26 gennaio 2008
A me piace il Cyberpunk
In questo ennesimo periodo di squallore politico degradante per qualsiasi elettore consapevole, mi piace appuntarmi sul blog tre romanzi cyberpunk.
Il primo, e a mio parere senz’altro il migliore, è “Sezione Pi-Quadro” (per la precisione è scritto con il simbolo del pigreco elevato al quadrato) di Giovanni De Matteo e pubblicato nella collana Urania nel novembre scorso (e quindi irreperibile al momento).
Il secondo è “Il Viaggiatore” di John Twelve Hawks uscito negli Oscar Mondadori.
Il terzo è “Eclipse” di John Shirley pubblicato da Hobby & Work.
A proposito del secondo e del terzo la rete è piena di info e commenti. Storie ammericane ben strutturate e piacevoli da leggere, non mi attirano a digitarne al proposito per non aggiungere fuffa superflua.
Il primo non credo sia propriamente definibile solamente cyberpunk, visto che l’autore è cofondatore di una corrente letteraria specifica (il connettivismo), ma e in somma non intendendomene di ‘ste cose (divido la fantascienza, ihihih, in “con astronavi” e “senza astronavi” accontentandomi di questa semplice classificazione personale) preferisco inserirlo all’interno della ristretta cerchia del tutto soggettiva dei libri che prima o poi credo proprio avrò desiderio di rileggere (districarsi fra i generi letterari della fantascienza richiederebbe troppa pazienza e almeno un paio di seminari).
Addirittura ricordo di aver fatto qualche ricerca in rete al riguardo dell’autore coll’intenzione di digitare un post. Poi ricordo di essermi perso a leggere e sfogliare e di non aver più avuto tempo e voglia di buttare giù il post (poi il romanzo venne sostituito in edicola dal seguente e allora pensai, probabilmente a torto, che non valeva più la pena di scervellarmi -ma questa ripicca è anche una mia piccola sfida a Urania per contribuire a una più larga diffusione della letteratura di fantascienza fuori dai soliti circoli di appassionati: da anni fantastico che Lippi mi chieda di commentare i suoi romanzi regalandomi in cambio un abbonamento :D-).
Dopo un periodo di lontananza dal blog, e molteplici post politicamente inca**osi o smaccatamente romanticosi a farmi prudere le dita senza che volessi postarli davvero (e staccati a fatica dalle mani, quasi fossero piccoli troll incapaci di sottomettersi al basso profilo del blogger), non ho trovato altro da postare in questi giorni volendo un argomento coerente con il mondo attorno a me e al tempo stesso lontanissimo.
A margine:
De Matteo non cura un blog letterario autopromozionale o soltanto dedicato alla fantascienza, ma scrive da anni interventi anche sulla politica, sulla Campania e su quel che gli capita per la mente.

