Archivio per giugno, 2007

21 giugno 2007

Per un post a richieste, il 1500

Ricordo il numero 1500 di Topolino.
Aveva in allegato la copertina di latta.
Ricordo e ho ancora il numero 1500 di Urania.
Presenta romanzi brevi e racconti tra i quali uno dello stesso curatore della collana.

Il presente post è il 1485.
In questi anni ospitato da Dario ritengo di aver cancellato soltanto due o tre post inseriti per errore due volte. Comunque faccio conto sia il numero giusto.

Se qualche visitatore occasionale o abituale avesse un argomento o una domanda da propormi per il Millecinquecentesimo post dell’era diludovico.it di questo blog dal noiosetto basso profilo ne sarei ben felice cercando di dar soddisfazione a chiunque.
Non intendo diventare guru o posta del cuore o intervista ore 10.
Il fatto è che non posso allegare copertine di latta e neppure oserei scrivere un racconto, però cerco ugualmente qualcosa da poter allegare per festeggiare e rendere il post 1500 un bel megapost.

gattostanco @ 12:08 - Commenti (14)

Sono nella top 300 di Wikio :D

Ne hanno giè scritto in molti.
Riassumendo:
Wikio motore di ricerca d’attualità 2.0
Ha una sezione dedicata ai blog
Wikio Blogs
e lancia una classifica dei blog
Wikio Top Blogs

Via email sono stato informato da Wikio di essere questo mese tra i 300 blog che contano in Italia. Per la precisione figuro duecentosessantasettesimo su diecimila.
Considerando la presenza in classifica di blog di ogni tipo, be’ spero questo posizionamento non offra il fianco a critiche all’intera blogosfera italiana :P

A me divertono un sacco le classifiche. Quella che mi piace di più, non me ne vogliano a Wikio per questa mia preferenza precedentemente formatasi, è quella di BlogBabel dei blog senza categoria nella quale al momento risulto in posizione 60 (che mi pare migliore).

Ricorderò per molto tempo ancora l’espressione di mia moglie quando le mostrai i "risultati" del tempo speso a bloggare (digitare e leggere blog) certificati da Blogbabel e supportati da una tangibile cartina di carta pubblicata addirittura da un serio quotidiano nazionale. Io, sciocco e presuntuoso, mi pavoneggiavo e lei in silenzio guardava me, guardava la cartina, guardava la classifica, guardava me, guardava la classifica, guardava me. Poi mi ha detto: "Ma come sei bravo! Però adesso mi controlli la posta, eh?" :D
…E pensare che il tizio che attualmente occupa il posto 60 dell’omologa classifica BlogBabel in spagnolo oggi dovrebbe essere a Cordoba per parlare di motori di ricerca durante un evento organizzato dalla Camera di Commercio locale. Io invece a malapena sono riuscito a divincolarmi dall’incombenza di andare a comprare il pane a mia suocera (fare trenta chilometri all’andata e altri trenta al ritorno per comprare del pane sarebbe stato comunque sempre meglio di quella volta che li feci per spostarle un vaso in giardino).

Una cosa mi piace della classifica di Wikio rispetto alle altre: osa.
Infatti leggo a fondo pagina: Oltre alla classifica generale abbiamo anche delle classifiche tematiche, a cominciare dal Top dei blogs High Tech, politici, dedicati al tempo libero (come la cucina ecc.) [...]. Considerare la "cucina" come primo e unico esempio di "tempo libero", a mio modestissimo parere, è un azzardo (non desidero mostrarmi un esperto di interazione con l’utenza nel web e certo personalmente non trovo nulla da eccepire, però, così a orecchio, suona strano associare il tempo dedicato a spignattare fischiettando qualche ritornello al tempo libero). Chiarisco: per fare una insalta di riso io ho bisogno di un pomeriggio libero per l’acquisto degli ingredienti, la preparazione, la realizzazione e il meritato riposo, quindi approvo in toto la classificazione e l’esempio offerto.

gattostanco @ 02:15 - Commenti (0)

19 giugno 2007

Blogger anonimo professionale, possibile?

Sono un blogger anonimo e lo sono, di riflesso, anche le mie opinioni. Per questo digito quel che penso (scemate o genialate che siano) senza farmi troppi problemi (e comuqnue mi sembra d’averlo fatto in questi anni ripettando sempre me stesso, l’eventuale interlocutore e l’occasionale visitatore).

Una domanda mi frulla nel mio testone da almeno due anni (associata a una risposta che di volta in volta si articola e completa, ma della quale non ho mai discusso con qualcuno). E questa mattina mi ha persino svegliato a causa di alcuni ulteriori stimoli di riflessione avuti dalla blogosfera.

Blogger anonimo professionale, è possibile?

gattostanco @ 04:37 - Commenti (0)

18 giugno 2007

Adoro il ghiacciolo all’anice

Luca Moretto si chiede quali sono i gusti di gelato preferiti dai blogger (sono già decine i blogger che hanno risposto).

Personalmente seguo l’ispirazione momentanea in base al clima e se ho sete o fame. Recentemente, a Padova, gradivo moltissimo l’accoppiata limone e pompelmo in una coppetta della gelateria Friso (finivo di gustarla guardando la fauna turistica in visita alla vicina basilica di Sant’Antonio, preferendo come luogo di contemplazione il primo chiostro interno dotato di panche ombreggiate e fontanella).

