Archivio per febbraio, 2007

28 febbraio 2007

BlogItalia e la classifica blog di Pavia

Mia moglie si è addormentata nel lettone davanti a San Remo a metà canzone di DJ Francesco (o come si chiama ora) e il suo babbo. Prima abbiamo commentato insieme i capelli di Baudo e il suo trucco pesante, poi abbiamo stroncato il vestito orrendo della svizzera.
Su La7 era riproposto per l’ennesima volta Papillon (gran mito).
Volevo fare un mega post commentando ampiamente alcuni interventi altrui raccolti in del.cio.us che hanno sbizzarrito molti miei pensieri, ma ho deciso di rimandare distratto da altro ben più positivo e divertente: le classifiche provinciali di BlogItalia.

Sapevo dei recenti cambiamenti di BlogItalia, a partire dal logo, ma non avevo mai trovato tempo e voglia di approfondire la nuova veste e le nuove funzionalità.
Questa sera via feed ho letto questo post di The Mangia dove ringrazia per la sua posizione nella classifica blog della provincia di Pavia stilata quotidianamente da BlogItalia e sono rimasto a sfogliarla (a parte i blog presenti che seguo già).

A mio parere non è tanto importante la posizione nelle classifiche provinciali, quanto il fatto che scremi in sostanza i blog attivi da quelli inattivi. In precedenza l’elenco provinciale dei blog era statico e mostrava accanto ai blog attivi anche i blog chiusi o abbandonati che non erano stati cancellati dai proprietari dagli elenchi di BlogItalia. Ora questo problema (per me che ogni tanto apprezzo ancora il fascino della scoperta di altri blog e sono curioso dei fatti dei miei vicini) è in parte stemperato al sole di questo caldo febbraio (oggi mentre guardavo lavare la macchina ero in camicia all’ombra).

gattostanco @ 00:11 - Commenti (5)

27 febbraio 2007

Rifaranno Italia.it (i blogger)

Non mi lancio anch’io nella giusta e civile opera di critica al portale Italia.it ampiamente demolito da chiunque in blogosfera:viene considerato uno spreco immenso di denaro pubblico per un progetto risolto malamente in ogni fase.
Nei miei link del.icio.us mi sono appuntato un mantepost dove appare chiaro che gli stessi curatori del sito sono precipitosamente corsi a cancellare i propri nomi per evitare di essere citati nei prossimi post d’indignazione pubblica (la mia nota al riguardo è un tantino forte: I curatori di quella vergogna immonda per l’intera società italiana che è Italia.it si vergognano di mostrare i loro nomi. Che squallore ridondante! perché mi diverto così e nel semiprivato qualche tono stonato mi esce).
L’esperienza professionale mi ha insegnato che anche nella virtualità della rete, essendo comunque i soldi sempre tangibili, lo spulciare il lavoro altrui con pedante buon senso è spesso fonte di epiteti antipatici o persino legnate (che ho evitato per un pelo e che hanno fatto la mia fortuna convincendomi a rendermi assai poco raggiungibile e quindi ricercato… ma questi sono affari miei).

Una parte della blogosfera tecnica ha deciso non solo di stroncare il sito, ma di realizzarne uno ex novo per mostrare come poteva essere fatto.
Le persone interessate si stanno organizzando per incontrarsi e raggruppando nel seguente wiki (un "wiki" è un sito web studiato per coinvolgere diversi autori attorno a un tema):

RItaliaCamp

Come blogger sono entusiasta. Penso sia ovvio.

Soprattutto sono entusiasta come cittadino.

Le aziende coinvolte nel progetto Italia.it (al momento trovo indicate: IBM Italia S.P.A, ITS S.p.A e Tiscover AG), o quelle che avrebbero potuto esserlo, la prossima volta staranno più attente, mi auguro, prima di entrare in un progetto governativo in rete che possa essere oggetto persino delle più basse battute o illazioni che perdurano nel tempo sino a quando i relativi blog restano raggiungibili e indicizzati dai motori di ricerca.
Non credo che i tempi siano ancora maturi da permettere ai politici coinvolti, e primi responsabili dell’accaduto, di prendere atto delle critiche e dello sdegno blogosferico, però penso sia un altro piccolo passo in avanti in tal senso per il futuro.
Da pagatore di tasse (quasi tutte) sarei ben lieto se i soldi stanziati per il mantenimento prossimo di Italia.it venissero dirottati al gruppo di lavoro spontaneo in procinto di mettersi all’opera. …E sogno che in futuro qualche politico lungimirante (che comunque avrebbe da guadagnare ampiamente in termini politici) del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie adottasse la politica di chiedere in modo trasparente alla rete di realizzare un progetto web di ampio respiro (il quale anche se pagato profumatamente, finirebbe col costare dieci volte di meno ed essere gagliardo e funzionale dieci volte di più) …Così magari se avanzano dei soldi qualche collega parlamentare potrebbe decidere di aumentare un pochino la pensione a mia suocera (oltre a stroncare la mia che non esisterà più, ammesso che riesca a vivere fino a duecento anni), la quale, poverina, se ne frega di Italia.it, ma s’incavola a sapere quanto le è costato e vota alle elezioni ogni volta tenendo una mano sul cuore e l’altra al borsellino (e purtroppo le manca una terza mano per pararsi dai colpi bassi dello spreco istituzionale).

