Archivio per aprile, 2007

30 aprile 2007

Basilito, il mojito alla genovese

Ovvero:
Dell’importanza di sfogliare anche i commenti, quando se ne ha il tempo.

Surreale in questo post cita un fantomatico basilito a base di basilico e io mi chiedo cosa sia e m’incuriosisco ancor di più leggendo i commenti.
Grazie a Intempestiva e ai commenti a questo suo post comprendo cosa sia un Basilito.

Basilito: Mojito col basilico

Rapida ricerca nel blog dell’inventore (Max – La piccola casa) ed ecco comparire la ricetta del Basilito.

Il tutto in pieno spirito postbarcampistico (che io a Genova magari Max l’avevo a mezzo metro e non potevo ancora immaginare chi fosse).

Eppoi c’è ancora qualcuno che ha dubbi che i barcamp siano una roba ristretta a geek, nerd o fulminati. Mentre in realtà si gabazza anche un sacco …volendolo.

A proposito, camminare per Genova insieme a Intempestiva e Surreale è stato davvero speciale per me.

gattostanco @ 17:13 - Commenti (0)

GreenCampIt: promesse o premesse?

Girovagando per la blogosfera alla ricerca degli ultimi post dedicati allo ZenaCamp, mi sono imbattuto su BarCampItalia in questo post di Gianfranco Mascia.
Si tratta di una breve presentazione dell’imminente GreenCampIt.

Essendo l’evento ospitato all’interno di un convegno organizzato da un partito politico, d’istinto stavo bellamente passando oltre come faccio solitamente da comune cittadino quando qualcosa è sponsorizzato da un partito, e quindi sostanzialmente propagandistico o vuoto o dannoso. Ho i miei pregiudizi e in questo caso mi pare corretto non nasconderli.

Prima di chiudere mi è caduto lo sguardo sui commenti e ho letto il primo apertamente critico di una certa Elena. Come sempre ho posato il puntatore del mouse per sapere chi fosse quella specifica elena. Casualmente, pur non avendola ancora mai letta, sapevo di chi trattarsi: la persona che ha scarrozzato Sonetti a Genova per lo ZenaCamp. Casualmente ho avuto modo e il piacere di essere presentato a Sonetti proprio lo scorso sabato e allora mi sono attardato a leggere oltre.
Leggo oltre e trovo un botta e risposta tra Elena (che posta, vedo ora, sul suo blog un compendio a quei suoi commenti), Sonetti e Gianfranco.

I termini del contendere, riassumendo al massimo e dal mio punto di vista, sono:
- Quale credibilità (e figuriamoci l’autorevolezza, come si usava dire una volta nel mondo dei blog) ha in blogosfera un partito politico (qualsiasi esso sia) per ospitare un barcamp (inteso non soltanto come formula per un convegno, ma anche come libera aggregazione di persone che curano un blog)?
- Quali elementi sanciscono la buona riuscita di un BarCamp?

A questo punto mi dimentico del mio megapost riguardante lo ZenaCamp e mi intrometto commentando anch’io. Commento da cittadino qualsiasi disilluso e difficilmente motivabile a investire soldi (per quanto relativamente pochi) e tempo in un evento organizzato senza che qualcuno di cui ho stima mi abbia incoraggiato direttamente o indirettamente (senza offesa per alcuno, attualmente non ho fiducia in alcun partito o nei relativi rappresentanti e/o esperti di comunicazione).

Spesso commento e poi rileggo e poi chiudo la pagina senza inviare quel che ho scritto. In questo caso ho fatto una eccezione e ho inviato il mio confuso sproloquio per dire molto banalmente che se le promesse possono anche essere considerate certamente buone, dove sono le premesse?
E questo l’ho fatto senza desiderio di polemizzare, ma soltanto per esprimere la mia opinione.

