Archivio per settembre, 2007

30 settembre 2007

Le blogger ieri, oggi e domani

il Blog è l’unica cosa che sia rimasta con me negli ultimi quattro anni. Il Blog e le persone che ho conosciuto partendo da qui (o da "casa loro").
DElyMyth in Quattro Anni.

parlando di tutto qui, quali argomenti mi restano per una conversazione originale? Potrò mai più dire una bugia?
Elena in Ho voluto il blog?

Continuate a seguirmi se vi va.
2 anni sono ancora pochi…
Catepol in Catepol Compleblog

gattostanco @ 10:16 - Commenti (0)

Ieri di tutto

Ieri è accaduto di tutto. Inutile dilungarmi oltre. Alle sei di sera ero già stressato.
Stressato forte: avevo perfino voglia di camminare.
Avevo un ospite gradito per cena. Appena è arrivato l’ho trascinato in centro a bere una birretta d’aperitivo (con un altro stato d’animo sarei stato ben lieto di accampare la scusa del tempo incerto per accantonare il giretto già programmato di comune accordo con l’ospite).
Il mio progetto iniziale per la cena, per la quale mi preparavo da tempo, era di affrontare tematiche serie tutte ben delineate nella mia testolina …e invece niente. Ho continuato soltanto a girare intorno e a dare fastidio all’ospite tanto atteso (nulla di peggio di un gatto stressato in vena di stracciare le scatole, che chiaramente non riesce a quietarsi e che, quindi, si stressa ulteriormente …fino a quando non capisce che non è serata e accantona i progetti).
Mi sono risollevato il morale e l’umore quando l’ospite, persona assai educata e per la prima volta seduta a tavola con la gattoconsorte, forse influenzato -o impaurito :)- dalle descrizioni in questo blog, ha pensato bene di rivolgersi a mia moglie dandole rispettosamente del "lei" :D
…Sarebbe inutile aggiungere che la gattoconsorte, certamente compiaciuta dall’accaduto, ha prontamente e benevolmente donato il privilegio all’ospite di rivolgersi a lei con un informale "tu", ovviamente da usare con moderazione, malgrado si trattasse di un mio amichetto di blog :)

gattostanco @ 01:50 - Commenti (0)

29 settembre 2007

Foto, cammin facendo

Non l’ho mai nascosto: la macchina fotografica ed io non andiamo d’accordo. E comunque me la dimentico sempre a casa. O è scarica.
Non l’ho mai nascosto: a me piace camminare dall’auto alla prima sedia comoda disponibile.
Dal 9 ottobre PhotoWalk (inutile cliccare prima, parte il 9 ottobre!) forse mi darà una possibilità per risolvere le mie lacune :D

Frattanto due video.
#0.0 (00:47) e #0.1 (00:26)

Nota. Ho le cuffie impegnate con altro. Non sento, quindi, il sonoro dei due video: i visi mostrati, per quanto alcuni osservatori potrebbero pensare il contrario a prima vista, penso siano di tre brave persone (forse hanno frequentato delle cattive compagnie e ora vogliono mettere la testa a posto). …Tra loro non si lincano e quindi neanch’io.

gattostanco @ 00:49 - Commenti (0)

28 settembre 2007

Dittature, anche domani

Ho ricevuto una email curiosa del fatto che nulla abbia postato in relazione ai recenti fatti birmani.

Oltre metà delle terre emerse è governato da un regime dichiaratamente autoritario o illiberale. Inoltre ci sono altre nazioni apparentemente democratiche dove tira comunque una gran brutta aria.
Sono solidale, nel cuore e in parte delle mie azioni, con la maggioranza della popolazione mondiale oppressa tutti i giorni e che tutti i giorni muore a causa, diretta o indiretta, della repressione o della situazione in cui è costretta a vivere. Dovrei digitare almeno una decina di post solidali ogni giorno. E protestare pubblicamente senza un punto chiaro e univoco sul quale indirizzare la mia partecipazione non mi sembra utile.

Questo post di ecoblog.it, che mi sono andato a ricercare, rilancia un appello di CISL, WWF, Greenpeace e Legambiente per la democrazia in Birmania. Il post di lumachina è del 3 luglio scorso. La gente moriva anche allora, come oggi, per la strada o tra le foreste o altrove, ma fuori dagli schermi televisivi. Lo sapevano tutti. Anch’io. Non ho fatto l’ennesimo post indignazione generalista allora e non mi è sembrato coerente farlo oggi solo perché l’ho visto alla tele. Magari mi sbaglio.

gattostanco @ 19:50 - Commenti (0)

Commento ottomila (reinserito)

Uno dei cardini di un blog sono i commenti. Ci sono molti blog che non offrono la possibilità di commentare al visitatore di passaggio. A mio parere non sono veri e propri weblog.
I commenti nei blog posso essere liberi, regolamentati più o meno apertamente o sottoposti ad approvazione preventiva. Le differenze sono sostanziali, ma non le affronto adesso.
Questo blog ha dei commenti implicitamente regolamentati. Il tono dei post non incentiva commenti sconvolti o maleducati o isterici. Se non basta il tono: alcuni, ma è capitato assai raramente, li cancello se li considero soltanto spam, mentre gli altri li modifico se usano espressioni o parole che non gradisco (anche in questo caso è accaduto di rado e in modo sempre ben specificato nel commento stesso, a parte un paio di casi nei quali ho corretto degli errori ortografici -io che ne faccio un sacco, vabbèh-).
Due esempi immaginari di modifica: se una lettrice di un libro commenta che l’autrice è [caterva di insulti] anche se il libro le piace tantissimo, mi viene spontaneo modificare il commento per eliminare gli insulti alla scrittrice -dei quali non sono io il responsabile ultimo, ma lo è Dario che ospita il blog- e lasciare il parere espresso verso il libro. Se all’interno di un commento ci sono brutte "parole del gatto" (spesso usate come normale intercalare o all’interno del lessico quotidiano -anch’io dico un montone di parole del gatto, mentre parlo-) sono solito asteriscarle per sottrarle a Google e limitare visite sostanzialmente inutili attraverso chiavi di ricerca di un certo tipo.

E allora?

Questo blog, non considerando la sua origine ancora gentilmente ospitata da Dada, ha toccato quota ottomila commenti.
Qualcuno si è complimentato. Ringrazio.
Senza esaltarmi, preferisco non dimenticare di spalmare i commenti sopra oltre 1.500 post digitati da febbraio 2004 e di considerare che una parte considerevole sono del sottoscritto (sono 2.940 i commenti che contengono il mio pseudonimo nella firma o al loro interno; anche se in questo caso, quindi, sono scritti presumibilmente da altri).