Anche a nome di mia suocera,

grazie RItaliaCamp!

Aggiornamento 01-03-2007
Nei commenti Riccardo Cambiassi precisa (e lo ringrazio):
LÂ’idea non è quella di rifare il sito, ma piuttosto quello di creare un documento di progetto che dettagli come andrebbe ristrutturato italia.it per essere degno di tale "dominio".
E lÂ’idea è coinvolgere non solo le risorse tecniche ma tutte le competenze (e sono tante) necessarie a realizzare un portale turistico (dopotutto tutti noi siamo turisti…).

gattostanco @ 15:14 - Commenti (6)

Minipost: il 7 marzo esce Rio

"Rio" è il nuovo romanzo di Leonardo Colombati, già autore di "Perceber" (del quale digitai i miei pensieri qui).
Dopo la mia precedente esperienza (nel bene e nel male) di lettore con il romanzo d’esordio, non vedo l’ora di stringere la sua nuova fatica.
Esce il 7 marzo per Rizzoli nella collana 24/7.

gattostanco @ 03:39 - Commenti (5)

TuoVideo.it: il video tricolore

Ho girovagato qualche minuto nel nuovissimo giocattolo di Marco Camisani Calzolari:

TuoVideo.it

Si tratta di una specie di YouTube, tanto per intendersi.
Viene proposto con l’inventiva italiana e ad essa è dedicato.
La novità è appunto rappresentata dall’essere in italiano ed essere realizzato per ospitare video in lingua italiana (e quindi anche per attrarre investimenti pubblicitari nostrani).
Non ho provato a inserire un video, ma ne ho visti alcuni senza trovare la minima difficoltà.
Questo è il videopromo di TuoVideo.it.
Per curiosità dell’eventuale visitatore incollo i principali canali attualmente disponibili (le parole chiave sono libere) nell’ordine presente adottato dal sito: Politica, Donne, Divertimento, Animali, Sport estremi, Viaggi, Arte, Feste, Architettura, Musica, Aziende, Televisione, Sport, Tecnologia, Bianco e nero, Video stranieri, Automobili, Scienza, Cinema, Storia.
Segnalo la mancanza del canale ‘uomini’.

L’esperienza di navigazione, a parte pochi spigoli che verranno certamente smussati a breve, a me è parsa ampiamente soddisfacente. Mi sono persino registrato (nel caso decidessi di mettere on line un video del mio gatto).

gattostanco @ 02:42 - Commenti (0)

26 febbraio 2007

Cinema muto e bluEsForCE a Pavia

Questa città, Pavia, a volte riesce a sorprendermi in bene.

Il cinema muto per me è una vaga idea rispecchiata nelle comiche di un tempo e in qualche capolavoro del quale magari ho letto qualcosa, ma che mai ho visto.
E la mia percezione della musica si ferma al Vasco d’annata e a un ascolto di alcune stazioni radio di tipo automobilisto o durante le mie cooksession in cucina.
Eppure ho piacere di segnalare una iniziativa particolare:

bluEsForCE (sito flash) è un collettivo di musicisti dalle singole radici piuttosto diverse (blues, rock, jazz, electro) che ha deciso di musicare dal vivo una serie di film muti.
In questo post di Zio Burp tutte le info e i link del caso (la rassegna inizia domani 27 febbraio).

gattostanco @ 13:35 - Commenti (0)

Alex Fringberger, mito letterario.

La pregiatissima Bottega di Lettura ha deciso di dedicare una intera sezione al grande mito letterario Alex Fringberger.

Attualmente la Bottega ospita due letture di Cletus (cito: lo stile narrativo, asciutto, ricorda il migliore Cortazar,[...] inducendo anche il lettore più attento, alla cosidetta sospensione dell’incredulità, per portarlo a riflettere, per vie traverse, sull’umana condizione e sui devastati rapporti sociali che ci viviamo, ancora oggi.) e una di Giulio Mozzi (cito: grazie dunque a chi, facendoci dono di una copia, ci ha permesso di attingere nuovamente alle altezze di uno dei più grandi pensatori e scrittori del Novecento.)

