Archivio per la categoria 'Pavia'

30 luglio 2007

Brutto post demagogico

Premessa
Evidentemente oggi ho perduto la pazienza.

Demolizioni passate
Anni orsono vivevo in una tranquilla cittadina di provincia.
Accanto a un parcheggio, proprio a due passi dal centro e dalla stazione, si ergeva maestoso un monumentale e vasto rudere industriale (a me sembrava bruttarello, ma non me ne intendo d’architettura).
Qualcuno avrebbe voluto conservarlo, ristrutturarlo e riadattarlo in qualche maniera al servizio dei cittadini.
Lo demolirono a cavallo di Ferragosto per costruire palazzi.

Tentativi di demolizioni d’oggi
Nei giorni scorsi, lo riporta firma (prendendo spunto da un confuso, a mio parere, articolo di giornale), anche a Pavia è stato tentato l’avvio della demolizione di una vecchia e fatiscente area industriale, poi bloccato da beghe legalburocratiche (che probabilmente nei giorni di Ferragosto non si sarebbero verificate).
Giustamente sottolinea quanto sia, presumibilmente, molto piè forte la spinta economica rispetto alle ragioni derivanti dal degrado o dalla numerosa presenza di (non ricordo quale sia l’ultima bizzarra definizione politicamente corretta inventata da qualche politico) ‘persone ufficialmente non stanziali’.

Esperienze passate
Sono in casa da solo a mangiare uva spaparanzato davanti al televisore. Avevo marinato l’università. Sento sferragliare dietro la porta di casa. Mi alzo, vado ad ascoltare. Sembra che qualcuno voglia entrare, pur non avendo le chiavi. Mi spavento. Inizio a fare rumore anch’io con l’intento di informare chi è dall’altra parte che qualcuno è in casa. I rumori da fuori cessano, o quasi. Non saprò mai spiegarmi la ragione, comunque apro di scatto la porta. Vedo una ragazzina scassinatrice e un bambino apprendista. Attimo di sospensione. La ragazzina raccoglie la borsa, probabilmente degli attrezzi, prende per mano il bambino che s’era messo a piangere e si getta giù per le scale di corsa.
Ripresi, scosso da quelle faccettine, a guardare la televisione.
Io sono stato un bambino fortunato, e quel giorno sono diventato un ragazzo un pochino più intollerante. Perchè il concetto stesso di tolleranza indebitamente esteso è deleterio e genera indifferenza.

Al bar con amici
L’altro giorno ero seduto a un tavolino di un bar di Piazza della Vittoria (per chi non conosce Pavia: mi trovavo in pieno centro, sullo sfondo intravedevo Annabella e alle mie spalle, a pochi metri, spuntava il Duomo). Con me erano due amici che hanno investito una giornata del loro presioso tempo insieme per vedere la città. Personalmente sono una pessima guida turistica; in compenso li ho fatti camminare non troppo.
Si avvicina un bambino a chiedere l’elemosina controllato a distanza da un adulto non stanziale (forse la nonna).
Noto l’espressione un po’ così degli amici foresti seduti con me. Mi dico che certo anche nelle loro città ci sono bambini costretti dai genitori a chiedere l’elemosina ai turisti. Mi dico che forse hanno il timore che il bambino si freghi i miei occhiali da sole appoggiati sulla tovaglietta, ma sono occhiali vecchi, fuori moda e rigati al punto che neanche un bambino li fregherebbe. Mi dico che forse sono turbati dal mio cambio di tono di voce nel controbilanciare la breve insistenza del giovane mendicante.
Restiamo, di nuovo soli, nel caldo e umido pomeriggio estivo pavese a chiederci cosa si dovrebbe fare per salvarlo.

