3 agosto 2008
Minipost: dello svegliarsi pensando al blog
Era un bel po’ che non mi capitava. Mi sono svegliato e ho pensato subito al blog, alla blogosfera, a farci un giro. E magari a digitare un post. Uno qualsiasi, soltanto per il piacere di digitare.
D’accordo che impiego come minimo una mezzoretta a svegliarmi, però resta una esigenza che negli ultimi tempi era insolita.
Dopo tanti anni, e una certo forzato disincanto nel corso degli ultimi mesi, pensavo d’essere oramai esente da simili rischi comportamentali un poco compulsivi. Sarà stata la fresca domenica mattina a risvegliare un simile desiderio.
Filosofeggiando, aggiungo che se Maurice Merleau-Ponty affermava che "per essere davvero uomo bisogna essere un po’ più e un po’ meno che uomo", questa mattina, per un breve istante, mi sono sentito "un po’ più e un po’ meno che blogger".
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Ci sono giorni in cui io mi sento decisamente “meno” e questo è uno di quelli. E mi chiedo: perchè sono qui? Ciao, Giulia
di giulia — 3 agosto 2008 16:37 -
Giulia, quando mi sento decisamente “meno” -e capita- mi faccio anch’io domande alle quali non riesco a ripondere. Di solito il giorno dopo trovo la risposta o, caso assai più sovente, mi dimentico la domanda. Spero accada anche a te qualcosa di simile.
di gattostanco — 3 agosto 2008 23:50 -
giulia, mi sto perdendo dentro il tuo blog. Grazie.
di gattostanco — 4 agosto 2008 00:36
Mi appare un caso tipico della dicotomia blogosferica tra coloro che leggono e commentano da una parte e coloro che bloggano e lincano dall’altra. Ho come l’impressione che le due parti spesso non riescano a incontrarsi, a dialogare, a influenzarsi. Ma è solo un’impressione e vorrei sbagliarmi (è pur sempre da una mezz’ora lunedì mattina). Probabilmente è dovuta al fatto che sono stanco di troppe cose. -
Il blog è diventato un po’ una seconda casa dove riversare i vari “più” e “meno”, da tempo. Per essere davvero “uomo” forse bisogna, al solito, equilibrare le dosi di “+” e “-”. Forse, eh?:)
di mf — 4 agosto 2008 08:10
Saluti, mf -
mf, già , forse. L’eterno dilemma umano dell’equilibrio tra positivo e negativo, tra più e meno, tra alti e bassi, tra sì e no, tra magari e mai, tra domani e ieri, tra Silvestro e Titty.
di gattostanco — 4 agosto 2008 10:28
In quest’ultimo caso, pendo sempre dalla parte di Silvestro, perché l’equilibrio alle volte lo cerco, mentre alle volte lo rifiuto (e il rifiutare mi risulta altrettanto stancante del cercare) :)
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