9 giugno 2007

aNobii, divertente anche se poco utile

Categoria: Libri di gattostanco @ 12:11

Ieri sera mi sono deciso a registrarmi in aNobii.
Si tratta di una specie di Flickr dedicato ai libri.
Gli utenti, usando il codice isbn che identifica ogni nuovo libro pubblicato, possono creare e rendere pubblico un proprio catalogo di libri per definire una biblioteca virtuale delle letture fatte o in preventivo: una sorta di schedario in rete della propria libreria.
Attorno a questa mera catalogazione il sistema offre i soliti strumenti aggregativi tipici di questi servizi on line per scoprire, raggiungere e interagire con persone con gli stessi interessi. La lingua italiana è supportata decentemente.

Ringrazio Ardesia per la segnalazione direttamente in mail che mi ha convinto a tastare con mano e la pazienza nel contribuire a dissipare alcuni miei dubbi.

Il perno principale di aNobii è il codice isbn. Inserendo il codice l’utente si trova automagicamente nel proprio catalogo il libro relativo presentato con titolo, immagine e altre informazioni. Inoltre il sistema offre numerose possibilità per personalizzare le informazioni con, ad esempio, la data di acquisto, il luogo, le date di inizio o fine lettura e altro ancora.

Purtroppo il servizio è orientato a raccogliere dati sulle pubblicazioni recenti (e probabilmente a rivenderli, senza che per questo io abbia note negative da proporre), quindi l’inserimento nel proprio archivio di libri vecchi o non ufficialmente tali, e per questo privi di codice, è alquanto macchinoso attraverso l’uso della posta elettronica e per nulla immediato.
Questa fondamentale lacuna, così a mio personale parere, rende di fatto inutilizzabile aNobii per la gestione di un archivio on line dei propri scaffali zeppi di libri. Divertente e persino utile nel confronto con gli altri utenti, aNobii non è per ora uno strumento efficace a tutto tondo.
Anche tralasciando le pecche del sistema ancora in versione beta (tre libri me li ha inseriti senza titolo e info, nonostante l’apparente correttezza del codice) trovo abbastanza inservibile un sistema di archiviazione che nella sostanza mi impedisce di catalogare i vecchi libri e i miei Urania.

A parte le note dolenti, in ogni caso il divertimento è assicurato dal confronto con gli altri utenti e le loro librerie (seppur penso sia lecito pensare da parte mia che siano parziali), anche soltanto per scoprire chi ha letto uno stesso libro.

Per chi avesse desiderio di dare un’occhiata:
Questa è la mia libreria (magari vedrò di rimpolparla un poco).
Questa è quella di Ardesia (decisamente interessante da sfogliare).
Mi sembra d’aver scorto altri esemplari di blogger lettori ;)
La catalogazione di testi è una scienza filosofica in continua evoluzione; giocarci un po’ da profani aiuta comunque a scoprire nuove possibilità.

Commenti »
  1. Volevo registrarmi anch’io ma non ho avuto tempo.

    di papino — 9 giugno 2007 12:25


  2. anch’io allora! ah, il libro di candida lo inizierò dopo il 17 giugno (auguri giuiliomozzi per il 17 giugno)ora sono indaffaratissima. saluti dalla tua virtual personal guide.

    di mammina — 9 giugno 2007 22:24


  3. Papino, ciao.

    Mammina, ciao. Sei la migliore “virtual personal guide” che io conosca. …Beh, non è che proprio ti conosca, ma in somma è il pensiero che conta (“in somma” scritto staccato per omaggiare il Mozzi)

    [nota all'eventuale visitatore occasionale: Mammina e Papino han tre pargoli da curare ed è per questa ragione che non hanno tempo e sono indaffaratissimi :)]

    di gattostanco — 9 giugno 2007 23:52


  4. Maestro! Un grande evento! Seguendo la sua libreria, è balzato fuori che somigliava dimolto a quella di questo signore http://clutcher.tumblr.com
    Rieccolo!!

    Saluti

    di omar — 11 giugno 2007 08:15


  5. Omar, me n’ero accorto. Sono quasi caduto dalla sedia per l’emozione… Ma poi ho ritirato i sensori.
    Grazie per la fondamentale segnalazione.

    di gattostanco — 11 giugno 2007 10:07


  6. Beh mi sa che ci vediamo (anche) lì, allora.
    Come già su delicious.

    Per ora ho inserito solo libri noti e recenti e ho sperimentato solo un minimo le possibilità di amicizia, vicinanza, raggruppanza e altro.