Il cassonetto indifferenziato
Dalla finestra della cucina posso ammirare due cassonetti dell’immondizia in lontananza.
Spesso, con la finestra aperta, mi capita di sentire il loro caratteristico rumore. Spesso sono i vicini di casa che sono scesi a buttare la spazzatura, a volte si tratta di un furgoncino che getta chissàcosa, a volte si tratta del vicino della villetta accanto che sembra felice d’allontanarsi per qualche momento dalla moglie, spesso si tratta di qualcuno che rovista attento – ogni tanto riconosco un padre (o un fratello maggiore) con un ragazzino al seguito che cavalca sempre biciclette diverse, ma, presumo, nulla che possa servirgli a crescere-.

Io non sono padre.
Alla mia età credo di essere una eccezione.
Malgrado questo e facendo demagogia spicciola e inconcludente, non ho dubbi in proposito e me ne scuso, a me sembra che la salvaguardia dell’infanzia dovrebbe essere la massima priorità. Eppure è mai tale.
…Sono stanco di provare sofferenza per quei bambini ultimi tra gli ultimi che nessuno vuole salvare dai loro genitori o dalle circostanze. E pensare che detesterò e avrò timore di quei bambini quando saranno diventati adulti.
Esiste ancora chi pensa a fare l’Italia. Giustissimo. C’è anche chi vorrebbe spezzarla. Boh.
In ogni caso, qualcuno dovrebbe decidersi a fare gli italiani. E non a farseli.

gattostanco @ 13:09 - Commenti (0)

16 luglio 2007

Max il cane con la scarpa rossa

Ho conosciuto Max nelle settimane scorse.
Ero andato dalle veterinarie per riportare a casa il mio gatto dopo un breve ricovero. Il gatto gironzolava sul tavolo da visita, mentre una delle veterinarie mi spiegava gli esami medici e gli effetti della terapia su quel vecchio e un po’ malandato gattaccio.
Sopra un frigorifero la gatta, la vera padrona dello studio veterinario, osservava l’universo come al solito indifferente alle altre presenze.
Ero tranquillo, quando dalla porta che si affaccia sul resto dello studio è apparso Max.
Non me ne intendo di cani. Sembra un segugio pezzato bianco con le orecchie corte e un viso allegro e curioso.
Max annusava in giro libero mettendendomi subito in apprensione: il mio gatto era fuori dalla sua portantina. Avevo paura per il naso del cane.
La veterinaria, senza dare troppo peso al mio evidente timore, ha invitato Max a salutare il mio gatto che era di partenza. L’ho guardata come fosse troppo stanca per ragionare razionalmente, ben sapendo che il mio gatto non è mai stato in compagnia diretta di cani e tutto il bla bla bla relativo in questi casi. Ma la veterinaria sapeva che erano stati in buona compagnia l’uno dell’altro nei giorni precedenti.
Max si è alzato in piedi appoggiando le zampe anteriori al tavolo da visita e ha guardato il mio gatto che nel frattempo s’era accoccolato al centro. Si sono guardati e annusati. Non riesco a immaginare cosa si siano, tra virgolette, detti.
Osservando il cane ho notato la scarpa rossa. Poi Max è venuto a conoscere anche me e a farsi dare due carezze sulla testa.

Sono ritornato dalle veterinarie tempo dopo per accompagnare il mio gatto a una visitina di controllo.
Ancora Max che corre nello studio ad accoglierci.
Non ho resistito e questa volta gli ho fatto davvero un sacco di coccole. Mi sono ritrovato con le braccia aperte accovacciato in posizione precaria col gatto sul tavolo a prendersi i grattini e Max sdraiato sul pavimento a prendersi i grattini e un paio di veterinarie a sorridere alla scena.

Altra visitina del gatto alle veterinarie e di nuovo Max.
A questo punto pongo delle domande, in fondo quel cane mi appare in forma e non capisco quale male oscuro possa affliggerlo.
La scarpa rossa di Max, che è in sostanza un piccolo sacchetto di stoffa legato alla caviglia (i cani hanno la caviglia?), protegge il piede che ha subito l’amputazione di due dita dopo un lungo calvario.
Il solito bla bla bla.

Poi la terribile rivelazione: i padroni non lo vogliono indietro.
Per il momento se ne prendono cura le veterinarie, mentre si dannano cercandogli una nuova famiglia dove possa essere accolto e accudito.

