18 gennaio 2009
Un viaggiatore pavese
Non posso dire di conoscerlo: tra noi esiste il rapporto tra negoziante e cliente. Negoziante gentile, attento e paziente lui; cliente ciarliero, confuso e sconvolto io.
Mi sembra una classica brava persona, con la passione del viaggio. Quasi un vizio. Un meraviglioso vizio, direi.
Ogni tanto chiude lasciando la clientela a bocca asciutta e quando torna ha il sorriso felice e malinconico del viaggiatore. Non credo sia semplicemente un turista. La gattoconsorte ed io ci siamo fatti l’impressione nel corso degli anni che sia realmente un "viaggiatore". Arriva a Pavia, lavora e intanto organizza la partenza seguente. Le soste, le pause, le tappe in città sembrano periodi di tempo fra un viaggio e l’altro. A noi trasmette questo. …Spero d’aver reso l’idea.
Mia suocera direbbe che ho l’infargiulo. Un mega raffreddore.
La gattoconsorte invece festeggia il nono lustro di vita con una malattia infantile pustolosa.
Così, invece di beneficiare io delle sue cure amorevoli, è lei a sopportare la mia ansiosa, anche se premurosa, preoccupata assistenza.
Quindi il primo pensiero è stato: meno male che è tornato dal viaggio e ha riaperto.
Ieri mattina gli ho chiesto dell’ultima meta.
Laos e Cambogia.
Mi ha accennato alle foto.
Altra gente da servire.
E allora mi ha detto di cercarlo in FaceBook per vedere qualche foto.
…E così nel pomeriggio gli ho chiesto amicizia per poter vedere le sue immagini insieme alla mia adorata sposa. L’ho fatto usando lo pseudonimo blogosferico. Evito sempre se non è necessario di sovrapporre chi sono col nickname, ma questa volta mi andava di farlo.
Prima di cena arriva l’accettazione della mia richiesta. E sfogliando il faisbuk scopro che ha persino aperto un blog per raccontare la sua esperienza di viaggio: pensieri vagabondi.
Forse è uguale a tantissimi altri blog simili aperti per raccontare una vacanza, però a suo modo mostra un certo candore.
Ora, dopo anni, dovremo proprio iniziare a darci del "tu".