Nota a margine: mi spiace, caratterialmente tendo a interessarmi a fondo di una faccenda se mi diletta e ho tempo da dedicarle. In questi giorni si tratta dei BarCamp. Poi magari passerò ad altro. Non ho ancora aperto blog tematici proprio per la necessità di avere un socio che sappia tenermi nei confini dei diversi argomenti :D

gattostanco @ 11:53 - Commenti (0)

29 aprile 2007

Minipost: ZenaCamp Spilletta

Photo Hosted at Buzznet

La spilletta dello ZenaCamp è soltanto appoggiata al vero gatto stanco.
Riorganizzo le idee.
Forse salterà fuori un megapost o forse no. Di certo ringrazierò.
Per ora mi limito a leggere tutti gli interventi che trovo.

Mi sono divertito un mondo.

gattostanco @ 18:52 - Commenti (0)

27 aprile 2007

Dal 28 Aprile 2003

gattostanco compie 4 anni

Grazie infinite a tutti

…e buon fine settimana

gattostanco @ 15:14 - Commenti (0)

ZenaCamp: cosa mi porto ?

1) Giubbino Multitasca
Sarebbe da far lavare, ma me ne sono dimenticato. E’ antirapina nel senso che a occhio non sembro aver più di dieci euro in tasca.
2) Macchinetta Digitale
Devo metterla in carica. La custodia è anonima (no logo) e vista la mia scarsa passione sarà tanto se farò due o tre scatti.
3) Telefonino
Devo lasciarlo acceso in caso chiami la gattoconsorte.
4) Blocchetto a piccoli fogli strappabili
Utile per scambio info.
5) Blocco Note formato piccolo
Utile per prendere appunti e come aggregatore cartaceo e estremamente più leggerlo di un qualsiasi aggeggio elettronico (e infinitamente meno costoso)
6) Zainetto
Fondamentale a riportare della focaccia a casa (uno o due chili). Contenitore per eventuali gadgettame (inutile dire che farò post pubblicitari alle aziende coinvolte nello ZenaCamp unicamente in relazione alle cianfrusaglie che sapranno offrirmi).
7) Sigarette e accendino
Uscire da Palazzo Ducale per andare a fumarsi una siga vale l’intera scarrozzata sino a Genova. Due pacchetti, per sicurezza.
8) Soldi
Putando il caso ci sia qualcosa da comprare nelle vicinanze (o persino all’interno dell’evento).
9) Penne
I blocchetti senza biro servono a poco.
10) Qualcosa da leggere
Un libro o un quotidiano, magari la Provincia, per darmi un tono foresto(però macchia le dita di nero).
11) Bottiglietta d’acqua
Magari due.
12) Salviette disinfettanti
Per togliere l’unto della focaccia dalle dita.
13) Biglietti del treno!
Eh!

Suggerimenti ?
(la barba l’ho fatta ieri, quindi sino ai primi di maggio non se ne riparla neppure)

A margine del post
Non volevo dirlo, ma lo dico (al momento mancano soltanto 24 ore e quindi spero nessuno vorrà accusarmi di fare della sterile polemica):
Se si fosse chiamato GenoaCamp sarebbe stato molto meglio.
Ecco l’ho detto
:D

gattostanco @ 09:29 - Commenti (0)

26 aprile 2007

LitCamp. 12 Maggio. Torino

LitCamp la rete dei segni

Lit = letterario
Camp = BarCamp, barcàmpo

Sabato 12 Maggio
Torino
Circolo dei Lettori, in via Bogino 9

scambio di parole, libri, esperienze
ma anche web, editoria, scrittura

Eppoi
LitCena = cena con reading
LitNait = dopocena e bagordi

diretta radio e forse collegamento MateraCamp (in contemporanea)
inoltre live video streaming di tutto il LitCamp