Sono rimasto di stucco, per non dire altro, e decisamente innervosito.
Max ha due anni ed è bello, affettuoso, tranquillo, contento, coccoloso …e insomma è dotato di tutto quel che serve a farsi volere bene alla prima occhiata. Soprattutto dev’essere un cane di qualità, vista l’"amicizia" col mio gatto vecchio e solitario.

I mali della Terra sono ben altri rispetto a un cane rifiutato dal padrone. Ma se io non ho capito di quale razza sia Max, perché comunque a me sembra di razza anche se non mi é sembrato rilevante chiederlo, ho capito benissimo che razza di persone sono i suoi proprietari (anche se non conosco i motivi del rifiuto del loro cane; tali motivi potrebbero essere del tutto legittimi, anche se istintivamente ne dubito). E questo, comunque, mi aiuta a non meravigliarmi troppo di tutti gli altri mali che l’uomo riesce a compiere.

gattostanco @ 11:12 - Commenti (0)

27 giugno 2007

iMille? Love is a virus pavese

Conosco persone che dopo aver amato la spedizione dei Mille da ragazzi, ora pensano che forse Garibaldi poteva farsi gli affari suoi, invece di diventare un burattino dei Savoia.
Al Nord qualcuno inveisce a sentire nominare i Mille (stranamente, perè, diventa pensieroso inventandosi un potenziale ricordo di bei tempi andati a sentire nominare i Savoia).
Quindi la scelta del nome è l’unica critica che mi sentirei di fare al movimento promettente (un classico della politica) di prossimo inserimento nel nascituro Partito anti Democratico.

Personalmente credo che seguirò l’evoluzione di iMille usando come punto privilegiato di osservazione Loveisavirus.
Blogga da Pavia e non sente la parola "cronoprogramma" dal 1985. Mi sembrano ottime credenziali unite a un sano, e spero attento, entusiasmo. Eppoi ha il template deliziosamente sbiellato nella creazione dei permalink ai post :)

Da parte mia, invece, oramai sono stanco, brontolo e diffido. Penso non ci sia alcuno spazio per le brave persone nella politica che costruisce il Paese (o anche un comune di una cittadina qualsiasi come quella in cui abito). Mi ostino soltanto a mantenere viva la speranza, quasi fosse un virus impossibile da debellare.

gattostanco @ 12:33 - Commenti (0)

13 giugno 2007

Inaugurazione Feltrinelli Pavia 2

Ieri a Pavia grande opening ufficiale per La Feltrinelli.

Presenzia compiaciuta Inge Feltrinelli in persona.
Il rinfresco è offerto all’esterno per strada. Le pizzette e le frittatine (o quel che sono) ci soddisfano.
Un mare di gente, anche dentro.
La piccola sezione fantascienza è dedicata ai pochi soliti noti. Il genere fantasy è tra i libri per ragazzi. Sopra la grandissima sezione dedicata ai gialli campeggia anche il ritratto di Lucarelli, mentre mi sembrano pochi i classici di Rex Stout. La sezione informatica ha fatto un salto rispetto alla vecchia gestione: dal piano di sotto al soppalco e forse si è ristretta.
Mia moglie mi indica una parte del gota umanistico dell’Università aggirarsi tra gli scaffali.
Un tizio si sventola vigorosamente con un ventaglio verde.
Ascolto di straforo un momento di una conversazione del direttore che mi appare soddisfatto. L’ho riconosciuto grazie a una fotografia vista in una fotocopia offerta alla clientela di un articolo apparso nel giornale locale. Nella stessa fotocopia, in una intervista, la signora Inge paragona Pavia a Oxford (personalmente non sono mai stato oltremenica).
Tra gli scaffali vedo un sacco di signore distinte che si salutano tra loro con modi gentili soltanto nei punti di passaggio, bloccandoli.
Un sacco di giovani. Pochissime scollature (e comunque guardo i libri) in confronto alla fauna incontrata poco prima nel passeggio davanti ai negozi.
Questa mattina ritorneremo per comprare qualcosa e dare ‘un’occhiata’ meno accaldati dal clima e dalla ressa.

