12 marzo 2007
Un valzer, non un tango…
La copertina di Linus del maggio 1987 mostrava un ballo tra un imbarazzato Charlie Brown e una attenta Piperita Patty che precisava: "E’ un valzer, Ciccio, non un tango…"
Lo stesso numero della rivista mensile di fumetti e d’altro apriva come al solito con la rubrica dedicata alla posta dei lettori. Tra le altre lettere risaltano, a me oggi, due missive che precisano una evidente inesattezza riguardante la vita di un pittore presente in un precedente articolo. L’autore del pezzo, Massimo Fini, risponde candidamente ai lettori ammettendo la svista.
La copertina di Linus di marzo 2007, e sono trascorsi venti anni, mostra un maiale ignorante e un topo filosofeggiante che sono i personaggi di una nuova striscia partita proprio questo mese.
Scomparsa da tempo la posta dei lettori, un editoriale accoglie i lettori avidi di testi oltre che di fumetti (o i lettori che prima leggono i fumetti e poi dedicano la propria attenzione anche ai testi). Questo mese l’editoriale, persino a doppia pagina, è dedicato da Michele Dalai a una lettera di precisazione di Lia in riferimento a un precedente articolo di Pippo Russo riguardante un vicedirettore del Corsera e al suo modo di fare giornalismo. L’autore risponde chiarendo e per una ammessa inesattezza si scusa anche coi lettori.
Compro Linus da molti anni, anche se non ricordo di averne digitato in questi quattro anni di blog. Sono un buon lettore anche se ogni tanto ho mancato l’appuntamento in edicola. Venerdì scorso ho ricevuto la segnalazione dell’editoriale e sono uscito diretto in edicola.
Lia offre alcuni link nella sua lettera e tra gli altri anche quello al post che mantengo aggiornato nel quale raccolgo i post dedicati alla sua vicenda. Negli ultimi giorni, penso si sia compreso dall’assenza di nuovi post, sono stato un tantino occupato in altre faccende e ho tralasciato la blogosfera, ma non mancherò di dare un’occhiata a vedere se sono comparsi nuovi interventi da aggiungere.
Ammetto in tutta sincerità di avere provato qualcosa di strano, ma indefinibile, nel vedere un link interno a questo mio modesto blog in un editoriale di Linus. Pur sapendo perfettamente che nulla dipende dalla qualità digitativa intrinseca al post, sono rimasto un tantino impressionato dal trovarmi dopo tanti anni nell’unica lettura mensile rimasta stabile nei miei interessi tra quelle che sono ancora pubblicate.
Unica nota di tristezza, a mio parere, e ora provo a rivolgermi al direttore responsabile Michele Dalai sperando nello sguardo blogosferico di un suo collaboratore, è l’archivio del blog di Linus che contiene un solo intervento della redazione datato 27 agosto 2004 e dedicato all’assassinio e al ricordo di Enzo Baldoni. Il post in questione (con un insolito indirizzo, apparentemente) sfoggia tristemente quasi diecimila commenti di spam, a parte i primi. Direttore, la prego, visto che ha fatto trenta con Lia, faccia trentuno e chieda di cancellare i commenti inopportuni in calce a quel post e poi li chiuda. Grazie.
Eco dal margine: Mia moglie, vedendomi trafficare con vecchi e nuovi numeri della rivista ha notato questo: una volta Linus aveva un formato tascabile quasi da quaderno di scuola, mentre ora ha il formato perfetto per il tavolino del divano.
-
Eh! Bei tempi con Linus e ODB, ma lei maestro se li ricorda Ciacci&Coltellacci?
Saluti
di omar — 12 marzo 2007 17:16 -
Omar, Ciacci lo ricordo abbastanza, anche se già allora sopportavo difficilmente le cose a puntate.
di gattostanco — 12 marzo 2007 18:13
Oreste del Buono (per i non linusari: l’OdB citato da Omar e figura leggendaria della rivista, e non solo) in quel numero del lontano 1987 presentava appassionato il libro tratto dai diari di un ragazzo morto per droga, mentre a capo di Linus era Fulvia Serra circondata da donne (la circostanza è segnalata anche nel sito, ed è per quello, forse, che amai molto quella stagione del mensile ;D) -
epperò il blog dell’altro Linus mi sembra più aggiornato (l’avrò letto una volta)
di bloggointestinale — 12 marzo 2007 20:24 -
bloggointestinale, quale degli altri Linus?
di gattostanco — 12 marzo 2007 21:07
:D -
Piperita Patty, il mio modello di vita!
di Birra — 12 marzo 2007 22:03 -
A dire il vero il formato attuale è quello originale, dei primi numeri della rivista (ne ho ancora qualcuno conservato) mentre quello “quaderno” è intermedio, durato solo alcuni anni.
La redazione tutta femminile, chi se la scorda? Con Cettina e le altre ritratte da Guido Crepax come una manica di virago in una “strip” di Bianca.
La lettera di Lia l’ho letta, come avevo letto l’articolo di Pippo Russo (“Magdi Allam, l’omino sbianco”) nel numero precedente.