Il commento ottomila:

"Eccolo. E non è spam."
di: il_morto

Lo ha impresso un visitatore dalla firma insolita, mai letta prima, e leggendola a prima vista ho desiderato qualsiasi altro intervento.
Commentandolo, ripreso dallo spavento, ho digitato che rappresenta la base stessa del concetto di blog: chiunque potrebbe capitare a gettare uno sguardo e chiunque può gettare il proprio punto di vista nel calderone generale anche con un commento.
il_morto ha colto il momento e ha espresso il suo commento. Lapidario, secco e sorprendente (mi sorprendo facilmente, io).
Non ha lasciato traccia di un blog e neppure un indirizzo email valido. Cercando in rete ho trovato nulla che possa identificarlo e il suo ip non era mai stato usato prima per un commento.
Sottintendono molto quelle poche parole, io credo.

Quindi?

Desidero ringraziare il_morto per aver lasciato il suo commento e, sperando non siano troppo superstiziosi, ringraziando lui esprimo il mio grazie a coloro che negli anni hanno avuto piacere e interesse a tracciare un loro pensiero in queste mie modeste pagine per aiutarmi a vivere, bloggare, pensare, giocare e via dicendo (…eh, forse ho esagerato in un pomposo eccesso di parole. Eh, a volte mi capita) (noto che sempre più spesso uso ‘eh’ sul blog negli ultim tempi. Mah).

il_morto, grazie.

Menzione d’onore

mammina
La blogger ha tentato una sortita con alcuni allegri commenti spam per ottenere il bollino numero ottomila (faccenda nata comunque per caso grazie a un commento di silviu’).
Pur non potendole dare simile soddisfazione (sarebbe un assecondare lo spam, per quanto adorabile in questo caso), ritengo sia doveroso da parte mia il menzionarla.
Non ho mai conosciuto mammina di persona. Eppure mi sono fatto l’opinione di una persona speciale, integerrima e buona (se volassi basso, del resto, mi riempirebbe il blog di frecciate fino a Natale).
Siamo molto diversi.
Un esempio sopra gli altri: io vorrei l’introduzione della patente anche per i ciclisti, se non addirittura il divieto del loro scorrazzare nelle pubbliche vie; perché dare sempre sempre sempre la colpa agli automobilisti è troppo facile quando quelli le studiano tutte per farsi mettere sotto (i peggiori, a mio parere, sono i cinquantenni obesi vestiti di tutto punto alla Moser che zigzagano -spesso in gruppo, dannati!- sotto il sole delle tre del pomeriggio lungo le provinciali del pavese e che sono visibilmente dopati con un litro abbondante di vino e tripla porzione di stufato ciascuno); mentre per lei la bicicletta rappresenta un sistema di trasporto utile, civico, ecologico e quasi esemplare. :D

Quando mi capita di digitare che in questo blog i commenti dei visitatori sono migliori del contenuto dei post, sono sincero senza ruffianeria. Persino, a volte, sono riusciti a farmi rendere conto che una certa opinione non era proprio gagliarda come credevo (tutte le altre volte, purtroppo per me, si sono scontrati con la mia lentezza di comprendonio e hanno preferito non insistere).

mammina, grazie.

…Aggiornamento 29 settembre: ora lo inserisco nuovo, dato che appare sbiellato. Anzi non appare proprio.

gattostanco @ 12:28 - Commenti (0)

27 settembre 2007

Minipost: quasi ottomila commenti

Nel post pre-precedente, silviu’ pretende un post lungo e "noioso" sui commenti.
In teoria i commenti a quel post sono estremamente stimolanti per un verso o per l’altro. Accade quasi sempre che i commenti esterni ai post di questo blog siano di maggiore interesse dei post stessi (e infatti ho l’accortezza di commentare gli altri blog molto raramente, preferendo leggerli e basta, per non abbassare la loro media qualitativa). In effetti, potrei trarne un lungo post commentandoli uno per uno.
In pratica oggi ho da fare altro, me misero.
…E domani è un altro giorno.

Tra poco in queste pagine si toccheranno gli ottomila commenti (ben poca cosa rispetto ad altre realtà blogosferiche) e per l’ottomillesimo non ho in serbo alcun premio (se non un grazie). Però: chissà chi sarà?

gattostanco @ 12:37 - Commenti (0)

Minipost: Sputnik

Il 4 ottobre 1957 l’Unione Sovietica lancia il primo satellite artificiale dando il via alla cosiddetta Era Spaziale.
Lo Sputnik (messo in orbita nel centenario della nascita del profeta, e tra i padri, dell’astronautica, il cui nome subisce la traslitterazione solitamente in K. E. Ciolkovskij o Ciolkovsky o Tsiolkovskij o Tsiolkovsky o Ziolkovskij o Ziolkovsky) è un passo in avanti epocale per la tecnologia, la storia e la speranza dell’intero Pianeta. Mia suocera, ad esempio, se lo ricorda.

E allora?

L’uniformità della traslitterazione dal cirillico resta una questione umana non da poco anche in tempi, secolo più secolo meno, di conquista del cosmo. D’altra parte simili avvenimenti stimolano l’augurio, per quanto utopico, che si possa giungere a una soluzione comune prima o poi (sperando non sia tardi).

gattostanco @ 11:52 - Commenti (0)

26 settembre 2007

Uomo e blogger noioso. Allegria!

Indice del post:
1) Phonkmeister
2) Caccialink
3) Prima della fine del mondo
4) Sono noioso
5) Sono simpaticissimo
6) Sono noioso (atti di un convegno)
7) Mia moglie: sei noiosetto
8) Vipera76
9) Dovrei fare il *orno-blogger
10) Meno male che c’è Placida

- – -

1)
Phonkmeister è il lato Content DJ di eio.
Phonkmeister (Phon-k-mei-steir: fonati che meglio stai) ha presentato un mio commento fuori tema che credevo al sicuro nei meandri del blog.
Se conosci Phonkmeister non lo lasci.
Ricorda! Phonkmeister potrebbe lincare anche i tuoi commenti. Non credere che accada solo a me o agli altri. Seguilo! Leggilo! Accertati!