Aperitivo meritato e tranquillo sulla strada di casa da "Quelli Brilli" in corso Garibaldi. I disordinati e vuoti tavolini esterni sono in una piazzetta accanto. Il selciato di sassi è inclinato e così lo è un poco anche il nostro tavolino: divertente. Crodino, Ceres, patatine, olive, pane e salame: Euro 6,50.

gattostanco @ 09:04 - Commenti (0)

22 aprile 2007

Sono guelfo o ghibellino?

Appunti abbozzati in occasione della visita papale dalle mie parti.

Ieri pomeriggio era soleggiato e a tratti ventilato (insolito per Pavia).

Dal televisore vengo a sapere che la visita a Vigevano inizia con un modesto ritardo. Incredibilmente poco prima il Tg2 presenta la visita del Papa a Vigevano raccontando la storia di un convertito ex-musulmano picchiato dai vicini isalmici dopo essere accorso a difendere il figlio insultato dai figli dei vicini; quest’ultimi a loro volta lo accusano di essersi mostrato ubriaco e armato di un coltello: la storia, a mio modesto parere, non si regge in piedi malgrado le interviste agli interessati (e forse proprio a causa di esse, tanto per capirsi) e se forse avrebbe meritato un articoletto nella pagina della cronaca di un quotidiano locale, a me sembra vergognoso venga proposta in un telegiornale della Rai.

Mia moglie ostenta calma, ma sotto sotto mi sembra agitata come una ragazzina prima di un concerto pop.

Si decide di andare a dare un’occhiata in giro.

Le Canossiane hanno coperto alcune dichiarazioni (d’amore e d’altro) spruzzate sui loro muri con manifestini e un grosso “grazie” dipinto sopra un telo bianco.

Una scritta antistante una chiesa in corso Garibaldi a proposito di una persona che si sarebbe venduta per cinquanta euro, dopo tanti anni di onorato servizio alla cittadinanza è stata finalmente coperta da una mano di vernice.

Da qualche finestra e balcone o appesi a fili sopra il corso svolazzano cauti il giallo e il bianco.

L’accesso a piazza del Duomo è già chiuso a coloro senza pass. Mi aspettavo di vedere le parti intime di un cavallo di una statua equestre presente in piazza dipinte dalla goliardia pavese. Resto deluso, è proprio vero che l’università è cambiata e anche gli studenti non sono più quelli di una volta (il diciotto politico si è trasformato nel 25 economico).

Passeggiando per il centro vedo molte signore in gran gala. E noto anche un paio di giovani donzellette veramente poco vestite (una spiaggia per giustificare il loro abbigliamento, nei paraggi, non esiste) tanto che a momenti mi arrabatto per terra inciampando per la strada sconnessa.

Andiamo a sederci sotto i portici, mia moglie ed io, in una delle comode panchine di un cortile universitario. Pensavo di trovarle zeppe e invece sono vuote, a parte un gruppetto di ragazzi che sembrano farsi gli affari loro. Di profilo il volto marmoreo di Alessandro Volta sembra fare il palo in attesa della papamobile. Mi rilasso. Un paio di passanti attraversano in diagonale il cortile incuranti della superstizione.

Passa un Carabiniere a dare un’occhiata. Io penso alla mancanza dei cestini della spazzatura lungo le strade, compensata dalla presenza di alcune odiatissime (da parte mia) fioriere/posacenere grandi e grosse e capienti.

Mia moglie continua ad andare e venire da Strada Nuova al cortile universitario. Il Papa è in ritardo, ma il percorso è chiuso all’attraversamento pedonale e qualcuno passando urla al telefono per avvertire casa.

