15 febbraio 2010
A giocare su Marte (impeditus locus)
A quarant’anni, scoccati nei giorni scorsi, mi diletto ancora a citare le sigle dei vecchi cartoni animati per titolare un post. Però per aggiungere un tocco di latino devo alzarmi e andare a scartabellare un vecchio vocabolario: tutto come allora.
Su Marte, tanto per sentirmi utile ai marziani e non sembrare soltanto uno che pigia il muso sullo schermo di un computer tutto il giorno, mi occupo degli alieni che arrivano dal resto del sistema. Attività alquanto strana e qualche volta persino gratificante. Una specie di impiegato amministrativo part-time dei Man …Marziani in Black.
Nel mentre, sulla Terra, mia suocera è diventata mia vicina di pianerottolo. Al proposito sarebbe inutile sottolineare che "101 modi per combattere il tuo nemico acquisito: tua suocera" di Francesco Cagno è diventato il mio attuale testo di studio. Del resto ieri era San Valentino, ma -come tutti gli altri giorni dell’anno- era ‘anche’ santa suocera.
Ora basta giocare o digitare, dovrei farmi la barba. Dovrei.