Da tempo oramai non inserisco una mia lettura in Bottega. Però mantengo il privilegio di poterne seguire le conversazioni interne nel retrobottega. Dapprima per mio demerito non avevo colto l’importanza e la profondità di Alex Fringberger non avendo letto con attenzione la prima appassionata recensione di Cletus, ritenendola la lettura del solito libriccino introvabile e del tutto per amatori. Poi nel retrobottega hanno iniziato a circolare email e confronti sull’importante autore e per forza di cose mi sono incuriosito. Una rarissima immagine di Fringberger ha finito per diventare una sorta di santino della letteratura per i lettori/autori della Bottega. In somma l’opera fringbergeriana secondo il nostro parere (talvolta autorevole) merita di essere affiancata alle altre sezioni al pari della narrativa statunitense o la poesia tedesca.

Concludendo queste mie povere frasi, ritengo d’obbligo ringraziare i Bottegai attivi: prima di parlare di letteratura, la leggono.

Nota: alcuni visitatori abituali della Bottega fremono da quando in via confidenziale è stato dato loro il lancio della prossima uscita di una terza recensione di Cletus.

gattostanco @ 00:58 - Commenti (0)

25 febbraio 2007

Ho bisogno di tempo

Ho 4.000 post arretrati, in aumento costante, ancora da leggere. Mi trovo nella odiosa situazione di dovere sfrondare alcuni argomenti.

-Salterò a piedi pari quelli di stampo politico (anche se mi perderò delle grasse risate guadagnando di evitare arrabbiature inutili) e me ne resteranno ancora parecchi.
-Salterò quelli di presa in giro del nuovo portale istituzional-turistico italiano che chiaramente è una bufala pazzesca e il solito spreco immane e immondo di soldi pubblici.
-Salterò di leggere i post arretrati della Bignardi (perchè da quel che ho visto non ci sono ispiratrici fotografie a mezzobusto a corredo degli interventi e nemmeno un’intervista) (sarebbe bello se il suo staff autorale decidesse di proporre interviste a blogger sul blog ospitatole da Style.it con birretta virtuale).
-Salterò i riferimenti al nuovo acquisto di Dada nel panorama blogosferico Made in Italy. Ovviamente credo inizierò finalmente anch’io a digitare bene a proposito dell’azienda, giusto per scaramanzia.
-Salterò i post riguardanti la Z-list. A me sembra un gesto antipatico e servito freddo. Capisco che vuole essere esattamente il contrario nelle intenzioni, ma non piace proprio come viene proposto. Penso sarebbe assai più interessante se un blogger della A-list investisse il proprio prezioso tempo per presentare compiutamente uno o due blog ‘piccoli’ piuttosto che offrire un gruppo di link a pera. In concreto suggerisco di digitare perché un blog piccolo interessa la blogstar evitando blogroll in un post che potrebbe apparire una elemosina. Ora capita più raramente di un tempo, ma personalmente ho sempre ritenuto una buona cosa spiegare e presentare in un post dedicato un blog che desideravo segnalare (ma noi della Z-list ci accontentiamo di risalire sino alla X-list dei blogger mutanti :D).

gattostanco @ 18:18 - Commenti (4)

23 febbraio 2007

Resoconto della settimana

La scorsa settimana non è terminata nel migliore dei modi. Un fiacco San Valentino rientra nelle possibilità di un qualsiasi matrimonio. Scoccia, ma passa via.

Questa settimana è stata decisamente peggiore.

A impegnarmi negativamente hanno pensato due scappate al pronto soccorso per due persone diverse. Non ero io l’interessato e nemmeno ero troppo preoccupato (la prima volta mi sono persino portato da leggere per ingannare il tempo dell’attesa).
Poi abbiamo "fatto visita" a una conoscente di mia moglie che ha lasciato questo mondo un tantino prematuramente (senza nemmeno passare da un prnto soccorso).

Mia suocera sembra essersi innamorata dei grandi centri commerciali. Mi sento insensibile ad accostare questo piccolo evento a fatti ben più, ma la gravità delle cose è relativa in base a chi la osserva e dalla vicinanza agli eventi e dalle possibili ripercussioni sulla propria esistenza.

Ovviamente un paio di altre cosette che aleggiavano nell’aria si sono concretizzate proprio nei giorni scorsi. Una buona e una cattiva. In ogni caso anch’esse hanno avuto bisogno di una certa attenzione.