2)
Nei giorni scorsi Vipera76 ha fatto sinuosa alcuni commenti. Io, restando gentile e affabile (di una donzella si tratta), sulle prime l’ho classificata come una ‘cercalink’ (non ricordo il termine blogosferico esatto, comunque si tratta di quei blogger che commentano e complimentano soltanto sino a quando non vedono che sono lincati e poi grazie e arrivederci a mai più). Al giorno d’oggi, che il blogroll (l’elencone di blog incolonnati) è considerato abbastanza ‘out’, se non addirittura un peso, ha acquisito valore il link nei post e sono pochi i caccialink (anche se giusto oggi ho ricevuto una email) via commenti o via (appunto) email. Infatti mi sbagliavo. Vipera76 cerca lettori (che poi magari possano lincarla in un post per segnalarla o commentare un suo intervento, è implicito conversando nei blog).

3)
Sono settimane che voglio fare un post a proposito di un bellissimo blog dove è possibile leggere un racconto di fantascienza (senza astronavi) scritto per passione e passatempo da lud_wing:
Prima della fine del mondo.
Io adoro la letteratura di fantascienza e lud_wing mi ha scritto cortesemente per trovare un nuovo lettore e gli ho risposto entusiasta (soprattutto per il racconto; e un poco anche perché rappresenta coloro che scrivono per piacere senza finire in quei siti tristi concepiti per spremere gli aspiranti scrittori e tenere lontani i potenziali lettori). E invece in questo tempo ho digitato di tutt’altro, aspettando il momento buono che finora non ho saputo cogliere per un post, senza nemmeno trovare il tempo di farmi di nuovo vivo con una email. Mi sono mostrato maleducato. Un affezionato lettore, ma un pessimo blogger e persona distratta.

4)
Mia moglie non legge il mio blog. Lo trova noioso. Non me lo dice, ma è così. A mia parziale scusante affermo che gran parte di quel che appare in questo blog è oggetto di conversazione con lei o tratta episodi a lei sconosciuti o temi dei quali si disinteressa.
Io ho aperto un blog per svagarmi. Mi diverto un mondo e mi tengo lontano (a parte alcune ricadute) dai videogiochi. Questo l’ho già detto in passato, ma ho la tendenza ad essere pedante. Eh, ho un blog pure pedante oltre che noioso. Eppure alcuni visitatori non sono occasionali.
Ad esempio io trovo noiosissimo pescare e l’argomento pesca in generale. Proprio non lo concepisco. Me ne disinteresso. Il bello della blogosfera è che quel che è noioso per una ragione o per l’altra a una persona può essere d’interesse per un’altra.

5)
Vipera76 in un commento mi ha scritto che sono simpaticissimo. Quale miglior complimento da fare a un blogger noioso? E infatti l’ho apprezzato moltissimo. Me ne sono persino pavoneggiato in un post, pur senza citare l’autrice (pensavo ancora in qualche maniera fosse una caccialink).
Per farla breve: è nato uno scambio di commenti nel quale cercavo di farle presente il fatto che sono noioso. Essendo noioso non vale molto un mio link (o in un certo senso ‘dipende’). Per non parlare della famosa autorevolezza della quale deficito completamente. Ripetitivo come mio solito sono andato avanti tranquillo ripetendo (appunto)nella sostanza la stessa presa di posizione, sino a quando Vipera76 non mi ha informato di avermi inserito nel suo blogroll. Credo non esista modo migliore per farsi mordere da una vipera di tentare di sgusciarle via.
Sentendomi morso ho reagito d’impulso senza riflettere (non che questo normalmente mi sia d’aiuto a compiere scelte meno discutibili) e ho calato la carta della citazione dotta: Giulio Mozzi.

6)
Sono un mozziano. A mio modo, discretamente, senza mai nasconderlo. Posso forse non sembrarlo ultimamente, ma lo sono.
Putroppo giuliomozzi bazzica per lavoro quella enorme setta (variegata al veleno e votata all’ipocrisia) di sconvolti, egoisti, cattivi e autoreVerenziali composta da scrittori, critici, prodigi e lecc*culo d’ogni mestiere saldamente radicata sulle spalle della letteratura.
Come digitato pocanzi, bloggo per divertirmi e gratuitamente. Interessarmi o bloggare di libri mi ha generato talvolta seri smarronamenti. Bastandomi i miei, ho imparato presto a centellinare i post librari. Un blog personale serve anche a sciogliere i propri smarronamenti, se al contrario li procurasse sovente che razza di blog personale sarebbe?
Ma Giulio Mozzi si interessa anche di blogosfera. E dei suoi meccanismi, oltre che delle sue scritture. Meccanismi che generano scrittura (e viceversa).
Da anni oramai siamo amici. Amici di blog. Blogfriends, potrei dire. Di persona l’ho conosciuto. Sono stato di una noia mortale persino davanti a una birretta, ma pazienza: non avevo occasioni da prendere al volo e nemmeno, purtroppo per lui, cose gagliarde da dirgli.
Ero anche un prototipo di blogger, credo, ai suoi occhi. Il prototipo del blogger che digita di quel che gli capita d’afferrare al passaggio per la mente (di solito i fatti propri) e che alcuni visitatori hanno piacere di passare a visionare. Blogger e uomo noioso.
Così negli atti (documento pdf) del convegno "Le tribù dei blog" tenutosi nel dicembre scorso (comunque precedente alla birretta) e organizzato da BooksBrothers, Giulio Mozzi nel suo intervento (Dal diario al blog: linguaggi a confronto) del sottoscritto dice: [...] un uomo che potrebbe essere candidato al premio per l’uomo più noioso del mondo, eppure l’ho trovato interessante, perché appunto con molta tranquillità parla della sua esistenza.

7)
Mi sembrava una citazione mica da poco per scoraggiare Vipera76. Non l’ho riportata integralmente corredandola di collegamenti, ma in somma se Mozzi dice che un tizio è noioso, quello è noioso senza dubbio. Noioso in senso blogosferico, ovviamente, intendo. Anche di persona, certo, ma pur sempre in senso blogsoferico, uffa.
Ho chiesto a mia moglie ieri pomeriggio spiegandole la faccenda. Se può interessare: conferma che ogni tanto (solo ‘ogni tanto’, bontà sua) sono davvero noiosetto anche di persona. …Questo episodio meriterebbe un post: fino a quando il discorso verteva sul mio essere noioso tra le mura domestiche ero davvero noioso, quando il discorso l’ho spostato sull’essere noioso tra gli atti di un convegno allora la gattoconsorte ha reagito sentitasi criticata pubblicamente in una sua scelta (e allora spiegale bene la cosa in un mare di bla bla bla per dipingerle un quadro completo).

