30 giugno 2006
Il Tao della Suocera
Il Tao della Suocera
La sapienza cinese applicata all’esperienza occidentale.
opera originale di:
gattostanco-tzu
(maestro gattostanco)
Prefazione
Il testo si propone di illuminare il cammino allo sposo di una leggiadra fanciulla nel percorso di vita con la suocera. Con i dovuti accorgimenti è adatto alla donna sposa di un rozzo barbaro e alla relativa suocera.
L’eventuale onorevole lettore è pregato di considerare il presente scritto una semplice bozza. L’argomento è vasto, ma il tempo limitato.
Voglia l’eventuale onorevole lettore scorrere le presenti poche righe senza ricercarvi l’eccellenza, ma considerandole solo il primo frutto acerbo del modesto pensiero di uno Sposo alla ricerca dell’equilibrio con la suocera e la propria sposa dopo un lungo tempo travagliato dai Demoni che aspirano al caos nel rapporto triangolare tra lo sposo, la sposa e la suocera. Per riaffacciarsi alla vita senza demoni occorre vedere nell’oscurità per scacciare i Demoni e ottenere l’armonia a favorire la ripresa della vita, del lavoro (e del bloggare).
Il Tao della Suocera
Capitolo Secondo
Capitolo Terzo
Fondamentali
Il Saggio sceglie la propria moglie dopo aver conosciuto e osservato la madre di lei. Il Giusto sceglie la propria moglie nonostante la madre di lei. Il Degno sceglie la propria moglie. L’uomo stolto pensa che la madre della propria futura moglie non sia importante.
Lo Sposo che usa essere benevolente e compiacente con la suocera asseconda il Tao e la suocera: vive nella fortuna. Lo sposo che usa essere filosofo e intransigente con la suocera sfida il Tao e la suocera: vive nella sventura.
La Suocera ha Ogni Cosa del Cielo e Ogni Faccenda della Terra al proprio fianco. Lo Sposo deve accarezzare la Pazienza dei Fiumi ogni istante per vivere nel Tao. Accogliere e nutrire la Pazienza dei Fiumi è per lo Sposo la via maestra da percorrere.
Lo Sposo Saggio conosce il destino di colui che scende in guerra con la suocera: la sconfitta. Lo Sposo Giusto conosce il destino di colui che scende in guerra con la suocera: la sconfitta. La suocera è invincibile. Lo sposo stolto scende in guerra con la suocera e viene sconfitto.
Di pura bellezza e grande gioia appagante è il pareggio di una battaglia con la suocera. Ella resta in bilico. Peggiore sventura per la suocera è non essere stabile nella propria condizione. Il pareggio si ottiene senza mai scendere in guerra in campo aperto e respingendo le imboscate della suocera.
Solo in una breve scaramuccia lo Sposo può vincere ed essere in armonia col Tao a patto di riuscire a celare alla suocera la vera essenza della momentanea sconfitta: la suocera trae forza e ardimento dalle sconfitte, mentre lo sposo viene annientato se sconfitto.
Lo Sposo Degno affronta una piccola battaglia con la suocera solo nella certezza di vincere. Ritirarsi in buon ordine è la norma in accordo con il Tao. La sconfitta comporta una fuga disordinata e genera sventurato caos. Lo Sposo Giusto previene il caos per mantenere la sapienza della previsione degli eventi e sceglie la ritirata per il proprio bene presente e futuro.
Lo sposo Saggio riesce a non farsi cogliere impreparato dagli eventi inaspettati creati dalla suocera in perenne movimento alla ricerca dei punti deboli dello sposo. Egli conosce anche questa verità: difendere a oltranza un proprio punto debole che non si è rafforzato per tempo è agire stoltamente. La suocera non attacca per invadere, Ella attacca per logorare e questa è tra le più vere delle verità.
Lo sposo non detesta la suocera: sua moglie potrebbe diventare un giorno suocera a propria volta.
