Archivio per la categoria 'Blog'

15 novembre 2007

Una blogger alla corte della Societ

Capsicum dal Congresso della Società Italiana di Cure Paliative.
Copio e incollo:
"Ho raccontato l’esperienza di blogger mia e di Giorgi di Il mio Karma. Sette minuti. Tanto per darvi un’idea. Qui nessuno conosce il Web 2.0" (qui)
"In compenso la religione si infiltra. Commuove e suscita plauso la beghina amorevole che cita Lourdes e racconta lacrimevoli istorie" (qui)
"Persino gli operatori sanitari sperano che Chiarafalce gli mandi un preavviso…" (qui)

E incollo da un post di Giorgi:
"a quanto pare il fatto che un paziente abbia un blog viene interpretato solo come pericolosissimo tentativo di cercare informazioni ‘non controllate’ sulla propria malattia. Meno male che non ci sono andata, altrimenti mi sarei arrabbiata molto,"

gattostanco @ 10:12 - Commenti (0)

Una blogger alla corte della Societ

Capsicum dal Congresso della Società Italiana di Cure Paliative.
Copio e incollo:
"Ho raccontato l’esperienza di blogger mia e di Giorgi di Il mio Karma. Sette minuti. Tanto per darvi un’idea. Qui nessuno conosce il Web 2.0" (qui)
"In compenso la religione si infiltra. Commuove e suscita plauso la beghina amorevole che cita Lourdes e racconta lacrimevoli istorie" (qui)
"Persino gli operatori sanitari sperano che Chiarafalce gli mandi un preavviso…" (qui)

E incollo da un post di Giorgi:
"a quanto pare il fatto che un paziente abbia un blog viene interpretato solo come pericolosissimo tentativo di cercare informazioni ‘non controllate’ sulla propria malattia. Meno male che non ci sono andata, altrimenti mi sarei arrabbiata molto,"

gattostanco @ 10:12 - Commenti (1)

7 novembre 2007

Sei anni di gone verbose

Il blog di Gaspar Torriero ha compiuto sei anni.
E in tanti ancora si domandano: "Tutto ok, ma gone verbose che è?" …divertendomi molto.

Per l’occasione due post da incorniciare.

Questo dove scrive:
"Ieri sera Massimo Razzi, vice direttore di Repubblica, ha parlato per più di un’ora davanti a una folta platea di buffi pupazzi e ha detto cose interessanti. [...] La tecnologia ha funzionato in modo accettabile, a parte un attimo di panico in cui Giuseppe [Granieri] è diventato afono e poi è sparito."

Quest’altro dove scrive:
"Facebook ha cominciato a vendere la sua community alla pubblicità."

gattostanco @ 15:56 - Commenti (0)

27 ottobre 2007

Secondo Piano, di un editore

Un blog che come sottotitolo ha ‘Vita in CE’.
CE significa Casa Editrice.

Secondo Piano

Non ho neppure capito come si chiama la blogger (la firma è un admin di default senza l’uso di uno pseudonimo).
Tutto il resto, a parte l’avere inserito queste mie pagine nei suoi link, è semplice e spettacolare al tempo stesso.
Lettura ideale per eterni aspiranti scrittori, segretarie editoriali improvvisate, traduttori amatoriali di lingua zia acquisita, editor nati per scrivere e non per riscrivere, e blogger della serie "io l’ho scritto bene, siete voi che l’avete letto male!".
Una blogger calma, pungente e precisa nei testi.
Ha iniziato da poco questa nuova avventura in blogosfera. Evidentemente non le bastavano i manoscritti e ne vuole altri (eheheh -scherzo, ma non del tutto-).

La prima impressione: credo sia quel genere di donna che s’inabelbera subito se le si dice che ha due (OO) grosse così. Giustamente.
Mi ha messo addosso entusiasmo: forse potrei mettermi a scrivere un romanzo anch’io :D. …Al terzo giorno di dieta (‘dieta’ per modo di dire) sragiono completamente.

gattostanco @ 19:29 - Commenti (0)

22 ottobre 2007

Megapost: Da blogger a blogstar

Verrà il giorno in cui potrò vantarmi di avere digitato a proposito di Vipera76 (anche prima di adesso) contribuendo alla sua ascesa (anche se il contributo non è reale, un link resta pur sempre un link ;D e non si butta mai via).
Oggi Vipera ha inserito un allegro post su come diventare una blogstar.

Un passo indietro. Se sono considerato un geniaccio pavese (lo scrive Francesco in questo post un po’ strano. Nota al visitatore pavese eventualmente offeso dall’ipotesi che io possa essere ritenuto un genio di città e provincia: non sono nato a Pavia, quindi non abbasso la reale media cittadina) …e se Vipera mi piazza in blogosfera tra quelli importanti, forse dovrei rivedere i modi della mia presenza in rete con questo pseudonimo (nota al visitatore occasionale: sono stato a un solo barcamp, lo ZenaCamp, e delle classifiche ogni tanto vado a vedere quali sono i temi caldi o i blog belle mie parti senza passare dai numeri e anzi mi capita da sempre di prenderle un po’ in giro dal quel punto di vista).