Per quanto riguarda il ghiacciolo, altra sublime realtà del freddo da passeggio, da sempre sono legato al rarissimo, e forse quasi estinto, ghiacciolo all’anice come fonte di rinfrescante soddisfazione.

Una coppa gelato a due o tre gusti è un compromesso.
Un ghiacciolo, invece, è una presa di posizione condivisa e trasparente.
…Si potrebbe aggregare i blogger anche in base al loro gusto preferito per i ghiaccioli in un megapost…

gattostanco @ 17:42 - Commenti (11)

Adoro il ghiacciolo all’anice

Luca Moretto si chiede quali sono i gusti di gelato preferiti dai blogger (sono già decine i blogger che hanno risposto).

Personalmente seguo l’ispirazione momentanea in base al clima e se ho sete o fame. Recentemente, a Padova, gradivo moltissimo l’accoppiata limone e pompelmo in una coppetta della gelateria Friso (finivo di gustarla guardando la fauna turistica in visita alla vicina basilica di Sant’Antonio, preferendo come luogo di contemplazione il primo chiostro interno dotato di panche ombreggiate e fontanella).

Per quanto riguarda il ghiacciolo, altra sublime realtà del freddo da passeggio, da sempre sono legato al rarissimo, e forse quasi estinto, ghiacciolo all’anice come fonte di rinfrescante soddisfazione.

Una coppa gelato a due o tre gusti è un compromesso.
Un ghiacciolo, invece, è una presa di posizione condivisa e trasparente.
…Si potrebbe aggregare i blogger anche in base al loro gusto preferito per i ghiaccioli in un megapost…

gattostanco @ 17:42 - Commenti (17)

Girovagando in Trentino (un sito)

Di solito non bloggo a proposito di siti web.
Men che meno di siti dedicati al turismo.

Girovadando in Trentino merita di essere una eccezione.

Me lo ha consigliato Fran nei commenti a un post precedente dove dichiaro che mia moglie ed io trascorreremo qualche giorno ristoratore a Cavalese in provincia di Trento in Val di Fiemme.

Mi aspettavo il ‘solito’ sito tra quelli a carattere turistico-ricettivo che spesso, è un paradosso, non brillano per l’ambiente creato ad accogliere il visitatore.
E invece in questo caso, a mio parere, dalla prima pagina appare chiara una diversa impostazione.
Pochi chiari pulsanti per navigare lunghe pagine zeppe di immagini, informazioni, luoghi, siti e operatori del settore.
Quel che mi ha colpito è la sapiente intersezione tra l’aspetto commerciale, per così dire, e l’aspetto informativo; tra l’intenzione di presentare i luoghi e l’indubbio vantaggio di presentare i ristoratori; tra il desiderio di stuzzicare il potenziale visitatore e quello d’indicargli a chi rivolgersi.

I materiali provengono, da quel che ho letto, dal lavoro di realizzazione e promozione di una trasmissione televisiva prodotta e trasmessa da anni in numerosissime puntate dedicate al Trentino. Questa forse è la differenza rispetto ad altri siti.

Della Valle di Fiemme sono presenti numerose puntate. Abbiamo tralasciato quelle dedicate all’inverno, andando noi in estate, ma credo siano altrettanto suggestive.
I testi sono brevi e incisivi. Sono privilegiate le immagini e le informazioni basilari e le curiosità, mentre la ricca presenza di link e riferimenti permettono al visitatore ogni facile approfondimento. …Non sono pescatore e nemmeno camminatore o arrampicatore, quindi ho superato i servizi relativi godendomi unicamente i panorami delle immagini a corredo; però ho visionato con voracità le parti dedicate alla gastronomia e mi sono rilassato cercando qualche prato pianeggiante e vicino a un parcheggio :D dove fare due passi. Il tutto senza dimenticare le storia, l’arte, la cultura e l’accoglienza.

Ecco… l’impostazione televisiva mette voglia di fare e vedere (e persino di stancarsi), quasi trasportasse il visitatore del sito davvero in giro (…girovagando) per il Trentino. Mentre di norma il visitatore in un web turistico deve gironzolare per il sito, qui non accade. Si tratta di una guida che invoglia, più che ‘guidare’ solamente. Non si tratta di un sito-menu, quanto piuttosto già di un antipasto.

Infine: a me piacciono i siti dove i volti ritratti quasi sempre sorridono. Speriamo sia di buon auspicio alla nostra vancanzina.

gattostanco @ 02:21 - Commenti (0)

17 giugno 2007

Minipost: detesto i plurali di Google

Sarò all’antica, però detesto profondamente l’eguaglianza tra parole singolari e plurali che ha introdotto Google di default.
Mi sembra di essere deficiente (o di non esserlo abbastanza).

gattostanco @ 14:14 - Commenti (0)

15 giugno 2007

Autori in aNobii? Etichetta!

Infastidito dalla gestione dei nomi degli autori in aNobii lasciata abbandonata alla creatività degli utenti, compresa la mia, ho iniziato a dedicare qualche momento libero alla creazione di una etichetta per ogni autore dei libri che ho inserito nella mia libreria on line.
Si tratta di un lavoraccio, ma credo ne varrà la pena una volta completato.

Chi ha inserito pochi libri, o non ha ancora iniziato, potrebbe trovarla una soluzione semplice a contrastare l’anarchia dei nomi in aNobii per ottenere un elenco alfabetico consultabile a prescindere dai nomi sbiellati registrati dal sistema in automatico o grazie a qualche segnalazione flippata (anche se magari in buona fede).

