8 gennaio 2007
Italian snow blogging
Avvertenza: post nato per caso, lunghetto, gattostanchesco e sconclusionato con argomento fuffa blogosferica
In un simpatico post eiochemipensavo presenta lo snow walking citando dal sito turistico del comune di Entracque (purtroppo si tratta dell’ennesima pagina che contribuisce alla diffusione di “un po’” scritto con l’accento).
In calce al post ho commentato così:
A me è capitato l’anno scorso di fare italian snow walking. Al posto dei bastoncini si usa un badile. Non conosco le percentuali di consumo di calorie, ma il consumo dei maro*i è assai elevato. Esiste anche la versione gioco (una sorta di caccia al tesoro invernale) che si chiama “Scopri la tua auto tra le collinette di neve”.
L’extreme snow walking, assolutamente per gente tosta, alterna zone innevate a zone ghiacciate. Si chiama “Andare in centro a piedi in una cittadina dove mancano i soldi per gli spalatori del comune dopo due giorni di neve ininterrotta”.
E allora?
Ecco, allora ho pensato fosse divertente questa faccenda del camminare sulla neve da grande sportivo quale sono. Un po’ come trovo meravigliosamente gagliardi quelli che vanno a correre lungo il Ticino accanto alla stradona di attraversamento zeppa di traffico della città dove abito.
Deciso che fosse divertente (al lunedì il mio senso dell’umorismo non è forse dei migliori), ho pensato di digitare un post per segnalare quello di Eio’.
Poi, però, stavo rinunciando.
Mi sono detto: “Chiunque passi dalle mie parti blogosferiche molto probabilmente passa anche a Eio’. Quindi è inutile segnalarlo senza aggiungere qualcosa di mio (per quanto scemotto e banalissimo)”.
A questo punto mi è venuta in mentre la diatriba natalizia dietro e davanti a BlogBabel con i riferimenti alle conversazioni, ai link, all’interazione e tutto il bla bla correlato.
E allora?
Io manco l’occasione di segnalare un montone di post semplicemente per la convinzione che godano già ampiamente di visibilità per conto loro. Qualche volta mi sono divertito a tradurre qualche fuffata digitata da altri in gergo un po’ stretto per l’utenza che ha altro di cui occuparsi che imparare il lessico del web. Tutto qui.
Soprattutto: certi blog li considero scontati.
Come dire: certi blog sono talmente ‘rinomati’ al mio sguardo da non dover essere oggetto di conversazione nel mio blog (a meno che non mi venga proprio l’ispirazione a dire qualcosa senza deturparne i commenti con le mie sciocchezzuole).
E allora?
Ecco, in somma, vale ancora la pena segnalare un post di Eio’?
La domanda è scherzosa. Ovviamente. E pone l’accento (o l’apostrofo) sopra un lato della blogosfera da un punto di vista, appunto, laterale e personale (quindi con molte probabilità un po’ sfuocato).
Naturalmente non voglio entrare nel circolo chiuso dell’autoreferenzialità , spero sia chiaro. Ho preso spunto da un post di Eio’ proprio per autoreferenzialità . Credo sia palese. Avrei potuto usare qualsiasi altro blogger che abbia un certo, mi si passi il termine, ‘pubblico’.
E allora?
Esempio: l’altro giorno sfogliavo i feed. Mi sono accorto che da un pezzo non davo un’occhiata a Macchianera. Sono stanco e istintivamente devo aver pensato che se fosse apparso qualcosa che valesse la pena di leggere nelle feste appena trascorse sarebbe stato ripreso da altri (nel feed non appare l’autore del singolo post e oltre tutto se passa davanti la mia adorata sposa pensa all’istante stia guardando un sito di signorine e s’inquieta, visto l’alto numero di immagini presenti anche nel feed di Macchianera)… quindi non m’ero perso qualcosa. O forse sì, dovrei dare un’occhiata di persona. In ogni caso non ne farei un post pensando, a torto o a ragione, che chiunque sia un blogger dia almeno un’occhiata ogni tanto a Macchianera.
Finale…
Tanto per digitare una parvenza di conclusione.
Dopo l’uscita della mappa di BlogBabel e dopo che Sw4n ne ha parlato citandomi tra i suoi vicini di territorio ho iniziato a seguire il suo blog regolarmente.
