Archivio per la categoria 'Blogosfera'

13 dicembre 2008

PslA (anzi PviP) 2008

Questo Natale il consueto appuntamento con i PslA "Post sotto l’Albero" per me si è trasformato in un PviP "Post vicino al Presepe" (la gattoconsorte ed io non abbiamo fatto l’albero quest’anno).
L’ho stampato in un tutte le cento e fischia pagine (che ho numerato a manina con una biro), senza rilegarlo in alcun modo ed ora è proprio fisicamente vicino al presepe. Sarà un regalo per una persona amica. Non l’ho letto ancora tutto, preferendo centellinarlo, ma la decisione di regalarlo era presa prima ancora dell’uscita (in base al detto che le vie alla blogosfera sono infinite, l’importante è arrivare).
Ringrazio il curatore, Sir Squonk, e tutti coloro che hanno inviato un loro scritto.

Anche quest’anno ho resistito alla tentazione di inviare anch’io qualcosa. Ero indeciso se romanzare brevemente il Natale trascorso in caserma durante la naja, fatta il millennio scorso, o se digitare un raccontino di fantascienza a tema natalizio. Anche quest’anno ho fatto proprio benone a trattenermi: a prescindere dalla qualità della mia scrittura, quel Natale di naja lo racconto tutti gli anni alla gattoconsorte e già la prima volta si addormentò prima ancora che giungessi al momento del brindisi (da allora lo spezzetto in vari frammenti nell’arco delle Feste in momenti nei quali non può sottrarsi facilmente), mentre il racconto fantanatalizio lo ha scritto, con citazioni di tutto rispetto, Keplero.

Sarà proprio il regalo migliore che farò questo Natale. O almeno che sento di più.

gattostanco @ 18:04 - Commenti (8)

9 novembre 2008

Differenziare i link tra veri e no

Mi permetto di dare un suggerimento ad personam* non richiesto a Catepol (anche se certo non ha bisogno delle mie ideone* in fatto di links*).
Anzi, più che altro la mia vuole essere una modesta proposta fatta semplicemente da un tizio che ha un blog*, senza alcuna intenzione di fare un colpo di teatro* nella speranza di ricevere attenzione dai blog* di BlogBabel* e affini.
Soprattutto, in realtà, mi rivolgo a lei come sostanzioso esempio di coloro che in blogosfera* presentano i propri articoli* altrettanto ricchi di link* interni.

Da qualche tempo Cate ha iniziato a linkare all’interno dei propri post delle parole collegandole a categorie del proprio blog, creando catene* di rimandi all’intenro dei propri scritti. A priori non sono contro l’espediente blogosferico e web* di linkare i tag (o le tag che dir si voglia). Però sono un vecchio navigatore, con ampia considerazione dei link* espressi in un testo, e mi confondo e mi infastidisco a leggere un testo zeppo di link* che considero inutili (che lo siano o meno per il visitatore qualsiasi è questione che non affronto). Questa sorta di stress dovuto alla politica* di qualche blogghetto o deciso da qualche editore nanopublishing che vive di reclame* lo tollero più facilmente, mentre in un blog indipendente mi stressa e, fatto importante a mio parere, mi distrae dai contenuti quando passo in rassegna i post (con la velocità dettata dalla quotidianità*).

Mi permetto, quindi, di suggerire di differenziare i link* in uscita dal post tra i veri collegamenti e gli altri quelchesono.

Spero di non apparire una suocera* che non riesce a farsi i fatti suoi sonnecchiando davanti alla televisione* domenicale e, comunque, mi auguro benevolenza dalla interessata :)
Nel digitare il presente post ho preferito inserire un asterisco invece di cogliere l’occasione di cedere alla curiosità (come ogni gatto*) di offrire anch’io citazioni* interne (senza un sistema automatico mi è apparso un lavoro* troppo gravoso).

Nota:
* Categoria di questo blog*

Aggiornamento del giorno dopo:
I link alle categorie sono spariti nei post di Cate (non certo per via di questo mio post e questo spero sia ovvio anche al visitatore occasionale più distratto).
Mi rallegro che la prova abbia avuto termine. E spero possa essere un valido esempio.

gattostanco @ 16:26 - Commenti (0)

17 settembre 2008

Interviste doppie? Due chiacchiere!

Lunedì scorso camu ha iniziato una serie di interviste doppie rivolte a blogger (non certo a caso il suo blog si chiama "Due Chiacchiere").
La prima offre una panoramica sulla blogosfera data da Emanuele (aka P|xeL) e Giovambattista Fazioli sulla base di cinque domande comuni. Gli argomenti vanno da BlogBabel -a proposito, colgo l’occasione per ringraziare i curatori del fatto che ora le segnalazioni dei blog e dei tumblr sono mostrate in maniera distinguibile a colpo d’occhio (avrei dovuto fare un post apposta, ma non volevo dare l’impressione di considerarmi presuntuosamente il suggeritore)- …dicevo… le domande poi passano per l’anonimato e arrivano alla accessibilità.

E allora ?