Come punto di riferimento, con tutte le lacune di un lavoretto fatto per il gusto di piegare un aggeggio webbico, nei casi dubbi, oltre a fare qualche ricerchina in rete, ho cercato di ispirarmi (concedendomi qualche personalizzazione) alla registrazione dei nomi usata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (link e opac) che ritengo sia elaborata da gente competente.

gattostanco @ 20:15 - Commenti (0)

Minipost: andremo a Cavalese (Trento)

Per rilassare le nostre membra e testoline, verso l’inizio di luglio la gattoconsorte ed io andremo a Cavalese (Trento) in Val di Fiemme per un soggiorno ristoratore.
Abbiamo bisogno di staccare le spine (di computer, telefoni e caricabatteria) e nel mondo accadono tante cose brutte (e anche dalle mie parti, che qui a Pavia la gente che ci abita forse è un po’ razzista, come sembra aver mostrato Biagi, mica per cattiveria, quanto e piuttosto per buon senso e esperienza e impotenza) che un po’ d’aria buona non potrà farci altro che bene.

gattostanco @ 11:23 - Commenti (0)

14 giugno 2007

Frangat de La Blogfoucauld e Twain

Leggendo "Imprecazioni d’autore" (238 aforismi con testo a fronte) di Mark Twain, mi sono venuti tra le mani vecchi appunti inediti di Frangat de La Blogfoucauld che andranno ad aggiungersi agli altri.

t002 . Quando la blogosfera non ci rispetta ne siamo violentemente offesi. Eppure nessun blogger, in cuor suo, si rispetta molto.

t003 . Persino i server in cui è conservata tutta la blogosfera sono semplicemente un pregiudizio fluido.

t004 . Non abbandonare il tuo blog. Quando sarà scomparso potrai esistere ancora, ma avrai cessato di vivere.

t005 . Blogghiamo finché possiamo. In Paradiso non ci sarà permesso.

t006 . Il Paradismo per il clima, la blogosfera per la compagnia.

t009 . Dapprima Dio creò gli idioti, per esercitarsi. Poi creò i primi blog politici.

t010 . L’irriverenza è la mancanza di rispetto che un blogger ha per il tuo blog; non esiste una parola per descrivere la tua mancanza di rispetto nei confronti del suo blog.

t012 . La prima cosa che un blogger insegna a un neofita è come lincarlo

t013 . La blogosfera non conosce indecenze; è il singolo blogger a inventarle.

t026 . Non siamo generosi se i primi a ricevere un link non siamo noi.

t030 . Essere buoni è nobile, ma bloggare agli altri come essere buoni è più nobile e non crea fastidi.

t036 . Concediamo ai Guru della Blogosfera il possesso di tutte le qualità della mente tranne l’unica che mantiene gli altri in salute, che custodisce la loro dignità e che permette loro di vedere la verità: l’umorismo.

t058 . Ogni post di Adamo era un meme.

t064 . Se desiderate infliggere una punizione perfida e crudele a un giovane, obbligatelo ad aggiornare un blog per un anno.

t066 . Buoni amici, buoni libri e un blog sonnacchioso: questa è la vita ideale.

t067 . Creare l’aspirante blogstar fu un’idea bizzarra e originale, ma aggiungere la pecora fu una tautologia.

t068 . Ci sono blogger che pensano che bloggare con onestà sia la tattica migliore. Questa è una superstizione. A volte apparire onesti vale sei volte tanto.

t072 . Tutto ciò di cui la politica avrà bisogno in blogosfera sono ignoranza e fiducia, e il successo sarà assicurato.

t073 . Essere invidiato è la più grande gioia del blogger comune.

t074 . Se volessimo capire cosa sia la blogosfera dovremmo solo osservarla in tempo di elezioni.

t076 . Blogga virtuoso e sembrerai eccentrico.

t077 . Tipico della vanità e dell’impertinenza del blogger è definire stupidi coloro che appaiono stupidi ai suoi ottusi aggregatori di feed.

t078 . Il post non inserito è un capitale. Noi possiamo investirlo o sperperarlo.

t085 . Dovremmo essere grati sia per il matrimonio e sia per il blog: il primo ci promette la felicità, senza dubbio il secondo ce la concede.

t087 . Le buone maniere consistono nel dissimulare il numero di post che rivolgiamo a noi stessi e la scarsità di post che rivolgiamo agli altri.

t088 . I fatti non sono il nostro forte quando blogghiamo di noi stessi.

t100 . A volte ciò che provo è così caldo che devo scriverlo per non ardere dentro. Poi tutto quel digitare e quella fatica vanno sprecati, perché non posso pubblicarne i risultati sul blog.

t101 . Comunque e dovunque tutti i post sulla tolleranza non sono altro che cortesi menzogne. La tolleranza non esiste e non c’è nel cuore di alcun blogger.

t107 . La mancanza di denaro è la spinta di ogni blogger.

t113 . Siamo blogger strani: sembriamo liberi, ma siamo incatenati dall’educazione, dai costumi, dalle convenzioni, dalla società, dall’ambiente e in una parola dalle circostanze. E contro queste catene perfino i più forti di noi bloggano invano.