Sinceramente in precedenza avevo liquidato la sua ingombrante presenza blogosferica in poche e poco gentili espressioni (tra me e me, non pubblicamente) esternando una certa antipatia, ritenendo Sw4n un semplice, per quanto piacevole, dispensatore di scemate con una marcia in più rispetto agli altri dispensatori.
Non ho idea se siano davvero scemate le sue, anche se sono sempre più propenso a ritenere scemo me quando ho fatto simili intime affermazioni (e alle quali non dovrei neppure accennare nel presente post, ma pecco di una sciocca sincerità pedante spesso e volentieri). Il fatto sorprendente (per me e per il superficiale preconcetto che mi ero costruito) è che nelle ultime settimane mi è capitato di leggere i suoi brevi post, di restarne colpito per un verso o per l’altro e di farne anche spunti di conversazione parlata (quella dal vero, tanto per intendersi, faccia a faccia).
Ho imparato qualcosa (in primis ho avuto ulteriore conferma d’essere scemo e di non volerlo nascondere).
Chiunque dovrebbe dare un’occhio un’occhiata a Sw4n, almeno ogni tanto, sia per le reazioni che continua a suscitare quel blog, sia per i contenuti e, forse soprattutto, per i modi e lo stile con i quali sono offerti e gestiti. Quindi, tornando alla domanda precedente, perché digitare in un post a proposito di una sua uscita nelle mie pagine anche se mi ha stimolato qualche riflessione (o qualche allegra scemata)? Tralasciando che possa lo specifico blogger essere attraente o meno per ciò che scrive, una risposta è certamente: perché manca il tempo. Però non esaurisce la questione che mi sono autoposto. Una seconda risposta penso sia: perché quel che vorrei dire (aggiungere alla conversazione) io, a meno che non risvegli il ricordo di una esperienza personale ben precisa e il divertito irrefrenabile desiderio di digitarne in proposito, è certamente nei suoi commenti o verrà bloggato da qualcun altro.
Come dire… a volte delego il mio divertimento a fare da ponte tra un blog e l’altro.
E questo mio ‘delegare’ ad altri coinvolge naturalmente i blog più in vista (a meno che, mi ripeto, non entri in gioco la faccenda dell’autoreferenzialità ). A meno che non si tratti di segnalazioni decisive o particolari.
E’ una circostanza che ha dei significati, per quanto la mia esposizione flippata e colloquiale tenda a confonderli.
Forse sono io a non aver ben chiaro il quadro.
E allora!?!?!
Ecco:
Penso che in blogosfera certi blog e/o certi post sia più “naturale” commentarli (o plagiarli o altro ancora che esclude un collegamento diretto …O che esclude l’autoreferenzialità come ad esempio il blog piccolo che cita il blog grande per cercare visibilità ) piuttosto che lincarli per conversarne nel proprio blog.
…
Quest’anno lo inizio un po’ rintronato dall’anno passato.
Forse dovrei fare tutta una serie atipica di post come questo di Chiarè (dove si possono trovare almeno tre diverse tipologie di autoreferenzialità dei blog).
Nota a margine:
Ho fatto leggere alla gattoconsorte il presente intervento.
Niente ha capito.
Poi mi ha chiesto se per caso non fossero quei tizi che camminano legandosi ai piedi una racchetta con la rete per non affondare troppo nella neve. E ha continuato chiedendomi se per caso nel post che aveva appena finito di leggere la neve rappresentava l’intera blogosfera, mentre le racchette erano i blog che leggo e che m’impediscono d’affondare. …E poi ha accennato a un paio di stivali in saldo che ha visto, passando in maniera adorabile a un argomento ben superiore ai miei sproloqui insensati.
-
sei un gran maestro di ceromonie ops di blog, tecnomicio…spesso sacrifichi il tuo blog per far spazio ad altri. Ma io vengo a leggere il tuo blog. ciao.
di mammina — 8 gennaio 2007 17:29 -
p.s. mitica la consorte con gli stivali in saldo…ma per comperarli ha bisogno della tua approvazione? ciao.
di mammina — 8 gennaio 2007 17:31 -
sono come la tua gattoconsorte. Non ho capito. E’ grave?
