12 aprile 2007
Ghiaccio perpetuo
Oggi avevo voglia di riprendere nuovamente il filo del mio blog. …Avevo in mente argomenti semplici che attiravano la mia attenzione: alla gattoconsorte sono stati tolti i punti, i tombini di Pavia sono stati saldati per il prossimo arrivo del Papa, un paio di considerazioni su alcuni post del Blog di Grazia, Rio di Colombati… e bla bla bla.
Abitualmente entrando in blogosfera i miei occhi si posano per prima cosa sui nuovi post dei blog targati diludovico. Per me si tratta di fare buon vicinato a ottimo bloggare.
Oggi entro in un pomeriggio sereno come altri (ho persino lavato i vetri in salotto, ché a noi non ispira l’avere gente di fuori girare per casa, sorridendo a un noto programma televisivo idiocratico lasciato senza volume) e scopro la notizia del giorno (a parte quella mia personale: non avevo idea che D’Alema fosse ancora, nonostante la recente e piena bocciatura della "sua" politica estera, il ministro degli esteri) da Giavasan:
La morte di Kurt Vonnegut.
Sorprendente come a volte persone dal bloggare tanto diverso sentano il bisogno di richiamare l’attenzione sugli stessi avvenimenti (una sorta di karass?). Infatti postano al riguardo, solo per citare altri diludovicani, anche Dario (qui) e eiochemipensavo (qui).
Il titolo originale di "Ghiaccio-nove", uno dei più conosciuti romanzi di Vonnegut, è Cat’s Cradle (visto il mio pseudonimo, gradivo sottolineare la coincidenza).
Ne riporto un breve dialogo, tagliuzzandolo:
- – -
L’opinione di un medico sugli effetti di uno sciopero degli scrittori
[...]
- Sto pensando di proclamare uno sciopero generale degli scrittori, finché la razza umana non avrà ritrovato il suo buon senso.
[...]
- Signore, in che modo muore un uomo quando viene privato delle consolazioni della letteratura?
- I modi possibili sono due – disse lui. – Putrefazione del cuore, o atrofia del sistema nervoso.
-
Il bello è che come per tutti i migliori libri che ho letto non ne posseggo neanche più uno di Vonnegut, causa regali. Ora mi devo affrettare a ricomprare tutto prima che lo ripubblichino a prezzi astronomici.
di Giavasan — 12 aprile 2007 20:09 -
Giavasan, personalmente preferisco tenerli, comunque regalare i libri che sono piaciuti è un buon sistema per risparmiare sullo stoccaggio degli stessi :)
di gattostanco — 13 aprile 2007 00:08
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