Ho trovato un ambiente accogliente, come sempre da camu, e una buona dose di simpatia nelle intenzioni dell’intervistatore e nel risultato ottenuto. Mi appare un proposito sfizioso portato avanti con la giusta dose di curiosità unita a una ben dosata serietà.

E allora !?!

Tra i prossimi intervistati doppi ci sarò anch’io.
Non conosco chi sarà l’altro (o l’altra… in questo caso dovrei chiedere alla gattoconsorte se posso partecipare :D) e penso di non insistere per saperlo in largo anticipo. Però attendo con ansia le cinque domande trepidando: finalmente, dopo tanti anni di onorata presenza nella blogosfera italiana, c’è qualcuno che vuole farmi delle domande senza prima sapere il mio nome. Spero soltanto che le mie risposte non saranno noiose e incomprensibili come al solito, ma che saranno soltanto banali (mi applicherò allo scopo, a beneficio dell’altro intervistato :D).

gattostanco @ 00:58 - Commenti (0)

11 settembre 2008

Paralimpiadi 2008 su Blogosfere.it

Segnalo che Blogosfere continua a seguire gli atleti italiani impegnati a Pechino nelle Paralimpiadi (un tempo paraolimpiadi) nel blog dedicato e altrove.

Desidero anche ringraziare Piero Babudro senza il quale probabilmente mi sarei dimenticato (anch’io) delle paralimpiadi. Piero, oltre a molto altro, è l’addetto stampa del Comitato Paralimpico lombardo che collabora attivamente alla copertura data da Blogosfere all’evento paralimpico.

A margine…
Sinceramente sono dispiaciuto che Mamma Rai e parte della blogosfera abbiano praticamente già chiuso il capitolo olimpico. Ma non ne sono stupito.
Piuttosto mi stupisce che persino Fratel Google si sia dimenticato dell’altra metà delle Olimpiadi nei suoi loghi e loghetti (dopo la doppia gaffe Dell/Meucci ho il dente allegramente avvelenato ;D).

gattostanco @ 11:27 - Commenti (0)

8 settembre 2008

Amichetti di blog al voto

Le votazioni on line dei Macchianera Blog Awards di quest’anno hanno raggiunto la fase finale.
Nel condominio diludovico.it Eio e Kimota sono tra i finalisti.
Eio concorre nella categoria blog letterari e con Phonkmeister nella categoria miglior grafica. A proposito di queste due nomination (con tutto il rispetto, la stima e l’affetto per Eio che spero di non aver mai mancato di esprimere pienamente): fatico a farmene una ragione e continuo a considerare il visitatore medio di Macchianera rappresentante della parte fulminata della blogosfera :D).
Kimota è tra i candidati nella categoria photoblog.
Congratulazioni sincere, devote e votate.
Purtroppo occorre esprimere un voto per ogni una categoria. Quindi una marea di voti saranno dati a caso. Questo non toglie completamente il consueto divertimento di partecipare al gioco organizzato da Gianluca Neri. Purtroppo anche quest’anno mancava fin dall’inizio la categoria "blog più noioso" e quindi le mie speranze di partecipare un giorno almeno alle fasi iniziali di selezione rimangono tali.

Aggiornamento:
Nella categoria Miglior Podcast – Trasmissione radio è presente Hellzabloggin’ con Diario di un vizio curato con Diderot.
Mi scuso con gli interessati per la precedente imperdonabile omissione.
Spero di non aver dimenticato altri diludovicani (siamo pochini, eppure gagliardi -escluso il sottoscritto, che ormai mostra segni evidenti di rincitrullimento galoppante-: un inserzionista farebbe un affare.)

Cambiando discorso, rimanendo in tema di amichetti di blog:
Il mio FriendFeed (mi ha un po’ distratto dal blog nelle ultime settimane). Soprattutto segnalo la presenza della room Pavia.
E pure il FaceBook (prometto di non spammare se qualcuno vuol diventare mio amico).

gattostanco @ 09:39 - Commenti (0)

24 luglio 2008

Memesphere (e un pistolotto ingenuo)

Memesphere mostra le conversazioni e le tematiche blogosferiche più gettonate. Non ci sono classifiche. Non c’è la funzione cerca Il motore di ricerca interno è ora parzialmente implementato. Ma è ancora in versione beta e nel corso del tempo qualcosa s’aggiungerà.
A me piace la netta divisione tra le discussioni che puntano a un post di un blog e quelle che puntano solamente a un articolo di giornale. Avendo io radicato profondi pregiudizi nei confronti della qualità dei quotidiani, adoro questa separazione (in questo modo posso scegliere se passare l’occhio o no sopra le conversazioni nate dal mainstream secondo la definizione di Memesphere).
Per quel che riguarda il resto, dall’impostazione generale alle singole opportunità date per navigare la rete, non mi dilungo: sembra promettere bene e offre già molto.