Persino il governo è caduto. Non mi dispiace che si sia rovinosamente accartocciato (o che sia stato fatto inciampare apposta, perché trovo difficile credere che D’Alema sia andato a prendersi una tale facciata senza un piano B) su una questione stratosfericamente di principio come la guerra. Mi dispiace che questo avvenimento comporterà tetre conseguenze per gli ultimi scampoli di una politica fatta col cuore (o col cu*o a seconda dei punti di vista) a scapito della politica irreggimentata fatta col portafoglio; e mi dispiace per la baldanza che il fatto semb aver dato a piccoli esseri ignobili (pur se legittimamente votati, all’apparenza).

Aveva ragione la Placida nel commentare che la loro vita termina troppo in fretta. Sempre fidarsi delle blogger: ho fatto ampia scorta :).

Uh. Sembra che non riesca a postare.

Ho scritto a Dario e tutto sembra essere andato a post automagicamente (è bastato mostrare i pugni a WordPress e agitare lo spauracchio dell’intervento riparatore di Dario e tutto è ritornato nella norma!).
Ok, buon weekend a me e a chiunque passi.

gattostanco @ 11:54 - Commenti (4)

21 febbraio 2007

Il sogno di Orlando

Silviu’ nei commenti al post precedente ha lasciato un criptico tazebao che raccolgo (non avendo pesce o patate da avvolgere e avendo un attimo di pace per distrarmi un attimo dagli impegnativi affari miei di questi giorni). …Si parlava di suocere e guerre nei commenti a un post ancora precedente (per chiarire la genesi del suggerimento).

- – -

quando torni, se hai trovato i fiammiferi, cÂ’avrei un tazebao (scusa il linguaggio desueto):
"se stamattina, o nei prossimi giorni, vi vien voglia di fare qualcosa di carino, tenero e gratuito (anco solo uno dei tre va bene) prendete una bella busta e ci scrivete sopra lÂ’indirizzo:
bozidar stanisic
via ***
33050 Zugliano (ud)
dentro ci mettete un foglio con su scritto il vostro di indirizzo, la frase "mi interessa il sogno di Orlando" e 10 o 15 euro. anche di più se vi gira, non di meno.
fatelo senza aspettarvi niente di preciso, se non la sicurezza che questa non è una catena di Sant_Antonio.
se quello che vi arriverà (è sicuro che arriverà) vi farà almeno sorridere, beh, avrete fatto felice anche me (oltre che voialtri) e naturalmente il bozidar."
ho scoperto una volta che, quando le cose van male, la cosa migliore da fare (per star meglio tu) è fare qualcosa per qualcun altro.
fanne lÂ’uso che preferisci, i tazebao servono anche a incartare il pesce o le patate, volendo.

- – -

La via l’ho asteriscata io. Le minuscole sono di silviu’.
Non mi piace mostrare l’indirizzo completo. Per farmi perdonare di aver censurato un dato importante a rintracciare l’autore per richiedere la sua ultima pubblicazione, ho fatto qualche ricerca (anche se inevitabilmente svelo in parte quel "niente di preciso" proposto da Silviu’):
Qui (sul server del Dipartimento di Italianistica e Spettacolo – La Sapienza di Roma) è possibile trovare l’indirizzo dell’autore e, mi pare, l’intero "Il sogno di Orlando" in un unico paginone web.
Qui (all’interno del sito Sagarana) il resoconto completo e ricco di un seminario-lettura con Bozidar Stanisic (e Gabriella Ghermandi).

Prima di ora non avevo la minima idea di chi fosse Bozidar Stanisic, anzi non saprei nemmeno dire quale sia il nome e quale il cognome.
In un articolo (dell’Osservatorio sui Balcani) del 2004 ho letto che è scappato dalla Iugoslavia dov’era professore, ora lavora come metalmeccanico in Friuli da esule bosniaco. Scrive poesia, prosa e pièce teatrali.

PS: grazie al suggeritore per il tazebao ;)

gattostanco @ 19:00 - Commenti (1)

Minipost di servizio: Torno subito

M’ero dimeticato di esporre il cartello:
- torno subito -

gattostanco @ 09:38 - Commenti (6)

16 febbraio 2007

Poi uno dice a quel paese Valentino

Poi uno dice che bello fra un po’ è San Valentino evviva l’amore e i sentimenti.
Poi uno dice manca soltanto un giorno e tutto sembra proprio bellino e a posto evviva la vita.
Poi uno dice oggi è San Valentino e ti amo ogni giorno di più e bla bla bla.
Poi uno dice ti ho strizzato l’occhiolino vabbe’ è tardi magari dopo evviva le donne e come sono fatte fuori.
Poi uno dice devo avere pazienza, la giornata è andata come è andata e tutto davvero romanticonissimo anche se in effetti anch’io non sono forse un ganzone col codino come il giorno che mi ha conosciuto, però evviva l’armonia e la gioia di essere innamorati.
Poi uno dice oggi che è il giorno dopo tu da una parte ed io dall’altra a farci gli affari nostri, ma il pensiero verso l’altro e il sorriso non manca mai evviva alla sera stanchi stanchi e comunque vicini vicini dormi tranquilla tanto che ti faccio due grattini alla schiena…