Potrei sfoderare le mie insulse parole per presentare: i numerosi progetti e realizzazioni che verranno presentati, le diverse esperienze editoriali che troveranno confronto e i meritevoli autori e editor ai quali andare a stringere la mano. Evito di farlo, trovando più semplice e estremamente meno noioso incollare l’attuale elenco poderoso dei partecipanti:
uno sproposito di gente gagliardissima … Effe – arsenio bravuomo – gabryella – sciallieventagli – Strelnik – Gilgamesh – Floria – Paolo Ferrucci – Guido Catalano – Bustròfedon – Personalità Confusa – Loredana Lipperini – Rael – Mario Bianco – g di Inquiline – Remo Bassini – Flounder – Sphera – Maria Strofa – Hotel Messico – Medicineman – Riccionascosto – Aitan – fia33a – Maura & BombaSicilia – e.l.e.n.a. – Colfavoredellenebbie – manginobrioches – Gaja Cenciarelli & vibrisselibri – Untitl.Ed – Eva Carriego – Katiuuuscia – Dandyna – Antonella Beccaria – Caino – Alessandro – alga – Giulio Mozzi – Rossano Astremo – Luca Tassinari – Vittorio Pasteris – Enrico Marchetto – Nicolò La Rocca – DElyMyth – Federica Fabbiani – petarda – anna colombo – nastenka – Saranno troppo famosi – p.s.v. – cyb – Mafe – Sdrucciola – angela – Demetrio Paolin – Francesco Magnocavallo – Eloisa Di Rocco – Andrea “Pelodia” Lodi – Fabio Malagnino – cilvia – matteo fantuzzi – Zop – Elisa Longeri – Marquant – Gonio – Silvana Rigobon – Francesco Forlani – Auro – mauro gasparini – Idolino – Ciumeo – Vanni Santoni – Gregorio Magini – Giuseppe Mazza – Luca Lorenzetti – unalettrice – bizmogeek – Sara Maternini- Andrea Toso – beppe – antonio tombolini – Jan Reister – Maria Luisa Venuta – Robin Good – Tiziano L. U. Caviglia

gattostanco @ 16:24 - Commenti (0)

ZenaCamp: gattostantreni 2

A causa del mio ritardo nell’andare a comprare i biglietti e della cara vecchia abissale ineguatezza gestionale di TreniItalia ho trovato il Maremma al completo.
Così ho dovuto ripiegare sull’intersiti (*) precedente che giunge a Genova un paio d’ore in anticipo sull’orario di start dello ZenaCamp.
Questo minipost per informare i blogger interessati al BarCamp genovese residenti sulla tratta Milano-Genova che anche quello (il 645 "Montale" ICplus, che ferma a GeBrignole intorno alle otto meno cinque), stando alle parole della bigliettaia, inizia ad essere agli sgoccioli per i posti.

(*)
l’intersiti è un treno che fa da link
by Eio’

gattostanco @ 16:08 - Commenti (0)

25 aprile 2007

A proposito di nomi e nick

Un post di inizio mese scritto da Untitled io (per il blog redazionale della casa editrice Untitl.ed) è fiorito nei commenti toccando diversi temi a proposito di nomi e pseudonimi.
L’argomento a me interessa.

Per sdrammatizzare: allo ZenaCamp non mi chiederanno di declinare le generalità, vero? :D

gattostanco @ 13:58 - Commenti (0)

25 anni di ZX Spectrum

Il mio primo computer fu un Sinclair ZX80.
Poi arrivò in casa ZX Spectrum (del quale in seguito feci l’upgrade a Plus).

Nei giorni scorsi pare sia caduto il venticinquesimo anniversario dall’uscita dello Spectrum.
Marcoscan posta un intervento storico con alcuni link interessanti (anche in italiano). Adattissimo per chi ha desiderio di rinvedire i propri ricordi o per chi volesse scoprire (perché troppo giovane allora o addirittura ancora inesistente) il primo computer dell’ultima generazione nata senza mouse.

gattostanco @ 12:52 - Commenti (0)

Minipost: 25 Aprile

Il dizionario De Mauro offre molte definizioni apolitiche di una "parola" spesso associata ai festeggiamenti e al ricordo del 25 Aprile.

Libertà

Leggendo le diverse sfumature del significato nelle diverse accezioni è possibile avvertire la bellezza, la fragilità e la responsabilità di essere liberi (o di credersi tali).

gattostanco @ 11:27 - Commenti (0)

24 aprile 2007

ZenaCamp: gattostantreni

Mi sono registrato tra i numerosissimi partecipanti allo ZenaCamp di sabato prossimo 28 aprile a Genova.

