Uno dei cardini di un blog sono i commenti. Ci sono molti blog che non offrono la possibilità di commentare al visitatore di passaggio. A mio parere non sono veri e propri weblog.
I commenti nei blog posso essere liberi, regolamentati più o meno apertamente o sottoposti ad approvazione preventiva. Le differenze sono sostanziali, ma non le affronto adesso.
Questo blog ha dei commenti implicitamente regolamentati. Il tono dei post non incentiva commenti sconvolti o maleducati o isterici. Se non basta il tono: alcuni, ma è capitato assai raramente, li cancello se li considero soltanto spam, mentre gli altri li modifico se usano espressioni o parole che non gradisco (anche in questo caso è accaduto di rado e in modo sempre ben specificato nel commento stesso, a parte un paio di casi nei quali ho corretto degli errori ortografici -io che ne faccio un sacco, vabbèh-).
Due esempi immaginari di modifica: se una lettrice di un libro commenta che l’autrice è [caterva di insulti] anche se il libro le piace tantissimo, mi viene spontaneo modificare il commento per eliminare gli insulti alla scrittrice -dei quali non sono io il responsabile ultimo, ma lo è Dario che ospita il blog- e lasciare il parere espresso verso il libro. Se all’interno di un commento ci sono brutte "parole del gatto" (spesso usate come normale intercalare o all’interno del lessico quotidiano -anch’io dico un montone di parole del gatto, mentre parlo-) sono solito asteriscarle per sottrarle a Google e limitare visite sostanzialmente inutili attraverso chiavi di ricerca di un certo tipo.
E allora?
Questo blog, non considerando la sua origine ancora gentilmente ospitata da Dada, ha toccato quota ottomila commenti.
Qualcuno si è complimentato. Ringrazio.
Senza esaltarmi, preferisco non dimenticare di spalmare i commenti sopra oltre 1.500 post digitati da febbraio 2004 e di considerare che una parte considerevole sono del sottoscritto (sono 2.940 i commenti che contengono il mio pseudonimo nella firma o al loro interno; anche se in questo caso, quindi, sono scritti presumibilmente da altri).
Il commento ottomila:
"Eccolo. E non è spam."
di: il_morto
Lo ha impresso un visitatore dalla firma insolita, mai letta prima, e leggendola a prima vista ho desiderato qualsiasi altro intervento.
Commentandolo, ripreso dallo spavento, ho digitato che rappresenta la base stessa del concetto di blog: chiunque potrebbe capitare a gettare uno sguardo e chiunque può gettare il proprio punto di vista nel calderone generale anche con un commento.
il_morto ha colto il momento e ha espresso il suo commento. Lapidario, secco e sorprendente (mi sorprendo facilmente, io).
Non ha lasciato traccia di un blog e neppure un indirizzo email valido. Cercando in rete ho trovato nulla che possa identificarlo e il suo ip non era mai stato usato prima per un commento.
Sottintendono molto quelle poche parole, io credo.
Quindi?
Desidero ringraziare il_morto per aver lasciato il suo commento e, sperando non siano troppo superstiziosi, ringraziando lui esprimo il mio grazie a coloro che negli anni hanno avuto piacere e interesse a tracciare un loro pensiero in queste mie modeste pagine per aiutarmi a vivere, bloggare, pensare, giocare e via dicendo (…eh, forse ho esagerato in un pomposo eccesso di parole. Eh, a volte mi capita) (noto che sempre più spesso uso ‘eh’ sul blog negli ultim tempi. Mah).
il_morto, grazie.
Menzione d’onore
mammina
La blogger ha tentato una sortita con alcuni allegri commenti spam per ottenere il bollino numero ottomila (faccenda nata comunque per caso grazie a un commento di silviu’).
Pur non potendole dare simile soddisfazione (sarebbe un assecondare lo spam, per quanto adorabile in questo caso), ritengo sia doveroso da parte mia il menzionarla.
Non ho mai conosciuto mammina di persona. Eppure mi sono fatto l’opinione di una persona speciale, integerrima e buona (se volassi basso, del resto, mi riempirebbe il blog di frecciate fino a Natale).
Siamo molto diversi.
Un esempio sopra gli altri: io vorrei l’introduzione della patente anche per i ciclisti, se non addirittura il divieto del loro scorrazzare nelle pubbliche vie; perché dare sempre sempre sempre la colpa agli automobilisti è troppo facile quando quelli le studiano tutte per farsi mettere sotto (i peggiori, a mio parere, sono i cinquantenni obesi vestiti di tutto punto alla Moser che zigzagano -spesso in gruppo, dannati!- sotto il sole delle tre del pomeriggio lungo le provinciali del pavese e che sono visibilmente dopati con un litro abbondante di vino e tripla porzione di stufato ciascuno); mentre per lei la bicicletta rappresenta un sistema di trasporto utile, civico, ecologico e quasi esemplare. :D
Quando mi capita di digitare che in questo blog i commenti dei visitatori sono migliori del contenuto dei post, sono sincero senza ruffianeria. Persino, a volte, sono riusciti a farmi rendere conto che una certa opinione non era proprio gagliarda come credevo (tutte le altre volte, purtroppo per me, si sono scontrati con la mia lentezza di comprendonio e hanno preferito non insistere).
mammina, grazie.
…Aggiornamento 29 settembre: ora lo inserisco nuovo, dato che appare sbiellato. Anzi non appare proprio.