14 novembre 2007
Ascoltando una cassetta
Da un simpatico scambio di battute con Presveva in jaiku a proposito di ascolto e computer mi sento di fare outing musicale (molto piccolo).
La musica digitale e incorporea è certamente bellissima e meravigliosa e blablabla. Non lo discuto.
Ma io preferisco indossare delle cuffie ("cuffie" vere intendo, non gli auricolari), accendere una vecchia radio-cd un po’ scassata, pigiare il pulsantino e gustare il cigolante dischiudersi del vano-cassetta, aprire la custodia (magari con la plastica brunita dal tempo) della cassetta, prendere una quasi distrutta cassetta fai da te e ficcarla dentro, chiudere il vano, pigiare il tasto play e sparare il volume a manetta (girando una manopola!).
A me piace prima toccare la musica, quando ho voglia di ascoltarla. E le cassette rappresentano per me la musica più malleabile (almeno sino a quando reggeranno e avrò strumenti per sentirle).
Di certo, comunque, di musica non me ne intendo. Tanto per fare degli esempi stranieri (e fuori dalla portata dei giovani, perché non vorrei aizzare qualche commento infuriato, ma soltanto ribadire la mia incompetenza): la prima volta che ascoltai Sandinista dei Clash mi apparve come una menata pazzesca, The Smiths non mi sono mai andati troppo a genio e i Depeche Mode mi mettevano malinconia.
Aggiornamento:
Anche Presveva ha postato al proposito… "mi è tornato in mente lo stereo hi-fi di mio padre: un metro cubo di tecnologia ma con un timer meccanico per le cassette" qui (il link mi dice pagina non trovata, ma il post da qualche parte c’è).
Mi darà da pensare per tutta la mattina questa frase che carico di significati e di ricordi :)
Il mio metro cubo a moduli neri per ascoltare la musica fece egregiamente il proprio mestiere per una quindicina d’anni, prima di fondersi definitivamente spremuto all’inverosimile.
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Anche a me piace di più ascoltare la musica come fai tu. :-*
di PlacidaSignora — 14 novembre 2007 11:19 -
[...] ammetto, leggendo Gattostanco mi è tornato in mente lo stereo hi-fi di mio padre: un metro cubo di tecnologia ma con un timer [...]
di Piccolo outing musicale at Presveva — 14 novembre 2007 11:36 -
Mio padre aveva un giradischi RCA portatile(?) grigio con una manopola che permetteva di cambiarne i giri 16 – 28 – 45 – 33 ma pochissimi dischi.
di l'apprendista — 14 novembre 2007 12:34
Ho ancora un suo cofanetto acquistato per corrispondenza da Selezione del Reader’s Digest con dei dischi di vinile pesantissimi con musiche da film, pezzi jazz, musica sinfonica e classica. Ci ho giocato e imparato ad ascoltare musica.
Io ho il metro cubo nero, con la doppia cassetta e mezzo funzionante.
In auto ascolto ancora le musicassette con le mie compilations e le riproduzioni degli lp fatte con lo stereo dove si sente il fruscio della puntina sul disco e un’equalizzazione “unica” del suono. -
Ho scritto 28 giri invece di 78.
di l'apprendista — 14 novembre 2007 12:59 -
PlacidaSignora, siamo ancora 1.0 per certe cose :)
l’apprendista, al contrario invece i miei genitori ascoltavano pochissima musica, quasi nulla. Ma non la esclusero dalla mia educazione. Ricordo un piatto Radiomarelli che buonanima di mio padre aveva preso per farmi ascoltare da bambino della musica classica (a me le quttro stagioni di Vivaldi fanno venire in mente un tappeto e le macchinine). Poi mi regalò una pianola Bontempi e io le staccai le “gambe” per usarla -spenta-, insieme ad altra roba, come parte di una immaginaria plancia comandi di un’astronave che allestivo in sala. Poi, più grandicello, mi regalò una chitarra acustica e dei manuali e io pensai che si fosse rimbambito tutto d’un tratto :D e la presi fra le mani forse un paio di volte e non di più.
di gattostanco — 14 novembre 2007 14:32
Anch’io in macchina vado a cassette. Credo di aver comprato una delle ultime automobili nuove venduta con l’opzione di avere l’autoradio integrata con le cassette invece dei cd. -
Io il metro cubo l’ho riciclato creando un ibrido con videoregistratore e DVD player a cui, quando mi coglie nostalgia, riattacco anche il piatto (Technics) e metto mano alla collezione di vinile.
di marchino — 15 novembre 2007 12:37
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