27 maggio 2008

Spett.le Gruppo Barilla

Categoria: Reclame di gattostanco @ 10:45

Spett.le Gruppo Barilla,
da anni gusto con piacere la pasta Barilla. Le inconfondibili scatole blu, per la pasta normale, e gialle, per la pasta all’uovo, le trovo estremamente pratiche (le apro con le forbici, trovando l’apertura suggerita piuttosto insoddisfacente, ma questo sarebbe tutto un altro discorso). Mia moglie ed io abbiamo gusti diversi in fatto di pasta e desideriamo variare i formati, quindi avere delle scatole rigide e non dei sacchetti flosci ci semplifica un poco la vita (già complicata da far bollire ogni volta due pentole d’acqua). Inoltre la Vostra pasta ci piace.

Ora vengo al dunque.
Questa mattina sono stato svegliato alle prime luci dell’alba da un paio di muratori all’opera nell’appartamento di sopra. Comprenderete lo stato del mio umore, mentre mi preparavo una razione di caffeina solubile. Aspettando che l’acqua si scaldasse nel pentolino (non uso il micronde, perché ne detesto lo scampanellino finale quando sono appena sveglio; quindi comprenderete ancora meglio il mio umore) ho acceso la radio. Così mi è capitato di ascoltare uno spot che mi è sembrato dedicato a un prodotto Pavesi. Digito ‘mi è sembrato’ per l’abitudine di non sentire quasi neppure le pubblicità. In effetti è stato un certo degrado umano sottinteso, a mio giudizio, nel testo dello spot, per quanto simpatico, ad attirare la mia attenzione. La formazione di una minima indignazione ha richiesto del tempo alla mia modesta mente e nel frattempo lo spot era terminato e quindi non sono sicuro fosse uno spot di un biscotto della Pavesi.

Ho cercato in rete, senza successo, la possibilità di ascoltare con attenzione il Vostro ultimo spot pubblicitario radiofonico.
Girellando sono capitato anche nel sito del Gruppo Barilla per cercare info sul marchio Pavesi.
Non sono affari miei, ma sono rimasto decisamente deluso dal sito. E questa delusione è sostanzialmente la ragione del presente post sul blog.

In prima pagina campeggia la notizia dell’approvazione del bilancio 2005. …2005! Disarmante e, visti i precedenti di una nota industria alimentare italiana, perfino preoccupante ai miei occhi (le mie orecchie questa mattina non erano pronte a cogliere il mondo, ma assorbita un po’ di caffeina gli occhi erano abbastanza svegli da guardare lasciando trasparire un po’ di sconcerto, al punto che poi in bagno mi sono guardato allo specchio e l’espressione era ancora presente).
Passando alle pagine interne, mi ha divertito la pagina Help (il link è presente quasi dappertutto): essa offre come aiuto (help) la semplice informazione "Questo sito è ottimizzato per una risoluzione dello schermo 800×600 ed è compatibile con i browser Internet Explorer, dalla versione 5.0 in poi". Strategicamente a me pare la fantozziana corazzata. Indicativo è il fatto che il link alla cosiddetta pagina di help non sia presente proprio nella pagina iniziale.
Ancora un appunto: nella sezione ‘Contatti’ il link dedicato alla newsletter (mi chiedo se sia ferma anch’essa da anni come le notizie in home) compare unicamente nella pagina dedicata a ‘Barilla nel mondo’ e non nelle altre due ‘Scrivi a Barilla’ e ‘Dove siamo’. Si tratta di una piccola svista, ma a mio parere è posta in un punto focale del sito.
A margine Vi segnalo, ma col beneficio d’inventario, che a me pare di ricordare che le aziende italiane siano tenute a mostrare chiaramente i propri dati in home page. In ogni caso a me pare un segno di cortesia e serietà.

Riassumendo.
Adoro la vostra pasta e non nascondo di essere un pastasciuttaro.
Se lo spot che termina con "del caffè, del tè o me?" è Vostro, Vi informo che mi ha indignato un poco (ne parlerò a mia moglie -è lei che mangia i biscotti in casa, per la maggior parte del Mulino Bianco- e lei lo sarà di più. In ogni caso non dubitate che farò presente la mia insicurezza riguardo alla paternità del marchio relativa allo spot; eventuali contromisure saranno adottate unicamente nel caso noi si ottenga conferma). Se lo spot non è Vostro, benone e comunque l’informazione che l’ho preso distrattamente per Vostro spero possa esserVi utile.
Vi suggerisco di far dare un’occhiata al Vostro sito a un professionista (per sfizio l’ho navigato e ho trovato qualche altra magagnina, che non aggiungo in questo post per non tediarVi, ma che, certamente, una persona pagata per farlo saprà ritrovare e modificare).

Sperando di non averVi arrecato disturbo,
anzi augurandomi d’esserVi stato d’aiuto (non come l’help del sito, eheheh …perdonate l’innocente battutina),
porgo i miei saluti.