Intendo spostarmi coi seguenti treni (ICplus) per poi fare due passi in via venti da un capo all’altro.
Andata:
1533 "Maremma". Pavia 8:35 GeBrignole 9:45
Aggiornamento post del 26 aprile:
645 "Montale". Pavia 6:35 GeBrignole 7:45
Ritorno:
666 "Fausto Coppi". GeBrignole 18:15 Pavia 19:23

Il Maremma dell’andata lo conosco.
Mentre non ho mai preso il Coppi. Il ritorno sul treno 666 dopo una giornata trascorsa ad aggirarmi in una festante bolgia bollente di miti blogosferici mi sembra il giusto coronamento. Comunque il nome Coppi mi ispira una certa velocità e una miracolosa puntualità.

gattostanco @ 04:36 - Commenti (0)

23 aprile 2007

Cena con JTheo

Una delle sere della scorsa settimana ho lasciato la mia adorata moglie da sola per cena, preferendole Jtheo.
Arrivo davanti a casa sua, parcheggio e scendo.
Due ragazze dall’altro lato della strada sembrano guardarmi, mentre salgono in un’auto. Mi dico speranzoso che forse faccio ancora la mia modesta figura (se intravisto al tramonto e in lontananza, spero sia ovvio).
Suono il citofono.

Teo scende e mi guarda. Anch’io lo guardo. …Fortuna che ho una torta di Medagliani con me per rompere il ghiaccio e avere qualcosa per tenere impegnate le mani durante il delicato momento dedicato allo scrutarsi reciprocamente per la prima volta.
Le ragazze di prima sono le JSorelle (Intempestiva e Surreale), quindi comprendo che il loro guardarmi di poco prima era dovuto a una certa ansia per l’appuntamento al buio del fratello :D. Dopo poco infatti ripassano davanti a casa con l’auto a dare una seconda occhiata (e forse per collegare la mia fisionomia al presente blog). Fortunatamente per loro si perdono il rumore della mia eRRe e guadagnano una fetta di torta (foto).

Teo mi dirige verso il ristorante. Dopo due minuti di cammino già inizio a chiedermi se non fosse stato il caso di spostarsi in auto. Dopo il terzo minuto ne sono convinto.
Il ristorante è un circolo ospitale nei locali, negli arredi e nelle persone. Il cuoco/proprietario dopo l’ottima cena viene a sedersi al nostro tavolo e inizia a raccontare: conosce Jtheo da tempo… Come digestivo un bicchierino di rum di qualità.

Il mio intento è mostrarmi aperto, ma non troppo fuso, come sono normalmente, nel poco tempo di una serata in compagnia. Durante la cena, invece, scarico un montone di parole di bassissima qualità addosso al simpatico Teo, il quale, educato e composto, sorridente sopporta e attento interagisce cercando di elevare il dialogo superando i miei semplici schemi mentali da fuso.
Non parliamo di sola blogosfera. Anzi la conversazione è un continuo saltellare da un argomento all’altro nel tentativo, almeno da parte mia, di "inquadrare" la persona Teo andando oltre il blogger Jtheo.

Dopo cena andiamo a berci una birretta (in macchina, questa volta). Io parlo a ruota libera sentendomi ormai pienamente a mio agio e ascolto interessato le esperienze e i pareri di Teo. …Ripensandoci, avrei dovuto ascoltare di più e parlare di meno.

Ritornando verso casa, in autostrada, continuo a riconsiderare quel che ho detto e francamente penso d’aver fatto davvero la figura del fulminato completo. …Mi consolo riflettendo sul fatto che almeno sono stato trasparente, senza maschere.

Nelle ore in cui l’ho tediata mi è sembrata una acuta persona squisita e rara.

gattostanco @ 10:09 - Commenti (0)

22 aprile 2007

Sono guelfo o ghibellino?

Appunti abbozzati in occasione della visita papale dalle mie parti.