Poi l’adorata sposa, poco prima d’addormentarsi, si desta e dice:
«Ah, dimenticavo…»
Uno allora risponde speranzoso e premuroso al tempo stesso:
«Io no! …Ma sei stanca morta…»
Allora l’amata sposa sonnecchiosa non coglie e prosegue:
«Eh?… Domattina hai qualcosa di importante da fare?»
Uno così all’improvviso non pensa neppure esattamente agli impegni del mattino e li cancella con un colpo solo intuendo il realizzarsi di un desiderio (quanto sono stupidi i mariti certe volte col cervello annebbiato dall’istinto). Uno risponde, quindi:
«Domani mattina posso dedicarmi a te per il tempo che sarò in grado di reggere, mia bella [grufolamenti vari]»
La moglie, inspiegabilmente refrattaria al fascino e alle premure del marito, espande comunque concetti idilliaci:
«Vedrai, per mezzogiorno magari riusciamo a finire…»
Uno sorpreso all’idea di dover compiere un’impresa epica (e comunque interessato a fare un tentativo) balbetta:
«Be’, belin ok. Però pensa che non siamo più due giovincelli e dipende anche da che ora iniziamo…»
«Eh?… Le ho detto che saremo stati da lei verso le nove per…»
Uno allora resta basito e mai avrebbe immaginato certe fantasie nella propria sposa, soprattutto con appena alle spalle il giorno di San Valentino, anche se ogni momento è buono per una sana e aperta conversazione di coppia, e comunque sentendo nominare una "lei" e non un "lui" tutto sommato la curiosità prende il controllo e chiede:
«"Le hai detto"? Maaaachi? Maaacosastaidicendo!?!»
E la moglie finalmente:
«Ma non capisci proprio niente! Ho detto a mia madre che domani l’avrei accompagnata all’Iper, ma vorrei venissi anche tu! …Sai, il carrello da spingere!»

Poi uno dice che ha passato la mattina di venerdì al centro commerciale e poi ha passato il pomeriggio a sistemare due faccende e a quest’ora, mentre blogga poche frasi sconnesse e ha sublimato la rottura di maroni grazie alla forza dell’esperienza matrimoniale accumulata, si sente un attimino meglio.

Poi uno dice a quel paese Valentino.

gattostanco @ 19:15 - Commenti (7)

14 febbraio 2007

Andando in bianco con Alice (adsl)

Bloggo Intestinale si vendica delle catene blogosferiche che gli ho passato.
Da quel che ho capito sembra soffrire in questo periodo di un turbamento per ragioni sentimentali. Ma non ne sono sicuro. Comunque se posta una catena il giorno di San Valentino una qualche ragione ci sarà.

Questa mattina avrei dovuto uscire e fare un sacco di cose (non programmate). Invece dopo la splendida giornata primaverile di ieri, ho visto solo umidiccio e freddo guardando fuori e allora me ne sono ritornato a letto dopo essermi dato una sistemata. …Se sono a bloggare di una catena invece di sperticarmi in alte lodi a San Valentino significa ovviamente che sono stato respinto (ma la giornata è ancora lunga, anche se devo comunque recuperare le cose non fatte).

La catena è di quelle intelligenti (nella media).
5 cose che fai quando internet si ingrippa, si scassa o si vaporizza.
La versione mandatami differisce nel generalizzare l’evento a un vastissimo "Le cinque cose che faccio quando non uso internet".
Rifiuto questa interpretazione allargata all’intera parte della vita trascorsa lontano dalla rete. Desidero riposizionarla sui binari posati nel passato per condurmi a rispondere al grande quesito di cosa fare in caso di rete sbiellata.

Internet non funziona! Cosa fai?
1) Resto di sasso; accendo e riavvio, provo e riprovo; tiro un pugno alla scrivania, scuoto la tower del pc collegato, scechero il modem; giro per la stanza e aspetto un qualsiasi segno; inizio ad arrabbiarmi; urlo di rabbia, mi sciacquo la faccia con l’acqua fredda; provo e riprovo; trattengo le lacrime; mi siedo esausto; faccio una partita a Campo Minato cieco dalla rabbia.