t119 . Quel potere tremendo, l’opinione pubblica di una nazione, è creato da un’orda di sprovveduti, ignoranti e compiaciuti che fallirono come sterratori e ciabattini e si ritrovarono a fare i giornalisti, mentre già si avviavano verso l’ospizio dei blogger.

t123 . Il blogger fu creato alla fine di una settimana di lavoro, quando Dio era stanco.

t133 . Adamo era semplicemente un blogger. Non voleva la mela per il gusto della mela, la voleva soltanto perché era proibita.

t137 . Adamo non bloggava solo nella blogosfera dell’Eden e non gli spetta tutto il credito; parte spetta a Eva, la prima blogger, e a Satana, il primo consulente web.

t138 . Ci sono molti capri espiatori per i nostri errori, ma il più popolare è Bill Gates.

t146 . Il Padre Celeste, deluso dalla scimmia, ha creato il blogger. Ogni volta che un blogger propone un’opinione su un argomento lontano dai suoi interessi, educazione o esperienza sarà un’opinione così inutile da suggerirGli possa trattarsi di una nuova delusione.

t160 . Gli ignoranti temono di bloggare sorpresa o ammirazione: pensano sia maleducato.

t182 . Bloggare la verità vuol dire non essere davvero costretti a ricordare qualcosa.

t185 . Nemmeno Noè ha ricevuto uno stipendio per le prime settimane di nanopublishing: un po’ a causa del tempo e un po’ perchè stava imparando a navigare.

t209 . Mai scoraggiare il blogger spara sentenze. Se non si stanca continuando a prendere di mira ogni cosa, prima o poi farà centro.

t213 . Un blogger è accolto in blogosfera per ciò che conosce e ne è scacciato per ciò di cui ha fede.

t221 . Se tutti i blogger fossero soddisfatti di loro stessi, non esisterebbero blogstar.

t225 . Una delle differenze tra un gatto e un blog è che un gatto ha solo nove vite.

t226 . "Imprescindibile". Un blog che la gente linka e non legge.

t234 . Ognuno di noi è una Luna e ha un lato oscuro che non posta mai a nessuno.

t238 . Spesso la via sicura per veicolare disinformazione è postare la precisa verità.

gattostanco @ 02:30 - Commenti (0)

13 giugno 2007

Leggere ok, guardare no.

Complice aNobii questa settimana sembra io non sia in grado di bloggare d’altro che di libri…
Non ho mai nascosto di aver acquistato dei libri dopo essere stato attratto dalla copertina: oggi ho comprato l’ultima fatica di Isabella Santacroce anche se sino a ieri sarei stato certo di continuare a snobbare la scrittrice con indifferenza.
La trama descritta nel risvolto mi ricorda la trama di almeno una dozzina tra videogiochi e film d’animazione made in Japan facilmente rintracciabili in rete.

Non ho mai capito davvero le ragioni del perché certe "cose" se sono da leggere sono rispettabili romanzi per ogni rispettabile libreria, mentre se sono da guardare o giocare sono sconcezze immonde e peccaminose (e in certi casi anche illegali).

gattostanco @ 17:04 - Commenti (0)

Inaugurazione Feltrinelli Pavia 2

Ieri a Pavia grande opening ufficiale per La Feltrinelli.

Presenzia compiaciuta Inge Feltrinelli in persona.
Il rinfresco è offerto all’esterno per strada. Le pizzette e le frittatine (o quel che sono) ci soddisfano.
Un mare di gente, anche dentro.
La piccola sezione fantascienza è dedicata ai pochi soliti noti. Il genere fantasy è tra i libri per ragazzi. Sopra la grandissima sezione dedicata ai gialli campeggia anche il ritratto di Lucarelli, mentre mi sembrano pochi i classici di Rex Stout. La sezione informatica ha fatto un salto rispetto alla vecchia gestione: dal piano di sotto al soppalco e forse si è ristretta.
Mia moglie mi indica una parte del gota umanistico dell’Università aggirarsi tra gli scaffali.
Un tizio si sventola vigorosamente con un ventaglio verde.
Ascolto di straforo un momento di una conversazione del direttore che mi appare soddisfatto. L’ho riconosciuto grazie a una fotografia vista in una fotocopia offerta alla clientela di un articolo apparso nel giornale locale. Nella stessa fotocopia, in una intervista, la signora Inge paragona Pavia a Oxford (personalmente non sono mai stato oltremenica).
Tra gli scaffali vedo un sacco di signore distinte che si salutano tra loro con modi gentili soltanto nei punti di passaggio, bloccandoli.
Un sacco di giovani. Pochissime scollature (e comunque guardo i libri) in confronto alla fauna incontrata poco prima nel passeggio davanti ai negozi.
Questa mattina ritorneremo per comprare qualcosa e dare ‘un’occhiata’ meno accaldati dal clima e dalla ressa.

Aperitivo meritato e tranquillo sulla strada di casa da "Quelli Brilli" in corso Garibaldi. I disordinati e vuoti tavolini esterni sono in una piazzetta accanto. Il selciato di sassi è inclinato e così lo è un poco anche il nostro tavolino: divertente. Crodino, Ceres, patatine, olive, pane e salame: Euro 6,50.

gattostanco @ 09:04 - Commenti (0)

12 giugno 2007

La mania per l’alfabeto

LA MANIA PER L'ALFABETO di MARCO CANDIDA - SIRONI EDITORE
Avvertenza: post malfermo e incompleto inserito nel blog dopo alcune settimane dalla sua stesura (nota finale).