Pistolotto:

A margine mi segno una impressione nata da una comparazione superficiale tra Memesphere con BlogBabel questa mattina. All’incirca sono gli stessi contenuti testuali quelli mostrati.
Se BB dichiara di basare i propri dati sull’analisi di tredicimila blog, Memesphere ne dichiara undicimila. La differenza c’è, ma a me che sono ignorante non mi pare una gran differenza. Tanto per dire, anche Wikio dichiara una cifra simile [come mi è stato fatto notare, sono invece dichiarati quasi ventiduemila weblog attualmente] di blog monitorati, se ricordo bene. Ma Wikio ha una impostazione diversa nel presentare i risultati e nel rielaborarli (almeno un paio di volte mi sono confuso nei suoi meandri) e quindi in questo post non la considero (“la”: istintivamente la considero al femminile, magari mi sbaglio).
Sempre basandomi sulla mia ignoranza, immagino siano all’incirca gli stessi (soliti?) blog. E questo mi pare comprensibile. Non cado nel turbine litigioso di chiedermi se siano rappresentativi di qualcosa e quanto lo siano. Però inzio a pensare che siano pochini o in parte limitanti (il che non significa irrilevanti) per quelle che sono le mie aspettative da servizi di analisi della blogosfera.

Mi spiego. O almeno ci provo. Alla gattostanchesca.
Guardando le conversazioni di Memesphere e BB mi sembra di ritrovare la blogosfera che seguo, o che almeno è presente nel mio aggregatore. Pur essendo verissimo che così ho la possibilità di vedere in poche occhiate quel che ha maggiormente colpito l’attenzione degli altri, mentre sfogliando semplicemente il mio aggregatore dovrei stancarmi a rendermi conto di cosa ha più colpito gli altri, mi sembra di trovarmi davanti a un riassunto del mio aggregatore (trabordante di feed, lo ammetto) e non di un quadro della blogosfera (o parte di essa, per i puristi me compreso). Non è personale presunzione o fulminamento (o almeno non lo credo), quanto piuttosto una sorta di vaga consapevolezza dei limiti degli strumenti che basano tutto, alla fin fine, sui link. I blog (o -acciderbolatero!- i tumblr :D) che citano (che citano i post o gli articoli citati) mi semrano all’incirca sempre gli stessi o comunque ho imparato a riconoscerli (e a metterli nel mio aggregatore: non sono certo diecimila ;D). Con questo non voglio affermare che quelli che citano vanno sempre in gruppo, però in un certo qual modo inizio a pensare che questo stia accadendo. Le conversazioni, le discussioni o le tematiche che emergono sono quasi sempre quelle che interessano anche a coloro provvisti di tempo e passione per citarle velocemente con un paio di semplici click. E a me inizia a stancarmi il giochino derivante (non ho il tempo e la voglia di citare anch’io a spron battuto: quindi è colpa mia e non certo degli altri).
A mio parere Memesphere, BlogBabel etc soffrono dell’impossibilità data all’utente di scegliere un paio di filtri. Ci sono altri strumenti per filtrare la rete (sembra un controsenso). Però mi sembrano infinitamente più stancanti (anche se ad esempio il compatto manuale "Edizione Speciale" di Luca Conti rimane ancora prezioso nel suggerire come personalizzare un costante monitoraggio della rete senza stancarsi più di tanto) e appunto sono strumenti che nel tempo diventano personali.

A me piacerebbe un analizzatore blogosferico che mettesse da una parte i link compresi delle tumblrate e dei micropost di segnalazione e da un’altra parte i link provenienti da interventi un pochino più lunghetti nei quali (spero) l’autore si è preso il tempo non solo per segnalare qualcosa (il link), ma anche per argomentare il perché di tale scelta e possibilmente per aggiungere un commento (un reale apporto alla conversazione online e non solamente una mera, per quanto utilissima, segnalazione afona o al massimo corredata da qualche battuta d’approvazione o di scherno).
Questo mio ingenuo pistolotto non è una critica alle microsegnalazioni, spero sia evidente, quanto una presa di posizione riguardo all’uso che ne viene fatto dai servizi che analizzano la blogosfera (o perlomeno una fetta di essa).

Mi accontenterei, per fare un esempio, di una sola opzione per rigenerare la pagina delle conversazioni di Memesphere e delle discussioni di BlogBabel:
"Non considerare le citazioni inferiori ai 1.000 caratteri"
Sarei curioso di vedere cosa accadrebbe. Magari niente.

gattostanco @ 11:39 - Commenti (0)

10 giugno 2008

E se avesse qualche ragione il mobiliere?

Post non argomentato.
Non desidero partecipare attivamente alla discussione al riguardo, quindi nessun link.
Non vorrei apparire come un bastian contrario o un cacciatore di link.
Però la domanda me la pongo: "E se avesse ragione il mobiliere"?
Mi sono risposto di no. Ma non completamente.
Dal primo giorno in cui ho iniziato a bloggare mi pongo domande simili (ma anche quando frequento, oramai raramente, forum o mailinglist). In blogosfera, ma non solo appunto, ho letto contenuti espressi in tutte le maniere e i toni possibili. In alcune occasioni, a prescindere dai contenuti, il modo di esporli mi ha fatto arricciare le vibrisse. Non è questo il caso; però …boh.
A margine: proprio nell’ultimo post prendo in giro uno dei capisaldi italici dell’industria alimentare. Quindi spero che il visitatore occasionale non mi obietterà di essere arroccato sopra posizioni illiberali.