Vipera affronta la questione di come scalare i gradini della blogosfera con impeto sbarazzino a non finire. I suggerimenti sono marcatamente di carattere femminile. E se*y.

Alcuni punti presi in esame sono forzatamente generosi di parole chiave per Google, a mio parere. D’altro canto attirano il visitatore maschietto a proseguire nella lettura del post e lo fanno sorridere. Essendo un post didascalico la blogger non rischia di sembrare sguaiata, pur difettando un pochino di sapiente malizia e dicendo pane al pane e vino al vino senza mezzi termini (ma con misurata onestà lessicale).

Ne ho letti altri di simili elenchi di consigli, ma questo mi pare ostenti una certa classe nel restare sul filo del rasoio nell’essere superiori ai propri visitatori senza tagliarsi nell’apparirlo troppo.

Suggerisce di commentare i blog con un certo volume di visite (non di pensiero) e questo pare ovvio. A questo però aggiungo un particolare a mio modesto parere importante del quale ho potuto rendermi conto direttamente sulle mie pagine: Vipera non soltanto si limita a commentare, ma presenta il raro pregio di dimostrare di leggere quel che commenta. In parole povere, non è mai caduta nell’errore, assai frequente nelle giovani leve della blogosfera, di far capire che i suoi passaggi sono finalizzati -o potrebbero esserlo, dandole il privilegio del dubbio :D scherzo- ad attirare l’attenzione del blogger e degli eventuali altri commentatori o dei visitatori che seguono anche i commenti. Inoltre non si è stancata e ogni tanto ritorna quasi a palesare un reale interesse (che sia vero o meno, a parte gli scherzi nel contesto del presente post non ha importanza, perchè descrivo le impressioni che ha destato in me e non il fatto che possano essere reali o no).

La scelta delle blogger e dei blogger dei quali cercare lo sguardo fatta da Vipera è assai gagliarda. Probabilmente l’unica eccezione sono proprio io. Questo blog gode immeritatamente di un certo PageRank (almeno così era l’ultima volta che ci feci caso) e questo è potenzialmente un bene per chi ne viene lincato. Ma dal punto di vista degli argomenti e dei "lettori" reali credo esistano differenze sostanziali tra i nostri due blog. Del resto, penso sia poco discutibile, è anche pur vero che un blog dove certe parole del gatto vengono asteriscate possa essere visto (foss’anche per caso o errore) da persone che ogni tanto hanno desiderio di letture un poco più smaliziate. Anzhe se in realtà, fino a questo momento, Vipera non ha realmente affrontato alcuni temi ai quali accenna nei suoi suggerimenti.

Attesta come un lusso il dichiararsi accoppiati, in special modo per una donna blogger in scalata. Acutamente per corroborare questa tesi porta a esempio tre blogger uomini dai blog piuttosto diversi fra loro (eio, Livefast e il sottoscritto). Ritengo in realtà possa essere un aspetto legato al target di riferimento primario che si intende raggiungere nel vasto panorama dei visitatori: per un uomo avere una moglie (o compagna o fidanzata o morosa o quel che è) è un po’ come avere una divisa, ha il suo fascino; per una donna avere un marito (…o quel che è) è un po’ come avere un cane, resta pur sempre un argomento di conversazione spicciola.
Non mi dilungo a cogliere la sottile differenza tra chi si dichiara accoppiato e chi si dichiara innamorato.
Il riferimento al lessico osceno è senz’altro d’aiuto. Per quanto un eccesso di inglesismi mi pare inopportuno e freddo in certi ambiti. Manca, d’altro canto e a mio pensiero, il riferimento alla conoscenza di un livello minimo di gergo blogosferico. Espressioni "gergali" e/o blogosferismi (a mero esempio ‘feed’, ‘template’ o ‘Technorati’) sono indubbiamente utili per comprendere gli altri e non rischiare di apparire newbie (o noob) che per definizione è l’antitesi della blogstar.

Suggerisce di agganciare e chattare con i blogger giusti. Fortunatamente io non uso GTalk, altrimenti scoprirei di non essere giusto :D …Sono della vecchia scuola e credo nelle lettere e non nei messaggi. Tra l’altro, non mi stancherò mai di ripeterlo, ho sempre risposto alle rarissime lettere di ammiratrici declinando fermamente qualsiasi offerta (anche se probabilmente si trattava di scherzi beffardi) con la semplice ragione d’essere innamorato (chiude il discorso e la corrispondenza). Comunque quello di attaccare bottone e cinguettare allegramente penso sia un buon consiglio. Senza farsi prendere dall’entusiasmo e senza arrischiarsi a pose o atteggiamenti troppo equivocabili o particolarmente espliciti.