8)
Mi sono letto tutto il blog di Vipera76. Trentenne barese innamorata della sua terra che ha aperto un blog in agosto. Io ho il pregiudizio nordico da telegiornale che Bari sia un FarWest italiano. D’altra parte ho il pregiudizio nordico di quello che della Puglia una volta ne ha visto il mare e, soprattutto, le pugliesi. Mi sembrava proprio il caso, dato he ho la tendenza a verificare i miei pregiudizi, di dare un’attenta occhiata (che sia un ossimoro?) al suo neoblog.
Narrative con brio, le sue pagine mi sono apparse un divertente e piccantino preludio finalizzato alla costruzione di un personaggio in blogosfera. Ma non mi è sembrata la solita blogger soft-peperoncina per ragazzette che lardellano per la strada con pantaloni uniformanti all’imperante assurda moda del cul*basso; o per maschietti gonzi e svampiti (e piccoli, secondo la scienza, ah ah ah) rincitrulliti dalla massa di pantaloni a cul*basso. O almeno non solo. Maltratta usando un solo epiteto un mito della mia fanciullezza, Lamù. Mi ha colpito e non mi ha annoiato. Evidentemente il target, visti i riferimenti, è più adulto: chi era una ragazza o un ragazzo a cavallo tra gli anni ottanta e novanta dello scorso secolo. I gggiovani avrebbero un sacco da imparare.

9)
Ritorno sul blog e la risposta di Vipera76 alla mia dotta e, io credevo, conclusiva citazione è quasi di indifferenza. Non solo, rilancia dicendo che vuole leggere anche un blogger "normale" (che sarei appunto io) stanca dei/delle *orno-blogger.
Ci penso sopra. Per quel che ne capisco io di blogosfera un blogger normale che ogni tanto si concede un post semi *orn*grafico (non io) è più ‘coinvolgente’ proprio per via della sua normalità. Trasparenza. Verità o verosimiglianza. Se il blogger è finto o non riesce mantenere ad arte accettabile un personaggio nel tempo, crolla nel confronto con i materiali audiovisivi che hanno contribuito a diffondere la rete o con i materiali lit-poetici e di stile privi dell’aspetto ‘*rno’ al loro interno.
Paradossalmente, a mio personalissimo giudizio, potrei essere più *orno io, sapessi scrivere e ne avessi voglia, che sono un trentasettenne, sposato e blogosferico, di tanta roba pallosissima leggibile in giro. Il visitatore vuole la persona reale. Altrimenti si stanca delle solite trovate. E passa al *orno-blogger seguente. O diventa un commentatore regolare: eccitante per il nuovo visitatore come un marito spaparanzato sul divano a sgranocchiare noccioline col telecomando in mano.
L’argomento è scabroso. E io metto asterischi persino nella parola ca**o per non ricevere visite inutili da Google (purtroppo non intendo abbassarmi a censurare le parole scopa, genero e suocera: parrà incredibile che alcuni giungano con tali parole assemblate in una chiave di ricerca, eppure succede). Tanto meno ne digito esplicitamente (saltuariamente mi capita qualche tenera malizia, ma nulla più). Quindi non trovo bene le parole. Vorrei evitare l’argomento.
Del resto credo abbia perfettamente ragione.
Personalmente trovo di una noia asfissiante i *orno-blog: o mi fanno ridere, o li trovo pervasi da vani tentativi puerili di affrontare l’argomento con "stile" o, peggio, poesia spicciola (Vipera, non mi riferisco a te, sia chiaro), o sono volgari davvero terra terra, o mi sembrano fasulli, o li ritengo scritti male (il tema in generale è difficile da affrontare), o sono curati da blogger indecisi (vogliono un target allargato tra uomini e donne e non sanno bene come stimolare gli uni e intortare le altre), o sono solo *ette e *uli, o mi appaiono troppo ‘meccanici’, o a mio parere peccano di brevità (in tutti i sensi), o sono adolescenziali (per me che sono maggiorenne ben due volte!), o sono chiusi agli estranei.
L’equilibrio tra i desideri del blogger e il tempo a disposizione quasi sempre si rompe senza permettergli o permetterle di costruire una presenza in rete o anche soltanto un post realmente di impronta *orn*grafica.

10)
Ma non basta tutto questo raccolto alla rinfusa in nove punti.
Si aggiunge anche Placida Signora: Vipera credi a me: non è noioso per niente. E’ un tesoromio :-)*
Materna e protettiva.
Vipera76: Hai visto che avevo ragione? Mica lo sapevo che eri un cocco di placidasignora. PS: Mitì, tesora, abbiamo gli stessi gusti, olè!:-D.
Indomita e ostinata.

Scoppio a ridere.
Sono noioso, e mi diverto un mondo a bloggare.

gattostanco @ 11:36 - Commenti (0)

25 settembre 2007

Ma pensa il prof vignettaro

Di alcune persone delle quali seguo il blog penso siano tizi qualsiasi che magari fanno il salumiere o la segretaria e che bloggano per svago o passione. E poi scopro che invece…
Ad esempio Mauro Biani.
E pensare che credevo vignettasse sul blog per amor di satira, per sfizio di dire delle cose. Credevo fosse un blogger qualsiasi che alle volte neanche capivo da che parte stava. Spesso mi sembrava stare dalla parte del buon senso. E questo ne faceva ai miei occhi un raro tizio qualsiasi, pubblicato quasi per caso (mi spiego: senza che pensassi fosse una cosa seria …d’accordo: di solito non esiste persona più seria e sveglia di chi esprime satira, ma in somma pur sempre di un prof. di ginnastica si tratta -ih ih ih- che inoltre, lo ricordo a imperitura memoria, ha realizzato la testata di PensieriInecCesso).

E allora ?

Mauro ha vinto il Premio Pino Zac per la satira sul web del XXXV Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi.

Sono tra i destinatari di una, graditissima, email modesta (dove oltre a dare la notizia, ripercorre la storia e il prestigio del premio e invita ad applauidi… ahem, e afferma che sarà onorato di ogni partecipazione alla premiazione di sabato prossimo).

…Eh, questo sabato ho ospiti a cena (mia moglie riapre la stagione dei risotti, ha bisogno di nuove cavie e la blogosfera è un ottimo recinto dove trovarle). Sarà per la prossima volta :)

Sincere Congratulazioni
(Non solo sono felice per il premio, ma sono anche felice per aver dato una bella ripulita ai miei pregiudizi sui prof di ginnastica, o come si chiamano adesso. Mi manca ancora di fare qualcosa per i pregiudizi sui prof di mate e di storia dell’arte, ma mi piace dare tempo al tempo)

gattostanco @ 16:52 - Commenti (0)

Dorama? Doramisti Anonimi!