Ho letto alcuni post (ma forse il meme si propagherà) riguardanti la faccenda e li ho trovati farciti di appelli alla libertà di espressione. Questa è cosa buona e giusta.
Ma a me venne insegnato che la mia libertà, della quale sono responsabile, molto banalmente, finisce dove inizia quella degli altri.
Quindi non capisco perchè se uno mi desse dello str*nzo pubblicamente, io non potrei avermene a male (pur ammettendo che io sia effettivamente tale -e a dire il vero saltuariamente ho il dubbio anch’io, mentre di solito ne ho la certezza :D-).

Inoltre non ho ancora capito bene come sia inteso dalla blogosfera il confine tra la libertà di esporre un resoconto di un fatto in termini diretti (assumendosene la responsabilità) e/o degli insulti, e quindi non una opinione, senza alcuna possibilità di verifica da parte del visitatore e la vera e propria libertà di espressione (in senso generale). Persino a me è capitato, narrando qualche motivo d’attrito con mia moglie, di segnalare che comunque si trattava della mia versione (comunque dando per scontato, ipotizzando, anzi sperando che a lei non salti un giorno in mente di querelarmi).

Non ho voglia di dilungarmi. Non ne sarei capace per scarsezza di vocabolario, idee e tempo. Inoltre s’avvicina l’ora di pranzo. Sento soltanto una brezza di dubbio solleticarmi le vibrisse. Passerà.

gattostanco @ 11:55 - Commenti (14)

21 maggio 2008

Catepol e i quattro

Catepol ha intervistato quattro tra gli organizzatori di altrettanti recenti barcamp.
Una intervista quadrupla (tre scritte e una video -che non ho visto-) approfondita e articolata.
Quel che mi ha colpito è una notevole diversità (anche opposta) in alcune delle risposte. Anche se ripensandoci mi sembra naturale che dei blogger abbiano idee e scopi diversi.
Molto interessante, a mio parere.

avviso: è quel genere di post che mette voglia di organizzare un barcamp.
nota: il titolo del post riprende quello di un giallo di Agatha Christie :)

gattostanco @ 09:18 - Commenti (0)

29 febbraio 2008

Blogelezioni e scrutatore mascherato

Nei giorni scorsi mi chiedevo cosa accadrebbe se votassero soltanto i blogger (e intanto mi candidavo a delle ipotetiche blogelezioni :D). In realtà il post celava un’altra questione, assai delicata e speculativa, affrontata da Luca Lodi e da La Parda Flora che esula dal presente post.

Fortunatamente Enrica/Orientalia4All ha preso spunto da ben altro blogger per chiedersi mercoledì: "chi sono gli alfa-blogger che potrebbero candidarsi in Italia" (qui).
Una questione per me molto interessante. E divertente.
L’unico neo che mi ha trattenuto dal segnalare la faccenda è stato quel "alfa-blogger" troppo aperto a polemiche sterili di ogni genere a mio personale parere (e le polemiche quasi sempre riesco a tenerle lontane da questo blog). Non ho neanche partecipato: non curo un a-blog (gatto inizia con la g …e i g-blog di questi tempi trattano altri punti ;D) e inoltre non erano ammesse le autocandidature (limitazione che a me pare antiblogosferica per eccellenza e contraria alla rinomata autoreferenzialità dei blog ihihih). Probabilmente proprio a causa delle ragioni che mi hanno lasciato perplesso, seppur interessato, il post di Enrica ha dato buoni frutti pur aggregando un ristretto o per meglio dire -se mi si perdona la definizione- selezionato gruppo di candidature e commenti.
I risultati sono questi
Positiva e costruttiva, a mio parere, l’analisi compiuta nel presentarli.

In ogni caso rinnovo la candidatura nella ipotetica lista di lud_wing, nel caso qualcuno voglia organizzare altre blogelezioni (credo corretto sindacare che prive del voto segreto avrebbero comunque nessuna rilevanza blogosferica, a meno …ideona… a meno di non acchiappare un blogger anonimo -dovrebbe rinunciare a candidarsi- che goda della fiducia di ogni candidato e che raccolga scrupolosamente i voti via email eheheh. Sarebbe divertentissimo fare lo scrutatore mascherato :D).

gattostanco @ 15:16 - Commenti (0)

26 febbraio 2008

Minipost: i giornalisti su Vespa?

A proposito della famigerata puntata di Porta a Porta…
Mi stavo chiedendo cosa pensano al riguardo i giornalisti che bloggano.
Ho cercato un po’, trovando assai poco (per non dire niente).
Mi sento maligno: i blogger classificati "senza categoria" nelle classifiche o nelle directory sono sempre destinati a rimanere soli in certi frangenti?

