28 luglio 2007
Letture d’agosto di Seia
Seia Montanelli presenta cinque letture estive, perché: "mangio il gelato anche dÂ’inverno figuriamoci se scelgo i libri in base alla temperature stagionali, ma visto che si usa dispensare consigli di lettura sotto lÂ’ombrellone mi adeguo."
Il primo libro è un psico-giallo inglese (senza alluvioni).
Il secondo è un romanzo con accenni autobiografici del maestro del poliziesco giapponese (sconosciuto da noi).
Il terzo è il libro più bello degli ultimi mesi.
Il quarto vede come protagonista un tizio innamorato della Rice (e forse del suo camminare fatto di passettini svelti).
Il quinto è ambientato in Sicilia a novembre (rinfrescante, anche se caldamente passionale).
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Ma ai consigli di lettura SOPRA l’ombrellone non ci pensa mai nessuno?
di Orazio — 28 luglio 2007 10:32 -
Grazie Gatto, ma che c’entrano le alluvioni?
Orazio: l’unico consiglio che si può dare in merito è di non starci sopra l’ombrellone mi sa :)
di seia — 28 luglio 2007 15:35 -
Seia, nel senso che ultimamente il Tamigi ha rotto un po’ gli argini e il riferimento mi è venuto così, senza troppo pensarlo.
:)
Tra parentesi, divertente il tuo avatar (o quel che è) animato che ho appena visto.Orazio, che dire allora dei consigli di fianco all’ombrellone? :D
di gattostanco — 28 luglio 2007 15:50 -
Sono impazzita per quel coso! Aiutatemi! Ne ho fatto uno per ogni momento della giornata e ho deciso di aggiornarlo in continuazione. Finché non mi stufo almeno :-)
di seia — 29 luglio 2007 00:14 -
I consigli di fianco all’ombrellone mi sa che li dà la stessa persona: il vicino di ombrellone di tutti gli italiani! In tre giorni al mare ho visto libri di Hosseini (le donne), Stella/Rizzo (gli uomini) e Moccia (i ggiovani).
di Orazio — 30 luglio 2007 10:05 -
Orazio, eh …non ci sono più i bei tempi di quando gggiovane in spiaggia leggevo le Sturmtruppen di Bonvi o Nilus degli Origone.
L’altro giorno ho visto i famosi “lucchetti” degli innamorati anche attaccati al Ponte Coperto (qui a Pavia). Mi sembra incredibile che i ragazzi di oggi non si rendano conto di quanto un lucchetto sia considerato da molti un simbolo sbagliato e apportatore di sfortune d’amore.
di gattostanco — 30 luglio 2007 14:31 -
pensa che qui i lucchetti sono di moda da quando Moccia aveva ancora il ciuccio, ma non sono legati all’amore: i militari che terminavano la naja attaccavano al ponte il lucchetto che per un anno aveva chiuso l’armadietto in caserma. Come dire, E’ FINTIA altro che “per sempre”. E magari pensava di essere originale. (evabbe’ ero via, dai, perdona i commenti ritardatari)
di fran — 30 luglio 2007 21:52 -
fran, che io sappia fino a quando i commenti sono aperti è consentito commentare dalla “blogetiquette” :D
A naja, al terzo lucchetto che mi scassarono per frugare l’armadietto, mi stufai e iniziai a lasciarlo aperto (il lucchetto, se non ricordo male, a norma di regolamento doveva essere presente ed essere chiuso, ma venni dispensato dal chiuderlo ;) ).
di gattostanco — 30 luglio 2007 22:02
Fondamentalmente è per la precarietà dei lucchetti che li considero un simbolo errato per l’amore. Per la naja mi sembrano più coerenti (chi può mai dire quando scoppierà la prossima guerra? :D -scongiuri del caso-)
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