E chissà perché me l’immaginavo che Lia (come ha sintetizzato mia moglie con un efficace espressione dialettale comune nella Tuscia) se li sarebbe per questo magnati e ricacati ^_^
E non si può che darle ragione, comunque.
di Gilgamesh — 12 marzo 2007 23:11 -
prima del formato tascabile era ugualmente “da tavolino” – sei giovane, gatto!
di untitled io — 13 marzo 2007 09:51 -
confermo. il primo formato di linus (oltre dieci anni priuma della data che citi, temo) era qello grande, poi si modernizzò diventando tascabile, ma perdendo secondo me molto in leggibilità . io la vissi come una inversione di tendenza: non più la rivista da leggere con calma, ma un oggetto di consumo veloce, da tasca, da lettura sull’autobus. Quanti anni sono passati.
di capsicum — 13 marzo 2007 11:19 -
Birra, grande!
untitled io e Capsicum, non ho mai nascosto la mia età ! :)
Suvvia, siamo ragazzini nel cuore. (…io magari lo sono anche nella testa un bambinone, ma questo è un altro discorso :D)
“Prima” leggevo con relativa assiduità Topolino :) o qualche Tex e Zagor di buonanima di mio papà e una estate tutti gli album delle Sturmtruppen che feci rastrellare a mia madre nelle edicole o bancarelle al mare.
Poi passai a Linus, Lupo Alberto, Cattivik (avevo persino un poster di quest’ultimo), Dylan Dog (che presto m’annoiò) e via di seguito.Dimenticavo… Qualsiasi sia il formato preferito, è un peccato che non dia spazio maggiormente alla produzione italiana (magari facendo solo qualche ospitata in un paio di pagine al mese…) e piuttosto preferisce pubblicare vecchie strisciate di The Boondocks che pur belle sono di una tristezza infinita (l’altro giorno ho visto su Mtv l’episodio a cartoni animati dedicato all’immaginario ritorno di Martin Luther King e l’ho trovato indubbiamente deleterio per quel minimo di “speranza” che mi è rimasto nascosto dalla “stanchezza”.
di gattostanco — 13 marzo 2007 11:56 -
Gilgamesh, ecco comparso anche il tuo commento (non dovrebbero più finire in moderazione…)
Anche tu a ricordarmi l’alternanza dei formati di Linus :-D
…
Non l’avrei mai detto che tanti blogger tra quelli che passano, bontà loro, da queste pagine leggessero “fumetti”.
di gattostanco — 13 marzo 2007 12:35
Sono il più giovane della cumpa fino ad ora, però. Tié! [:D] -
Strane le cose, son capitato qui da te proprio seguendo la vicenda Lia/Magdisalam. E tu mi riporti a Linus che leggevo già dal primo numero, ai tempi di quel matto del Gandini che poi aveva messo su uno strano negozietto in via Moscova (a 5 metri dai carabinieri).
di silviu' — 13 marzo 2007 14:10
Molti anni dopo, dopo averlo perso di vista da almeno 15 anni, l’ho ricomprato e rispondendo a uno strano annuncio di Personalmente, ho conosciuto mia moglie. In qualche modo le mie due creature hanno un nonno (metaforico) che mi ha formato molto più di Marx, Bakunin & Co.
Grazie gatto. -
silviu’ wow! …che storia!
nota a chi non lo sapesse: “Personalmente” era una seria rubrica dedicata agli annunci dei lettori.
di gattostanco — 13 marzo 2007 18:52 -
Beh, ad essere più giovani di me ci vuol poco, sono nato ad Uruk nel 2763 avanti Cristo :)
Scherzi a parte, io da Topolino invece son passato ad Alan Ford (i primi 75 numeri, quelli disegnati da Magnus! Se li avessi conservati, varrebbero una cifretta) e ai fumetti Marvel, in particolare Uomo Ragno e Devil, ma senza disdegnare X-Men, Fantastici Quattro e Thor.
Poi ho scoperto i grandi autori sudamericani (argentini, in particolare), l’immenso Neil Gaiman, i magnifici Alan Moore, Hugo Pratt e Frank Miller e tutte le graphic novel, molte delle quali mai arrivate qui in Italia.
Checchè se ne dica, spesso il fumetto è letteratura, e anche di qualità (Hai presente “Mort Cinder”, ad esempio?)
di Gilgamesh — 14 marzo 2007 15:40 -
Gilgamesh, già è vero: Alan Ford. Rimasi scottato da qualcuno che iniziò a chiamarmi Superciuk dopo che mi vide in pantaloncini e un po’ sbronzarello. Quindi tendo a non ricordarmi del fumetto relativo. Io andavo fuori per Thor (chissà poi perché), ma i supereroi non venivano troppo considerati dai miei che li trovavano diseducativi e mi diedero in pasto Asterix e TinTin. Poi, crescendo un poco, me ne disinteressai preferendo altro (e divenni teledipendente da cartoni animati :D).
I grandi autori che citi li conosco poco.Non sono condivido che il fumetto sia letteratura. Per me il fumetto è fumetto, come ad esempio il cinema è cinema o la scultura è scultura.