O forse ho cercato male?

gattostanco @ 14:18 - Commenti (0)

24 febbraio 2008

Ciao Gualti, ti scrivo… :)

Ciao Gualti,

ti scrivo per tentare di dare una risposta alla tua twitterata riportata da Catepol nel suo tumblr nella quale ti chiedi la ragione dell’assenza della stessa Catepol in un articolo giornalistico riguardante le blogger italiane.

Provo a darti una risposta:
Se l’articolo citasse Catepol, nonostante l’indugio su altre interessanti e affascinanti blogger, comunque sarebbe un articolo dedicato a Catepol.
Spero tu abbia compreso.

Salutoni
:-D

PS qualvolta tu senta bisogno di avere risposte, caro giovane blogger, sarò felice di dartene una (da confrontare a quelle di altri per formare la tua risposta). L’invito, offerto con animo benevolente, è aperto a tutti :)

Aggiornamento 25-02:
alle gentili blogger,
ai cortesi visitatori,
desidero chiarire il tono scherzoso del presente post.
Non era mia intenzione mostrarmi offensivo o ingeneroso nei confronti delle blogger presenti nell’articolo o con quelle non presenti (e nemmeno con Gualtiero).
Ringrazio Elena per l’educata pazienza usata nei commenti nel farmi notare la mia ruvida grossolanità.
Sovente dimentico una regola fondamentale…
"Stupido è chi stupido blogga."

gattostanco @ 02:03 - Commenti (0)

20 febbraio 2008

Minipost: …I WordCamp?

L’anno scorso per i cinque quattro anni di blog mi regalai una scarrozzata allo ZenaCamp. Nei prossimi giorni mi perdo per stanchezza il TorinoCamp.

In alternativa potrei regalarmi il barcamp dedicato a WordPress (l’aggeggio webbico che pubblica il blog).
I WordCamp a Milano il 19 aprile 10 Maggio [a quanto pare Mr Matt WordPress è solito prendere impegni e poi rilasciare la propria agenda a un gruppo di betatester per scoprire le sovrapposizioni :D ...Io, la Festa della Mamma, chissà se sono libero...].
Ma sono ancora indeciso. Tra l’altro non ho ancora trovato le immagini delle magliette [ma ci sono: queste -grazie a wolly per la solerte e paziente indicazione-]. Perché il WordCamp italiano sarà certamente un evento interessante, ma io verrei per le cose serie.

Aggiornamento:

Ho fatto un paio di correzioni [la data era giusta: è cambiata dopo].
Dovrei modificare il nick in gattorintronato.

gattostanco @ 18:47 - Commenti (0)

18 febbraio 2008

Se votassero solo i blogger? :)

Nei commenti al post precedente ho avuto qualche scambio con lud_wing a proposito di un immaginato blog politico e di ipotetiche paraelezioni da indire (unilateralmente e per gioco) in blogosfera.

Mi viene spontaneo ora chiedermi (ma non credo di essere il primo) cosa accadrebbe se soltanto i blogger votassero dei candidati scelti unicamente tra blogger:

-Quali apparentamenti, quali blogpartiti, quali interessi, quali speranze e quali promesse ne emergerebbero?
Questione secondaria: considerando come "blogger" sia i politici di professione che hanno uno staff a occuparsi di uno o più blog e sia i gggiovani che digitano cose piene di kappa …o non considerandoli?

E allora ?

Boh, niente, chissenefrega ;)
…Comunque: sia io e sia lud ci siamo candidati alle blogelezioni.
Pur avendo proposto la mia candidatura per primo, ho deciso di rimettere al servizio del bene comune la mia blogesperienza e ho chiesto di confluire nelle liste di lud_wing nell’ottica delle celeberrime, anche se vetuste, convergenze parallele
:D

gattostanco @ 00:20 - Commenti (0)

12 febbraio 2008

Sdoppiarsi in un blog segreto?

Louie in questo simpatico post ammette (magari non è vero, non posso saperlo) di avere un altro blog "per gli eccessi".
Anch’io una volta ho aperto un blog segreto, ma aveva una sua effimera ragion d’esistere.

Poi ho aperto un blog con l’intenzione di raccogliere quel genere di pensierini e link e materiali un po’ fuori dai soliti schemi gattostancheschi (gli eccessi).
Quel blog è rimasto vuoto.
Fui colto dallÂ’ansia che se mai fossi stato scoperto e quel blog fosse stato collegato a questo…
Non mi sarei vergognato, quasi certamente. Però ho ugualmente preferito evitare il rischio (un eccesso di qualsiasi tipo per cui mi sarei potuto vergognare mi sarebbe probabilmente scappato prima o poi).

E allora?

Boh.
Mi chiedo quanti blogger abbiano un blog segreto :D
Ovviamente, e purtroppo, la mia curiosità è destinata a rimanere inappagata (altrimenti che segreto sarebbe).

gattostanco @ 18:15 - Commenti (0)

Pigreco al quadrato (letterario)

Avvertenza: il post è lungo e sconclusionato. Avrei dovuto inserire dei grassetti per facilitare il voler dargli un’occhiata; viceversa lo sconsiglio.