Ero molto curioso di leggere La mania per l’alfabeto di Marco Candida edito da Sironi Editore per la collana Indicativo Presente curata da Giulio Mozzi.

Per farla breve a dichiararmi non totalmente obiettivo: da una parte posso classificarmi come mozziano convinto e da un’altra posso affermare di seguire da anni il blog di Candida.
Del resto un semplice lettore, a mio parere, è sempre soggettivo.

A me è piaciuto molto e ben oltre le mie più rosee previsioni.
Credevo mi sarebbe piaciuto soltanto un po’. Ma non pensavo mi sarebbe piaciuto davvero tutto e molto.
In fondo (colloquiando a volte mi capita di usare l’espressione "in fondo" come fosse "raschiando raschiando" o "anche se bisogna ricordare che" o anche "ritengo sia doveroso premettere alle mie parole una introduzione a renderne meno oscura la genesi" eccetera) sono anni che Marco mena il can per l’aia con le sue belle storie e le sue considerazioni sulla letteratura e le sue tirate di giacca agli scrittori e le sue disquisizioni sulla scrittura. Soprattutto ha organizzato incontri e bla bla bla aventi ospite lo stesso Mozzi. Mi pareva sacrosanto avere qualche titubante incertezza. Mi sbagliavo o, per meglio dire, l’incertezza si era completamente dissolta attorno alla centesima pagina di trecento.

Ho letto quasi tutto il romanzo fuori casa, lontano dal mio divano (anzi è di mia moglie, visto che abbiamo la separazione dei beni -io, ad esempio, scelgo e compro il frigorifero-). Ho iniziato sul marciapiede di una stazione, ho proseguito in treno, ho proseguito un po’ in casa seduto sulla mia sedia, l’ho ripreso nella sala d’aspetto dello studio delle veterinarie del mio gatto, l’ho riaperto in cucina (mentre mia moglie preparava un risotto e non le ho pesato il riso dal sacco da cinque chili, poi non l’ho assaggiato per vedere -nel nostro gergo familiare si dice "assaggiare per vedere" davvero- se era a posto di sale e non l’ho aiutata a servire le nostre due porzioni -io, comunque, sempre faccio il bis coi suoi risotti-), l’ho salvato dalla gioia di vivere di un enorme alano nella sala d’aspetto delle veterinarie (mi chiedo come facciano quelli che hanno dieci gatti, perché io fatico a prendermi cura di uno solo, forse hanno un abbonamento o forse i loro gatti prima d’invecchiare finiscono asfaltati sulle provinciali), l’ho quasi finito nel salottino di un reparto di ostetricia di un piccolo ospedale di provincia (dove una obesissima signora raggiante dalla lingua irriconoscibile e aveva appena partorito il quarto figlio senza il minimo intoppo) e le ultime pagine me le sono lette a casa sul divano spaparanzato circondato di cuscini pensando che anche se avevo sonno volevo proprio finirlo (simile all’attimo in cui dopo svariati pezzi di cioccolato una persona si guarda le dita e pregusta l’ultimo incantevole piacere di assaporare il cioccolato rimasto sui polpastrelli, perché il romanzo di Marco resta sui polpastrelli).
Alcuni libri sopportano poco di ritrovarsi con me in un ambiente ostile o indifferente, perché strappata l’attenzione del lettore si spengono e non riescono a riaccendersi da soli, un po’ come accade ai televisori programmati per spegnersi automaticamente dopo un certo tempo di inattività (mia moglie adora addormentarsi con la tele accesa, ma guai a spegnerla altrimenti si sveglia). Sapevo di fare un torto al libro di Candida, ma del resto mi sembrava un buon metodo per verificarne la tenuta nei miei confronti.
Sorpreso mi rendo conto che il tempo alla stazione vola, che a momenti mi perdo la mia fermata del treno, che ho aperto il suo libro distrattamente in attesa che il pc si avviasse per poi dimenticarmi della tastiera e di tutto quanto, che la veterinaria deve chiamarmi un paio di volte per farmi alzare la testa e trasportino del gatto, che mia moglie si stupisce che io sia più interessato a mettere la faccia in un libro piuttosto che riempirla (la faccia) con uno stuzzichino dandole una mano in cucina, che attorno all’alano durante l’attesa si siano materializzati altri cani e due gatti e svariati umani (due umani al telefono e un cane in abbaio costante contro tutti).
Alla fine, sul divano, sono io -o così a me sembra- che soddisfatto e placato spengo il libro che continuava a riaccendersi anche quando non avevo materialmente il tempo di dedicarmi a lui.

Non è triste, mai. A me non piacciono le narrazioni tristi. Per dire, i film che finiscono male a me non piacciono. Solo qualcuno. E lo stesso vale per i libri. Però se un film dura un paio d’orette, un libro vuole maggiore tempo e dedizione e di faccende tristi ne ho già avute dal vero (e ne avrò probabilmente altre in futuro, perché così è la vita), quindi di passare qualche ora a leggermi mazzate o sfortune immense non mi pare il caso. Nel risvolto della prima di copertina sono dichiarati alcuni accadimenti che avvengono nel romanzo che a prima vista possono apparire tristi o menosi. Nel libro sono avvolti in un contesto narrativo strutturato in un modo e con una scrittura tale che non sono tristi. …Mi è difficile spiegarlo: sono piccoli tasselli di un tutto, sono particelle del discorso, sono dettagli di un quadro. La rappresentazione e gli accadimenti, e forse gli stessi personaggi, sono altri.