Lo sposo retto e in piena Virtù conosce l’essenza delle Cose della Terra: la tigre è feroce tra gli alberi, il serpente è viscido sulla roccia e la civetta osserva nel buio. Non si deve biasimare la suocera per come è. Nulla può cambiare l’essenza delle Cose. Tentare di cambiare la suocera è come voler addolcire la tigre, far camminare il serpente e far mangiare il bambù alla civetta.
Quale contadino oserebbe abbeverarsi in eterno nel Grande Mare per ottenere terra da coltivare? Lo stolto. Quale sposo oserebbe assediare la suocera in eterno per ottenere giustizia? Lo stolto.
Il contadino rispetta il ciclo immutabile della buona agricoltura per ottenere un giusto raccolto e accudisce la Terra per compiacersi di un buon raccolto. Egli vive in armonia con il Tao per nutrirsi del proprio raccolto in una dimora avvolta dalla purezza della serenità. Lo sposo deve rispettare e accudire la suocera se vuole desinare in una casa pura e serena. Se lo sposo manca di rispetto alla suocera, il caos lo coglie. Se lo sposo manca nell’accudirla, il caos lo coglie. Il caos è dramma e genera travaglio con la sposa.
Lo sposo che si vanta di avere domato la propria suocera senza mostrare il poco valore della suocera e senza ringraziare gli Astri, il Sole, la Luna e le Cose del Cielo è stolto e certamente bugiardo. Solo una suocera delle rare senza valore può essere domata; e solo gli Astri, il Sole, la Luna e le Cose del Cielo possono uniti domare una suocera.
Uno sposo non doma in alcun caso la suocera. Una suocera può mostrarsi domata per breve tempo e solo per il proprio profitto. Ciò è vero: ciò che sembra non sempre è. Ciò è verissimo: una suocera che sembra mai è.
Dialoghi
Un discepolo tra i più degni confessò a gattostanco-tzu: «Maestro, ho fallito! Non ho insultato mia suocera, ma a casa colto dall’Ira della Tigre Nera ho insultato mia moglie.»
Il Maestro oscurò il proprio volto e nella pura benevolenza rispose: «Hai sbagliato, ma non hai ancora fallito. Sei stato stolto, ma la tua confessione mi mostra la consapevolezza che provi di aver agito in avversione al Tao e sotto l’influsso della Tigre Nera. Comportati ora seguendo il solitario sentiero difficile e tortuoso della Virtù per avere una vita con la tua sposa lungo una strada maestra serena e retta.»
Allora uno dei discepoli chiese: «Illustre Maestro, come agisce lo Sposo desideroso di essere degno se colto dall’Ira della Tigre Nera?»
Il Saggio e Giusto e Degno gattostanco-tzu rispose: «L’ira è la peggiore consigliera dello sposo. Talvolta è irrefrenabile la Tigre Nera risvegliata dalla suocera: è indubbio. Lo sposo ha scolpito nella roccia del proprio cuore l’unica ragione della presenza della suocera: la propria amata sposa. Scatenare l’Ira contro la suocera porta a sconfitta certa in una battaglia, ma dirigere l’Ira contro la sposa indebolisce la fortezza dei rispettivi cuori dello sposo e della sposa: è una grande disarmonica sventura. Lo sposo stolto resta accecato dallo sguardo rabbioso della Tigre Nera. Lo sposo Degno sceglie se scatenare l’Ira contro la suocera o contro la moglie, ma se ne vergognerà. Lo sposo Giusto si para innanzi alla Tigre Nera e l’affronta solo rimanendo ferito senza dubbio. Lo sposo Saggio cavalca la Tigre Nera fino a raggiungere un altro bersaglio vicino. Lo Sposo in armonia con il Tao e Degno e Giusto e Saggio accompagna al fianco la Tigre Nera e si presenta davanti alla porta di un amico e chiede accoglienza e di poter lasciare andare l’Ira nel giardino della benevolenza dell’Amicizia in modo che l’amico possa domarla e annientarla; facendo così lo sposo sarà soddisfatto, la Tigre Nera avrà la giusta fine e l’Amicizia si rinsalderà; tutto questo in pieno accordo con il Tao. Lo sposo beve la bevanda offerta dall’amico e pesa il debito contratto con l’amico.