Non concordo sul consiglio di criticare a pera BlogItalia o BlogBabel (con ‘a pera‘ intendo ‘a caso’). Il rischio è quello di sparare delle emerite stron*ate senza avere consapevolezza di quel che si dice. Mi spiego: se tocco un argomento facilmente suscettibile di polemica posso probabilmente affermare delle stron*ate pazzesche, viste le mie scarse capacità espositive e di comprendonio nel mio caso praticamente è una certezza, ma presentano ai miei occhi una base ragionata che tento di offrire allo sguardo altrui; se questa base non esiste il blogger rientra nella larga schiera che blatera e blatera (a presceindere dalle stron*ate condivise) senza che le altre blogstar possano accoglierlo nelle loro olimpiche vette come un pari degno di rispetto (ma soltanto ricco di seguito da parte di visitatori storditi dal blaterare, ma privo di uno zoccolo duro di visitatori svegli e pronti a sostenerlo intenzionalmente e consapevolmente)… forse mi sono arrotolato sopra quel che volevo dire. Ha poca importanza.

Come strumento di social network da usare dietro le quinte della blogosfera Vipera suggerisce Twitter. Come ho recentemente postato, personalemente non riesco ad avere una navigazione soddisfacente di Twitter attraverso il web, indi per cui sono fuori da certi giri. Però sostengo apertamente questo suggerimento (almeno per qualche mese ancora, prima che diventi solamente una succursale sterile e che le conversazioni ”’vere”’ si trasferiscano altrove in luoghi meno affollati). A margine segnalo che alcuni blogger sono assai piè stimolanti nel twittare che nel bloggare. Inoltre si vengono a sapere un sacco di cose in anteprima e bla bla bla. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal riuscire a seguire il flusso enorme e continuo di immani ca**ate per setacciare le informazioni e cogliere le occasioni.

gattostanco @ 15:36 - Commenti (0)

18 ottobre 2007

Minipost: ciclisti urbani

Ciclisti che vanno (contro un suv) di mammina
Ciclisti che vengono (contromano) di ladylioness

gattostanco @ 12:22 - Commenti (0)

13 ottobre 2007

Blog cinematrografici impossibili

Oltre ai blog letterari impossibili (qui) è partita la caccia ai Blog Cinematrografici Impossibili.
E’ semplice e divertente…

-il titolo di un film:
Il pianeta delle scimmie (di F.J. Schaffner -e non certo, a mio parere, il bruttino film di Burton con lo stesso titolo-)
diventa
-il titolo di un blog impossibile:
La blogosfera delle scimmie
o
Il pianeta dei blogger
Soltanto per fare due esempi.
…Divertente e piuttosto interessante come passatempo.

Dove?

da Ted in questo post
e
da Maia in questo post

gattostanco @ 17:53 - Commenti (0)

9 ottobre 2007

Foto, cammin facendo 2

Oggi apre PhotoWalk.it (ne digitai qui)

A cura di Palmasco, Samuele e Tambu.

"Ancora non sappiamo dove ci porterà il vento creato da questo progetto: la passione per la fotografia e la rete però esistono e sono forti, terribilmente forti. Ispirati da questa energia creativa vogliamo divertirci, divertire e, se possibile, insegnare."

…L’avevo detto che avrei avuto occasione di imparare qualcosa :)

gattostanco @ 01:43 - Commenti (0)

6 ottobre 2007

Giorgio Tesen, Apologia del Vuotidiano

Un post scomodo. Insolitamente.
Giorgio Tesen a mio inautorevole e personale e interessato parere basterebbe un punto. Dovrei. L’ho faccio ora: non posso farlo spesso. Idolatrarlo.
"Ido" da idolo
E
"Latrarlo" da latrare
Latrare nell’accezione letteraria (De Mauro) di parlare sconsideratamente. Io misero non poso certo pretendere di digitarne in proposito se non, appunto, sconsideratamente.
Donde viene il mio blaterare (latrare, letterario, De Mauro e in somma blablabla)?
Boh.
Ma a me piace come scrive e quasi sempre quel che scrive sul suo blog. E non si merita ne scriva io.
Chissiadavvero non saprei. Spesso i suoi interventi sono impresa improba a volerli commentare. Come se non abbia provato. Mi arrotolo su me stesso in preda all’inquietudine di non riuscire a esprimere sintetici i pensieri nati dal leggerlo. Un mare bollito da lampi e fulmini e saette (che poi sono stessa cosa suppergiù, da non confondere con Superciuk) che mi friggono e resto naufrago, stanco e senza parole da scalpellare sulla tastiera avvinto e vinto dallo sfolgorio be’ adesso basta che mi stavo dilungando.

Ha questa mania di mischiare il profano all’apparente volgarità. Se non rischiassi di apparire blasfemo, scriverei che
Naturalmente non l’ho scritto. Qualche donna nuda lincata ( e in qualche caso mostrata) non ha mai fatto male a troppi. Di certo, anzi spero, di suo non guadagna a parte forse con lo sguardo. Letteratura e racconti e libri e nudi da sempre van’ d’accordo e persino a braccetto (poi cosa facciano tra loro, io preferisco non rivelarlo al benpensante eventualmente di passaggio. S’intuisce).