- Appunti sparsi -

A novembre lessi un libro (Sezione Pi-Quadro di Giovanni De Matteo) e mi piacque molto. Visto che proprio dell’Urania del novembre scorso si tratta, mi piace soffermarmi a paragonare -tanto per fare una citazione cinematografica pop- gli Urania alle vicende del film Dolce Novembre (quello del ’68, e non certo il remake del 2001 che non credo avrò mai il fegato di guardare, perché di solito tendo per partito preso a definire delle boiate i rifacimenti) capovolgendone la trama: quasi ogni mese entra in casa mia un Urania e io vedo se questo cambierà la mia percezione del mondo o di me stesso.
Tempo dopo ho letto in rete alcuni commenti (segnalati nel post lincato) a proposito del libro che sottolineano alcuni elementi del romanzo in maniera negativa. Gli stessi elementi a me invece parvero positivi. E questo mi ha incuriosito.
Bene, a me capita di avere opinioni diverse da altre persone su libri, film e quant’altro. A volte non mi interessa questa differenza e a volte mi incuriosisce. Per dire (e capovolgendo ancora il punto di vista): a me non piacciono i gamberetti (come si presentano, anche se ammetto che il gusto potrebbe essere buono) e mi incuriosisce il fatto che qualcuno possa apprezzarne il gusto senza restare prima disgustato dalla loro apparenza.

Non conosco De Matteo. Non conoscevo i suoi scritti prima di imbattermi nel suo romanzo. Non bazzico gli ambienti internettiani legati alla letteratura, a parte pochi precisi luoghi (nei quali la fantascienza ben raramente viene considerata).

Scribacchio orrende storielle fantascientifiche che nessuno legge (lo ripeto a favore dell’eventuale visitatore occasionale). Sono brutte. Soprattutto sono scritte male. Ringrazio d’avere la forza di sentire come sono seppure accecato dall’affetto provato per loro.
Quindi il mio sogno è di vincere il Premio Urania, come è accaduto a De Matteo col suo romanzo (certo il fatto che nessuno legge le mie storielle crea una notevole difficoltà al realizzarsi del sogno, mantenendolo tale e puro senza che possa venire deturpato dalla realtà. Personalmente sono molto contento quando riesco a mantenere i miei sogni vivi e al tempo stesso puri. Preferirei saper scrivere, ma mi accontento di come sono).
Amo la fantascienza italiana (campanilismo).
Del resto mantengo una certa invidia nei confronti degli autori italiani.
Amo qualcosa che non posso raggiungere (qualitativamente, nelle mie storielle).
Quindi parto prevenuto nel leggere la fantascienza made in Italy e, soprattutto, a leggere un Premio Urania.
Come ogni premio letterario, e molti ‘oggetti’ e ‘soggetti’ che orbitano attorno al sole della letteratura, credo abbia una faccia illumintata e una oscura, non ho dubbi al riguardo. Però questa mia certezza si aggrappa all’invidia (eheheh) e per questo ha larghe zampe pregiudiziali.
Comunque… Queste sciocche ammissioni digitate poco sopra mi servono per chiarire un fatto: se pensassi tra me e me che De Matteo ha scritto una brutta cosa o soltanto una cosa così così, ne sarei compiaciuto e soddisfatto meschinamente e non starei a impiegare il mio tempo a digitare superficialmente queste mie parole.

Ricordo.
Mi sembra d’aver letto prima di tutto la presentazione dell’autore in fondo al volume.
Nato nel 1981; be’ -penso- è giovane; be’ -poi penso- veramente sono io che non sono più giovane. Cresce in meridione in posti mai sentiti prima; be’ -penso- almeno non è il solito milanese. Laureato in TecnoFisica Ultradifficile; be’ -penso- almeno dovrebbe sapere quel che scrive. Ha pubblicato racconti e blablabla; be’ -penso- non dovrebbe essere un qualche raccomandato, ma non si può mai sapere. Ha fondato il connettivismo che è blablabla; be’ -penso- ha pubblicato due libri e ha già creto un suo movimento letterario e commento fra me e me “bella internet!” e sorrido. Ha un blog; be’ -penso- questo è un punto a favore. La spiegazione di cosa sia il connettivismo specifica che prende il nome da una scienza ideata da Van Vogt; be’ -penso- se ha letto e preso qualcosa dal caro buon vecchio Alfred, allora ‘sto tizio qualcosa di buono lo ha anche letto [in quel momento non sapevo lo avesse, a parer mio, anche scritto].

Ricordo.
Ho letto le prime due pagine.
Pioggia, traffico, roba nanotech genetica, squallido locale, Bagnoli.
Benone -penso- tutto molto ‘classico’. Da lettore gongolo. Non ho idea di dove mi porterà la lettura, ma di certo sono subito portato in una atmosfera amica come se qualcuno avesse detto “Energia!”.
Bagnoli mi preoccupa un poco sul momento. Sono nato e cresciuto al nord e ho i miei pregiudizi atavici (e telegiornalistici) che non riesco a scardinare del tutto. Be’ -penso- almeno non è la solita identica metropoli ammericana o la solita Napoli distesa al sole all’ombra del Vesuvio.