Il nuovo discepolo volenteroso e attento chiese al Maestro: «Come dovrebbe mostrarsi lo Sposo al cospetto della suocera?»
Il paziente gattostanco-tzu rispose con brevi sagge parole: «Dovrebbe essere composto, dignitoso e tranquillo. Lo sposo dovrebbe dimostrare per prima cosa la propria mitezza nel soggiogarsi alle Cose del Cielo e una buona misura nell’osservare le Faccende della Terra. Egli dovrebbe dimostrare di eccellere nel donare la propria pazienza e di perseguire la buona Virtù di accostarsi all’armonia del Tao. Dovrebbe mostrarsi non litigioso svuotando la mente e placando le proprie intenzioni davanti alla suocera. Egli dovrebbe attendere gli eventi con rettitudine e armonia nella mente, con serenità e pazienza nel cuore.»
Nota dell’autore:
Nulla conosco della cultura cinese. Non è mia intenzione recare offesa con queste mie parole alla tradizione e alla cultura cinese, ma contribuire nel mio piccolo a elevarne la compiutezza alla visione occidentale.
-
ecco, ora va già meglio! baci
di Capsicum — 30 giugno 2006 15:28 -
A prescindere dal post che stamperò e leggerò quando avrò un attimo di calma, sono felice di vedere tracce fresche.
di Louie — 30 giugno 2006 18:32
In bottega ci sei mancato.
Louie -
Capsicum, il buon umore e la serenità sembrano di nuovo albergare in me. Grazie.
Louie, non credo possa valere la pena di stamparselo addirittura :D
di gattostanco — 1 luglio 2006 16:19
…Anch’io sono felice di aver lasciato tracce fresche sul blog. E lo sono molto più di quanto non riuscirò a mostrare. E’ stato un periodo di passaggio e di travaglio ben oltre i confini delle faccende suocerose (seppure le altre problematiche “di coppia” fossero direttamente generate dalla sua situazione). Era per me tempo ormai di tornare pian piano alla normalità .
A me la Bottega è mancata moltissimo. Ogni tanto passavo a scrutare gli scaffali, senza entrare nel retro però con la mia afflizione.
Grazie. -
Lo Sposo veramente ma veramente saggio sceglie la propria moglie tra le fanciulle orfane.
Saluti
di Omar — 3 luglio 2006 11:58 -
condivido l’analisi di Omar.
Comunque dallo iato di giugno deduco che sei stato prima stolto e poi saggio. Attento pero’, che questo blog non diventi un suocera-blog… Capisco che la tua vita ne e’ ormai dominata e eterodiretta, ma ognuno di solito nasconde le proprie disgrazie se riesce :)Ciao
di Tommaso Dorigo — 6 luglio 2006 20:43
T. -
Tommaso, nascondo me stesso e quindi mi accontento di nascondere la maggiore delle mie disgrazie :DDD
Non ritengo di essere stato prima stolto e poi saggio. Ho cercato di essere presente a me stesso e alle situazioni che mi sono trovato a vivere: sono stato stupido, ma certe volte volte mi prende la stupidità di volere affrontare di petto le circostanze senza sopravvivere a loro con quella che considero indolenza. Ovviamente mi capita di rado. Ovviamente nel “mentre” degli eventi io mi sento nel “ventre” degli eventi e mi ritrovo a farmi delle menate pazzesche su ogni singolo piccolo particolare. Già stanco, mi ritrovo esausto (è per questo che mi capita raramente, per fortuna). Avendo avuto in passato una storia che mi è sfuggita senza che neppure me ne accorgessi, da allora ogni evento che può (o che io penso possa) incidere in qualche maniera nella vita di coppia diventa per me fondamentale. Devo avere la sensazione di essere cosciente e vigile e pronto e reattivo. Un gatto all’erta (magari spaparanzato da qualche parte, ma con le orecchie tese e i muscoletti in fibrillazione.
