10 dicembre 2006
Megapost: appunti a vanvera serali
Perdibilissimi appunti serali postati nel dopo pranzo.
A quanto pare sono in piena logorroicità blogosferica in questo fine settimana.
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Ho scoperto il piacere della tastiera (e del mouse) senza fili. Una novità per me.
Non sono un tipo svelto a receperire le novità, soprattutto quando in partenza mi sembrano marginali o poco attraenti. In compenso ho nessuna difficoltà a provare le novità se mi vengono proposte.
Col nuovo pc, finalmente giunto nella sua nuova casa, il mio assemblatore di fiducia mi ha dato una tastiera e un mouse wireless. Non ho esigenze assolute di segretezza, e non certo riguardo a un pc collegato in rete, da rendere sconsigliabile l’uso di una simile tecnologia.
Sulle prime non mi sembrava una gran cosa avere un paio di cavetti in meno (sono in grado di rendere la scrivania una bolgia per brevi periodi). Sono alle prese con la messa in opera del nuovo pc a pieno regime e con il passaggio di alcuni archivi da quello vecchio (colgo l’occasione per filtrare un saccone nero di ciarpame vario, per riscoprire documenti e rileggere articoli o post salvati). Ho anche videogiocato un pochino per testare il comportamento della grafica (nulla di esaltante o costoso a me inutile su questo pc ludico, se non appunto per qualche gioco non estremo nelle richieste hardware).
Questa sera ho avuto una illuminazione.
Nulla avendo da fare, con la moglie ancora un po’ incarognita (la ragione non la spiego di nuovo) e senza voglia di leggere e nemmeno quella di navigare in blogosfera (non ho ancora passato l’elenco dei feed dal vecchio al nuovo aggregatore e non ho voglia di aprire il GoogleReader) mi sono seduto alla scrivania e ho scritto il mini post precedente.
Malgrado l’avessi visto fare altrove, mi sono sentito ispirato a provare anch’io slegato dall’eventuale impiccio dei cavi: mi sono stravaccato sulla mia sedia girevole, ho messo le gambe sulla scrivania (in casa sono sempre in ciabatte da mare) e ho digitato tenendo la tastiera sulle ginocchia e i gomiti appoggiati ai braccioli.
A lungo andare la posizione diventa scomoda e se mantenuta nel tempo penso possa agevolare il manifestarsi di qualche patologia. Per il tempo di un post credo sia adorabile.
Il principale pregio di questa tastiera, comunque, resta la silenziosità. Mentre invece il mouse clicca con un rumore aspro e un tantino antipatico. A margine segnalo che il produttore che produrrà un pc senza ventole (o con ventole separate e posizionabili altrove o mute) mi avrà sicuramente come cliente affezionato e fedele.
Il mouse ha dimensioni standard e a me sembra piccolo pur avendo io delle mani piccole (una volta acquistai un modello cinese senza aprire la scatola: lo buttai via -dopo averlo sfasciato intenzionalmente- a causa dello stress da utilizzo). Mi chiedo che mouse usi Morandi.
I due aggeggi funzionano a pile. Ogni oggetto a batteria cessa di funzionare proprio quando è indispensabile (ricordo uno splendido motoscafo radiocomandato e la passeggiata nella fontana per andarlo a recuperare). Per ridurre possibili inconvenienti futuri ho testato un paio di accoppiate dotate dei cari vecchi buoni cavi.
Sono alle prese anche con un diverso editor testuale html da usare per digitare e salvare i post prima di inserirli nel blog. Non è il massimo della comodità per l’inserimento sia dei tag minimi che mi servono per bloggare e sia dei caratteri speciali. Dovrò scaricare e provare un altro di quelli semplici.
Ora avrei tempo di aggiungere qualche link al blogroll, anche se ora che ci penso non ho ancora installato il programma ftp.
Di norma si chiama blogroll l’elenco dei blog preferiti, o comunque segnalati, nella pagina principale di un blog.
Ci sono buone ragioni per toglierlo, anche soltanto limitandosi a considerarne l’impatto che ha sul pagerank di Google. In effetti nei blog inizia a scomparire o a essere relegato in pagine interne da raggiungere a cura del visitatore.
D’altra parte visitando altri blog lo considero un elemento fondamentale a crearmi la veloce impressione iniziale ogni volta che ho a video un blog nuovo, quindi di riflesso lo ritengo utile -malgrado il mio sia interminabile- all’eventuale visitatore occasionale che voglia farsi un’idea sommaria di che razza di blogger sia, usando anche la mia implicita dichiarazione di ritenere interessanti i blog elencati nel blogroll presentato.
Non mi pongo la questione se sia opportuno togliere il blogroll da un punto di vista del rank o delle intrinseche influenze blogosferiche e internet. Se ne discute in ben altri luoghi.
Me lo chiedo semplicemente da un punto di vista "personale".
Mi chiedo quanto abbia ancora senso il mio listone infinito (posto che ne abbia avuto uno).
Ho cercato risposte in giro, ma i pareri sono spesso contrastanti o fondati su motivazioni tecniche e logiche di visibilità internet che poco applico a questo blog, a parte la giustificazione dell’eliminazione basata sulla richiesta di tempo occorrente a mantenere aggiornato un blogroll statico.
Forse la soluzione adatta a me sarebbe una radicale estirpazione del superfluo e dell’ovvio per ottenere un blogroll ristretto al minimo. Questa opzione mi getterebbe in un tunnel di epurazione impensabile.
Escludo un elenco ristretto.