L’ultimo suo racconto sembra reale. Certo è verosimile. Insostenibile allo sguardo. La quotidiana esistenza mediatica putreffatta davanti al lettore nel personaggio alla ricerca di un’estasi gran lusso e nel banditore dell’asta no, no, non degli orrori. Il racconto di Tesen diventa il ‘quando’. La vendita e l’offerta del pacchetto tutto compreso sono l’orrore. Tragica e pura e disadorna rappresentazione del degrado non solo morale, ma anche etico (che abbia un significato quel che ho appena digitato?). Di sicuro esagero.
Descrive la rabdomanzia alla ricerca dello schifo, ma proprio schifo, umano diffusa come hobby subumano e rilassante esperienza cognitiva ipereccitata e superinformata.
S’intitola Turismo Noir e tocca luoghi, eventi e persone visti da tutti. Analizzati e scrutinati sequenza dopo sequenza con attenzione e riepiloghi e partecipazione (anche il più candido nel superare il limite della decenza si trova catapultato a partecipare), si sono vissuti per interposte persone -spesso lugubri figuranti-. Anch’io non mi assolvo dall’aver partecipato.

M’ha scritto Giorgio. Mi ha lasciato il link e nemmeno un leggilo. Non me lo ricordo, ma credo sia la prima volta che accade. Mi ricordo di quando mise una sorta di immaginetta che mi raffigurava sul suo blog. Ma che mi scrivesse no. Ma ho una memoria pessima. Mi ha lasciato il link da solo senza nemme ah no questo l’ho già detto …Fare questo equivale, alla mia casella elettronica, a sapersi mandare a quel paese. Ma in questo caso mi emoziono. E mi chiedo cosa sarà. Dopo averlo mandato a quel paese, ovvio s’intende. E allora vado a leggere quel che mi ha segnalato. Un suo racconto. Tutto tutto e proprio tutto senza un ‘a capo’ penso uno almeno poteva piazzarlo da qualche parte. Non troppo lungo.
Parto a leggere. Inziare a leggere è un po’ come partire. Non è un racconto lungo. E presto mi rendo conto che non è come partire per scendere a buttare la spazzatura, è come partire per andare a comprare il giornale (e sono anni che non compro giornali costantemente e me ne vanto: tutte boiate ricamate malamente attorno ai lanci delle agenzie anche se si tratta di una opinione, la mia in questo caso). Ma all’edicola non arrivo. Era solo per fare un esempio, per creare una immagine. Abitudine mista a curiosità. E non mi accorgo dell’assenza degli ‘a capo’. E me ne rendo conto solo ora.
Quel link suona sfocato come un non correre per le scale nel momento dove inizia la caduta. Sono caduto sul racconto e riecheggia quel suo avviso e penso aveva ragione e invece ho fatto tre o quattro capitomboli prima di arrivare in fondo. In un attimo. Corto ruzzolone contundente alla sensibilità.

Ecco, prescindendo da queste mie parole gazzarra maldestra e notturna e sguaiata (nel senso di scomposta): visitare ‘il blog che vanta diversi tentativi di imitazione di cui questo è l’unico non riuscito, parole sue che mi giungono paradossali (qui) rende migliori o più intelligenti, uguali non si resta (almeno quelli sono gli effetti che subisco io ogni volta che un suo post mi appare nell’aggregatore e lo leggo. Putroppo non riesco a trattenere persistenti tali conseguenze e ritorno uguale: colpa della mia memoria).

Quando il giorno del Blog Day mi mise a capotavola dei suoi cinque blog da consigliare, ebbene io ebbi il torto di non avere il coraggio di rispondere.Abbuffai vigliacco il mio ego. Nascosto in un no comment difendevo il mio blog. Come potevo rispondere a: "continua ad essere una delle menti più lucide in circolazione". E persino a "sempre pensieri interessanti con cui confrontarmi, anche quando parla della sua vita coniugata quotidiana"?
Questa notte, infine, mia moglie addormentata, credo di essere riuscito a rispondergli adeguatamente.
Smentendolo categoricamente.

gattostanco @ 03:30 - Commenti (0)

5 ottobre 2007

Amare, amore, domande

[...]
C’è senz’altro un uomo più bello di te
e ne conosco almeno altri venti anche più gentili,
e allora perché solo tu sei diventato
l’uomo del mio cuore?
[...]

di Edna St. Vincent Millay

in questo post di Clelia Mazzini

Non passa giorno senza che mi chieda se amo mia moglie e senza che mi chieda perché mia moglie si ostini ad amare me.

gattostanco @ 11:08 - Commenti (0)

3 ottobre 2007

Gongolorollolo

Orazio ha deciso di farmi un regalo musicale (dedicato a chi ascolta le sigle dei cartoni animati in auto).

Intermezzo. Giumbolo.

Grazie!

gattostanco @ 11:02 - Commenti (0)

30 settembre 2007

Le blogger ieri, oggi e domani

il Blog è l’unica cosa che sia rimasta con me negli ultimi quattro anni. Il Blog e le persone che ho conosciuto partendo da qui (o da "casa loro").
DElyMyth in Quattro Anni.

parlando di tutto qui, quali argomenti mi restano per una conversazione originale? Potrò mai più dire una bugia?
Elena in Ho voluto il blog?