    Mi intriga la storia del commento. Purché breve potrebbe diventare un piccolo genere.

    di Zio Burp — 11 giugno 2007 11:44


  7. Zio Burp, sarò bollito dall’incredibile alternanza climatica tra caldo e freddo degli ultimi tempi, ma non ti ho ancora trovato in aNobii :)

    di gattostanco — 11 giugno 2007 17:29


  8. Ho inserito i miei primi (!) 755 volumi in aNobii molto velocemente proprio grazie al sistema ISBN, ma non solo: infatti la stragrande maggioranza dei libri “apparentemente” senza ISBN – tra l’altro “un tantino” specialistici – li ho potuti aggiungere con una semplice ricerca, inserendo manualmente solo una ventina di libri (su 755 è un rapporto niente male). Naturalmente c’è molto da lavorare, soprattutto sul fronte dell’interfaccia utente, ma anche per raggiungere una completezza accettabile nei dati strettamente bibliografici.

    Molto social, certo, e questo è sicuramente un bene. Anche la possibilità di avere una unica “wishlist”, e poi in un futuro magari un confronto tra i prezzi praticati dai vari bookshop online, è una vera mano santa.

    L’esperienza è stata felice soprattutto dopo aver provato LibraryThing, che è sì molto più usabile (una per tutte la sua fantastica vista a scaffali) ma che è però del tutto privo di accettabili strumenti di importazione di massa, con il risultato che l’inserimento è obbligatoriamente manuale lentissimo e snervante, almeno per noi italiani che non possiamo godere della collaborazione in LT del Servizio Bibliografico Nazionale allo stesso modo in cui invece gli anglofoni godono del catalogo della Library of Congress.

    di nt — 12 giugno 2007 01:12


  9. Mi permetto di dissentire col titolo del post: a me quel sito-tunnel sembra una delle cose più utili che il web abbia sputato fuori ultimamente. Penso che quando gli utenti veramente interessati alla cosa avranno assestato ben bene le loro librerie virtuali e si inizierà a prendere l’abitudine di lasciare commenti, sarà un ottimo nonluogo in cui trovare spunti per le proprie letture. E questa è soltanto uno dei vari aspetti della faccenda.
    Anche se è passata più di una settimana dalla “scoperta” mi sento ancora come alice che precipita strabigliata nella tana del bianconiglio! ;)

    di Ardesia — 13 giugno 2007 15:31


  10. Ardesia, …”Utile è ciò che ci è utile” :)
    Nel post seguente dedicato alla mia esperienza con aNobii aggiusto il tiro. In ogni caso non modifico la mia percezione espressa nel titolo di questo: oggi ho comprato sei libri e quattro li ho potuti inserire, mentre i due rimanenti sono al momento fuori per la loro mancanza di codice isbn.
    Senza contare il nervoso che mi provoca la gestione dei nomi degli autori completamente aperta a qualsiasi boiata :D (ieri sera Vonnegut era stato trasformato in un semplice Kurt: mi aspetto da un momento all’altro che qualcuno si metta di buzzo cattivo per sostituire o alterare i nomi degli autori più gettonati per mostrare quanto è stupido o a scopi pubblicitari.
    Per il resto anch’io sono profondamente preso e divertito da questo nuovo aggeggio webbico, quasi mi trovassi in un sogno alla “Alice nel paese delle meraviglie”.
    Ah, dimenticavo… Buon Non Compleanno!!!

    di gattostanco — 13 giugno 2007 16:17


  11. sta diventando una droga…

    di zoe — 16 giugno 2007 08:45


  12. ah ah ah, vedo che le critiche fanno male, dal momento che hai cancellato la mia ultima :-)

    Ti consiglio di dare una rispolverata alla lingua italiana, a partire dai tuoi incipit

    “Ieri sera mi sono deciso a registrarmi in aNobii.”

    (sic!)

    e non commento il resto :-(

    di Marco — 13 dicembre 2007 01:16


  13. Marco, non ho cancellato la tua ultima critica. E’ semplicemente in calce a un altro post dove l’hai lasciata.

    Riguardo all’incipit hai ragioni da vendere.
    Il fatto è che “mi sono deciso” ha una suo significato nella mia mente che difficilmente potrei rendere altrettanto brevemente. E così vale per “registrarmi”. Quel doppio “mi”, poi, serve anche a mostrare il focalizzarsi della fatica di un simile gesto sopra la mia persona.
    Che la frase non sia bella e sia errata non lo discuto.

    di gattostanco — 13 dicembre 2007 10:58


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