Commenti »
  1. Per fortuna non hai visto il sito americano della Barilla (che tra l’altro è stato chiamato Barillaus.com, sembra tipo sbaragnaus dei comici di Drive In) che non brilla certo per qualità e promozione del marchio nel mondo! Eppure negli USA, ti posso garantire, la Barilla è molto apprezzata :) E’ proprio vero, il signor Barilla sa fare la pasta, non i siti web.

    di camu — 27 maggio 2008 11:55


  2. Comunque la pasta De Cecco è molto meglio! :-)

    (anche il sito, eh!)

    di iguana jo — 27 maggio 2008 15:38


  3. camu, sono andato a vedere il barillaus. Ma subito mi sono distratto andando a cercare in rete sbaragnaus (c’è persino un blog di un appassionato di astronomia).
    Dal barillao, comunque, sono finito in un sito laterale del promozionalturistico riguardante l’Italia. Tra le località indicate, ci sono le Cinque Terre liguri. Tra i piatti suggeriti ci sono le linguine al pesto. Ohibò, penso, è suggerita la ricetta del pesto e non l’uso di quel prodotto che Barilla chiama “pesto alla genovese”. Poi ho scoperto che non è importato negli States ;)

    Per la cronaca, in mancanza di basilico di certa provenienza, io scelgo il pesto a marchio Crespi. Il sapore è addomesticabile in breve tempo. E’ l’unico realizzato da una ditta aderente al Consorzio del Pesto Genovese che riesco a trovare facilmente nei supermercati dalle mie parti.
    Tutti gli altri vasetti che trovo sugli scaffali sono “surrogati” in un certo senso o hanno addirittura ingredienti sbagliati (non mi stancherò mai di digitarlo: qualsiasi prodotto che si chiama pesto+genovese e che ha dell’olio di semi tra gli ingredienti semplicemente per me non è pesto alla genovese, ma un’altra cosa).
    Ogni tanto riesco a procurarmi del basilico non coltivato in queste tristi culinariamente lande desolate (no, dico, neanche la focaccia fanno bene da queste parti. Solo i risotti, risotti e risotti. E qualche volta la polenta) e allora festeggio. Ma il rito della preparazione del pesto è personale, unico e intimo. Per ogni genovese c’è un pesto. L’equilibrio zen il genovese lo raggiunge quando trova il suo pesto. E modestamente io ho trovato il “mio”. A mia moglie fa schifo, ma lei è lombarda e quindi non ha importanza il suo parere (e inoltre resta più basilico per me).

    Mi sono distratto e dilungato. Sorry.

    iguana jo, mia moglie apprezza gli spaghetti De Cecco. Però quelli “alla chitarra” li vuole Barilla.
    Eppoi ripeto, in questo momento -mi sono alzato e sono andato a contarli- nella credenza abbiamo dodici formati diversi di pasta (sottolineo “formati”, non confezioni) e soltanto due non sono Barilla. Se fossero tutte confezioni flosce, ne verrebbe fuori un ginepraio ingestibile per me che sono un maschietto che vuole ordine in cucina.
    Certo un giorno dovrò decidermi a fare un post sulle leggere differenze che a volte mi è capitato di sentire tra una pasta prodotta in uno stabilimento rispetto a quella prodotta da un altro, ma credo che Barilla abbia consulenti in tal senso profumatamente pagati e io gratuitamente mica posso rubar loro il lavoro :D (scherzo, essendo sensazioni non provabili non potrei mai mettermi a paragonare i diversi stabilimenti pubblicamente in un post).

    Riguardo al sito De Cecco, quando ho visto che si apriva una intro in flash ho chiuso a razzo :D
    A parte gli scherzi, il sito Barilla che linko è quello del Gruppo e quindi non me la sento di paragonarlo al De Cecco. Bisognerebbe paragonare quello barilissoso e propriamente pastasciuttaro.

    La lalaaa lala lalaaaaa
    Visto che nel complesso tratta di reclame questo post, come non citare lo spot col gattino bagnato?

    di gattostanco — 27 maggio 2008 16:39


  4. Anch’io preferisco le scatole dure. E se vuoi c’è una piantina di basilico tutta per te (basta dirlo, eh?) ;-*

    di Mitì — 30 maggio 2008 17:24


  5. La psata però è buona.. Giulia

    di giulia — 31 maggio 2008 14:28


  6. effettivamente il sito si potrebbe “leggermente” aggiornare :D
    Detto questo, mi associo ai più. Sono pastasciuttara e amo le scatole della pasta rigide :) però non ho una marca preferita, a essere sincera. Vado molto a estro.

    di criscia — 3 giugno 2008 09:06


  7. Chi definisce buona la pasta barilla di gastronomia ne capisce quanto mia suocera. Credo che in Italia esistano almeno 50 marche di pasta migliore della barilla ed una di peggiore: Agnesi.
    Come disse una zia di mia moglie: sono gastronoma fin da quand’ero nei cogli*ni di mio padre.
    E per il pacco: io preferisco quello floscio perchè nel ripostiglio dove metto la pasta la scatola intera per poca pasta ingombra e questo mi fa inca**are di più di quando mi cade per terra la pasta dai pacchi di accoppiato plastico (si dice cosi’?).
    Scusami se mi sono intromesso così ma quando ci vuole ci vuole.
    [gli asterischi li ha inseriti il gatto: per Google]

    di maeandro — 18 giugno 2008 18:17


  8. Ma volete venire citati in giudizio come Sarnari contro quel mobilificio?

    Guardate che Barilla ha ben più soldi e avvocati eh?

    ;-)

    di Andrea — 18 giugno 2008 19:49


  9. Andrea, mi pare ci sia nulla che possa essere meritevole d’essere discusso in un tribunale :D

    di gattostanco — 18 giugno 2008 20:23


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