Sono incappato in un brevissimo e criptico post di TheQueenMab. Facce da dorama? Doramiste?

Seguendo la blogger da tempo, ho pensato si trattasse di qualche nuova giapponesata (le foto lincate nel post non sono esplicative). Non ho compreso di cosa si stesse parlando: evidentemente la mia lenta lettura di ‘Ore Giapponesi’ (recentemente regalatami da una coppia di persone a me care per aiutarmi a capire un poco il Giappone oltre gli stereotipi o il museo Chiossone) non sembra dare buoni risultati, quindi devo applicarmi.

Spinto dalla curiosità ho fatto una ricerchina in rete. Da quel che ho capito con dorama si intende una miniserie televisiva prettamente orientale e senza un genere preciso.

Esiste un blog, Doramisti Anonimi, dove ho trovato fan scatenate, link, informazioni, recensioni, trame, file e altro.
E pensare che io sono fermo ancora a Antonio Inoki, i cartoni, le calzette arrotolate, gli addetti della metropolitana che spingono i passeggeri dentro i vagoni, gli inchini, l’Imperatore… (ieri sera, a proposito di imperatori, zappando la tv da mammaRai ho visto Pippo Baudo chiedere a Mike Bongiorno se si ricordava i tempi in cui portavano il parrucchino) …Ma poco a poco mi aggiorno.

gattostanco @ 15:05 - Commenti (0)

Sant’Agostino, vice San Siro

Dal 16 settembre scorso Sant’Agostino, per decreto vescovile, è Protettore Particolare di Pavia.
Sant’Agostino, assai caro all’attuale papa, spero possa dimostrarsi un valido aiutante del patrono principale (San Siro) nella protezione della città, dove sono conservate fondamentali reliquie del santo, e nell’intercedere in suo favore con le Altissime Sfere.

Devo essere sincero, sul momento, quando me l’ha ricordato mia moglie ritornata da messa quella domenica, mi ha fatto sganasciare. Mi sembrava divertente immaginare San Siro indaffarato con tali e tanti problemi da vedersi appioppare un sostegno di prestigio e capacità.
Mi era così venuto in mente di collegare allegramente, e superficialmente, le vicende religiose locali a due post di tutt’altro genere e diversi fra loro letti questa mattina.
Questo di Beppe Caravita (sulla possibilità di votare alle primarie del Partito anti-Democratico chiunque sia almeno un poco fuori dalla nomenclatura troppo compromessa) e questo di Luca De Biase (sul ritorno alla centralità della persona nella pratica quotidiana del capitalismo).
Il ‘giochetto’ che mi ero proposto era semplice (ieri m’han commentato che sono simpaticissimo e non desideravo smentire il giorno dopo): se per cambiare la politica può servire fare uno scherzo alle primarie di un partito (Beppe) e se per agevolare uno sviluppo culturale possono servire i media orizzontali (Luca), ebbene: chissà che non serva pure un nuovo protettore particolare in ogni diocesi?

Poi, però, non ridevo. Non sorridevo neppure. Sono rimasto con le dita sospese sopra la tastiera. Quella parola "chissà" è rimasta come sospesa. …Ogni aiuto buono e giusto, in certi casi, credo possa essere accolto bene. Magari non serve a qualcosa di pratico davvero, ma, appunto, comunque aiuta (eh, magari a pensare).

- – -
Solo un più acuto senso della prossimità come scelta da compiere nei confronti di ogni persona ci farà vivere da persone autentiche.
(Mons. Giovanni Giudici)

gattostanco @ 11:50 - Commenti (0)

Sant’Agostino, vice San Siro

Dal 16 settembre scorso Sant’Agostino, per decreto vescovile, è Protettore Particolare di Pavia.
Sant’Agostino, assai caro all’attuale papa, spero possa dimostrarsi un valido aiutante del patrono principale (San Siro) nella protezione della città, dove sono conservate fondamentali reliquie del santo, e nell’intercedere in suo favore con le Altissime Sfere.

Devo essere sincero, sul momento, quando me l’ha ricordato mia moglie ritornata da messa quella domenica, mi ha fatto sganasciare. Mi sembrava divertente immaginare San Siro indaffarato con tali e tanti problemi da vedersi appioppare un sostegno di prestigio e capacità.
Mi era così venuto in mente di collegare allegramente, e superficialmente, le vicende religiose locali a due post di tutt’altro genere e diversi fra loro letti questa mattina.
Questo di Beppe Caravita (sulla possibilità di votare alle primarie del Partito anti-Democratico chiunque sia almeno un poco fuori dalla nomenclatura troppo compromessa) e questo di Luca De Biase (sul ritorno alla centralità della persona nella pratica quotidiana del capitalismo).
Il ‘giochetto’ che mi ero proposto era semplice (ieri m’han commentato che sono simpaticissimo e non desideravo smentire il giorno dopo): se per cambiare la politica può servire fare uno scherzo alle primarie di un partito (Beppe) e se per agevolare uno sviluppo culturale possono servire i media orizzontali (Luca), ebbene: chissà che non serva pure un nuovo protettore particolare in ogni diocesi?

Poi, però, non ridevo. Non sorridevo neppure. Sono rimasto con le dita sospese sopra la tastiera. Quella parola "chissà" è rimasta come sospesa. …Ogni aiuto buono e giusto, in certi casi, credo possa essere accolto bene. Magari non serve a qualcosa di pratico davvero, ma, appunto, comunque aiuta (eh, magari a pensare).

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Solo un più acuto senso della prossimità come scelta da compiere nei confronti di ogni persona ci farà vivere da persone autentiche.
(Mons. Giovanni Giudici)

gattostanco @ 11:50 - Commenti (0)

24 settembre 2007

Safatagherro, Saghiddu… Sergio

Sergio Maistrello (autore dell’imperdibile La parte abitata della rete) ha scritto un attento e affascinante articolo per Apogeonline di cui è coordinatore editoriale, dal titolo:
"L’opportunità che stiamo perdendo".

Ieri, prendendo un po’ in giro bonariamente gli amici del Grillo, terminavo il post domandandomi se non fosse il caso di iniziare per buona parte di loro a vivere la rete in maniera autonoma e decentralizzata. Non mi andava di andare oltre. Così mi sono accontentato di inserire nel blog una delle mie puntatine gattostanchesche di nessuno spessore senza collegare quella mia domanda alle parole di Sergio.

E nemmeno ora penso sia utile una mia intrusione a favore di quell’articolo. A mio parere merita d’essere letto da chiunque, semplicemente, viva la rete. Senza fretta e anzi cogliendo l’occasione di fare una sosta.

