27 febbraio 2007
Rifaranno Italia.it (i blogger)
Non mi lancio anch’io nella giusta e civile opera di critica al portale Italia.it ampiamente demolito da chiunque in blogosfera:viene considerato uno spreco immenso di denaro pubblico per un progetto risolto malamente in ogni fase.
Nei miei link del.icio.us mi sono appuntato un mantepost dove appare chiaro che gli stessi curatori del sito sono precipitosamente corsi a cancellare i propri nomi per evitare di essere citati nei prossimi post d’indignazione pubblica (la mia nota al riguardo è un tantino forte: I curatori di quella vergogna immonda per l’intera società italiana che è Italia.it si vergognano di mostrare i loro nomi. Che squallore ridondante! perché mi diverto così e nel semiprivato qualche tono stonato mi esce).
L’esperienza professionale mi ha insegnato che anche nella virtualità della rete, essendo comunque i soldi sempre tangibili, lo spulciare il lavoro altrui con pedante buon senso è spesso fonte di epiteti antipatici o persino legnate (che ho evitato per un pelo e che hanno fatto la mia fortuna convincendomi a rendermi assai poco raggiungibile e quindi ricercato… ma questi sono affari miei).
Una parte della blogosfera tecnica ha deciso non solo di stroncare il sito, ma di realizzarne uno ex novo per mostrare come poteva essere fatto.
Le persone interessate si stanno organizzando per incontrarsi e raggruppando nel seguente wiki (un "wiki" è un sito web studiato per coinvolgere diversi autori attorno a un tema):
Come blogger sono entusiasta. Penso sia ovvio.
Soprattutto sono entusiasta come cittadino.
Le aziende coinvolte nel progetto Italia.it (al momento trovo indicate: IBM Italia S.P.A, ITS S.p.A e Tiscover AG), o quelle che avrebbero potuto esserlo, la prossima volta staranno più attente, mi auguro, prima di entrare in un progetto governativo in rete che possa essere oggetto persino delle più basse battute o illazioni che perdurano nel tempo sino a quando i relativi blog restano raggiungibili e indicizzati dai motori di ricerca.
Non credo che i tempi siano ancora maturi da permettere ai politici coinvolti, e primi responsabili dell’accaduto, di prendere atto delle critiche e dello sdegno blogosferico, però penso sia un altro piccolo passo in avanti in tal senso per il futuro.
Da pagatore di tasse (quasi tutte) sarei ben lieto se i soldi stanziati per il mantenimento prossimo di Italia.it venissero dirottati al gruppo di lavoro spontaneo in procinto di mettersi all’opera. …E sogno che in futuro qualche politico lungimirante (che comunque avrebbe da guadagnare ampiamente in termini politici) del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie adottasse la politica di chiedere in modo trasparente alla rete di realizzare un progetto web di ampio respiro (il quale anche se pagato profumatamente, finirebbe col costare dieci volte di meno ed essere gagliardo e funzionale dieci volte di più) …Così magari se avanzano dei soldi qualche collega parlamentare potrebbe decidere di aumentare un pochino la pensione a mia suocera (oltre a stroncare la mia che non esisterà più, ammesso che riesca a vivere fino a duecento anni), la quale, poverina, se ne frega di Italia.it, ma s’incavola a sapere quanto le è costato e vota alle elezioni ogni volta tenendo una mano sul cuore e l’altra al borsellino (e purtroppo le manca una terza mano per pararsi dai colpi bassi dello spreco istituzionale).
Anche a nome di mia suocera,
grazie RItaliaCamp!
Aggiornamento 01-03-2007
Nei commenti Riccardo Cambiassi precisa (e lo ringrazio):
LÂ’idea non è quella di rifare il sito, ma piuttosto quello di creare un documento di progetto che dettagli come andrebbe ristrutturato italia.it per essere degno di tale "dominio".
E lÂ’idea è coinvolgere non solo le risorse tecniche ma tutte le competenze (e sono tante) necessarie a realizzare un portale turistico (dopotutto tutti noi siamo turisti…).
-
In un mondo perfetto potrebbe anche succedere quello che tu auspichi. nel nostro mondo reale ritengo sia l’ennesimo, e probabilmente nemmeno ultimo, caso in cui si fa male un lavoro pubblico, si prendono comunque i soldi con la piccola accortezza di cancellare nomi o responsabilità .
di Birra — 27 febbraio 2007 18:56 -
Birra, ok. Però ho scritto “mi auguro” e poi “sogno”… In somma era tanto per non abbandonare la speranza…
di gattostanco — 27 febbraio 2007 19:36
E’ un po’ come nelle rotonde fatte a pera (o senza cartelli stradali adeguati): l’azienda prende i soldi (e magari anche il sindaco o l’assessore) e l’ufficio tecnico approva e il cittadino si schianta (e magari gli fanno anche la multa!). -
Entusiasma anche me, sta cosa.
di Gilgamesh — 27 febbraio 2007 20:41
Spero proprio che sia una bella lezione per la pubblica amministrazione e le aziende incaricate :) -
Gilga’, la speranza resta ;)
di gattostanco — 28 febbraio 2007 13:36 -
Ciao!
grazie del supporto :)Solo una nota… l’idea non è quella di rifare il sito, ma piuttosto quello di creare un documento di progetto che dettagli come andrebbe ristrutturato italia.it per essere degno di tale “dominio”.
di Riccardo Cambiassi — 1 marzo 2007 16:32
Ah, e l’idea è coinvolgere non solo le risorse tecniche ma tutte le competenze (e sono tante) necessarie a realizzare un portale turistico (dopotutto tutti noi siamo turisti…). -
Riccardo, ho aggiornato il post con la tua precisazione (Grazie!)
di gattostanco — 2 marzo 2007 22:24
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