Comunque concordo con mammina: il tuo blog lo leggo. Giuro.
di criscia — 8 gennaio 2007 17:33 -
OT Grazie gattone, ora ho i feed completi pure io. :o*
di Emanuela — 8 gennaio 2007 17:53 -
mah, guarda, gattino, secondo me ogni blog ha un pubblico diverso e il segnalare, anche se è da risorse che crediamo accessibili in qualche modo a molte persone, non è mai sbagliato. non è autoreferenza, ma è condivisione della conoscenza, io credo.
(poi quanto di questo discorso sia applicabile al mio blog, non so mica ;) )
di eio — 8 gennaio 2007 18:15 -
gatto un link me lo potevi concedere, eh.
di Matteo — 8 gennaio 2007 18:39
;-D -
Essere rivalutato. Lo preferisco di gran lunga all’essere apprezzato.
Questo tuo post appassiona, e non perché ci sono di mezzo anche io. ;)
Grazie.
di Sw4n — 8 gennaio 2007 18:45 -
gatto un po’ con l’apostrofo ma un occhio no :-D (Chiunque dovrebbe dare unÂ’occhio a Sw4n, almeno ogni tanto…), senza polemiche ché so che è solo un refuso.
di Matteo — 8 gennaio 2007 18:49 -
Ma se la qui presente tua concittadina, visto che lo scorso anno la macchina la dovette davvero liberare a palate da un cumulo di neve, ti venisse a dire che queste persone che lo fanno per sport sono dei malati di mente??? :D
di Black Cat — 8 gennaio 2007 23:43 -
mammina, a esser sincero non sono convinto d’aver “sacrificato” questo “blog per fare spazio ad altri”. Non si tratta di sacrificio. Piuttosto è parte del mio modo di svagarmi bloggando. Se non ho la spinta a raccontare fatti miei, ma sento il desiderio di fare scorrere le dita sulla tastiera, perché allora non digitare a proposito di altri? :D Piuttosto sono il tempo e l’umore in mio possesso a essere i veri artefici delle scelte sul blog. …Prossimamente dovrei avere molto più del primo e migliorare sensibilmente il secondo (il solo fatto di avere più tempo per me è fonte di buon umore: è una grande ricchezza).
…Secondo te, mammina rifletti attentamente però, hai davvero il dubbio dopo questi anni nei quali ogni tanto descrivo nelle decisioni e nei comportamenti la mia amata sposa (anche se per forza di cose lo faccio superficialmente e perisno un pochino fumosamente) ch’ella possa anche solo pensare distrattamente di aver bisogno della mia piccola e insignificante approvazione per acquistarsi un paio di stivali? Eh, maddai! :-DCriscia, per la gattoconsorte è quasi motivo di orgoglio non comprendere i miei post (il presente -ovviamente- non è il primo a sembrarle oscuro). Normalmente sono noiosetto. Spesso le parole, se appena supero il numero di venti (o a volte anche meno), mi sgorgano tutte inglobate in una melassa aspra e piena di grumi. Non solo il tutto diventa di difficile lettura, ma possiede una certa scontrosità a farsi messaggero di significati. Più banalmente: non si capisce un piffero di quel che scrivo. Pertanto il fatto di non comprenderlo migliora l’autovalutazione del visitatore (e, appunto, di mia moglie) che viene sollevato dal timore di possedere processi mentali e dialettici (quest’ultimi scritti, che a voce io sono anche peggio) paragonabili ai miei. :)
Nota: comunque non ho capito una cosa: non mi offendo mica se non viene letto questo blog. E nepure se non viene visitato. In somma dato che mai ho nascosto la mia lentezza di comprendonio, mie dolci e simpatiche visitatrici (credo possa essere chiamata questa nota: adulazione autoreferenziale dei commentatori), non comprendo appieno il senso dietro la vostra dichiarazione di lettura.
Emanuela, ogni nuovo feed completo è per me fonte di grande soddisfazione, soprattutto se ne sono stato indebitamente un modesto ispiratore. Grazie!