Alle otto di sera il cancello d’ingresso viene chiuso e così ritorniamo in piedi, proprio davanti all’ingresso, ad aspettare. Davanti a me, al secondo piano del palazzo di fronte, un balcone si anima di tre bambini piccoli e due giovani genitori. L’uomo sforna oggetti costruiti con palloncini a contribuire alla festa dei bimbi. L’impressione di famiglia e gioia credo piacerebbe al Santo Padre e, soprattutto, all’apparato propagandistico relativo. In ogni caso a me trasmette allegria e aria di festa (del resto tra pochi giorni arrivano il 25 Aprile e il Primo Maggio, o quel che ne resta).

Un marito anziano, a due passi da me, discute con la moglie sulla posizione migliore per osservare il passaggio della papamobile. Intercala qualche parolaccia e usa espressioni fumettistiche ricalcando il termine papamobile: papacorteo, papaelicottero, papasaluto e via dicendo. Mi sembra un sogno linguistico il passaggio dalla vecchia batcaverna di Batman alla moderna papascorta di PapaBenede’.

Dall’altra parte della strada un signore avverte gli astanti che per telefono un suo amico lo ha appena avvertito che gli elicotteri hanno lasciato Vigevano alla volta di Pavia. Sembra quasi lo dica non approvando appieno quella tappa nel viaggio pastorale, quasi si trattasse di un contrattempo: campanilismo provinciale (…campanilismo ;) ).

Mi sento un po’ maleducato e insensibile. Infatti mi ritrovo a pensare che manca il classico Estathe gigante tipico del Giro d’Italia. L’attesa del pubblico sembra la stessa. Passa un’auto e la folla rumoreggia e i bambini inneggiano al Papa per non sbagliarsi. L’atmosfera è quella di quando passano i primi motociclisti della stradale a precedere la testa della corsa.

Mia moglie è contenta e questo a me basta e avanza. Secondo la sua Chiesa viviamo nel peccato; però mia moglie (da me sposata davanti all’intera società civile e non davanti a uno solo degli dei) si sente tranquilla davanti al suo Dio e questo a lei basta e avanza: ha in cuor suo la certezza che la nostra sincerità di coppia sia avvertita dal Cielo, malgrado gli anatemi terreni. E non è detto che un giorno la Provvidenza operi per avere una Sacra Rota meno macchinosa o, meglio ancora sarebbe, faccia il miracolo di fare ottenere ai tribunali i fondi adatti al loro buono e celere funzionamento (questo sarebbe davvero un miracolo).

Passa il corteo delle autorità. Auto scure in fuga (ritorno al paragone con il Giro) che fanno una gran brutta impressione. Restituiscono l’immagine di contenere birbanti distaccati (forse corrono per non rischiare che qualcuno freghi loro la poltroncina che li attende).

Arriva! …Decido di fare un filmino invece che un paio di foto per quanto oramai manchi la luce. Sollevo la macchinetta digitale con la mano destra e l’appoggio al muro cercando di inquadrare come meglio posso. Sua Santità è voltata proprio verso l’ingresso dell’Alma Ticinensis University. Stacco la mano e seguo l’auto. Sposto gli occhi al soggetto dal vero, sollevo la sinistra, incrocio lo sguardo del Papa (o così a me pare) per un interminabile brevissimo momento, la mano sinistra cede e io faccio ciaociao continuando a riprendere.
Penso che anche dal vero, nonostante gli impegni e l’età, a me sembra un uomo ancora in buona forma. Spero sia contento di essere arrivato in città, dal suo amato Agostino.

Mia moglie è elettrizzata. Il carisma l’ha avvolta per un attimo. Da parte mia, seppur colpito, ho per un attimo l’impulso di chiederle se finalmente avremmo potuto andare a casa a cenare. L’impulso, per mia fortuna, lo blocco e non rovino il suo momento d’estasi. …Poi via a passo svelto (uffa) verso il Duomo.

A bordo Duomo si sente malamente la sindaco parlare. Ringrazio di non capire quel che dice e ripenso al fatto che votare al femminile non è garanzia di buon governo.

