10 giugno 2008
E se avesse qualche ragione il mobiliere?
Post non argomentato.
Non desidero partecipare attivamente alla discussione al riguardo, quindi nessun link.
Non vorrei apparire come un bastian contrario o un cacciatore di link.
Però la domanda me la pongo: "E se avesse ragione il mobiliere"?
Mi sono risposto di no. Ma non completamente.
Dal primo giorno in cui ho iniziato a bloggare mi pongo domande simili (ma anche quando frequento, oramai raramente, forum o mailinglist). In blogosfera, ma non solo appunto, ho letto contenuti espressi in tutte le maniere e i toni possibili. In alcune occasioni, a prescindere dai contenuti, il modo di esporli mi ha fatto arricciare le vibrisse. Non è questo il caso; però …boh.
A margine: proprio nell’ultimo post prendo in giro uno dei capisaldi italici dell’industria alimentare. Quindi spero che il visitatore occasionale non mi obietterà di essere arroccato sopra posizioni illiberali.
Ho letto alcuni post (ma forse il meme si propagherà) riguardanti la faccenda e li ho trovati farciti di appelli alla libertà di espressione. Questa è cosa buona e giusta.
Ma a me venne insegnato che la mia libertà, della quale sono responsabile, molto banalmente, finisce dove inizia quella degli altri.
Quindi non capisco perchè se uno mi desse dello str*nzo pubblicamente, io non potrei avermene a male (pur ammettendo che io sia effettivamente tale -e a dire il vero saltuariamente ho il dubbio anch’io, mentre di solito ne ho la certezza :D-).
Inoltre non ho ancora capito bene come sia inteso dalla blogosfera il confine tra la libertà di esporre un resoconto di un fatto in termini diretti (assumendosene la responsabilità) e/o degli insulti, e quindi non una opinione, senza alcuna possibilità di verifica da parte del visitatore e la vera e propria libertà di espressione (in senso generale). Persino a me è capitato, narrando qualche motivo d’attrito con mia moglie, di segnalare che comunque si trattava della mia versione (comunque dando per scontato, ipotizzando, anzi sperando che a lei non salti un giorno in mente di querelarmi).
Non ho voglia di dilungarmi. Non ne sarei capace per scarsezza di vocabolario, idee e tempo. Inoltre s’avvicina l’ora di pranzo. Sento soltanto una brezza di dubbio solleticarmi le vibrisse. Passerà.
-
spesso – ma non sempre – le ragioni sono proporzionali alla correttezza della sintassi e alla pulizia degli argomenti, così come i torti agli strafalcioni e al tono turpe. (considerazioni occhieggiate qua e là )
di il_morto — 10 giugno 2008 14:25 -
il morto, “spesso”, ma non sempre. Tra l’altro gli strafalcioni non è detto debbano essere legati a un tono turpe, come del resto non è detto che una corretta sintassi sia base per argomenti solidi.
di gattostanco — 10 giugno 2008 15:32 -
spesso, appunto. ma è una correlazione inquietante, a suo modo.
di il_morto — 10 giugno 2008 18:31 -
Devo dire che sono stato attraversato dallo stesso pensiero, e sto meditando un post a mente fredda. Trovo che il giovane abbia ragione. Però.
di biccio — 10 giugno 2008 20:37 -
biccio, ho letto il tuo interessante post. Sagacemente sposti la questione sull’aspetto “marketing” della risposta offerta dall’azienda in forma di querela per diffamazione al post del ‘giovane’ e ai commenti fino a quel momento apparsi. Se ne ho ben capito il senso, il mobiliere si è dato una zappata sui piedi da solo reagendo in quel modo. Desideri deprecare in un certo qual modo la forma della reazione e non la sostanza. Personalmente ero giunto a pensare che la migliore azione sarebbe stata l’inazione, come anche tu sottolinei chiaramente nelle tue considerazioni (comunque ritengo, come altri, che Fratel Google abbia inciso sulla decisione).
di gattostanco — 11 giugno 2008 00:11 -
Appunto personale
Interesante. Molto interessante. E’ una delle rare volte in cui mi sento così in minoranza rispetto ai pareri altrui.
di gattostanco — 11 giugno 2008 16:44
Evidentemente sbaglio.
Però ora, e lo intendo provocatoriamente e per ridere, potrei (e sottolineo il condizionale) sentirmi libero di scrivere che sono un po’ str*nzi ihihih.
A parte le sciocchezze, ho imparato qualcosa di nuovo e proverò a elasticizzare un poco il mio atteggiamento rigido e intollerante quando dal discorrere si passa agli insulti. Non credo che riuscirò, però un tentativo dovrò farlo, perché sono troppo in minoranza in questo frangente. -
vero, le ragioni possono essere da entrambe le parti, e la forma non equivale alla sostanza.
di Icekent — 12 giugno 2008 00:23
d’altro canto nei mezzi di informazione tradizionali, quelli che vengono seguiti dalla maggior parte almeno dei cittadini italiani, i frequentatori della rete sono dipinti come pericolosi sovversivi o peggio. chissà se questa vicenda prima o poi sarà ripresa da quotidiani e tg? -
Icekent, dubito fortemente che la subinformazione disinformante dei telegiornali possa occuparsi degnamente di un tema a caso tra la libertà d’espressione, l’eventuale affermazione comune di alcuni termini potenzialmente offensivi fuori dalla sfera del vero e proprio insulto, degli strumenti legali di difesa in rete o delle implicazioni sul “marketing” delle dinamiche virali da web. :D
di gattostanco — 12 giugno 2008 10:47 -
Appunto personale
Adoro quando Gaspar, a mio parere, si diletta a mostrarsi un po’ gnorri nei commenti ai suoi stessi post (questo ad esempio) ;)
di gattostanco — 12 giugno 2008 11:50 -
[...] Mosaico ha gentilmente declinato). Mi aveva fatto suonare un grosso campanello d’allarme un post perplesso di [...]
di Deeario - il blog di Tony Siino — 24 giugno 2008 03:28 -
Il Mosaico non ha tutti i torti…. ;)
di Tony Siino — 24 giugno 2008 10:36 -
Tony, sono contento che questo post gattostanchesco abbia dato un piccolo spunto alla formazione del tuo pensiero al riguardo di questa faccenda. E ti tingrazio di averlo dichiarato apertamente (ho ricevuto un paio di email, ma da considerarsi private …ché mica tutti i blogger possono permettersi di scrivere quello che pensano apertamente).
di gattostanco — 24 giugno 2008 11:38
Mi sentivo tanto solo nel mio angusto angolo mugugnoso, mentre ora anche una voce ben più autorevole [1] esprime qualche ragionevole dubbio in un intervento che abbraccia i termini della questione senza arroccarsi sulla collina dell’indignazione. Non me ne rallegro egoisticamente, quanto piuttosto pensando alla conversazione in generale su simili tematiche.
[1]capisco che essere “ben più autorevole” di questo blog è assai facile :D …comunque spero si comprenda quel che intendevo. -
Non penso di essere più autorevole di te. :)
di Tony Siino — 27 giugno 2008 03:31
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