2) In un paio d’occasioni ho risolto facendo telefonare chissà a chi dal mio assemblatore di fiducia. Una volta, d’estate, ho telefonato al costumer care di Alice o Telecom o quel che è in prima persona. Il tecnico, un cinghiale che probabilmente non ha mai visto un computer in vita sua e probabilmente schiavizzato dalla mafia in un call center per vendetta, dopo le domande di rito nel rigido gergo dei tecnici informatici (esempio: «il peccé è appiccia’?»), mi ha assicurato che mi avrebbe spedito un nuovo modem al più presto (dopo un anno di attesa vana ho iniziato a sospettare che il servizio tecnico di assistenza di Alice sarebbe linciato in un paese moderno e civile).
Quindi di certo vado a piangere sulla spalla del mio assemblatore offrendogli qualsiasi somma di vil danaro per fargli accettare di riaggiustare la mia connessione senza che io sia costretto a confrontarmi con degli indolenti incompetenti odiosi e fanca**isti (pur ammettendo che con uno stipendio da fame anch’io me ne sbatterei i mar*ni e remerei contro l’intero sistema sperando che l’azienda prima o poi corra ai ripari o fallisca).

3) Scaricato il problema della connessione inattiva, resta il problema del lavoro. In questo periodo sono abbastanza in pausa, ma qualche contatto lo mantengo attivo. Sono abituato a usare molto l’email a scapito del telefono, che detesto. E le email le posso gestire anche con una connessione a 56k.
A questo punto devo fare una precisazione: ovviamente quando mi si dice "senza" internet, intendo l’adsl (qualcuno la chiama ironicamente "veloce") o qualsiasi altra forma di connessione primaria. Se funziona il telefono funziona anche il collegamento con modem normale.

4) Diviene difficile a questo punto, per me, resistere alla tentazione del videogiocare, pasticciare qualche file, provare programmi scovati in qualche cd, convincere mia moglie a sottoporsi a un corso domestico per un uso consapevole di un pc. Soprattutto la tentazione maggiore resta quella di adattarsi a una esistenza disconnessa per la maggior parte del tempo.

5) Nel ritrovarmi con un sacco di tempo libero, le mani libere e il cervello libero ho avuto due esperienze contrastanti: nella prima sono caduto in una sorta di apatico riposo e mi sono sentito come spento, direi ozioso nell’accezione peggiore; nella seconda invece ho iniziato a riordinare casa, a lavare i pavimenti e ho riorganizzato l’armadione e buttato via -fatto che ha scosso l’equilibrio di mia moglie- un po’ della mia vecchia biancheria (quando un certo tipo di uomo stanco decide di gettare un paio di mutande quasi stracciate alle quali era davvero affezionato e perfettamente calzanti, la donna che lo ama diventa sospettosa e quasi iraconda).

Riassumendo, direi che privato di una connessione continua a internet, mi dedico ai fatti miei.

In caso di assoluta mancanza di connessione, dopo lo stress e una volta risolto in prospettiva il problema (sino ad allora resto senza pace), avviso chi devo avvisare e mi metto in ferie e vado a prendermi un negroni bello carico come aperitivo cercando le patatine migliori nella scodellina.

Buon San Valentino a chiunque passi.
Buon Sanvalentone a chiunque ritenga oggi bello (o brutto) esattamente come ieri.

La catena non la passo. Chiunque voglia prendersela, m’avvisi che lo linko a seguire.

gattostanco @ 13:28 - Commenti (2)

13 febbraio 2007

I blog? Roba da fisici teorici

Tommaso Dorigo, in un commento al post precedente, scrive:

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Ciao gatto,
si la fisica piuÂ’ che un lavoro eÂ’ una passione… E il mio blog eÂ’ scivolato da una faccenda personale a una pubblica lentamente ma inesorabilmente: in effetti, ci trovi oggi molta piuÂ’ fisica e molti meno scacchi o foto di bambini di un anno fa. Cerco di mantenere il livello piuÂ’ divulgativo possibile, ma a volte eÂ’ impossibile… Il motivo dello scivolamento eÂ’ che nel mio sito sono approdati fisici teorici con i quali ho instaurato un canale di discussione su vari argomenti. E ultimamente mi contattano diverse riviste scientifiche internazionali per avere il mio parere e indiscrezioni… Pensa un poÂ’. I giornalisti si sono resi conto che i blog sono uno strumento fondamentale nella disseminazione delle conoscenze scientifiche.

- – -

E via email aggiunge:

Se vuoi un ulteriore commento, la parte che mi sembra importante (dal mio punto di vista) e’ che bloggare un’oretta al giorno in maniera continuativa e con un occhio alla pedagogia della scienza puo’ essere un modo valido per fare il proprio dovere nell’aiutare la cultura scientifica (ad esempio a vincere la battaglia con l’irrazionalita’ e le meta-scienze, l’astrologia eccetera). Lo dimostra il fatto che si riesce a catturare persone “insospettabili”, che non avevano altrimenti una grande propensione a leggere cosa vuol dire fare fisica delle particelle.

