21 giugno 2009

Il mostro della piscina

Categoria: Libri di gattostanco @ 10:59

Di horror mi intendo poco o nulla (escludendo mia suocera).
Da bambino differenziavo i film di genere in "di mostri" e "di paura". Ricordo, ancora con un certo disgusto, una scena di un film nipponico, che oramai sarà vecchio di una cinquantina d’anni, in cui un Godzilla particolarmente adirato agguanta e mangia una passante per poi sputarne sull’asfalto i vestiti e la folta capigliatura. Ricordo in un capolavoro cinematografico gli zombie che circondano un centro commerciale, e provo ancora il forte desiderio di vivere per qualche giorno una sorta di vacanza chiuso dentro un supermercato (questo infantile desiderio si alimentò in seguito con una scena che vedeva i protagonisti scorrazzare con un’auto dentro un centro commerciale in un film di tutt’altro genere). Ricordo Freddy Kruger (ocomesiscrive) e L’Esorcista (naturalmente non nella vergognosa versione tagliuzzata grossolanamente da Italia1 negli anni scorsi)… eccetera, eccetera e blablabla.
Ricordo Poe e Zio Tibia. Unici pilastri scritti di una cultura horror assai limitata e superficiale, costituita quasi tutta da qualche scena filmica.
Videoludicamente ricordo la tensione splatter di quando affrontai per la prima volta gli ambienti e i mostri un po’ zombesci e un po’ demoniaci del primo capitolo di Doom. Sussulti sulla sedia e brividi, se non proprio attimi di paura. Era il primo sparatutto in 3D al quale giocavo, escludendo il precedente Wolfenstein 3d che aveva una grafica e una impostazione assai più luminosa e, in un certo senso, piatta. Avevo lottato parecchio per fare funzionare la demo sul 486, e oramai ero stanco ed eccitato, mentre la notte era buia e tempestosa: fu un’esperienza di gioco diretta e agghiacciante mai vissuta prima.

E allora ?

E allora… ho letto "Il mostro della piscina" di Marco Candida edito da Intermezzi Editore con notevole curiosità.
Marco è uno scrittore eclettico, di profonda cultura e dall’aria vagamente fuori come un poggiolo tipica di coloro che sono innamorati della scrittura. Quindi sono stato preso dalla smania di assaggiare questo libro giungendo persino a ordinarlo per riceverlo per posta.
Ho letto da qualche parte, mi sembra sul blog dello stesso Marco, che si tratta di uno scritto giovanile e vista l’attuale età dell’autore direi che lo scritto è quasi adolescenziale.
Un lungo racconto compone le centotrenta pagine fitte di molti dei temi classici dei film e dei fumetti di paura e di mostri. Piacevole e intrigante. A tratti acerbo, sempre nitido. Per me è stato un continuo pungolo ai ricordi.
Mi ha fatto piacere, non essendo io un esperto o un patito delle produzioni del terrore, trovarmi a leggere un’opera leggera, ma al tempo stesso accurata, che non assume il tono del saggio, tono che forse mi avrebbe annoiato, e che neppure infligge palesi caustiche ironie, che forse mi avrebbero offeso.

Candida riesce anche in questo ennesimo libro a sorprendermi. …Ammetto di essere un lettore perennemente affamato e di considerarmi facile da sorprendere. Considero un valore la sensazione di ingenua sorpresa che come lettore ricerco. E questo anche se il tema di quel che leggo impone all’autore un certo ritmo e la permanenza entro i limiti del tema o del genere stessi. La sorpresa nello specifico è una bella sorpresa. La narrazione nel libro, secondo me, è sempre in equilibrio sostanziale senza mai cedere allo sberleffo del lettore appassionato del genere e senza mai eccedere nell’analisi esteriore, seppur romanzata, delle tematiche e dei relativi sviluppi. …Mi è difficile spiegare: quel che voglio dire è che come lettore ho trovato offerta l’ovvietà (ad esempio è ovvio che dove c’è un cimitero prima o poi salti fuori almeno qualche zombie o fantasma, anche se nel libro… bene, non posso svelar nulla, ovviamente) senza che tale ovvietà mi venisse presentata come tale, e cioè ovvia, in maniera disturbante o pedante, ma al contrario con una apparente complicità tra l’io narrante e il lettore.
La quarta di copertina recita "A metà tra tributo e parodia, un racconto pop che rivisita i B-movies e i fumetti di genere, per una rilettura dell’horror e per riscoprire il piacere di avere paura".
Assai raro, a mio modesto parere, è trovare presentazioni così sintetiche e così veritiere in una quarta di copertina. Il racconto non abbonda in citazioni e ruota attorno ad una piscina che, detto tanto per dire, credo esista realmente (senza mostri, se ben ricordo, anzi tutt’altro: ai tempi si diceva che era un posto pieno di gnoc… di graziose ragazze; infatti il racconto inizia proprio…).

