8 agosto 2007
Quante domande riordinando casa
Premessa: Mia moglie ed io abbiamo un concetto di ordine (contrapposto a disordine) individuale e limitato.
"Individuale" nel senso che il suo ordine è diverso dal mio, mentre il disordine è abbastanza simile.
"Limitato" nel senso che alcune cose devono essere tenute in ordine pena cataclismi emozionali (io, ad esempio, se non trovo la mia forchetta esattamente dove deve stare mi sento male o se non archivio maniacalmente le cartelle di lavoro con triplo backup mi sento in colpa). Per quanto riguarda il resto invece siamo molto "casuali".
Seconda premessa: Ora che un sole è sorto a rischiarare l’orizzonte dell’avvenire di mia moglie, le mie speranze di traslocare si sono drammaticamente affievolite.
Quindi ho iniziato, con calma, a riordinare casa visto che devo smettere di considerarla come una abitazione transitoria. Facendo questo mi sono sorte spontenee molte domande. Ne appunto alcune tra le ‘meno’ significative
Il bollo della macchina del 1995 potrò finalmente gettarlo?
Il bat-elicottero giocattolo cosa ci faceva insieme ai vecchi manuali dos?
Perché tre borsette della gattoconsorte sono stipate assieme al vecchio scanner?
I vecchi cd delle riviste di pc li butto?
Questi vecchi computer s’accenderanno ancora?
Questo schermo funzionava o non funzionava?
E se installassi di nuovo questo gioco e mi facessi una partita?
Questi cuscini per le sedie della cucina erano così orrendi quando li abbiamo presi o li ha vomitati il gatto?
Il vecchio modem lo conservo per affetto?
Il catalogo Ikea lo faccio a pezzettini e poi li brucio …o glieli faccio mangiare a lei?
Toh! Una macchina per scrivere!
La "foto più bella del matrimonio ingradita e vetrata" non l’appenderemo mai, ma sarà il caso di conservarla coi dischi?
Toh! Quei sandali che cercava tanto l’estate scorsa!
Sei, dico sei, cartine di Bologna?
Se butto via queste riviste mi toccherà cammellarmele fino al cassonetto: imboscarle da qualche parte o faticare?
Ma quanti straca**o di vocabolari ci sono in ‘sta casa?
Oh, ma guarda (!) un cassetto pieno di foto …e lampadine!
Non ci posso credere! Dopo anni ho trovato la custodia di quella cassetta di Vasco… E adesso dove si sarà cacciata la cassetta?
Nota: post nato da una email inviata a Intempestiva
:)
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Gatto, sono onorata!
di inte — 8 agosto 2007 17:21
Le ultime due, poi, sono fantastiche e universali! -
mio dio, gatto…mi ha fatto morir dal ridere con le sei cartine di bologna ed il bat elicottero…mi sembra di mettere a posto la MIA di casa, sai ? :-)
di stefigno — 8 agosto 2007 17:23 -
!!!! ho scoperto che se porti all’ikea i vecchi cataloghi da riciclar, loro che sono sempre genialissimi ti daranno un regalo realizzato grazie al riciclaggio dei vecchi cataloghi ikea!!!!
di SmokingPermitted — 8 agosto 2007 18:17 -
ah ah ah, bellissimo, la tentazione di fare un vecchio giochino è una costante, fa tornar bambini :D
di Birra — 9 agosto 2007 07:41 -
Il tuo è un atto spontaneo o sotto coercizione della gattoconsorte?
Sto vivendo l’accettazione della definitività della dimora come obbligo al mettere ordine (in generale).
di l'apprendista — 9 agosto 2007 09:45 -
Intempestiva, chiunque sopporti con grazia le mie email ha tutta la mia comprensione :D
Stefigno, le cartine sono arrivate in momenti diversi, almeno credo, mentre il bat-elicottero ha una piccola storia alle spalle e me lo tengo caro. …Credo che mi sentirei a casa a casa tua :-D
SmokingPermitted, se all’Ikea investissero denaro per raccogliere cavie maschili inesperte di “fai da te” e li studiassero durante il montaggio dei loro mobili in un battibaleno migliorerebbero i loro foglietti delle istruzioni, eliminerebbero un sacchetto di viti superflue e darebbero una grossa mano alla ricerca socio-antropologica (oltre che linguistica in riferimento alle brutte parole emesse dalle cavie).
E il loro catalogo smetterebbe di essere considerato in futuro un simbolo di stress e di ira da persone come me che si sono cimentate in passato per sfida personale coi loro prodotti.
Riciclarli sarebbe stato ecologicamente corretto, ma personalmente ho sempre preferito prenderli a male parole gettandoli con disprezzo nel cassonetto indifferenziato a dichiararne l’assoluto abbandono, quindi ho preferito un comportamento gratificante, anche se un pochino a scapito del Pianeta.Birra, sono particolarmente portato a ritornar bambino. Anzi, forse sono restato un bambinone.
l’apprendista, è un atto spontaneo. Addirittura la gattoconsorte non vede completamente di buon occhio questo mio passatempo d’Agosto. Quando metterò mano all’armadione dei vestiti penso proprio che mi odierà , del resto non c’è più spazio. Se io mi sono deciso a riaccedere vecchie tower per scovare qualche file meritevole di salvezza per poi buttarle via, lei dovrà acconsentire a scegliere almeno un pigiama da fare sparire.
di gattostanco — 11 agosto 2007 14:04
E questa, ti assicuro, è una presa di posizione che mi costa una fatica bestia. Quasi sembra più disponibile a conceder”si” per distrarmi che a conceder”mi” di riorganizzare :)
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