4 ottobre 2009
Famiglia, lavoro …e il gatto non blogga
Quanti post incompiuti salvati nel file dimenticatoio, invece che nel blog.
Baggianate, letture e riflessioni intime.
Povero blog, sembra abbandonato.
L’adoro, non l’abbandonerei.
Gli altri scrivono tanto e bene e il tempo non basta mai.
Famiglia, lavoro e le solite cose.
Spolverare, insaccare e riportare in cantina i ventilatori, ad esempio, appare nella to-do list in posizione prioritaria rispetto al blog. Che dire in proposito a mia discolpa privo della minima motivazione ad argomentare l’assenza dal blog se non, appunto, le solite cose come famiglia e lavoro? Nulla. Il peso non viene alleviato da alcuna scusa. Eh, ci vuole pazienza con me stesso. Sono molto indulgente con me stesso. Non sarei un gatto, altrimenti.
Ho letto un sacco. A volte un sacco della spazzatura. Ma molte cose meritevoli. Che bello leggere. Peccato solo che lo spazio non basta mai.
Sono in un periodo criticone che mondo immondo e desolato. Ma mi diverto un mondo.
Il lavoro mi costringe a vedere un sacco di gente. A parlare con un sacco di gente. Scrivere, o nel mio caso digitare, mi appare estremamente facile al confronto. Non sono un gatto sociale, nel caso esistessero. Spero di essere comunque socialmente utile.
La gattoconsorte resta superfantastica e stiamo benone insieme. Ieri, per dire, siamo stati vicini vicini abbracciatini sul divanuccio a guardare la tele come ai primi tempi di quando ancora l’andavo a trovare a casa e devo dire che siamo un po’ vecchi e anchilosati per certe cose romantichine e quindi poi abbiamo patito un pochino di maldischiena :D
Ecco fatto.
Pare proprio un bel post :-)