Un altro aspetto che ho solo toccato nel commento riguarda la comunicazione scientifica, mi pare rilevante che il sito di un blog che e’ nemmeno il 50,000esimo per traffico al mondo attragga l’attenzione di giornalisti scientifici che poi mi contattano per farsi spiegare cosa sta succedendo in fisica delle particelle e poi mi citano sui loro articoli! (e’ successo in Nature, New Scientist, Physics World, Physics Today, e Scientific American, negli ultimi quattro mesi). I blog stanno rivoluzionando il modo in cui si raccoglie informazione in rete!

gattostanco @ 11:47 - Commenti (2)

12 febbraio 2007

Megapost: 16 post di altri

Dalla mia pagina in del.icio.us:

e io che mi pensavo > La Colonna Infame
"un feed (tramite screenscraping, dicono quelli che ne sanno) per la Colonna blu di repubblica.it, quella dove ci stanno le notizie più succose"
Il nuovo aggeggio webboso basato sui feed e messo a disposizione da Yahoo! sembra essere utile, divertente, duttile e un valido strumento per dare nuove vie di fuga all’immaginazione dalle menti dei blogger.

A Quantum Diaries Survivor > Short summary of graviton and gravitino searches
"links to most of the produced papers by the Tevatron experiments on gravitino or extra dimension searches". Non ho idea di cosa si parli. Ma quelli che… i blog sono solo sciocchezze dove sono? :D
Tommaso Dorigo è un fisico. Blogga in inglese un po’ dei fatti suoi, della sua passione per gli scacchi, delle sue ricerche, di qualche esperimento, di teorie e ogni tanto scambia informazioni e riflessioni a proposito della fisica con altri fisici. Il post che ho linkato parte appunto da un commento lasciatogli da un visitatore a un precedente post. Mi ripeto: non idea di cosa sia il Tevatron e le mie letture mi portano a credere che da una "extra dimension" potrebbero venire degli alieni verdi intenzionati a invadere la terra dopo averla antimaterializzata per potersela portare a casa loro.
Come la ragazzina che blogga di qualche star delle fiction televisive che non ha mai imparato neanche a far finta di recitare e delle difficoltà di fare capire ai prof quanto non abbia voglia di ascoltarli, Tommaso a suo modo blogga dei suoi interessi e del suo lavoro probabilmente con la stessa passione e lo stesso entusiasmo.
A volte mi chiedo cosa tratterebbe questo mio semplice blog se avessi vent’anni di meno. Probabilmente sarebbe lo stesso ciarpame. Ma sarebbe comunque ciarpame esposto, condiviso e aperto alle critiche del primo che passa. Ed è per questo che ancora mi inabelbero [:D] inalbero un poco quando sento gente scrivere che in fondo i blog sono quasi tutto ciarpame e basta: non ci sono solo quelli come me intenti a bloggare.

Marcoscan > Tre anni di marcoscan.com…
"premiare qualcuno dei miei abituali visitatori con un salamino di struzzo ed una bottiglia di vino, ma anche per questo dovrete aspettare."
Buon Compleblog! …Non ho mai mangiato carne di struzzo e tantomeno ne ho assaggiato un salamino.

akatalēpsía > Il leggere
"Ho imparato fin da piccola a leggere la vita degli altri più in ciò che scrivevano che in quel che dicevano". Io ho cominciato a chiedermi se sono quello che parla o quello che digita.
Credo sia un pensiero condivisibile quello di Clelia. Io ho incontrato addirittura alcune persone incapaci di esprimersi semplicemente scrivendo delle email, perché si sentono lette senza avere la percezione immediata delle reazioni del loro interlocutore. Col tempo mi sono creato l’impressione che queste persone si dividano tra quelle che sono in malafede e quelle che non hanno una vera convinzione in ciò che pensano e ritengono disdicevole mostrare i propri dubbi (anche su misere faccende marginali).

Annarita > Grazia / 2 Elogio alla bruttezza
"ero una secchiona ma di quelle buone, che passano la versione di greco nascosta nel vocabolario, si offrono volontarie alle interrogazioni e fanno copiare". Bei ricordi, me le ricordo tutte (le altre sono sfuocate).
Non ho mai diviso le mie compagne di scuola in secchione. Nemmeno in belle e brutte (al limite, durante i discorsi da spogliatoio maschile, si dividevano tra quelle che respiravano e quelle che respiravano con maggiore grazia). Piuttosto un paio di compagni ed io le si divideva tra sceme e non sceme (dal basso della nostra mente rasoterra tipica del maschio umano quando discute dell’universo femminile). Alcune secchione erano sceme e alcune fanca**iste erano non sceme.