Continuate a seguirmi se vi va.
2 anni sono ancora pochi…
Catepol in Catepol Compleblog

gattostanco @ 10:16 - Commenti (0)

25 settembre 2007

Dorama? Doramisti Anonimi!

Sono incappato in un brevissimo e criptico post di TheQueenMab. Facce da dorama? Doramiste?

Seguendo la blogger da tempo, ho pensato si trattasse di qualche nuova giapponesata (le foto lincate nel post non sono esplicative). Non ho compreso di cosa si stesse parlando: evidentemente la mia lenta lettura di ‘Ore Giapponesi’ (recentemente regalatami da una coppia di persone a me care per aiutarmi a capire un poco il Giappone oltre gli stereotipi o il museo Chiossone) non sembra dare buoni risultati, quindi devo applicarmi.

Spinto dalla curiosità ho fatto una ricerchina in rete. Da quel che ho capito con dorama si intende una miniserie televisiva prettamente orientale e senza un genere preciso.

Esiste un blog, Doramisti Anonimi, dove ho trovato fan scatenate, link, informazioni, recensioni, trame, file e altro.
E pensare che io sono fermo ancora a Antonio Inoki, i cartoni, le calzette arrotolate, gli addetti della metropolitana che spingono i passeggeri dentro i vagoni, gli inchini, l’Imperatore… (ieri sera, a proposito di imperatori, zappando la tv da mammaRai ho visto Pippo Baudo chiedere a Mike Bongiorno se si ricordava i tempi in cui portavano il parrucchino) …Ma poco a poco mi aggiorno.

gattostanco @ 15:05 - Commenti (0)

22 settembre 2007

Megapost: Giavasan e le blogstar

Come moltissimi sanno, Giavasan è un noto dispensatore di perle cultural-underground webbiche. La blogosfera, se non ha qualcosa di interessante dal punto di vista visivo, musicale, artistisco o semplicemente stimolante all’intelletto la evita. E infatti la evita quasi sempre. I suoi post sono informativi, briosi e concisi trampolini verso un tuffo nella rete ricca di soddisfazione delle sue passioni (e di quelle dei suoi visitatori). A volte ho trovato cose affascinanti e altre volte strambe forti, eppure considero meritevole ogni suo singolo post (per quanto all’apparenza privi di una catalogazione sfogliabile, fatto questo che, a mio sindacabile parere, li rende effimeri e provoca il tipico stress da "Ma porcaccia mi ricordo benissimo che l’era da qualche parte da Giava’ quel robo strafenomenale e ora come me lo trovo che non mette neppure una stramer** di parola di presentazione e come lo trovo ora?" che prima o poi capita, io credo, a chiunque segua per un certo tempo Giavasan).

Chissenefrega?

No assolutamente. Infatti questa mattina trovo nel suo blog un suo intervento testuale, questo è già un evento piuttosto insolito, dedicato alle blogstar, e questo è già un evento estremamente insolito:

I Comandamenti delle Blogstar

Il solito decalogo?

No. A prima vista si tratta del solito decalogo tra l’ironico e lo strafottente dedicato a chi blogga, o crede di bloggare, a petto in fuori e pancia in dentro (espressione obsoleta del gergo militare) per certi versi. La differenza sono alcune importanti novità, o per meglio dire puntualizzazioni che si possono intravedere all’interno (o forse no e questa mattina ero comunque dell’umore giusto per investire del tempo a digitare un inutilissimo megapost sghignazzando un pochino).

1
-Non parlerai mai male delle Blogstar
L’apoteosi dell’essenza stessa di una blogstar. La doppia negazione, per quanto accettata comunemente, presta il fianco a opposte interpretazioni, che generano discussione o salvano la blogstar dal prendere una posizione precisa (o come le migliori blogstar sanno, le offrono l’opportunità di variare tale posizione con grazia o rudezza a seconda del partne… a seconda delle circostanze, o di mantenerla con ostinata consapevolezza seppur vaga e interpretabile da ogni visitatore a proprio vantaggio e soddisfazione).
Inoltre il riferimento al parlare è indubbiamente riferibile alle occasioni di incontro personale dal vero tra blogstar.
Questo cosa significa?
Semplice: sul blog tutto allunga o condisce il brogo primordiale della blogosfera alimentante l’esistenza della blogstar, ma dal vero tutto cambia.
Personalmente mi è accaduto di mostrarmi critico verso una blogstar, o più soavente di non leggerla neppure.