Il finale è definito frettoloso da alcuni.
A me non pare. Da lettore mi sento accompagnato sul finire del romanzo a seguire Briganti (il protagonista) in alcuni spazi, mentre i pezzi del giallo (si tratta di un poliziesco) vanno a unirsi poco a poco fino a presentare la soluzione nelle pagini terminali del libro. Mi sembra ovvio. Quanti libri gialli ho letto in cui l’assassino viene mostrato prima della fine? Di certo uno, La traccia del serpente di Stout, nel quale il colpevole viene indicato esplicitamente al lettore attorno a pagina centocinquanta (sessanta pagine prima della fine). Ma ne ho letti anche tanti altri dove l’assassino si scopre nelle ultime pagine (sono certo un sempliciotto, non lo nascondo, ma mi sembra un normale espediente narrativo. Come lo era quello alla base del più noto tenente televisivo che, al contrario, entrava sullo schermo dopo che il telespettatore aveva assistito al delitto all’inizio dell’episodio). Mi pare che ogni autore possa sentirsi libero di indicare l’assassino un po’ quando gli pare. Del resto uno stereotipo per sottolineare l’impazienza di una persona, una volta, era quello di additarla come qualcuno che non riusciva a non andare a leggere le ultime pagine di un giallo per sapere prima chi fosse il colpevole (e sottolineo “ultime pagine”) senza desiderare di godersi l’esplosione finale.

Briganti è proprio ben definito come personaggio. Lo definiscono i suoi pensieri, i suoi gesti, le sue doti, i suoi incontri e il suo mondo. Penso persino possa essere riconoscibile altrove. Per dire: nell’Urania di febbraio (Lord Darcy/1 di Randall Garret) ci sono tre romanzi brevi di forte sapore poliziesco. Nell’ultimo è riconoscibile un enorme omaggio al più geniale (credo siano parole sue) investigatore privato newyorkese.
Briganti non è definito e caratterizzato come quell’investigatore. Ma neppure la Napoli dei decenni finali di questo secolo è come la New York dei primi decenni del secolo scorso. Briganti vive in un solo romanzo, fino ad ora, e investiga: per dire, mica vive nello sgabuzzino di una casa dalla finestre nere. Quindi a me pare ben delineato.

Il libro è infarcito di pagine a sostegno della teoria di fondo del romanzo. Splendido! Spesso non le ho capite e in certi momenti le ho proprio saltate. Ma erano presenti. Erano un mattone, certo, ma un mattone di appoggio e non d’affondo. Una sorta di seminario: vedi, caro lettore, ‘sta cosa è così e funziona cosà, mica bubbole. Quasi a me è sembrato un voler dare una botta di fantascienza hard (nota al visitatore: “hard” non significa in questo caso quel genere di cose, ma con quel termine si intende la fantascienza che immagina qualcosa di scientifico e/o tecnologico che ancora non esiste e che a volte ne fornisce una spiegazione verosimile (più o meno scientifica)). Le trovo, quelle pagine, importanti e non così numerose come sono apparse ad altri che ne hanno scritto in proposito.
Senza dubbio ho pensato estica**i leggendo “il principio di indeterminazione trova una sua giustificazione nell’analisi delle perturbazioni ineliminabili che il processo di misura induce su una grandezza blablabla”, perché ignoro l’argomento e il relativo lessico. Ma mi diverte un sacco: è come se per una volta ci fosse Scotty al comando. E poi mica tutti i lettori sono ignoranti come me.

Lo stile mi ha preso subito. Sarà che sono un pessimo lettore o sarà che lette le prime due pagine non mi aspettavo qualcosa di diverso. Sarà che letta la parola cyberpunk di certo non mi aspettavo uno stile diverso. Anzi, non essendo passato attraverso una traduzione affrettata e certamente malpagata, come accade alle opere straniere, l’ho trovato migliore dello stile di molti altri scrittori. Boh, sarà campanilismo il mio (mi ripeto).

Le citazioni sono continue. Uno spasso. Sembra quasi che gli scrittori dei giorni nostri debbano per forza mostrare quanto sono bravi a citarsi a vicenda o a ravanare nel passato. Ma leggendo mi divertono un sacco. Il piacere di riconoscerle è indubbio (forse quasi quanto quello di inserirle). Creano una sorta di interattività con le letture dello scrittore. Creano affinità. Sono inserite proprio allo scopo, forse. Sono un regalo per gli iniziati e uno stimolo agli altri. Un ulteriore piano di lettura oltre ai diversi che un buon romanzo possiede.
Mi chiedo quante citazioni io non sia riuscito a riconoscere leggendo Sezione PiQuadro.
A me piacerebbe davvero se gli scrittori avessero il buon cuore di specificare le loro citazioni in una serie di note a fondo romanzo. Sarebbe molto costruttivo, anche se il gioco perderebbe un po’ del proprio fascino. Da lettore stanco, però, per me forse acquisterebbero un interesse oltre la semplice enigmistica del “trova la citazione”. …Del resto non lo faccio io nei post (se non qualche volta per falsa modestia), figuriamoci uno scrittore nei libri. Ma la speranza resta in me.