Parlandone con mia moglie l’ho definito esuberante, perché è pieno di cose, di storie, di scrittura che a me è piaciuta, di colori, di luoghi, di sensazioni, di immedesimazione, di… Ma non è una mattonata. E a voler essere preciso neppure noto qualcosa in esubero. In somma La mania per l’alfabeto è esuberante in senso lato del termine.

Nota:
Il presente post è rimasto sospeso per parecchio tempo. Mi piace nelle intenzioni senza piacermi nel risultato. Ho provato un paio di volte a digitare un nuovo post dedicato al libro di Candida, ma mi ritrovavo davanti una sterile recensione fatta male (con questo non desidero sottintendere che il presente post sia fatto bene) e del tutto estranea al mio modo di scribacchiare sul blog a proposito dei libri che leggo.
A me trasmette molto, rileggendolo pur senza correggerlo, perché ho letto il libro e mi lascia pescare i ricordi dello stesso e di quei particolari giorni nei quali mi costringeva a portarmelo dietro ovunque andassi.
Desideravo poter digitare qualcosa che tentasse di trasmettere all’occasionale visitatore il mio coinvolgimento blogosferico nei confronti di Marco e al tempo stesso le reazioni piene che il suo romanzo mi ha stimolato. Volevo dare l’impressione di un libro zeppo di cose, assolutamente vivo e ben scritto da suscitarmi persino aperta confusione nel digitarne in proposito senza svelarne neppure una riga.
Ma il risultato, mi ripeto, non solo mi sembrava illeggibile, ma neppure ‘esportabile’ nel blog soprattutto se in contemporanea con l’uscita sugli scaffali (e in Google) della fatica del superlativo scrittore (di post illeggibili ne ho inserito a bizzeffe). Inoltre avevo il timore che Marco potesse sentirsi preso in giro da un post chiaramente fulminato.
Pertanto ho ritenuto che il post com’era (e com’è: credo sia evidente non sia neppure finito) potesse rivelarsi controproducente nei confronti del romanzo. Ho pensato che se anche un solo potenziale lettore leggendo per caso le mie parole sbiellate potesse essere influenzato negativamente allora avrei fatto un torto a Marco e alla sua fatica. Ora il romanzo vive di vita propria in Google, io credo, e neanche un visitatore occasionale penso potrebbe venire influenzato da questo singolo post trovato con un motore di ricerca.

Già non vedo l’ora di leggere il prossimo. Se un libro mi distrae dal seguire la preparazione di un risotto, bene significa che mi ha preso (sembrerà un fatto stupido al visitatore o una di quelle affermazioni che recensendo un libro non si dovrebbero fare, ma nella mia piccola quotidianità casalinga e blogosferica è il miglior complimento che posso fare al libro e all’autore).

gattostanco @ 12:49 - Commenti (2)

La mania per l’alfabeto

LA MANIA PER L'ALFABETO di MARCO CANDIDA - SIRONI EDITORE
Avvertenza: post malfermo e incompleto inserito nel blog dopo alcune settimane dalla sua stesura (nota finale).

Ero molto curioso di leggere La mania per l’alfabeto di Marco Candida edito da Sironi Editore per la collana Indicativo Presente curata da Giulio Mozzi.

Per farla breve a dichiararmi non totalmente obiettivo: da una parte posso classificarmi come mozziano convinto e da un’altra posso affermare di seguire da anni il blog di Candida.
Del resto un semplice lettore, a mio parere, è sempre soggettivo.

A me è piaciuto molto e ben oltre le mie più rosee previsioni.
Credevo mi sarebbe piaciuto soltanto un po’. Ma non pensavo mi sarebbe piaciuto davvero tutto e molto.
In fondo (colloquiando a volte mi capita di usare l’espressione "in fondo" come fosse "raschiando raschiando" o "anche se bisogna ricordare che" o anche "ritengo sia doveroso premettere alle mie parole una introduzione a renderne meno oscura la genesi" eccetera) sono anni che Marco mena il can per l’aia con le sue belle storie e le sue considerazioni sulla letteratura e le sue tirate di giacca agli scrittori e le sue disquisizioni sulla scrittura. Soprattutto ha organizzato incontri e bla bla bla aventi ospite lo stesso Mozzi. Mi pareva sacrosanto avere qualche titubante incertezza. Mi sbagliavo o, per meglio dire, l’incertezza si era completamente dissolta attorno alla centesima pagina di trecento.