Eio’, a me “gattino” lo dicono solo le soavi visitatrici. Ecco! :D
…Ho preso a riferimento tre ‘grandi’ blog. Tre blog diversi da molti punti di vista, ma al tempo stesso finiti persino sulla stampa cartacea grazie alle loro trovate (chiarisco d’aver scritto “trovate” tanto per capirsi e senza alcuna intenzione sminuente). …La mia “domanda” riguarda non tanto le segnalazioni che definisco nel post “decisive o particolari”, quanto quei post meno influenzanti la blogosfera stessa, ma che hanno una rilevanza per il singolo blogger. Come nel caso del tuo post sullo snow walking. Mi ha divertito e ha avuto rilevanza per me che l’anno scorso ho spalato neve e camminato in mezzo alla devastazione bianca verso il centro di Pavia alla ricerca di cibo tra marciapiedi innevati, gente finita per terra (da scavalcare :D) e cori di maledizioni assortite. Però non avevo tempo di pasticciare un post completo al riguardo e al tempo stesso avevo piacere a fare un rimando al tuo e… poi mi sono interrotto pensando che già godesse di visibilità da parte dei visitatori che passano dalle mie parti. Ed è in quel momento che ha preso compiutamente (per i miei canoni) corpo la “domanda”.
Concordo anch’io che valga sempre la pena di fare un post di richiamo a un altro post, anche nel caso si tratti di un intervento di un blog “rinomato”. E’ l’anima stessa della blogosfera e soprattutto mantiene vivi i blog famosi (vivi nel senso di aperti e stimolati dall’esterno). Però mi resta il dubbio resta che una simile domanda se la facciano altri.Matteo, vorrà dire che ti passerò la catena delle cinque cose che non sapete su di me (se non te l’ha già passata qualcuno, ora non ricordo). :D
Sw4n, ho la fortuna di rivalutarmi anch’io quando capita :D
Matteo. Grazie della segnalazione dell’errore orrendo! Devo aver scritto occhio invece di occhiata :D
Black Cat, concorderei pienamente e assolutamente senza alcuna riserva :DDD
di gattostanco — 9 gennaio 2007 10:51
Anche se aggiungo una cosuccia: essere malati di mente non significa essere stupidi. Ecco io direi che sono un po’ stupidi :D
(Mi scuso d’aver offeso una categoria intera di appassionati sportivi) -
io penso che il mio blog sia più famigerato che rinomato, poi, facci lei, eh ;)
di eio — 9 gennaio 2007 11:52 -
come dice una mia collega: non te sto a capì… E capisco quindi perfettamente la gattoconsorte.
di Giorgia — 9 gennaio 2007 21:00
Mah, bah, embè?
E pure questo commento, quindi, che senso ha? Bah, mah, chi lo sa.
Ossequi alla gattofamiglia e in special modo al felino di casa. -
Eio’, io preferisco ‘rinomato’. Restituisce quel senso di ristorante accogliente, dai piatti saporiti, dal proprietario gioviale (ma attentissimo) e dal capocuoco un po’ bizzoso (ma gagliardissimo) …e senza ristrettezze di parcheggio :D
Giorgia, il felino di casa (attualmente sotto una copertona sul divano) ringrazia e saluta :)
di gattostanco — 10 gennaio 2007 08:59 -
beh, la mia fidanzata riesce sempre a fregarmi, domenica mi ha portato a Cortina per sciare… zero neve… ma guarda a caso tutti i negozi aperti…….
di Dalla — 10 gennaio 2007 10:05 -
tutto ciò è solo un menar il can per l’aia, un girar intorno alla vera domanda:
perché durante i saldi noi donne vogliamo-dobbiamo sempre acquistare gli stivali?
di rael — 10 gennaio 2007 14:44 -
Dalla, la tua fidazata è gagliarda.
E sembra seriamente interessata a te: è evidente che era un test per il futuro. Se anche tu sei interessato, mi permetto di suggerirti di non contraccambiare la splendida domenica col trascinarla la prossima a una fiera per radioamatori :Drael, hai colpito la questione al cuore.
di gattostanco — 10 gennaio 2007 18:19
Io credo dipenda dalla parabola di interesse che suscita il paio di stivali acquistato a ottobre. A gennaio è abbondantemente discendente :D
…Che poi, a onor del vero, la mia adorata non si compra mai nulla a sproposito, a parte, forse, a mio parere, appunto, le scarpe.
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