2
-Per brevi periodi adotterai il Plurale Maiestatis
Adottare il ‘plurale maestatis’ significa usare il "Noi" al posto di "io" (usato in tempi antichi dai regnanti e in tempi moderni dai leader di partito). Da non confondere con il Plurale Uxoris usato dalle mogli (esempio: la moglie dice all’amica "Noi questa estate abbiamo deciso di andare in Trentino", mentre il marito è ancora convinto di andarsi a spaparanzare in spiaggia a vedere passare qualche bella figliola).
Adottare il plurale rafforza il significato, l’origine e l’estetica di un messaggio. L’abuso genera curiosità e prese in giro, quindi solo le più accorte blogstar lo usano con disinvoltura.
Personalmente evito il plurale ritenendolo fonte di possibile confusione date le mie scarse capacità espressive.

3
-Rifiuterai sdegnato la propagazione di un meme, linkando il mandante
Con meme si intende sia una qualsiasi catena di santantonio blogosferica e sia una folgorante segnalazione e/o opinione. Più comunemente si intende una catena.
La blogosfera vive di meme. Più o meno intelligenti e/o interessanti a seconda del blogger che li prende in esame prima ancora di digitare un post. La blogstar, per definizione io credo, diffonde i propri meme e soltanto raramente può concedere benevolenza nel riportare un meme altrui alla propria bolla blogosferica. Si tratta di un gioco di equilibrismo. Alcune blogstar vivono solamente di meme altrui senza quasi mai citare l’origine e riescono a farsi imitare dai propri visitatori senza che quest’ultimi abbiano desiderio di appropriarsi delle fonti dirette.
Personalmente ho sempre risposto, mi pare, alle sollecitazioni esterne delle catene blogosferiche. Purtroppo devo ammettere non solo di non essere un emettitore originale di meme in senso di segnalazione e/o opinione, ma addirittura di non averne capiti alcuni girati per la blogosfera. Uniche eccezioni e fonte di fierezza nei confronti di mia moglie (che alzò persino lo sguardo per farsi ripetere, e quindi ascoltare davvero, quel che le stavo dicendo) furono una filastrocca e una raccolta di link (che comunque non possono essere ritenuti a pieno titolo dei meme).

4
-A intervalli prestabiliti ti erigerai a conoscenza
Fondamentale.
Il presente post è un chiaro tentativo di erigermi a conoscenza. Saltuariamente, e nel limite delle proprie conoscenze, è opportuno per la blogstar che intenda mantenere il proprio status, quello di mostrare conoscenza. Il visitatore disinteressato non salterà il post preferendo cercarvi a colpo d’occhio le piccole intersezioni di ironia abertuelata per sollazzarsi, mentre il visitatore interessato potrà ricevere conoscenza e persino commentarla. Erigersi a conoscenza nei giusti modi e tempi contribuisce, come si diceva una volta, a fidelizzare i visitatori. L’uso di tale erez… esternazione di conoscenza (ricordo: conoscenza senza la ‘i’), da fare anche usando piccole parentesi in blog di fuffa totale, spero sia ovvio, dovrebbe essere fatto consapevolmente senza arrischiarsi in campi del sapere del tutto sconosciuti (a meno che non siano inventati di sana pianta).
Personalmente ho adottato il sistema del vocabolario, date le mie scarse conoscenze e l’indubbia difficoltà a erigermi, questo non implica alcun problema nell’erigere altro (lo specifico per i maliziosi): apro a caso un vocabolario (il limite delle versioni on line dei vocabolari è appunto quello di non poterli sforagliare a caso) e cerco una parola che possa essere adeguata al mio povero lessico (ad esempio l’altro giorno ho usato ‘inferenza’ in un commento e ho sbagliato essendo parte di una terminologia a me oscura e mai usata in questi anni di blog) e provo a ricamarle attorno una espressione di senso compiuto che possa veicolare conoscenza. Alcuni pensano sia un metodo totalemente inutile e inetto, altri persino lo definiscono scorretto, mentre io lo trovo spassosissimo. In effetti e purtroppo sono dotato di poca memoria e non mi ricordo le parole difficili. Figuriamoci la conoscenza (ogni documentario sui leoni è per me nuovo e ricco di informazioni che presto dimentico).
Note: a volte cado nell’uso di parole sconosciutissime (esempio: propalare, in un commento ieri) o inventate (es: sforagliare) o deformazioni dialettali incomprensibili ai più (es: abertuelata). Quando accade mi perplimo e tafazzo.
Altro mio difetto è l’abuso del congiuntivo (e nonostante questo riesco ancora allegramente a cannare il congiuntivo adorando ogni segnalazione in merito).

5
-Non confonderai in alcun modo perché con perchè
La blogstar si differenzia dal ragazzino semplicemente blogfamoso o dall’aspirante blogstar anche dai particolari (gli accessi e i lettori via feed sono solo una parte di ciò che contribuisce a definire una blogstar che si rispetti).
Perché si scrive perché e non perchè. Conoscere quando è avverbio, congiunzione o sostantivo non serve a scriverlo e quindi non importa.
Personalmente l’accentazione di perché la ritengo un segnale dell’attenzione del blogger a come scrive. La blogstar è sempre attenza ;) attenta a come scrive (persino una faccina inserita o non inserita in un post può fare la differenza tra un post cattivo e un post buono). Oramai sono così abituato da scrivere "perché" anche a penna (é è un modo per fare apparire il carattere ‘é’ nel web che, ricordo, viene sviluppato in luoghi, che alcuni amano definire patria dell’ignoranza specialistica, dove la scrittura non ha ancora raggiunto la bellezza e la completezza, ad esempio, delle lingue romanze e dove gli accenti, insieme ad altre caratteristiche, sono sovente considerati bizzarrie da europei -ah ah ah-).

