8 novembre 2008
Una pizza alla salute del vecchio morente
L’altro giorno scrivevo di lui in FriendFeed che è "un vecchio con le sue idee, solo al mondo e pure interista".
Simpatico e gentile vicino di casa.
Si è sempre preso cura delle piante attorno alla palazzina.
Bestemmiatore iracondo alle spalle dei nostri politici (più a destra, ma senza abbassare il tiro al centro e a sinistra).
Antipapista inamovibile, ma sempre generoso.
Da settimane all’ospedale, noi vicini di casa ci alterniamo nelle visite e nel fargli il bucato. Una vicina si preoccupa che non gli vada in malora casa e di qualche altra incombenza necessaria.
Ieri sera abbiamo avuto la triste prognosi definitiva.
E a me è parsa davvero strana l’insolita riunione condominiale, stretti in un pianerottolo, tutti un po’ lacrimosi.
In pizzeria, mentre aspettavo due pizze, perché c’era passata la voglia di preparare cena e ritrovarci mia moglie ed io in cucina a parlare del vicino, mi sono messo a guardare la tv.
Gli uomini della palazzina sono appassionati di calcio (l’altra sera al primo gol della Juve pensavo che qualcuno stesse scuoiando vivo un asino) e il vicino all’ospedale non faceva eccezione. L’eccezione sono io.
Sul televisore in pizzeria vedevo una partita trasmessa da una tv in lingua araba e così, super partes e per quell’egoismo di dover fare qualcosa anche quando oramai non c’è più niente da fare, mi sono concentrato a guardare le azioni pensando al mio vicino di casa all’ospedale. Ci sono quegli appassionati che guardano il calcio per il calcio e non solo per la squadra; il vicino mi sembra di quella pasta.
Uscendo ho chiesto al pizzaiolo che partita fosse. Campionato egiziano. Sorridendo ha aggiunto che non valeva la pena dirmi quali squadre fossero, perché non le avrei capite e sottintendendo, giustamente, inesistente la mia conoscenza della toponomastica locale.
Le pizze fatte da mani egiziane erano, come al solito, buone come a noi piacciono (e pure scontate). Gustandole abbiamo parlato un poco di geografia e un poco di calcio. Poi inevitabilmente, quasi un omaggio, siamo passati a parlare di come certe volte ci si rende conto di voler un poco di bene anche a tizi che si pensava soltanto di stimare brave persone.
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Bello, miciocaro.
di Mitì — 8 novembre 2008 12:39
E quell’anziano signore è stato fortunato ad avere avuto vicini come voi. :-* -
Ci sono persone, gatto, che ci sono vicine più di quanto ci immaginiamo. Dal vicino di casa al pizzaiolo egiziano. Se non conosciamo gli altri, non saremo mai davvero ricchi, dentro.
di fatacarabina — 8 novembre 2008 13:08
Ciao fata -
accidenti, ti ho letto davvero con piacere (e anche con tristezza, naturalmente). vai a dire al vecchio (spero sia ancora vivo) che sabato sera la sua squadra ha giocato davvero bene, e vinto contro gli odiati gobbi, oltretutto. magari gli fa piacere, non so (gli ultimi tempi di mio padre nemmeno chiedeva più cosa aveva fatto l’Inter, aveva già lasciato tutto indietro ancor prima di andarsene).
grazie per quel che hai scritto, un abbraccio
Beppep.s. dov’è quella pizzeria? mi capitasse un nostalgico ritorno a Pavia…
di beppegi — 26 novembre 2008 11:14
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