Lessi molti anni dopo l’uscita, il best seller della Tamaro. Non mi disse molto. Ero convinto che fosse una storia bellina ben confezionata e non cambiai idea anche giunto alla fine. Di Moccia non ho letto neanche una riga e credo proseguirò a mantenere questa distanza. E allora? Sono fatti miei.

Ho una vecchia edizione di una raccolta di racconti di Hemingway. Alcune parole sono tradotte in maniera un po’ desueta per le mie orecchie e piacevolmente antica. La lingua scritta si evolve, pescando avanti e indietro, sempre più xke è viva e ardimentosa, altrimenti muore. E credo che la sf venga letta un po’ a tutte le età.

Mai ho capito la differenza tra ispettori e commissari. Ci sono persone che non sanno la differenza tra maresciallo maggiore e maresciallo capo. Ma quel che da anni mi ossessiona sono gli appuntati: non mi ricordo mai come riconoscerli (forse sono i caporali delle altre Armi, ma non ho mai fatto ricerche e comunque a naja il tenente mi disse che valevano di più sempre e comunque di noi najoni -anche quando il capitano mi fece caporale e smisi d’essere un uomo ihihih-).

Concordo con chi non ha apprezzato la definizione “investigatore hard-boiled” della quarta di copertina. Vivo in terra di risaie e riso, quindi a me ha fatto venire in mente subito un risotto. Ma da tempo oramai ho imparato a non leggere la quarta di copertina degli Urania prima d’aver letto il romanzo: sono fuorvianti come poche altre.

Gli innesti criminali nella politica e gli innesti politici nella criminalità sono evidenti. De Matteo, questa è la mia impressione, ambienta nel futuro la Campania che posso vedere oggi per caso nei telegiornali (talmente omologati che sembra di guardare un solo canale) facendo zapping alla ricerca di cartoni animati o di Festa in Piazza.

Sezione Pi-Quadro è zeppo di cose. Un romanzo cyber è quasi per definizione pieno di cose. Credo sia così, magari mi sbaglio. Un romanzo connettivista, non sono informato al riguardo, immagino connetta un montone di cose per definizione. Dettagli presentati e descritti e curati. Un pregio di un raccontare che non è soltanto il volare sopra poche costruzioni sfocate.

A volte la storia del romanzo sembra attorcigliarsi. Quasi che qualche pagina sia legata per fare in modo di liberare poco dopo la storia e farla proseguire. Mi è difficile spiegare la sensazione. Sfogliando nuovamente il libro in previsione della presente raccolta d’appunti, non ho ritrovato i casi specifici. Mi sono piaciuti questi nodi narrativi nei quali il lettore sembra quasi essere lasciato un po’ spaesato, libero di riprendere fiato e interrogarsi su quel che accade nel romanzo. Leggendo un po’ quando e dove capita o a volte tranquillo quattro ore di fila sul divano, un momento per riprendere fiato mi aiuta a gustarmi il tutto (esempio: non vado al cinema da anni, perché, tra i tanti motivi, mi sembra d’aver saputo che l’intervallo sia stato barbaricamente abolito).

Una domanda mi resta. Perché l’autore ha scelto di usare il pigreco elevato al quadrato (π²), soprattutto nel titolo (e questo compete anche all’editore)? Nell’era di Internet (con la “i” maiuscola, per una volta), in un contesto non specificatamente tecnico, usare due caratteri fuori dai tasti di una comune tastiera incasina la digitazione a chi ne vuole scrivere. Ci sono le ragioni dovute alla storia narrata. Però mi chiedo perché queste non siano state piegate a esigenze di semplicità. A compensare questa mancata semplificazione, ammetto che il titolo non me lo sono dimenticato (ho una cattiva memoria) dopo aver riposto il libro forse proprio a causa di quella scelta.

Infine…
-Questa pappardella l’ho scritta per piacere personale. Spero di non aver in alcun modo infastidito l’autore (nel caso mi scuserò, pur mostrandomi offeso dopo ben altro che ho letto in giro ihihih).
-De Matteo collabora con riviste e compagnia bella: a me importa ‘na cicca (e chiedo scusa per la fastidiosa chiarezza espositiva). Se leggesse una delle mie storielle gli verrebbe da ridere da tanto sono scritte male e ingenue. Quindi, soprattutto alla luce della mia incapacità di sopportare le consuete polemiche pseudoletterarie, non gradirò commenti di visitatori occasionali che possano mettere in dubbio la mia ingenua buona fede di lettore (in ogni caso, se educati, non saranno rimossi).
-Ho fatto una ricerca in rete per andare a sondare i pareri tra i forumisti. Soltanto ora l’ho fatta, per avere, prima di digitare, meno opinioni da farmi frullare in testa. E così ho scoperto almeno un paio di citazioni sfuggitemi nonostante siano grosse come la Vanguard (o anche il Vanguard, ihihih).

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