1 luglio 2009
I nomi delle vie della Superba
La settimana scorsa Placida Signora ha pubblicato uno dei suoi splendidi e superbi interventi dedicati alla genovesità. Una genovesità pratica e poetica al tempo stesso raccontata questa volta attraverso i nomi delle strade di Genova.
L’ha dedicato a Blimunda, Marco (milanese aspirante genovese; prova del fatto che chiunque può aspirare a migliorarsi, persino un milanese :D), al sottoscritto e a tutti gli stranieri in terra straniera.
Quando penso "a casa" penso a dove abito ora.
Quando penso "a casa mia" resto un po’ spiazzato e non riesco a decidermi. A seconda dell’umore e delle circostanze mi viene in mente una "casa" diversa tra le varie case che ho considerato tali in diversi luoghi e tempi.
Mia moglie invece è cresciuta ed è vissuta sempre nella stessa casa tra le risaie in un piccolo paese di cento anime (forse giunse a duecento nei tempi andati).
Considera "casa sua" quella in cui ha abitato per decadi e questa dove abitiamo adesso.
E allora?
Io ho smesso di imparare i nomi delle vie, mentre mia moglie li conosce tutti.
Io se voglio indicare una via prendo il punto di riferimento più vicino lungo una strada (riferimento che immagino conosciuto dall’interlocutore) e poi m’arrangio a partire da quello, così da non stancare la mia scarsa memoria a memorizzare nomi che un giorno potrebbero non servirmi più. Mia moglie invece conosce la toponomastica di Pavia, di un paio di cittadine della provincia e di svariati paesotti. L’ha imparata inziando fin da piccola e dopo quarantacinque anni tutti quei nomi le servono ancora. Vive le stesse zone da sempre.
Un po’ la invidio: i nomi delle vie e delle piazze che io ho imparato da bambino e da ragazzino invece giacciono da tempo inutilizzati nei meandri dei miei ricordi genovesi.
…
Post scribacchiato sopra un notes in treno e tagliuzzato parecchio.
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Perché inutilizzati? Forse un giorno potranno venir bene….;-*
di Miti' — 1 luglio 2009 13:19 -
Oh! ciao!
di francesco — 1 luglio 2009 23:30
Stavo riordinando il libro sulle suocere. Posso mandarti il pezzo del Tao per vedere se ti sembra ok?
Francesco -
Francesco, manda manda… ma, e scusa se mi ripeto, le condizioni per il mio anonimato restano le stesse :)
Miti’, “forse” “un giorno”… Anche se probabilmente non sarei più in grado di vivere in una grande città anche se si trattasse di Genova :D
di gattostanco — 2 luglio 2009 09:16 -
Io sono come te: ricordo i nomi di caruggetti impensabili, ma continuo a perdermi a Milano dopo dieci anni e a non ricordare neppure i nomi delle vie più note. Credo sia una questione di memoria affettiva. E dopo appunto dieci anni, un matrimonio e una figlia, continuo a dire “vado a casa” quando inforco la A26…
di Blimunda — 7 luglio 2009 02:27
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