Leggendo, a un certo punto, mi è venuta in mente la dimora fortificata in cui entra la maschera della Morte Rossa in un racconto di Poe. Spero non se ne abbia a male il fantasma del vecchio Poe, ma una citanzioncina da quel suo racconto del terrore mi pare appropriata a descrivere le pagine di "Il mostro della Piscina":
"C’eran figure di assoluto arabesco fornite di membra spropositate, in assurdo equipaggiamento. Immagini di delirio come potrebbero uscire dal cervello di un pazzo. C’era del bello, del licenzioso, del bizzarro, un po’ di terribile anche, ma soprattutto cose che destavano ripugnanza. Era una moltitudine di sogni che camminava impettita per le sette stanze. E si contorcevano, codesti sogni, per ogni verso, cambiando colore col passare da una stanza all’altra, mentre la musica dell’orchestra sembrava l’eco dei loro passi."
Il libro non è diviso in stanze e neppure in capitoli. Invece è diviso in ventidue tavole: come i fumetti. Quasi potrebbe trattarsi di una sorta di sceneggiatura per un libro a fumetti (o un graphic novel che dir si voglia).

Da un punto di vista pratico il libriccino mi sembra un prodotto solido, stampato bene sopra una carta non abbagliante e senza errori di stumpa. Potrà apparire una annotazione superflua, però data la recente fondazione della casa editrice mi pare cosa buona e giusta anche l’aver speso due parole in suo favore (evidentemente cura i propri prodotti e ha scelto lo stampatore con attenzione). In una editoria fatta in gran parte da golem fetenti, cadaveri indemoniati, stregoni maligni, insetti giganti, virus rinstupidenti, meretrici lerce e le buone care sempiterne cagate pazzesche è un grande sollievo trovare cortesi eccezioni. …Tanto per fare un esempio contrario: ho appena finito di leggere alcuni vecchi romanzi "di 007" editi nei primi anni sessanta del secolo scorso da Garzanti e sono stati in grado di incrinare la considerazione che avevo della casa editrice (un solo esempio tra i tanti: borbotto sempre verso quelli che scrivono po’ con l’accento, anche se oramai si avvia a diventare un cambiamento della lingua malgrado gli ostinati come me, e poi scopro che quello che all’epoca era solamente uno strafalcione si trovava già in romanzi popolari editi da un editore considerato, da me, serio e autorevole). In compenso ho scoperto con piacere che James Bond legge e apprezza i romanzi di Rex Stout).
…Ho divagato

Collegato al libro di Marco Candida è stato realizzato in collaborazione con Intermezzi Editore e a cura dello stesso Marco un sito letterario basato sull’espediente di porre in vendita oggetti horror.
WebSite Horror ("oggetti stregati a prezzi stracciati").
Il venditore racconta la storia legata alla cosa che mette in vendita. Alcuni racconti li ho trovati delle buone e soddisfacenti letture (e non solo tra quelli di autori già pubblicati). Se sulle prime la navigazione tra le proposte mi è parsa un poco inutile, poi ha iniziato a divertirmi e ha contribuito a mantenere desta la mia curiosità (ho continuato a ripetermi inutilmente "ne gusto ancora uno e poi basta" come quando mi trovo davanti a un vassoio di ciliegie e tento di fermarmi).

Una nota di chiusura:
Seguo in blogosfera Marco e Chiara (l’editore) da anni. Per questo voglio precisare che il libro l’ho comprato ordinandolo via email, assieme ad altri due titoli in catalogo, alle condizioni di vendita proposte a qualsiasi altro acquirente.
Ne ho digitato in proposito per svagarmi, perché un portatile, un posacenere e un bicchiere di caffeina solubile accanto alla portafinestra, aperta in una fresca corrente d’aria, erano una tentazione invincibile in una domenica mattina quasi estiva in cui la voglia di andare in piscina, comprensibilmente, mi attanaglia invece di solleticarmi.

Infine, tratto da pagina 49:
"Soprattutto, però, i contorni delle immagini diventano sfocati, confusi, si offuscano e il cuore prende a martellare all’impazzata come se ti ritrovassi nel petto il batterista dei Pantera munito di doppia-cassa e doppio-rullante. Un incubo: non si può dire altrimenti."

2 Commenti
  1. [...] Qua. [...]

    di Intermezzi BLOG! » Blog Archive » Il mostro della piscina letto da Gattostanco — 21 giugno 2009 16:58


  2. Gattostanco recensisce Il mostro della piscina…

    Qui. …

    di Marco Candida — 21 giugno 2009 18:42


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