Ieri pomeriggio era soleggiato e a tratti ventilato (insolito per Pavia).

Dal televisore vengo a sapere che la visita a Vigevano inizia con un modesto ritardo. Incredibilmente poco prima il Tg2 presenta la visita del Papa a Vigevano raccontando la storia di un convertito ex-musulmano picchiato dai vicini isalmici dopo essere accorso a difendere il figlio insultato dai figli dei vicini; quest’ultimi a loro volta lo accusano di essersi mostrato ubriaco e armato di un coltello: la storia, a mio modesto parere, non si regge in piedi malgrado le interviste agli interessati (e forse proprio a causa di esse, tanto per capirsi) e se forse avrebbe meritato un articoletto nella pagina della cronaca di un quotidiano locale, a me sembra vergognoso venga proposta in un telegiornale della Rai.

Mia moglie ostenta calma, ma sotto sotto mi sembra agitata come una ragazzina prima di un concerto pop.

Si decide di andare a dare un’occhiata in giro.

Le Canossiane hanno coperto alcune dichiarazioni (d’amore e d’altro) spruzzate sui loro muri con manifestini e un grosso “grazie” dipinto sopra un telo bianco.

Una scritta antistante una chiesa in corso Garibaldi a proposito di una persona che si sarebbe venduta per cinquanta euro, dopo tanti anni di onorato servizio alla cittadinanza è stata finalmente coperta da una mano di vernice.

Da qualche finestra e balcone o appesi a fili sopra il corso svolazzano cauti il giallo e il bianco.

L’accesso a piazza del Duomo è già chiuso a coloro senza pass. Mi aspettavo di vedere le parti intime di un cavallo di una statua equestre presente in piazza dipinte dalla goliardia pavese. Resto deluso, è proprio vero che l’università è cambiata e anche gli studenti non sono più quelli di una volta (il diciotto politico si è trasformato nel 25 economico).

Passeggiando per il centro vedo molte signore in gran gala. E noto anche un paio di giovani donzellette veramente poco vestite (una spiaggia per giustificare il loro abbigliamento, nei paraggi, non esiste) tanto che a momenti mi arrabatto per terra inciampando per la strada sconnessa.

Andiamo a sederci sotto i portici, mia moglie ed io, in una delle comode panchine di un cortile universitario. Pensavo di trovarle zeppe e invece sono vuote, a parte un gruppetto di ragazzi che sembrano farsi gli affari loro. Di profilo il volto marmoreo di Alessandro Volta sembra fare il palo in attesa della papamobile. Mi rilasso. Un paio di passanti attraversano in diagonale il cortile incuranti della superstizione.

Passa un Carabiniere a dare un’occhiata. Io penso alla mancanza dei cestini della spazzatura lungo le strade, compensata dalla presenza di alcune odiatissime (da parte mia) fioriere/posacenere grandi e grosse e capienti.

Mia moglie continua ad andare e venire da Strada Nuova al cortile universitario. Il Papa è in ritardo, ma il percorso è chiuso all’attraversamento pedonale e qualcuno passando urla al telefono per avvertire casa.

Alle otto di sera il cancello d’ingresso viene chiuso e così ritorniamo in piedi, proprio davanti all’ingresso, ad aspettare. Davanti a me, al secondo piano del palazzo di fronte, un balcone si anima di tre bambini piccoli e due giovani genitori. L’uomo sforna oggetti costruiti con palloncini a contribuire alla festa dei bimbi. L’impressione di famiglia e gioia credo piacerebbe al Santo Padre e, soprattutto, all’apparato propagandistico relativo. In ogni caso a me trasmette allegria e aria di festa (del resto tra pochi giorni arrivano il 25 Aprile e il Primo Maggio, o quel che ne resta).

Un marito anziano, a due passi da me, discute con la moglie sulla posizione migliore per osservare il passaggio della papamobile. Intercala qualche parolaccia e usa espressioni fumettistiche ricalcando il termine papamobile: papacorteo, papaelicottero, papasaluto e via dicendo. Mi sembra un sogno linguistico il passaggio dalla vecchia batcaverna di Batman alla moderna papascorta di PapaBenede’.