6
-Né né con nè. (NdR: questo è il comandamento più sottovalutato)
La corretta accentuazione di ‘ne’ è uno dei pilastri linguistici della blogosfera italiana. Se la blogstar conosce, o perlomeno mostra di saperla applicare, la differenza tra né, nè e ne sale ai piani alti dell’olimpo delle blogstar (soltanto tra quelle che hanno una certa proprietà nello scrivere, ovviamente).
Personalmente ne’ meandri di tali questioni non m’azzardo a entrare. Infatti non uso espressioni contenenti parole o particelle la cui accentuazione non mi è chiara. ‘Ne’ ‘sto’ ‘do’ e altre simili ho teso a eliminarle dal mio bloggare non sapendole usare. Piuttosto creo delle perifrasi ridondanti, ih ih ih.
Invece ho la fissazione del po’. Po’ intenso come un poco si abbrevia con l’apostrofo e non con l’accento. Pò è sbagliato, mentre po’ è corretto. …Ma è una battaglia persa in partenza (la lingua cambia ogni giorno un poco) se persino nelle notizie scorrevoli del Tg2 è usato pò (tanto per fare un esempio a caso; in televisione capita sempre più spesso di vederlo scritto con l’accento). Ieri o l’altro, ad esempio, ho modificato un commento che conteneva ben quattro un po’ accentati. Uno lo tollero, due mi infastidiscono, tre mi sconsolano e quattro mi spingono a modificarli. …Comunque mi ripeto: la lingua cambia per i fatti suoi e, in somma, la mia è soltanto una fissazione superflua.

7
-Posterai ogni riferimento al tuo blog da parte di qualsiasi pubblicazione cartacea e/o servizio televisivo
Ovvio.
Anche se nei casi in cui non sia possibile dimostrarlo apertamente si dovrebbero riferire tali riferimenti (di solito i riferimenti sono fatti per dare un riferimento e quindi mi sembra giusto riferirli per riferire quel che riferiscono o a quel che si riferiscono).
Personalmente, che io sappia, sono stato nominato in un paio di saggi (in uno persino citato) e in un paio d’articoli di giornale. E ho contribuito alla tesi di un paio di universitari (almeno un grazie, eh brutte mer*e, niente vero?). E persino sono stato invitato a due trasmissioni (di una ne parlai, dell’altra evitai per pudore). Purtroppo il fatto che mi ostini a salvaguardare un relativo anonimato mi preclude interviste, apparizioni e salite in cattedra.

8
-Sosterrai con passione la superiorità della rete sui network tradizionali
In realtà la vera blogstar è cauta al riguardo. Nessuna superiorità espressa con passione. Piuttosto al giorno d’oggi si predilisce una certa sostenere una sostanziale diversità. Oppure si specificano le aree di superiorità (esempio: il differente approccio nel bloggare a proposito della stampa quotidiana o del giornalismo).
Personalmente detesto il telefono. Credo sia bastante a definirmi senza espormi e colgo l’occasione per, eventualmente, aprire il confronto se il telefono sia un network o no.

9
-Almeno una volta annuncierai di voler smettere di bloggare
L’annuncio può essere esplicito, sottinteso o inespresso. Nel primo caso si apre la conversazione, nel secondo si avvia una discussione, mentre nel terzo si sparisce per un po’ per osservare se qualcuno se ne accorge (eh! Visto ho usato ‘ne’ ;D). Per quanto sia pratica utile, in certi casi potrebbe rivelarsi controproducente nel caso in cui l’annuncio vada a creare commenti e post di compiacimento o, peggio, cada nell’indifferenza.
Personalmente all’apparenza mi è capitato di utilizzare il terzo modo. Non ne ero consapevole, comprendendo questa chiave di lettura col senno di poi. In realtà mi ero distratto un attimino. Mi capita spesso, se non sono concentrato.

10
-Non smetterai
Indubbio.
Personalmente ho tentato, ma non riesco.
…E la mia amata sposa, vecchia moglie saggia e d’esperienza, ritiene sia buona cosa il mio scaricare parte delle mie attenzioni sulla blogosfera piuttosto che a farmi venire comprensibili idee.

