22 settembre 2008
Gattintervista a Sba
Dalla parlaccia come strumento di comunicazione all’influenza del blog sulla vita reale;
dal pilotare elettrovalvole al pilotare una Delta Integrale;
dal sorriso virtuale alla moglie reale.
Nei commenti al post precedente ho intervistato Sba. Per caso e per gioco.
- Gattintervista a Sba -
1)
Per veicolare messaggi la parolaccia è uno strumento efficace nella comunicazione interpersonale informale, perché è sintetica e negoziata fra le persone a partire dall’infanzia. Quali sono le eventuali ragioni ulteriori che ti spingono a usarla nel blog?
L’uso della parolaccia pone il lettore nella condizione di capire immediatamente dove si trova. La parolaccia in NYFT è funzionale al flusso dialettico. Dialogare con il sottoscritto senza parolacce è equiparabile ad un colloquio di lavoro dove vuoi far credere di essere quello che non sei (quello che succede, per altro, nel 99% dei casi).
2)
In una ottica marzulliana del social blogginÂ’ duepuntozero di questo inizio di Terzo Millennio, il tuo lavoro influenza e quanto il tuo essere blogger e viceversa il tuo blog influenza e quanto il tuo lavoro?
Il mio blog vive lontano dal lavoro, per fortuna. Già non brilla per i temi trattati, figurati se parlassi anche della mia attività nell’IT… A chi può interessare un sistema di rilevamento dei tempi persi su macchine da taglio industriali fatto con una scheda per pilotare le elettrovalvole di uno scaldabagno?
Al contrario, il fatto di avere un blog e di conoscere un mondo reso eccezionale da coloro che lo abitano, tu compreso, in questi ultimi tempi mi ha risvegliato e mi aiuta a mantenere il buon umore tutta la giornata: ho avuto un sorriso ebete per una settimana dopo i “baciapà ils”[1] di Eio, ad esempio, tanto che i colleghi hanno subito tratto la (falsa) conclusione che avevo ottenuto un aumento.
Tengo a precisare che non mi collego mai dall’ufficio, non mischio il capro con il propano :) (si può sorridere in un’intervista?)
[1] riferimento al post di Eio “Dialogo fra intellettuali dÂ’inizio secolo sul romanzo Everyman di Philip Roth“.
3)
In un reale contesto sociale e culturale in cui il crescente degrado dei valori e l’egoistica ignobiltà dei comportamenti si elevano a virtù, quanto ritieni importante la creazione e il mantenimento di un sorriso virtuale (costituito da una parte di intelligenza, una parte di curiosità e un cubetto di buona cara vecchia fuffa) sui visi dei blogger e specificatamente sul tuo?
Sarò banale, ma non sai quanto mi senta realizzato quando riesco a “rubare” un sorriso, nella realtà come nella web-life. E non sai quanto mi senta fortunato a poter ridere come un cogl**ne alle cazz**e che scrive Benef**ti godere dell’intelletto altrui, in particolare quando questo sia manifestato in modo ironico. Di cose rognose ce ne sono già tante nella vita, spero che il sorriso virtuale, dato o ricevuto, sia contagioso: se fa lo stesso effetto che fa a me, non può che essere positivo.
Ogni riferimento a persone e/o cose è puramente casuale, e ho anche un avvocato soprannominato “giaguaro”.
4)
All’inizio del romanzo “Il verde millennio”, di Fritz Leiber, uno dei personaggi al risveglio trova un gatto di colore verde sul davanzale della finestra della propria camera da letto. Immaginandoti nella stessa situazione quale nome daresti al gatto e perché?
Lo chiamerei Sébastien, ispirandomi a Sébastien Loeb, agile come un gatto e definito dai più “l’extraterrestre” (non è verde ma sicuramente non è di questo pianeta).
5)
Guardando la nuova Lancia Delta (o Jelta, a voler ben guardare la grafica usata per il nome) molti ricordano e alcuni rimpiangono la splendida Delta Integrale di Miki Biasion nei colori Martini. Se pensi al 1988, cosa ti viene in mente?
Il 1988 mi ha portato la maggiore età , la cartolina per la visita di leva, la patente e la donna con cui sono attualmente sposato (in ordine casuale, non di importanza).
Hai citato Miki Biasion, quellÂ’anno vinse il mondiale rally sulla Delta Martini; rimanendo nel mondo dei motori ricordo, tristemente, la scomparsa del Drake di Maranello.
Soprattutto: avevo venti anni e quaranta kg in meno di adesso :(
6)
Sei sposato da vent’anni con la stessa donna [gli anni in realtà sono quindici]. Non resisto alla tentazione di chiedere la tua personale ricetta per raggiungere questo risultato (felicemente).
Ho conosciuto mia moglie alla festa dei coscritti, avevo sbevazzato e quando hanno consegnato ai maschietti delle rose da offrire alle donnine, io mi sono girato a sinistra e mi sono imbattuto in lei. Le ho detto: “Tiè, se sei una ragazza prenditi questa”, e le ho posato la rosa nel piatto, per poi tornare a bere. Mi domando anchÂ’io come possiamo essere ancora insieme, dopo 5 anni di fidanzamento e 15 di matrimonio, viste le premesse di cui sopra…
Se qualcuno analizzasse scientificamente il nostro rapporto, troverebbe un grado di compatibilità vicino allo zero. Siamo terribilmente diversi, non abbiamo proprio niente in comune. Il che non spiega un caz ehm… non spiega nulla del come sia possibile amarsi e vivere insieme per tanto tempo. EÂ’ comunque difficilissimo da capire e far capire. Ci lasciamo liberi di vivere, fidandoci lÂ’uno dellÂ’altra e viceversa. Un esempio? Io posso guardare la DÂ’Amico in TV e dire “Madre de diòs, che gran PVPPE, uffa voglio anchÂ’io un giocattolo così” per poi mettermi a muggire come un toro infoiato, senza che scoppino liti familiari. Perché tanto sa che non mi accontenterei solo di pensarle certe cose, io devo esternarle!
Se poi ti raccontassi altri dettagli, penso che chiamaresti la neuro per farmi rinchiudere :-)
Un link
Per quanto riguarda il link, ne ho trovato uno al libro di Benni “Elianto”, dove c’è la presentazione del diavolo Brot Caolila. Mai nessuno è riuscito a descrivermi così bene.
Infine
Concludendo, sono io che devo ringraziare te perché è stato davvero, anche per me, un piacere e un divertimento. Per i tuoi visitatori, quelli sopravvissuti, ho sentito in giro che con un buon fiasco di Chianti si riescano a rimuovere anche i peggiori ricordi :)
Ah, dimenticavo, mia moglie cucina benissimo, e questo spiega in parte il mio stoicismo matrimoniale :)
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Ringrazio Sba per la disponibilità, la pazienza, la simpatia e tutto quanto.