Dall’altra parte della strada un signore avverte gli astanti che per telefono un suo amico lo ha appena avvertito che gli elicotteri hanno lasciato Vigevano alla volta di Pavia. Sembra quasi lo dica non approvando appieno quella tappa nel viaggio pastorale, quasi si trattasse di un contrattempo: campanilismo provinciale (…campanilismo ;) ).

Mi sento un po’ maleducato e insensibile. Infatti mi ritrovo a pensare che manca il classico Estathe gigante tipico del Giro d’Italia. L’attesa del pubblico sembra la stessa. Passa un’auto e la folla rumoreggia e i bambini inneggiano al Papa per non sbagliarsi. L’atmosfera è quella di quando passano i primi motociclisti della stradale a precedere la testa della corsa.

Mia moglie è contenta e questo a me basta e avanza. Secondo la sua Chiesa viviamo nel peccato; però mia moglie (da me sposata davanti all’intera società civile e non davanti a uno solo degli dei) si sente tranquilla davanti al suo Dio e questo a lei basta e avanza: ha in cuor suo la certezza che la nostra sincerità di coppia sia avvertita dal Cielo, malgrado gli anatemi terreni. E non è detto che un giorno la Provvidenza operi per avere una Sacra Rota meno macchinosa o, meglio ancora sarebbe, faccia il miracolo di fare ottenere ai tribunali i fondi adatti al loro buono e celere funzionamento (questo sarebbe davvero un miracolo).

Passa il corteo delle autorità. Auto scure in fuga (ritorno al paragone con il Giro) che fanno una gran brutta impressione. Restituiscono l’immagine di contenere birbanti distaccati (forse corrono per non rischiare che qualcuno freghi loro la poltroncina che li attende).

Arriva! …Decido di fare un filmino invece che un paio di foto per quanto oramai manchi la luce. Sollevo la macchinetta digitale con la mano destra e l’appoggio al muro cercando di inquadrare come meglio posso. Sua Santità è voltata proprio verso l’ingresso dell’Alma Ticinensis University. Stacco la mano e seguo l’auto. Sposto gli occhi al soggetto dal vero, sollevo la sinistra, incrocio lo sguardo del Papa (o così a me pare) per un interminabile brevissimo momento, la mano sinistra cede e io faccio ciaociao continuando a riprendere.
Penso che anche dal vero, nonostante gli impegni e l’età, a me sembra un uomo ancora in buona forma. Spero sia contento di essere arrivato in città, dal suo amato Agostino.

Mia moglie è elettrizzata. Il carisma l’ha avvolta per un attimo. Da parte mia, seppur colpito, ho per un attimo l’impulso di chiederle se finalmente avremmo potuto andare a casa a cenare. L’impulso, per mia fortuna, lo blocco e non rovino il suo momento d’estasi. …Poi via a passo svelto (uffa) verso il Duomo.

A bordo Duomo si sente malamente la sindaco parlare. Ringrazio di non capire quel che dice e ripenso al fatto che votare al femminile non è garanzia di buon governo.

Ci spostiamo in piazza della Vittoria a vedere e sentire attraverso il maxischermo. Il Papa parla interrotto dai cori “Benedetto Benedetto”. Sembra di buon umore. In tutta sincerità non lo ascolto, ma mi guardo in giro. Alcune persone appludono allo schermo.

Istintivamente penso ai cartelloni papali nelle vetrine di Annabella. Sono antipellicciaio e penso al fatto che i Ravizza spesso li vedo a piedi (o persino in bicicletta) e questo (a me che sono autodipendente) mi pare una buona punizione. Il giorno dopo, domenica (oggi) è il Giorno della Terra, ma penso soltanto ora, mentre digito, a come ha passato la sua povera vita lo struzzo o la mucca dei quali ho mangiato ultimamente la carne.