Del resto inizio a pensare che un elencone resta solamente un elencone inutile all’eventuale visitatore di passaggio a costruirsi una impressione se lo trova troppo esteso e omnicomprensivo.
Mah.
Ho letto i Vangeli. Una piccola edizione tascabile delle Paoline. Le note sono brevi e scarse e questo credo sia stato un aspetto positivo.
Mia moglie per cercare di mitigare i suoi attuali malanni nei giorni scorsi mi aveva detto che oggi si sarebbe bagnata con dell’acqua di Lourdes che conserva sua madre. Pensavo scherzasse e ho sorriso. Non scherzava. Non cerca il miracolo, piuttosto mi è parsa cercare un conforto. E visto che, come dicevo a inizio post, pur non essendo svelto nel recepire le novità (e Dio, Chiunque o Cosa sia -qualora fosse-, non è certo una novità), ho pensato di informarmi un poco leggendo un libro del quale ho sempre sentito parlare senza mai averlo neppure sfogliato.
Non mi azzardo certamente a dare una mia impressione di lettura dei Vangeli (eppoi sono piuttosto diversi e le impressioni dovrebbero essere cinque: una per Vangelo e una complessiva). Però è un modesto passo che mi ha aiutato nella comprensione di mia moglie, malgrado mi continui a sembrare divertente l’intenzione di bagnarsi con dell’acqua venduta da un qualsiasi mercante. Mia suocera oggi dirà comunque che un piccolo miracolo è già avvenuto (proprio lei che per anni mi ha smarronato con le previsioni idilliache di Paolo Fox stipendiato anche coi soldi pubblici).
Desidero specificare che la mia dorata sposa non è una vecchia bigotta. A suffragio e come esempio posso dire che ha tutti i dischi di Prince (per i più giovani: in questo caso ‘dischi’ significa ’33 giri’). Ecco, in somma, non mi pare bigotta. Invece per quanto riguarda l’indicazione di "vecchia" preferisco sorvolare :D
Ieri sera da Fazio su RaiTre ho visto Iannacci. Superlativo, per quanto di difficile comprensione se non restavo più che attento. Quando è scaduto il suo tempo ho cambiato canale.
A proposito di vecchiaia: in macchina ho le cassette al posto del cd (potevo scegliere).
Ho cercato di spiegare a mia moglie la ragione per ricontare una parte delle schede bianche alle ultime elezioni politiche. Bah, parlandone mi sono reso conto che anch’io mica l’ho capito proprio bene.
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Mah, un paio di cavetti in meno non li sento nemmeno, il problema vero è tutta la giungla po’ più dietro…
di prostata — 10 dicembre 2006 15:38 -
anch’io ho tutto prince e gli eurythmics e sade e i depeche mode e …behm, saqluta la consorte. ciao.
di mammina — 10 dicembre 2006 20:12 -
La tastiera senza fili la uso da tempo; il mouse no. Si scarica sempre, mi cade per terra, lo perdo sepolto dalle mie carte…Stressante.
di mitì — 10 dicembre 2006 22:55
(Hai mai letto i Vangeli apocrifi?) -
Ciao mitì. Ho provato a cliccare speranzoso un altro tuo link, ma sarà per la prossima volta.
Per il mouse sei incoraggiante :)
Non avevo ancora letto quelli ufficiali, figurati se ho letto gli apocrifi.Mammina, a me i Depeche Mode mi mettevano angoscia per leloro sonorità . Porgerò i saluti.
Prostata, sopra una scrivania una qualsiasi cosa in meno è già -appunto- una cosa in meno e quindi un successo gestionale, comunque acnhe a me non sembrava una gagliardata.
di gattostanco — 11 dicembre 2006 00:10
Ci sono anche altre periferiche wireless per attutire il numero dei cavi. Comunque per ora il groviglio resta. -
Reduce dall’incontro di Roma (piublog) posso confermare che oggi non è facile definire e catalogare il variegato mondo del blogging. Ma la domanda che mi sorge spontanea è “perché serve?” ovvero quale scopo ha la classificazione dei blog italiani? Va bene che gli studenti universitari qualcosa devono pur fare, ma secondo me manca una solida motivazione che inquadri il tutto in un contesto piu’ ampio: non basta dire che c’è dietro Punto Informatico, per essere autorevoli. Just my 2 cents.
di camu — 12 dicembre 2006 14:28 -
camu, non ho ben capito se volevi commentare questo o un altro post.
Nel caso segnalamelo che sposto.Una classificazione dei blog avviene un po’ ovunque, ad esempio moltissimi blogger presentano un blogroll diviso in sezioni. Credo sia naturale nell’uomo la spinta a incasellare ciò che lo circonda.
Secondo me serve a spiegare meglio i blog a chi non ne possiede una precisa comprensione e a indirizzarne gli interessi.Per quel che riguarda invece il riferimento a Diario Aperto (di cui digito in altro post):
di gattostanco — 12 dicembre 2006 17:09
Concordo che non basta presentarsi attraverso Punto Informatico per creare autorevolezza (anche se aiuta). Però a me basta per allontanare la normale diffidenza che mi spinge a cercare una eventuale fregatura un po’ ovunque (dando per scontato che P.I. non si giocherebbe la reputazione accumulata negli anni in rete senza assicurarsi di fare da cassa di risonanza a una iniziativa seria.
Come sempre capita in rete, sarà compito dell’iniziativa costruirsi la propria autorevolezza sulla dinamica della ricerca e sui risultati ottenuti.
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