E allora?

Be’, l’altro giorno ho visto in tv un pezzettino di uno spettacolo di Aldo Giovanni e Giacomo; rileggendo con calma il post in Apogeonline mi è tornato in mente (gattostancamente) il personaggio di Nico quando cita i nomi strampalati dei fratelli tranne uno: Franco; mi ha divertito collegare quell’immagine a quella di una sorta di blogroll metaipertestuale composto da persone e non soltanto, quindi, di blog o siti o altra origine della materia web. E così non ho resistito alla tentazione di segnalare l’articolo per ricreare quella immagine nel titolo del post. Inoltre il titolo esplicita in maniera trasversale, e un po’ scema, come mi sono convinto che quell’articolo, pur essendo denso di contenuti e davvero articolato nelle analisi, è chiaro, onesto e comprensibile rispetto ad altri (la semplice chiarezza del nome del giornalista contrapposta allegramente alle sonorità arrotolate degli altri nomi). …Lo ritengo anche autoreferenziale, ovviamente :D

gattostanco @ 02:13 - Commenti (0)

23 settembre 2007

No Meetup? No Grillo! :D

E’ una cosa pazzesca (tanto per citare).
Sfogliando le pagine web di alcuni dei numerosi gruppi di amici di Grillo ospitati da Meetup, non trovo riferimenti elettronici per chiedere informazioni o avere un contatto, se non all’esoso (per me) prezzo di farmi profilare da Meetup. E io sono allergico a registrami per vecchia abitudine.

Ad esempio del gruppo pavese posso vedere quello che scrivono nel forum (o quel che è), leggere le iniziali bozze propositive (alcune interessanti, altre graziose e alcune… alcune pazienza), scaricare documenti e fotografie, ma, ma, ma non posso comunicare senza prima iscrivermi.
E questo essere impermeabili all’esterno si manifesta in molti altri gruppi. Pensavo fosse soltanto quello di Pavia a mostrarsi simpaticamente chiuso e provinciale, mentre invece anche quello di Milano, tanto per fare un esempio, mi sembra privo di riferimenti utili all’esterno. Forse sono fuso io a non trovare un visibile indirizzo di posta elettronica malgrado la buona volontà e i tentativi compiuti.

Non capisco. Mi vien da ridere dubbioso. Mi sembra, paradossalmente, tutto un po’ poco internettiano, perfino "partitocratico" oso pensare (sorridendo). Del resto (altra citazione) un italiano è un latin lover, due italiani sono un casino, tre italiani fanno quattro partiti.

A margine mi appunto questo dubbio domenicale: piuttosto che lasciare migliaia di commenti a ogni post di un singolo blogger, non sarebbe meglio scrivere mille post capaci di stimolare un commento?

gattostanco @ 16:50 - Commenti (0)

22 settembre 2007

Megapost: Giavasan e le blogstar

Come moltissimi sanno, Giavasan è un noto dispensatore di perle cultural-underground webbiche. La blogosfera, se non ha qualcosa di interessante dal punto di vista visivo, musicale, artistisco o semplicemente stimolante all’intelletto la evita. E infatti la evita quasi sempre. I suoi post sono informativi, briosi e concisi trampolini verso un tuffo nella rete ricca di soddisfazione delle sue passioni (e di quelle dei suoi visitatori). A volte ho trovato cose affascinanti e altre volte strambe forti, eppure considero meritevole ogni suo singolo post (per quanto all’apparenza privi di una catalogazione sfogliabile, fatto questo che, a mio sindacabile parere, li rende effimeri e provoca il tipico stress da "Ma porcaccia mi ricordo benissimo che l’era da qualche parte da Giava’ quel robo strafenomenale e ora come me lo trovo che non mette neppure una stramer** di parola di presentazione e come lo trovo ora?" che prima o poi capita, io credo, a chiunque segua per un certo tempo Giavasan).

Chissenefrega?

No assolutamente. Infatti questa mattina trovo nel suo blog un suo intervento testuale, questo è già un evento piuttosto insolito, dedicato alle blogstar, e questo è già un evento estremamente insolito:

I Comandamenti delle Blogstar

Il solito decalogo?

No. A prima vista si tratta del solito decalogo tra l’ironico e lo strafottente dedicato a chi blogga, o crede di bloggare, a petto in fuori e pancia in dentro (espressione obsoleta del gergo militare) per certi versi. La differenza sono alcune importanti novità, o per meglio dire puntualizzazioni che si possono intravedere all’interno (o forse no e questa mattina ero comunque dell’umore giusto per investire del tempo a digitare un inutilissimo megapost sghignazzando un pochino).

1
-Non parlerai mai male delle Blogstar
L’apoteosi dell’essenza stessa di una blogstar. La doppia negazione, per quanto accettata comunemente, presta il fianco a opposte interpretazioni, che generano discussione o salvano la blogstar dal prendere una posizione precisa (o come le migliori blogstar sanno, le offrono l’opportunità di variare tale posizione con grazia o rudezza a seconda del partne… a seconda delle circostanze, o di mantenerla con ostinata consapevolezza seppur vaga e interpretabile da ogni visitatore a proprio vantaggio e soddisfazione).
Inoltre il riferimento al parlare è indubbiamente riferibile alle occasioni di incontro personale dal vero tra blogstar.
Questo cosa significa?
Semplice: sul blog tutto allunga o condisce il brogo primordiale della blogosfera alimentante l’esistenza della blogstar, ma dal vero tutto cambia.
Personalmente mi è accaduto di mostrarmi critico verso una blogstar, o più soavente di non leggerla neppure.

2
-Per brevi periodi adotterai il Plurale Maiestatis
Adottare il ‘plurale maestatis’ significa usare il "Noi" al posto di "io" (usato in tempi antichi dai regnanti e in tempi moderni dai leader di partito). Da non confondere con il Plurale Uxoris usato dalle mogli (esempio: la moglie dice all’amica "Noi questa estate abbiamo deciso di andare in Trentino", mentre il marito è ancora convinto di andarsi a spaparanzare in spiaggia a vedere passare qualche bella figliola).
Adottare il plurale rafforza il significato, l’origine e l’estetica di un messaggio. L’abuso genera curiosità e prese in giro, quindi solo le più accorte blogstar lo usano con disinvoltura.
Personalmente evito il plurale ritenendolo fonte di possibile confusione date le mie scarse capacità espressive.