Ci spostiamo in piazza della Vittoria a vedere e sentire attraverso il maxischermo. Il Papa parla interrotto dai cori “Benedetto Benedetto”. Sembra di buon umore. In tutta sincerità non lo ascolto, ma mi guardo in giro. Alcune persone appludono allo schermo.

Istintivamente penso ai cartelloni papali nelle vetrine di Annabella. Sono antipellicciaio e penso al fatto che i Ravizza spesso li vedo a piedi (o persino in bicicletta) e questo (a me che sono autodipendente) mi pare una buona punizione. Il giorno dopo, domenica (oggi) è il Giorno della Terra, ma penso soltanto ora, mentre digito, a come ha passato la sua povera vita lo struzzo o la mucca dei quali ho mangiato ultimamente la carne.

Il Papa saluta e arrivederci a domani. Mia moglie ci indirizza verso casa pensando giè alla messa domenicale, dopo un brevissimo canto del Santo Padre. La vedrà in televisione, perché si capiva subito, da come veniva sistemata l’area della celebrazione, che i fedeli avrebbero potuto vedere un beneamato nulla.

Dopo un piatto di pipe rigate che ho condito in fretta con quel che ho trovato, la mia adorata si tuffa nel lettone con la Corrida, mentre io sul divano in compagnia del gatto mi guardo finire su RaiTre la trasmissione di Tozzi alle prese coi terremoti (sublime incontro tra la forza della natura e la stupidità degli umani). Penso sia curioso che proprio in questi giorni sia stato dato il via ufficiale alla creazione del Partito anti-Democratico.

Ora usciamo di nuovo a dare un’occhiata. Mi sento un po’ come in vacanza, visto le passeggiate alle quali mi costringe la mia amata. Mi diverto.

…Ma…
E allora il titolo da cosa vien fuori?
Da questo: il sette per cento delle visite al sito della Diocesi di Pavia in questi giorni arriva dal mio modestissimo post dedicato al menu del pranzo papale di oggi. Me ne compiaccio e spero d’essere stato utile a chi cercava informazioni dettagliate e chiare rilanciandolo su quelle pagine.
E quindi per questo mi chiedo se sono guelfo o ghibellino. O, semplicemente, un tizio qualsiasi.

gattostanco @ 14:41 - Commenti (0)

16 aprile 2007

Il menu del Papa a Pavia

Il Santo Padre sarà a Pavia durante il prossimo fine settimana.
Sabato sera dopo una visita pomeridiana a Vigevano, è previsto l’arrivo del Papa. Saluto in piazza e poi notte di riposo in vista dell’intensa giornata di domenica dedicata a girovagare per la città.

Mia moglie ed io abbiamo intenzione di restarcene chiusi in casa.
Sconsiglio vivamente chiunque non sia interessato all’evento di venire a Pavia nel prossimo week end. La baraonda di gente e di traffico sarà totale, credo sia evidente, anche a causa dei numerosi spostamenti del corteo papale. Al massimo, finita la messa domenicale che lei probabilmente si godrà in televisione, andremo a fare due passi attorno all’area dove verrà celebrata, a guardare i fedeli locali e foresti.

In rete si trovano appuntamenti, orari e percorsi (segnalati dal vero anche dalla piombatura dei tombini evidenziata da un colore giallo brillante) in queste pagine a cura della Diocesi di Pavia (almeno così credo: la pagina principale riporta l’indicazione pavia-prova nel titolo della pagina stessa. Noto il fatto che il contatore Shinystat presente soltanto in home è stato creato giovedì scorso. Non sembra esistere una versione totalmente accessibile al sito, che tra l’altro offre alcune pagine apparentemente prive di strumenti di navigazione interna …forse è colpa del mio IExplorer).