Ho letto quasi tutto il romanzo fuori casa, lontano dal mio divano (anzi è di mia moglie, visto che abbiamo la separazione dei beni -io, ad esempio, scelgo e compro il frigorifero-). Ho iniziato sul marciapiede di una stazione, ho proseguito in treno, ho proseguito un po’ in casa seduto sulla mia sedia, l’ho ripreso nella sala d’aspetto dello studio delle veterinarie del mio gatto, l’ho riaperto in cucina (mentre mia moglie preparava un risotto e non le ho pesato il riso dal sacco da cinque chili, poi non l’ho assaggiato per vedere -nel nostro gergo familiare si dice "assaggiare per vedere" davvero- se era a posto di sale e non l’ho aiutata a servire le nostre due porzioni -io, comunque, sempre faccio il bis coi suoi risotti-), l’ho salvato dalla gioia di vivere di un enorme alano nella sala d’aspetto delle veterinarie (mi chiedo come facciano quelli che hanno dieci gatti, perché io fatico a prendermi cura di uno solo, forse hanno un abbonamento o forse i loro gatti prima d’invecchiare finiscono asfaltati sulle provinciali), l’ho quasi finito nel salottino di un reparto di ostetricia di un piccolo ospedale di provincia (dove una obesissima signora raggiante dalla lingua irriconoscibile e aveva appena partorito il quarto figlio senza il minimo intoppo) e le ultime pagine me le sono lette a casa sul divano spaparanzato circondato di cuscini pensando che anche se avevo sonno volevo proprio finirlo (simile all’attimo in cui dopo svariati pezzi di cioccolato una persona si guarda le dita e pregusta l’ultimo incantevole piacere di assaporare il cioccolato rimasto sui polpastrelli, perché il romanzo di Marco resta sui polpastrelli).
Alcuni libri sopportano poco di ritrovarsi con me in un ambiente ostile o indifferente, perché strappata l’attenzione del lettore si spengono e non riescono a riaccendersi da soli, un po’ come accade ai televisori programmati per spegnersi automaticamente dopo un certo tempo di inattività (mia moglie adora addormentarsi con la tele accesa, ma guai a spegnerla altrimenti si sveglia). Sapevo di fare un torto al libro di Candida, ma del resto mi sembrava un buon metodo per verificarne la tenuta nei miei confronti.
Sorpreso mi rendo conto che il tempo alla stazione vola, che a momenti mi perdo la mia fermata del treno, che ho aperto il suo libro distrattamente in attesa che il pc si avviasse per poi dimenticarmi della tastiera e di tutto quanto, che la veterinaria deve chiamarmi un paio di volte per farmi alzare la testa e trasportino del gatto, che mia moglie si stupisce che io sia più interessato a mettere la faccia in un libro piuttosto che riempirla (la faccia) con uno stuzzichino dandole una mano in cucina, che attorno all’alano durante l’attesa si siano materializzati altri cani e due gatti e svariati umani (due umani al telefono e un cane in abbaio costante contro tutti).
Alla fine, sul divano, sono io -o così a me sembra- che soddisfatto e placato spengo il libro che continuava a riaccendersi anche quando non avevo materialmente il tempo di dedicarmi a lui.

Non è triste, mai. A me non piacciono le narrazioni tristi. Per dire, i film che finiscono male a me non piacciono. Solo qualcuno. E lo stesso vale per i libri. Però se un film dura un paio d’orette, un libro vuole maggiore tempo e dedizione e di faccende tristi ne ho già avute dal vero (e ne avrò probabilmente altre in futuro, perché così è la vita), quindi di passare qualche ora a leggermi mazzate o sfortune immense non mi pare il caso. Nel risvolto della prima di copertina sono dichiarati alcuni accadimenti che avvengono nel romanzo che a prima vista possono apparire tristi o menosi. Nel libro sono avvolti in un contesto narrativo strutturato in un modo e con una scrittura tale che non sono tristi. …Mi è difficile spiegarlo: sono piccoli tasselli di un tutto, sono particelle del discorso, sono dettagli di un quadro. La rappresentazione e gli accadimenti, e forse gli stessi personaggi, sono altri.

Parlandone con mia moglie l’ho definito esuberante, perché è pieno di cose, di storie, di scrittura che a me è piaciuta, di colori, di luoghi, di sensazioni, di immedesimazione, di… Ma non è una mattonata. E a voler essere preciso neppure noto qualcosa in esubero. In somma La mania per l’alfabeto è esuberante in senso lato del termine.

Nota:
Il presente post è rimasto sospeso per parecchio tempo. Mi piace nelle intenzioni senza piacermi nel risultato. Ho provato un paio di volte a digitare un nuovo post dedicato al libro di Candida, ma mi ritrovavo davanti una sterile recensione fatta male (con questo non desidero sottintendere che il presente post sia fatto bene) e del tutto estranea al mio modo di scribacchiare sul blog a proposito dei libri che leggo.
A me trasmette molto, rileggendolo pur senza correggerlo, perché ho letto il libro e mi lascia pescare i ricordi dello stesso e di quei particolari giorni nei quali mi costringeva a portarmelo dietro ovunque andassi.
Desideravo poter digitare qualcosa che tentasse di trasmettere all’occasionale visitatore il mio coinvolgimento blogosferico nei confronti di Marco e al tempo stesso le reazioni piene che il suo romanzo mi ha stimolato. Volevo dare l’impressione di un libro zeppo di cose, assolutamente vivo e ben scritto da suscitarmi persino aperta confusione nel digitarne in proposito senza svelarne neppure una riga.
Ma il risultato, mi ripeto, non solo mi sembrava illeggibile, ma neppure ‘esportabile’ nel blog soprattutto se in contemporanea con l’uscita sugli scaffali (e in Google) della fatica del superlativo scrittore (di post illeggibili ne ho inserito a bizzeffe). Inoltre avevo il timore che Marco potesse sentirsi preso in giro da un post chiaramente fulminato.
Pertanto ho ritenuto che il post com’era (e com’è: credo sia evidente non sia neppure finito) potesse rivelarsi controproducente nei confronti del romanzo. Ho pensato che se anche un solo potenziale lettore leggendo per caso le mie parole sbiellate potesse essere influenzato negativamente allora avrei fatto un torto a Marco e alla sua fatica. Ora il romanzo vive di vita propria in Google, io credo, e neanche un visitatore occasionale penso potrebbe venire influenzato da questo singolo post trovato con un motore di ricerca.