Il Papa saluta e arrivederci a domani. Mia moglie ci indirizza verso casa pensando giè alla messa domenicale, dopo un brevissimo canto del Santo Padre. La vedrà in televisione, perché si capiva subito, da come veniva sistemata l’area della celebrazione, che i fedeli avrebbero potuto vedere un beneamato nulla.

Dopo un piatto di pipe rigate che ho condito in fretta con quel che ho trovato, la mia adorata si tuffa nel lettone con la Corrida, mentre io sul divano in compagnia del gatto mi guardo finire su RaiTre la trasmissione di Tozzi alle prese coi terremoti (sublime incontro tra la forza della natura e la stupidità degli umani). Penso sia curioso che proprio in questi giorni sia stato dato il via ufficiale alla creazione del Partito anti-Democratico.

Ora usciamo di nuovo a dare un’occhiata. Mi sento un po’ come in vacanza, visto le passeggiate alle quali mi costringe la mia amata. Mi diverto.

…Ma…
E allora il titolo da cosa vien fuori?
Da questo: il sette per cento delle visite al sito della Diocesi di Pavia in questi giorni arriva dal mio modestissimo post dedicato al menu del pranzo papale di oggi. Me ne compiaccio e spero d’essere stato utile a chi cercava informazioni dettagliate e chiare rilanciandolo su quelle pagine.
E quindi per questo mi chiedo se sono guelfo o ghibellino. O, semplicemente, un tizio qualsiasi.

gattostanco @ 14:41 - Commenti (0)

21 aprile 2007

Mega header per i 4 anni

HEADER 28 APRILE 2007: 4 ANNI DI BLOG
In occasione del prossimo compleblog del 28 aprile, ho pensato di aggiungere nell’header (la parte superiore del blog, in questo caso un’immagine) una sorta di ringraziamento a quella fetta di blogosfera e blogger che mi ha dato molto in termini di consigli, esperienza, divertimento, condivisione, riflessione, arrabbiature, allegria e piacere di lettura i questi anni.
Quasi tutti blog o blogger sono attivi, ma tra di loro ho inserito anche qualche nick oramai perduto. L’ordine, a parte i primi due, deriva dal ripescaggio tra link e feed. Di alcuni ho inserito il nome del blog, di altri il nickname e infine di pochi il nomecognome.

Ho dovuto triplicare la lunghezza dell’immagine e scrivere in piccolo. E anche se di sicuro ho tralasciato qualcuno, purtroppo il peso del tutto è notevole per i miei gusti, quindi non ho deciso ancora se inserire l’header modificato (anche soltanto per qualche giorno).

Comunque è l’occasione per testare il servizio di buzznet sul blog (mi riferisco a un precedente post in cui chiedevo suggerimenti per sostituire Flickr e grazie al quale ho ricevuto interessanti commenti).
Cliccando sull’immagine o seguendo questo link è possibile vedere l’originale [o forse no]. Eventuali segnalazioni sono le benvenute (riguardanti la visualizzazione sul blog e/o dell’originale… o di digitazione, come sempre).

Per festeggiare i 4 anni di blog e avendo, tra le altre personali iniziative in ballo, sempre più vivo il proposito di farmi una scarrozzata in eurostar sino a Genova per lo ZenaCamp (la zeta iniziale, mi raccomando, si pronuncia morbidissima alla genovese), mi sono fatto regalare nei giorni scorsi una cena con un noto ed esperto frequentatore di simili eventi (autoinvitandomi, per giunta). Gli ho riversato addosso un sacco di abbozzi incoerenti di frasi, però dimenticandomi di chiedergli lumi al riguardo dei camp e affini… Comunque quella serata, forse, diventerà un prossimo post.

gattostanco @ 10:33 - Commenti (0)

17 aprile 2007

Minipost: i panni fuori

Ci sono poche cose che fanno inorgoglire mia moglie.
Una di queste poche è essere riuscita a istruirmi a ricordare di ritirare i panni stesi fuori al sopraggiungere del tramonto e non prima e neppure dopo.

Aver cura di casa è proprio un continuo sforzo di memoria.

gattostanco @ 19:13 - Commenti (0)
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