3
-Rifiuterai sdegnato la propagazione di un meme, linkando il mandante
Con meme si intende sia una qualsiasi catena di santantonio blogosferica e sia una folgorante segnalazione e/o opinione. Più comunemente si intende una catena.
La blogosfera vive di meme. Più o meno intelligenti e/o interessanti a seconda del blogger che li prende in esame prima ancora di digitare un post. La blogstar, per definizione io credo, diffonde i propri meme e soltanto raramente può concedere benevolenza nel riportare un meme altrui alla propria bolla blogosferica. Si tratta di un gioco di equilibrismo. Alcune blogstar vivono solamente di meme altrui senza quasi mai citare l’origine e riescono a farsi imitare dai propri visitatori senza che quest’ultimi abbiano desiderio di appropriarsi delle fonti dirette.
Personalmente ho sempre risposto, mi pare, alle sollecitazioni esterne delle catene blogosferiche. Purtroppo devo ammettere non solo di non essere un emettitore originale di meme in senso di segnalazione e/o opinione, ma addirittura di non averne capiti alcuni girati per la blogosfera. Uniche eccezioni e fonte di fierezza nei confronti di mia moglie (che alzò persino lo sguardo per farsi ripetere, e quindi ascoltare davvero, quel che le stavo dicendo) furono una filastrocca e una raccolta di link (che comunque non possono essere ritenuti a pieno titolo dei meme).

4
-A intervalli prestabiliti ti erigerai a conoscenza
Fondamentale.
Il presente post è un chiaro tentativo di erigermi a conoscenza. Saltuariamente, e nel limite delle proprie conoscenze, è opportuno per la blogstar che intenda mantenere il proprio status, quello di mostrare conoscenza. Il visitatore disinteressato non salterà il post preferendo cercarvi a colpo d’occhio le piccole intersezioni di ironia abertuelata per sollazzarsi, mentre il visitatore interessato potrà ricevere conoscenza e persino commentarla. Erigersi a conoscenza nei giusti modi e tempi contribuisce, come si diceva una volta, a fidelizzare i visitatori. L’uso di tale erez… esternazione di conoscenza (ricordo: conoscenza senza la ‘i’), da fare anche usando piccole parentesi in blog di fuffa totale, spero sia ovvio, dovrebbe essere fatto consapevolmente senza arrischiarsi in campi del sapere del tutto sconosciuti (a meno che non siano inventati di sana pianta).
Personalmente ho adottato il sistema del vocabolario, date le mie scarse conoscenze e l’indubbia difficoltà a erigermi, questo non implica alcun problema nell’erigere altro (lo specifico per i maliziosi): apro a caso un vocabolario (il limite delle versioni on line dei vocabolari è appunto quello di non poterli sforagliare a caso) e cerco una parola che possa essere adeguata al mio povero lessico (ad esempio l’altro giorno ho usato ‘inferenza’ in un commento e ho sbagliato essendo parte di una terminologia a me oscura e mai usata in questi anni di blog) e provo a ricamarle attorno una espressione di senso compiuto che possa veicolare conoscenza. Alcuni pensano sia un metodo totalemente inutile e inetto, altri persino lo definiscono scorretto, mentre io lo trovo spassosissimo. In effetti e purtroppo sono dotato di poca memoria e non mi ricordo le parole difficili. Figuriamoci la conoscenza (ogni documentario sui leoni è per me nuovo e ricco di informazioni che presto dimentico).
Note: a volte cado nell’uso di parole sconosciutissime (esempio: propalare, in un commento ieri) o inventate (es: sforagliare) o deformazioni dialettali incomprensibili ai più (es: abertuelata). Quando accade mi perplimo e tafazzo.
Altro mio difetto è l’abuso del congiuntivo (e nonostante questo riesco ancora allegramente a cannare il congiuntivo adorando ogni segnalazione in merito).

5
-Non confonderai in alcun modo perché con perchè
La blogstar si differenzia dal ragazzino semplicemente blogfamoso o dall’aspirante blogstar anche dai particolari (gli accessi e i lettori via feed sono solo una parte di ciò che contribuisce a definire una blogstar che si rispetti).
Perché si scrive perché e non perchè. Conoscere quando è avverbio, congiunzione o sostantivo non serve a scriverlo e quindi non importa.
Personalmente l’accentazione di perché la ritengo un segnale dell’attenzione del blogger a come scrive. La blogstar è sempre attenza ;) attenta a come scrive (persino una faccina inserita o non inserita in un post può fare la differenza tra un post cattivo e un post buono). Oramai sono così abituato da scrivere "perché" anche a penna (é è un modo per fare apparire il carattere ‘é’ nel web che, ricordo, viene sviluppato in luoghi, che alcuni amano definire patria dell’ignoranza specialistica, dove la scrittura non ha ancora raggiunto la bellezza e la completezza, ad esempio, delle lingue romanze e dove gli accenti, insieme ad altre caratteristiche, sono sovente considerati bizzarrie da europei -ah ah ah-).

6
-Né né con nè. (NdR: questo è il comandamento più sottovalutato)
La corretta accentuazione di ‘ne’ è uno dei pilastri linguistici della blogosfera italiana. Se la blogstar conosce, o perlomeno mostra di saperla applicare, la differenza tra né, nè e ne sale ai piani alti dell’olimpo delle blogstar (soltanto tra quelle che hanno una certa proprietà nello scrivere, ovviamente).
Personalmente ne’ meandri di tali questioni non m’azzardo a entrare. Infatti non uso espressioni contenenti parole o particelle la cui accentuazione non mi è chiara. ‘Ne’ ‘sto’ ‘do’ e altre simili ho teso a eliminarle dal mio bloggare non sapendole usare. Piuttosto creo delle perifrasi ridondanti, ih ih ih.
Invece ho la fissazione del po’. Po’ intenso come un poco si abbrevia con l’apostrofo e non con l’accento. Pò è sbagliato, mentre po’ è corretto. …Ma è una battaglia persa in partenza (la lingua cambia ogni giorno un poco) se persino nelle notizie scorrevoli del Tg2 è usato pò (tanto per fare un esempio a caso; in televisione capita sempre più spesso di vederlo scritto con l’accento). Ieri o l’altro, ad esempio, ho modificato un commento che conteneva ben quattro un po’ accentati. Uno lo tollero, due mi infastidiscono, tre mi sconsolano e quattro mi spingono a modificarli. …Comunque mi ripeto: la lingua cambia per i fatti suoi e, in somma, la mia è soltanto una fissazione superflua.