Già non vedo l’ora di leggere il prossimo. Se un libro mi distrae dal seguire la preparazione di un risotto, bene significa che mi ha preso (sembrerà un fatto stupido al visitatore o una di quelle affermazioni che recensendo un libro non si dovrebbero fare, ma nella mia piccola quotidianità casalinga e blogosferica è il miglior complimento che posso fare al libro e all’autore).

gattostanco @ 12:49 - Commenti (0)

Decalogo del lit-blog estate 2007

Premessa: un lit-blog è un blog che si occupa di letteratura, ma detto alla forestiera e concisamente.

Sere di Cacca Zen (blog di recente apertura, nonostante il nome mi richiami gli albori spericolati della blogosfera, e dal sottotitolo autoesplicativo "Vita precaria di un’aspirante scrittrice") ha presentato domenica un breve e simpatico decalogo per gli aspiranti lit-blogger.

Personalmente, con alcune precisazioni, sarei d’accordo con sei o sette punti dei dieci proposti (dico soltanto che escludo quello sugli editor).
Questo mi preoccupa.

Fuori tema e per non apparire davvero lit:
Per associazione strampalata di idee, che non riporto, da cacca-zen sono arrivato a I-Zenborg.
Per chi se li ricorda, questo è il video della sigla italiana della serie e Questo il video di chiusura.

gattostanco @ 04:10 - Commenti (0)
Email: gattostanco @ gmail.com
FeedBurner:  GATTOSTANCO FEED powered by FeedBurner

gattostanco ...appunti (sospeso)
gattostanco FriendFeed
BlogBabel - BlogItalia - Wikio
Memesphere - Filter 4.0

Ultimi commenti

  • download moviez: I do not disagree with you!
  • chat: felice di averti thx
  • pslqyqgcl: ldD4IH omzpgzpxmzmb
  • xyxroxh: QDLSor vkcyesnotiaf
  • klikjv: NFkyeW jugthqfonacs
  • inrgvndxdxn: W6ALRC ggwgoqgnrnvt
  • Ibadeth: Gatto stanco, che fine hai fatto? Non scrivi più?
  • qclbjlo: nm9169 gximgcfangtl
  • Janae: Alright alright alright that’s exatlcy what I needed!
  • Milly: Wham bam thank you, ma’am, my questions are anseewrd!

Trackback:

Poltrona del gatto

Chi sono?
Il Tao della Suocera
La Blogfoucauld

 AZIONISTA IMMANET - NET TO BE di ROBERTO GRASSILLI

Ospitato da Anomalia grafica
Template by Principe
Traduzione in giapponese (KutaKuta Neko) di Gilgamesh
Favicon di Ted

Cerca in gattostanco

Blogosfera

Black Cat
Annarita
Anomalia Grafica
calzino spaiato
(C)assetto Variabile
Cletus
DElyMyth
eiochemipensavo
Gaspare
giuliomozzi (sospeso)
Grassilli Warehouse
kimota
La pupa c'ha sonno
Louie
Marco Candida
marcoscan
Myst
night passage
Papino & C.
Perché no?
Principe
Radici dell'ozio
Scopriamo l'acqua calda
Shangri-La
Un altro tempo
8:49 pm
Alessandra Galetta
All about nothing
Akatalepsia
Andrea Beggi
Bloggo Intestinale
Blog Notes
Blogsenzaqualità
Bottega di Lettura
Cabaret Bisanzio
caracaterina
Ciccsoft
Corax
Daveblog
Debito di sonno
Deeario
diario di Untitled io
Diario Semistupido
Dorigo - in inglese
eCuaderno - in castigliano
EmmeBi
Errore 404
Falso Idillio
Gaspar Torriero
Gattusometro
Giavasan
Gilgamesh
Giovani Tromboni
Giovy's blog
giuseppe genna
gruppo h5n1
Haramlik
Herzog
Il Mignolo col Prof
il mio karma
il Morso della Vipera
il sentiero giusto
il Tao dei blog
iMod
Incipiterazioni
Inkiostro
Intempestiva
jtheo
Kurai
letturalenta
Luca Conti
Luca De Biase
mae*
Macchianera
Manteblog
.Mau.
MeicheNada
Momoblog
Nyft
Numerabile
officialsm
Paese d'ottobre
Paolo Valdemarin
Pandemia
Pasta Mista
Peluche - in castigliano
PensieriInecCesso
Personalità Confusa
Phoebe
Placida Signora
Quasi.dot
Qix
Rael
Ramon Ananos - in castigliano
Reflexiones e irreflexiones
Rolli
Sai tenere un segreto?
Salgalaluna
Scintilena
Secondo Piano
Sergio Maistrello
SmokingPermitted
Stefano Salvi
Squonk
Surreale
Terre Alte
To drown a rose
Tom
Uccidi un grissino
Webgol
Vibrisse, bollettino
Wittgenstein
vogliaditerra
xantology
Zio Burp
Zop
Zu

Varie

Feed by gattostanco
RSS Atom
Commenti
RSS parziale

Feed by FeedBurner


Blog link by Technorati

Wikio - Top dei blogs





 STATISTICHE

porticina: Login