In questi casi anche la pazienza della mia amata gioca un ruolo importante ;)
Insomma, mia moglie ed io siamo figli unici e orfani di padre e senza figli. Per forza di cose le nostre madri giocano una parte importante e diretta nelle nostre esistenze. E visto che sia le nostre madri e sia noi, alla fine dei conti, proprio del tutto a posto non siamo (io bloggo e mia moglie vorrebbe diventare ricercatrice alla sua veneranda età :D) il mio tentativo di continua ricerca del giusto equilibrio con la suocera è un atto che mi compete come bravo maritino.
…Comunque Tommaso, è da ieri sera che mi scervello dietro il tuo commento. Sono davvero così influenzato dalla presenza di mia suocera? Mhmm. Probabilmente hai ragione, per quanto mi consoli il fatto che sul blog tutto quel che vi scrivo possa apparire un po’ distorto. Almeno spero sia così.E Omar ha risolto il “problema” semplicemente eliminando i termini del problema (un po’ come feci io all’esame di maturità con la prova di matematica ritrovandomi ad annoiarmi per due ore. Un paio di volte ho avuto la tentazione di mettere sotto con la macchina mia suocera, ma è ancora seminuova per i miei canoni automobilistici e non vorrei rovinarla. Ma dato che comunque ogni tanto è bene assecondare le proprie tentazioni, copntinuo a pagare l’assicurazione kasko in modo da farmi ripagare i danni di un eventuale investimento -mia suocera ha la testa dura, mooolto dura e un auto è pur sempre fatta per sfasciarsi nell’assorbire gli urti)
:DDD
di gattostanco — 7 luglio 2006 12:33 -
Grande Maestro, non sono sposo e penso che non lo diventero’ per molto tempo ancora, ma sono chicchi di saggezza che mettero’ nel mio sacco!!
di mirko — 20 luglio 2006 12:10 -
solo una curiosità : ma vivete con tua suocera?
Perché se non ci vivete (ma anche se ci vivi) potresti mettere in pratica il detto cinese:“Indifferente è il Cielo verso le faccende degli uomini, indifferente è la Terra verso le faccende degli dei, indefferente è lo Sposo verso le faccende della Suocera.”
;)
di Boh/Orientalia4All — 28 febbraio 2008 11:38 -
Boh/Orientalia4All, sia mai che io viva con mia suocera!
Solo dopo una seria operazione fui costretto alla coabitazione per qualche settimana (ma a piani diversi, fortunatamente).Ho il massimo rispetto per la cultura cinese. Anche questo detto mi appare veritiero e degno di attenta riflessione.
I problemi nascono quando le faccende della suocera coinvolgono direttamente o indirettamente il genero.
Esempio:
Il genero Degno è indifferente alle fioriere che la suocera desidera acquistare.
Il genero Giusto si chiede chi mai dovrà spostare in seguito le due fioriere da cinquanta chilogrammi (risaputa è la proporzione diretta tra il peso di un oggetto e l’indecisione della suocera sul luogo dove sistemarlo: all’aumentare del peso aumenta l’indecisione).
Il genero Saggio preventivamente all’acquisto si dichiara non disponibile a spostare fioriere oltre un certo peso: soltanto così potrà evitare sprezzanti questioni con la suocera e/o un forte maldischiena.…Dovrei decidermi ad aggiornare il Tao della Suocera.
di gattostanco — 28 febbraio 2008 14:49 -
E dovrei dedermi a sistemare gli archivi :D …che stress!… :D
di gattostanco — 28 febbraio 2008 14:50
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