il senso del post. Non è l’aviaria, ma lo è l’effetto delle informazioni riguardanti la malattia prive di una mediazione particolarmente accurata tesa a dare risposte chiare, oneste rassicuranti e prive di aperture che possano instradare verso deduzioni errate o incomplete o dettate dalla sfiducia negli orgnai competenti o dalla semplice paura pregressa.
di gattostanco — 27 febbraio 2006 01:22 -
Vorrei lanciare una lancia a sfavore di tutto quello che si dice sui polli. Controlli pochissimi, tracciabilità nei ristoranti ed altri esercenti non esistono diffidate di tutti… Al mio paese trovati volatili morti ma le autorità interpellate non sono intervenute le aspettiamo da 3 giorni. chi vi parla conosce bene il settore e dovrebbe occuparsi proprio di Controllo Qualità ma il deficit italiano non permette assunzioni per cui niente lavoro per me e i miei colleghi!!!
di gianna — 7 marzo 2006 19:31 -
Riguardo al commento sopra.
Non ho motivi per ritenere infondate le affermazioni di gianna (chiunque sia). Formano, d’altra parte, un breve commento senza alcun approfondimento lasciato in un blog qualsiasi e devono essere intese in quest’ottica.
di gattostanco — 7 marzo 2006 20:37 -
certo il mio è solo un allarmismo senza approfondimenti… ma allora l’allevatore deve continuare a mangiare le uova e i polli che possiede? Non credo ! Cmq lo scandalo è la mancanza di intervento da parte dell’ASL e non la morte dei volatili.
di gianna — 8 marzo 2006 19:55 -
Gianna, non ho scritto che il tuo sia allarmismo: io ho il gatto che guarda il balcone al sole e miagola per farsi un giro e invece è resta recluso in casa e non ho nessun problema a dichiararlo.
di gattostanco — 8 marzo 2006 20:19
Solamente intendevo significare che le tue parole sono solo un commento in un blog. Tutto qui. Come lo sono le mie. O quelle di chiunque altro.
Ovviamente non puoi dichiararti nome e cognome, fare il nome dell’allevatore con le bestie morte da giorni senza alcuna verifica da parte dell’ASL. Perché altrimenti finiremmo sui giornali domani. Ecco.
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