La costruzione dell’altare e l’adattamento dell’area prescelta per la mega messa proseguono alacremente (presumo, non me ne intendo) e attira i turisti di passaggio e i soliti amanti dei cantieri. Al momento non sembrano essere in atto piani di controllo del territorio visibili (come al solito in centro ho visto i Vigili Urbani fare multe incuranti del traffico bloccato -gli automobilisti tendenzialmente non organizzano rivolte- e il Carabiniere di quartiere fare due chiacchiere con una avvenente commessa) e nemmeno sono comparsi selvaggi divieti di sosta e anzi addirittura ora è presente un circo accanto all’area (oltre a uno dei campi zingari pavesi). Penso sarà fatto tutto il possibile per la sicurezza in maniera molto discreta.

Il giornale locale di ieri pubblicava il menu del pranzo papale di domenica offerto dal Vescovato (non ho resistito a comprarlo soltanto per averlo):
Salumi con cipolline in agrodolce, uova di quaglia, insalata di mare
Risotto alla pavese, caramelle piacentine
Bocconcini al limone, arrosto di vitello
Fagottini di fagiolini, insalata primavera
Macedonia, torta, caffè
Da notare le sponsorizzazioni culinarie: il riso è fornito da Riso Gallo, mentre i vini sono La Versa. I piatti, bicchieri e tovaglie sono stati donati da alcuni imprenditori pavesi e non.

Al Papa saranno regalati dalla Diocesi una croce pettorale, una medaglia (a carattere religioso e commemorativo) e una scultura.

gattostanco @ 09:56 - Commenti (0)

28 febbraio 2007

BlogItalia e la classifica blog di Pavia

Mia moglie si è addormentata nel lettone davanti a San Remo a metà canzone di DJ Francesco (o come si chiama ora) e il suo babbo. Prima abbiamo commentato insieme i capelli di Baudo e il suo trucco pesante, poi abbiamo stroncato il vestito orrendo della svizzera.
Su La7 era riproposto per l’ennesima volta Papillon (gran mito).
Volevo fare un mega post commentando ampiamente alcuni interventi altrui raccolti in del.cio.us che hanno sbizzarrito molti miei pensieri, ma ho deciso di rimandare distratto da altro ben più positivo e divertente: le classifiche provinciali di BlogItalia.

Sapevo dei recenti cambiamenti di BlogItalia, a partire dal logo, ma non avevo mai trovato tempo e voglia di approfondire la nuova veste e le nuove funzionalità.
Questa sera via feed ho letto questo post di The Mangia dove ringrazia per la sua posizione nella classifica blog della provincia di Pavia stilata quotidianamente da BlogItalia e sono rimasto a sfogliarla (a parte i blog presenti che seguo già).

A mio parere non è tanto importante la posizione nelle classifiche provinciali, quanto il fatto che scremi in sostanza i blog attivi da quelli inattivi. In precedenza l’elenco provinciale dei blog era statico e mostrava accanto ai blog attivi anche i blog chiusi o abbandonati che non erano stati cancellati dai proprietari dagli elenchi di BlogItalia. Ora questo problema (per me che ogni tanto apprezzo ancora il fascino della scoperta di altri blog e sono curioso dei fatti dei miei vicini) è in parte stemperato al sole di questo caldo febbraio (oggi mentre guardavo lavare la macchina ero in camicia all’ombra).

gattostanco @ 00:11 - Commenti (5)

26 febbraio 2007

Cinema muto e bluEsForCE a Pavia

Questa città, Pavia, a volte riesce a sorprendermi in bene.

Il cinema muto per me è una vaga idea rispecchiata nelle comiche di un tempo e in qualche capolavoro del quale magari ho letto qualcosa, ma che mai ho visto.
E la mia percezione della musica si ferma al Vasco d’annata e a un ascolto di alcune stazioni radio di tipo automobilisto o durante le mie cooksession in cucina.
Eppure ho piacere di segnalare una iniziativa particolare:

bluEsForCE (sito flash) è un collettivo di musicisti dalle singole radici piuttosto diverse (blues, rock, jazz, electro) che ha deciso di musicare dal vivo una serie di film muti.
In questo post di Zio Burp tutte le info e i link del caso (la rassegna inizia domani 27 febbraio).

gattostanco @ 13:35 - Commenti (0)

6 febbraio 2007

Jazz. Dopodomani. Pavia. Burp.