Apocrifi: (dai commenti di Orazio e Scuola di ladri al post)

11
-Esisti solo tu, e nessun altro
Concetto principe alla base dell’atteggiamento tipicamente agnostico attribuito alle blogstar che danno rilevanza unicamente a loro stesse e ai propri pensieri. Per esprimerlo in parole comprensibili al volgo dei blogger credo sia utile parafrasarlo alla maniera del Marchese del Grillo: "io so’ io e voi non siete un ca**o".
Il piano dell’esistenza della blogstar è alto per definizione rispetto a a quello dei visitatori. Se è palese che senza lettori la blogstar non esiste (mentre esistono milioni di blogger con scarsi lettori) è altrettanto vero che li guarda dall’alto (seppure appaiano in alcune testimonianze delgi episodi in cui alcune blogstar siano state colte a rimirare i propri visitatori con rispetto e voglia di dialogo).
Ultimamente, però, sembra essere dimostrato che una blogstar per avere rilevanza autorevole nelle conversazioni della coda lunga esterna alla bolla di blogosfera che pienamente si riconosce in lei, deve evitare di porsi apertamente sopra un piedistallo di medio livello come poteva accadere in precedenza. Il piedistallo dovrebbe, preferibilmente, rispecchiare due tipologie: o essere all’apparenza terra terra (la blogstar si rifiuta di elevarsi pubblicamente sopra i suoi visitatori) o cielo cielo (la blogstar si autoeleva a vette inarrivabili di eccellenza e chiaramente considera i propri visitatori membri di una specie inferiore -mai da disprezzare, per mantenere il consenso allargato, e da gestire con pomposa benevolenza o cieca arroganza a seconda delle situazioni-).
Personalmente adoro partire dal presupposto contrario (sebbene a qualcuno appaia indisponente): tutti esistono, tranne me (e infatti mi linco assai di rado).

11 bis
-Copierai post geniali da blog sconosciuti ed estinti ma senza fartene accorgere
Tale pratica sdegnata dall’ortodossia della blogetiquette (o blogtiquette) è un fenomeno esistente, seppur marginale, della blogosfera. La blogstar rischia parecchio in autorevolezza; del resto una blogstar è blogstar mica a caso (a parte forse un paio di, appunto, casi). In ogni caso il tempo impiegato nella ricerca di vecchi materiali da modificare e riproporre è spesso antieconomico da usare nell’economia complessiva di un blog. La vera blogstar non si abbassa a perdere tempo e, se copia, copia da post recenti e se ne frega.
Personalmente sono stato copiato una volta sola. Per meglio dire: una volta sola ma ne sono accorto. Riservo un profondo rancore e astio nei confronti di quella blogstar che mi copiò. Io, che copiai quel post a mia volta, almeno ebbi il buon gusto di lincare il post usato per il mio collage di Control+C e Control+V (copia e incolla con la tastiera). Decisi di soprassedere per dedicarmi a covare la vendetta.

12
-Nelle situazioni peggiori, pescherai dai tuoi post di successo ormai dimenticati
Capita a volte, anche se nessuna blogstar pensa che i suoi post possano essere dimenticati.
Personalmente, e questo evidenzia quanto io sia un blogger quanto mai lontano dal poter essere associabile anche unicamente alle aspiranti blogstar, feci ben altro: riscrissi un post molto simile ad un mio precedente senza neppure saperlo. Cioè, per spiegarmi meglio, mi è capitato di dimenticarmi un mio post e di aver narrato un fatto già detto in precedenza. Sono ancora stupefatto al ricordare quel post, infatti non si trattava di un episodio riferito a mia moglie o al suo modo di pensare o a mia suocera o alla fuffa, no, trattava un argomento serio e quella ripetizione, cribbio, avrei dovuto ricordarmela.

Nota finale: non ho riletto il post. Errori e omissioni sono miei.
Aggiornamento ore 15:30. Ho riletto correggendo alcuni degli errori di digatizione e ho inserito poche insignificanti aggiunte, a parte il comandamento apocrifo 11 di Scuola di ladri, al quale vanno le mie scuse, che mi era sfuggito.

gattostanco @ 13:17 - Commenti (0)

21 settembre 2007

Proprio ganzi i miei vicini di blog

A volte mi chiedo divertito se son degno di questo condominio blogosferico (eh, domanda retorica che non vuole risposta).
Ad esempio Louie in questi giorni ha sfornato post come mai in passato. Copio e incollo qualche frase da post diversi:
-qualcuno mi sa spiegare la definizione "realismo ombelicale"?
-Eio, per il libro sul Fincipit prendi la percentuale sulle vendite o ti hanno pagato a forfait?
-Ho appena chiesto il codice fiscale di una persona morta
-Sì sì, è uscito l’iphone per l’Inghilterra
-P.S. Adoro linkare Wikipedia
-lavorare a ritmo normale con il rischio di fare tutto Ad Minchiam?
-mentre un ammasso informe di ragazzini mi pestava le scarpe
-Le riunioni fiume il lunedì dovrebbero essere dichiarate anticostituzionali
-Non ricordo di aver letto da nessuna parte: hey, il nuovo ipod ha una riproduzione audio molto più fedele
-Mi sorprende trovare anche il mio tra i link che ha messo
-L’ironia socratica consiste storicamente nella pretesa del filosofo Socrate di mostrarsi ignorante
-Impaginato da cani e con caratteri misteriosi che io non mi sognerei mai di mettere.

gattostanco @ 12:59 - Commenti (0)
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