Il blog di Lameduck >"Si ammazza troppo poco!" – L’altra faccia della memoria
"Sui crimini di guerra italiani, di cui la Jugoslavia fu soltanto uno dei teatri oltre l’Africa Orientale e la Libia, permane una congiura del silenzio". Post zeppo di link.

Manteblog > Rettifiche familiari
La moglie di Massimo (che si firma usando il cognome del marito :D) spiega il pensiero sulla faccenda Bordone-Invasioni Barbariche. Io evito sempre il supermercato di sabato, ma il primo appuntamento alla gattoconsorte (dopo la cena di rito) l’ho dato all
Ho esagerato con la lunghezza del commento e del.icio.us lo ha troncato. Meglio così.
Non ho visto la trasmissione della Bignardi. Io prenderei un po’ in giro quelli che vanno al supermercato di domenica e, soprattutto, quelli che vanno a lavare la domenica mattina l’auto negli autolavaggi a gettoni. E i ciclisti della domenica, e gli scooteristi della domenica e i blogger della domenica. …Ah, era di sabato, vabbe’ è lo stesso.

Gin Baker > Un favore piccolo grande
Strano breve post contro il vino in cartone. …Che poi anche parecchio doc è vinaccio. Non ho capito il favore che le si farebbe nell’evitare in vino scatolato.

giovani tromboni > Batracomiomachia
"Giù per il tubo" della "Dreamworks"… …Omero!!!

inkiostro > Una vita da blogger
"A volte capita che qualcuno mi chieda cosa ci sia di così bello nei blog". Risponde in un breve post e una citazione.

Isocrazia > Prima delle Foibe
"sto solo dicendo che raccontare la verità a metà, equivale a raccontare una menzogna. E ripetere una menzogna all’infinito, non la trasforma in verità"

Nero per caso > L’ABC del Web
"Leggo con sommo rammarico uno sviluppatore software" "che dopo aver visionato il bellissimo video sul web2.0" "non ha capito un fico secco." Botta e risposta nei commenti.

Notiziole di .mau. > DiCo: i Pacs all’italiana
Commenta il disegno di legge sui Dico. Articolo per articolo.
Ieri a pranzo non ho resistito a chiedere a mia suocera cosa pensasse a proposito dei Dico: non è che gliene freghi poi molto a dire il vero. Si è soffermata sulla faccenda relativa alla salute e a quelli dell’eredità e sul dovere degli alimenti: «Devono darli anche a loro [mia suocera ha una certa età e una formazione cattagricola, quindi non si può pretendere un linguaggio politicamente corretto, e ci si deve accontentare di uno privo di ipocrisie] …perché è giusto se si vogliono bene.». E poi ha aggiunto: «Anche la [nome] e la [nome] lo dicono. [i due nomi sono quelli delle sue più care amiche (e mezze parenti)]»
Eh, ‘ste vecchiette acciaccate e con una pensione da fame nera sembrano ancora piuttosto sveglie e libere nel pensiero.
Da parte mia ribadisco il mio parere: no alle suocere di fatto. Io me la sono beccata in regola e da subito e, quindi, non capisco le ragioni di questo indulto a chi ora può scegliere di ritrovarsela di fatto e dopo un sacco di anni.

SiSalviChiPuò > Le genuflessioni dei direttori
"I Direttori di tutte le testate giornalistiche televisive e cartacee sempre più inginocchiati davanti al potere politico ed economico." L’ho visto senza ascoltare: rende comunque bene l’idea.

Sai tenere un segreto? > Domenica bestiale
"allora capisco che no, non basta spegnere la televisione, perché la televisione, come diceva quel famoso spot, è tutto intorno a te."

The Kitchen » Attenzioni
Quando la gattoconsorte gli ha rubato il posto, ho insegnato al gatto che se miagola alla porta della camera da letto si becca delle urla e il cibo in ritardo. Il bastardone miagola appena la si apre.
Ogni mattina. E il tono riservato a mia moglie mi sembra dopo questi anni ancora sprezzante e sdegnato. …Che adorabile bestiola :D (il gattaccio, non mia moglie. Be’, perlomeno non in questo contesto e comunque raramente)

gattostanco @ 10:22 - Commenti (13)

11 febbraio 2007

Minipost: Ricordando GnuEconomy.net

GnuEconomy.net è in vendita a cinquemila dollari.
E pensare che sembra ieri…

gattostanco @ 01:41 - Commenti (2)
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