7
-Posterai ogni riferimento al tuo blog da parte di qualsiasi pubblicazione cartacea e/o servizio televisivo
Ovvio.
Anche se nei casi in cui non sia possibile dimostrarlo apertamente si dovrebbero riferire tali riferimenti (di solito i riferimenti sono fatti per dare un riferimento e quindi mi sembra giusto riferirli per riferire quel che riferiscono o a quel che si riferiscono).
Personalmente, che io sappia, sono stato nominato in un paio di saggi (in uno persino citato) e in un paio d’articoli di giornale. E ho contribuito alla tesi di un paio di universitari (almeno un grazie, eh brutte mer*e, niente vero?). E persino sono stato invitato a due trasmissioni (di una ne parlai, dell’altra evitai per pudore). Purtroppo il fatto che mi ostini a salvaguardare un relativo anonimato mi preclude interviste, apparizioni e salite in cattedra.

8
-Sosterrai con passione la superiorità della rete sui network tradizionali
In realtà la vera blogstar è cauta al riguardo. Nessuna superiorità espressa con passione. Piuttosto al giorno d’oggi si predilisce una certa sostenere una sostanziale diversità. Oppure si specificano le aree di superiorità (esempio: il differente approccio nel bloggare a proposito della stampa quotidiana o del giornalismo).
Personalmente detesto il telefono. Credo sia bastante a definirmi senza espormi e colgo l’occasione per, eventualmente, aprire il confronto se il telefono sia un network o no.

9
-Almeno una volta annuncierai di voler smettere di bloggare
L’annuncio può essere esplicito, sottinteso o inespresso. Nel primo caso si apre la conversazione, nel secondo si avvia una discussione, mentre nel terzo si sparisce per un po’ per osservare se qualcuno se ne accorge (eh! Visto ho usato ‘ne’ ;D). Per quanto sia pratica utile, in certi casi potrebbe rivelarsi controproducente nel caso in cui l’annuncio vada a creare commenti e post di compiacimento o, peggio, cada nell’indifferenza.
Personalmente all’apparenza mi è capitato di utilizzare il terzo modo. Non ne ero consapevole, comprendendo questa chiave di lettura col senno di poi. In realtà mi ero distratto un attimino. Mi capita spesso, se non sono concentrato.

10
-Non smetterai
Indubbio.
Personalmente ho tentato, ma non riesco.
…E la mia amata sposa, vecchia moglie saggia e d’esperienza, ritiene sia buona cosa il mio scaricare parte delle mie attenzioni sulla blogosfera piuttosto che a farmi venire comprensibili idee.

Apocrifi: (dai commenti di Orazio e Scuola di ladri al post)

11
-Esisti solo tu, e nessun altro
Concetto principe alla base dell’atteggiamento tipicamente agnostico attribuito alle blogstar che danno rilevanza unicamente a loro stesse e ai propri pensieri. Per esprimerlo in parole comprensibili al volgo dei blogger credo sia utile parafrasarlo alla maniera del Marchese del Grillo: "io so’ io e voi non siete un ca**o".
Il piano dell’esistenza della blogstar è alto per definizione rispetto a a quello dei visitatori. Se è palese che senza lettori la blogstar non esiste (mentre esistono milioni di blogger con scarsi lettori) è altrettanto vero che li guarda dall’alto (seppure appaiano in alcune testimonianze delgi episodi in cui alcune blogstar siano state colte a rimirare i propri visitatori con rispetto e voglia di dialogo).
Ultimamente, però, sembra essere dimostrato che una blogstar per avere rilevanza autorevole nelle conversazioni della coda lunga esterna alla bolla di blogosfera che pienamente si riconosce in lei, deve evitare di porsi apertamente sopra un piedistallo di medio livello come poteva accadere in precedenza. Il piedistallo dovrebbe, preferibilmente, rispecchiare due tipologie: o essere all’apparenza terra terra (la blogstar si rifiuta di elevarsi pubblicamente sopra i suoi visitatori) o cielo cielo (la blogstar si autoeleva a vette inarrivabili di eccellenza e chiaramente considera i propri visitatori membri di una specie inferiore -mai da disprezzare, per mantenere il consenso allargato, e da gestire con pomposa benevolenza o cieca arroganza a seconda delle situazioni-).
Personalmente adoro partire dal presupposto contrario (sebbene a qualcuno appaia indisponente): tutti esistono, tranne me (e infatti mi linco assai di rado).

11 bis
-Copierai post geniali da blog sconosciuti ed estinti ma senza fartene accorgere
Tale pratica sdegnata dall’ortodossia della blogetiquette (o blogtiquette) è un fenomeno esistente, seppur marginale, della blogosfera. La blogstar rischia parecchio in autorevolezza; del resto una blogstar è blogstar mica a caso (a parte forse un paio di, appunto, casi). In ogni caso il tempo impiegato nella ricerca di vecchi materiali da modificare e riproporre è spesso antieconomico da usare nell’economia complessiva di un blog. La vera blogstar non si abbassa a perdere tempo e, se copia, copia da post recenti e se ne frega.
Personalmente sono stato copiato una volta sola. Per meglio dire: una volta sola ma ne sono accorto. Riservo un profondo rancore e astio nei confronti di quella blogstar che mi copiò. Io, che copiai quel post a mia volta, almeno ebbi il buon gusto di lincare il post usato per il mio collage di Control+C e Control+V (copia e incolla con la tastiera). Decisi di soprassedere per dedicarmi a covare la vendetta.

12
-Nelle situazioni peggiori, pescherai dai tuoi post di successo ormai dimenticati
Capita a volte, anche se nessuna blogstar pensa che i suoi post possano essere dimenticati.
Personalmente, e questo evidenzia quanto io sia un blogger quanto mai lontano dal poter essere associabile anche unicamente alle aspiranti blogstar, feci ben altro: riscrissi un post molto simile ad un mio precedente senza neppure saperlo. Cioè, per spiegarmi meglio, mi è capitato di dimenticarmi un mio post e di aver narrato un fatto già detto in precedenza. Sono ancora stupefatto al ricordare quel post, infatti non si trattava di un episodio riferito a mia moglie o al suo modo di pensare o a mia suocera o alla fuffa, no, trattava un argomento serio e quella ripetizione, cribbio, avrei dovuto ricordarmela.

Nota finale: non ho riletto il post. Errori e omissioni sono miei.
Aggiornamento ore 15:30. Ho riletto correggendo alcuni degli errori di digatizione e ho inserito poche insignificanti aggiunte, a parte il comandamento apocrifo 11 di Scuola di ladri, al quale vanno le mie scuse, che mi era sfuggito.

gattostanco @ 13:17 - Commenti (0)
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