…Mort Cinder? sarebbe interessante una storia ambientata nella Uruk del ventottesimo secolo dopo Cristo :) …ammesso che il Pianeta sia ancora abitabile.
di gattostanco — 14 marzo 2007 17:55 -
anch’io leggevo Linus negli anni 80.
se hai tempo leggi questo smart cat
http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article794
zycron
di zycron — 14 marzo 2007 20:47 -
anzi, scusa, questo è quello completo
http://lellovoce.altervista.org/IMG/pdf/smart-cat.pdf
di zycron — 14 marzo 2007 20:49 -
zycron, ancor oggi ;)
…il primo link proposto da zycron porta a un post dove a farla da padrone è un gattone in versi settecenteschi scritti da un filologo inglese che poi finì col dare i numeri. Il secondo è il documento pdf coll’estratto completo di cinque pagine (se non si apre da questi commenti, dovrebbe aprirsi dal primo link).
di gattostanco — 15 marzo 2007 02:02 -
Da non credere cosa vien fuori solo a nominare Linus!! Anche gattoni settecenteschi, ma niente vale la gattona Krazy Cat con il suo topo Ignazio…
di silviu' — 15 marzo 2007 10:39
E nominare Alter_linus, qualcuno se lo ricorda? Se il Gandini solo sapesse quanti danni ha fatto… -
Alter_Linus cambiò nome dopo qualche decina di numeri e diventò Alter_Alter: me lo ricordo eccome, e non solo per le striscie irriverenti di Robert Crumb e soci, ma per il panorama sul fumetto underground in generale, una vera chicca, per l’epoca.
Circa la distinzione che fai, Gattostanco, sul fatto che il fumetto è fumetto, il cinema è cinema e il teatro è teatro, in linea di massima mi trovi d’accordo: però fumetti e libri hanno più in comune di quanto ne abbiano fumetti e cinema o teatro e musica; e proprio per contrasto con chi ha sempre snobbato il fumetto ritenendolo un passatempo da adolescenti non cresciuti, mi permetto di estendere il concetto di letteratura: storie come Ronin di Frank Miller, o “Road to Perdition” di Alan Collins o “Maus” di Art Spiegel sono meglio, sotto tutti i punti di vista, di romanzi che hanno vinto il premio Strega, anche come originalità (e il riferimento a “Vita” di Melania Mazzucco, con interi brani copiaincollati con giusto un po’ di editing da Guerra e Pace di Lev Tolstoj è assolutamente VOLUTO).
di Gilgamesh — 15 marzo 2007 11:47 -
silviu’, siamo un po’ nostalgici :)
di gattostanco — 15 marzo 2007 11:47 -
Ah, poi, scusa l’OT ma anche per te Blogbabel risulta irraggiungibile da ieri sera? (Anche Orientalia4all.net, per dire.. problemi di DNS?)
di Gilgamesh — 15 marzo 2007 11:49 -
Vedo che sei online :P
di Gilgamesh — 15 marzo 2007 11:51 -
Gilgamesh, per me un fumetto è più vicino a un film che a un romanzo… anzi, per meglio dire dovrei scrivere che per me un film è più vicino a un fumetto che a un romanzo (ma cambierei il punto d’osservazione sul concetto disquisito). Be’, a dire il vero un fumetto è un fumetto :D
di gattostanco — 15 marzo 2007 12:13
Proprio per contravvenire alla tradizionale regoletta italiana che il fumetto (o le opere di animazione) è roba di second’ordine per definizione, personalmente mi rifiuto di tentare l’elevazione del fumetto a letteratura, andando oltre e considerandolo una forma d’espressività creativa e/o narrativa autonoma e paritaria con tutte le altre.
E’ una mia convinzione. Ma non intendo insistere, ovviamente. L’importante, io credo, è che si sia insieme dalla parte del fumetto a prescindere dal fatto che lo si consideri o no “letteratura”.
…Maus, se ora ricordo bene, lo lessi proprio su Linus. -
gilgamesh, per l’OT: in questo momento BlogBabel mi si apre come al solito. Anche la versione dedicata alla blogosfera in spagnolo.
di gattostanco — 15 marzo 2007 12:18 -
Ok, allora è proprio un problema di DNS; a me continua a dare timeout, insieme ad altri siti, mentre tutto il resto si apre velocemente come al solito. Provo a cambiare le impostazioni.
Grazie.
di Gilgamesh — 15 marzo 2007 12:21 -
Ehhhhh! Perfino Alter_Linus! Ma allora Lanciostory? Ho capito questo è veramente un covo di nerd!
Saluti
di omar — 17 marzo 2007 08:35
P.S.
Maaah la serie (spendidamente riproposta da Repubblica) Les Maitres de l’orges di Van Hamme? -
[...] delle inesattezze. Io lessi, mi arrabbiai moltissimo, scrissi a Linus e il risultato fu quello poi raccontato da Gattostanco: Questo mese l’editoriale, persino a doppia pagina, è dedicato da Michele Dalai a una lettera [...]
di Linus batte Campo Antimperialista 100 a 0 » Haramlik — 18 giugno 2008 17:02
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