Piccolo (e raro) spazio pubblicità.
Incollo dal blog di Burp:
Nel centro di Pavia, accanto al cinema Corallo c’è un piccolo locale che si chiama Malaika. In queste settimane sta ospitando una piccola rassegna musicale di piccole formazioni blues e jazz.
Giovedì 8 febbraio, dopodomani, tocca a noi.
Con il nostro piccolo repertorio di standard e qualche pop song rivisitata, io, la mia piccola pianola e la piccola Luana ci esibiremo lì tra le 22 e le 24 circa.
Ditelo in giro, portate molti amici, preferibilmente di piccole dimensioni.
Ora vado in palestra. Ché se butto giù altri due kg magari ci entra uno spettatore in più.
Questo il piccolo post di presentazione (con tanto di locandina)

gattostanco @ 13:18 - Commenti (2)

Informazione pavese in rete (manca)

Da qualche tempo seguo con interesse [mini]marketing nonostante abbia maturato nel tempo una idiosincrasia nei confronti di qualsiasi cosa marchiata dall’azione del marketing.
A quanto mi pare di capire l’autore del blog esce dai soliti schemi di uno stupido, insensato, truffaldino, menzoniero o demoniaco blaterare oramai tradizionalmente riferibile, per quel che ne penso io, al mondo del marketing, per riportare nel blog osservazioni attente (spesso pienamente condivisibili), chiare e acute.

Nell’ultimo post tratta brevemente il rapporto, praticamente assente, tra la stampa locale e il web.

Da quando il giornale locale di Pavia, "La Provincia Pavese" del Gruppo L’Espresso, ha cessato di distribuire liberamente on line i propri articoli, mi sono ritrovato senza informazione giornalistica riguardante la città in cui abito. La Provincia la sfoglio al supermercato, ogni tanto, e la compro cinque o sei volte all’anno, non di più: l’informazione nazionale pubblicata ricalca quella che posso trovare completa e migliore in rete, mentre quella locale si spalma sull’intera provincia (e un poco oltre) e spesso non mi interessa approfondirla a tal punto da voler rileggere un articolo seduto nel divano di casa.
Devo ammettere che mi manca una fonte giornalistica quotidiana relativa a Pavia in rete. Non ho idea di quanto questo gap sia esteso tra gli internauti pavesi e tanto meno quanto sia riferibile ad altre realtà geografiche.

Del resto penso sia anche vero che l’informazione locale interessa sempre meno i giovani che possono venire a sapere di un eventuale blocco del traffico dai nonni. Inoltre ritengo plausibile l’intenzione dei grandi gruppi editoriali di rinchiudere fortemente nella propria nicchia di mercato l’informazione locale dei piccoli centri non potendo inglobarla (per questione di costi proibitivi) nelle pagine interne dei quotidiani nazionali (o quasi) distribuiti in quei centri.
Facendo zapping sulle piccole televisioni locali mi capita di vedere spezzoni di telegiornali relativi ad altre città provinciali della regione (Il Tg3 Lombardia è totalmente milanocentrico, e neanche bene, e spesso racconta di notizie giù apparse nel fratello maggiore o di mostre e bei paesaggi, quindi mi è completamente inutile).

L’internet pavese, a mio parere, a parte pochissime eccezioni è abbastanza depressa o deprimente. Tra le eccezioni spicca la gradevole presenza di MiaPavia. Si tratta di un magazine ben fatto e curato.
Però non è un giornale quotidiano (e non vuole naenche esserlo) pur avendo un taglio giornalistico e dando risalto alle principali informazioni per la cittadinanza come ad esempio i blocchi del traffico (inutili). …Tra parentesi, in provincia è molto interessante il caso di un paese accanto ad una delle maggiori raffinerie d’Europa che sembra abbia goduto inspiegabilmente del drastico calo dell’inquinamento atmosferico da un anno all’altro, caso, purtroppo, del quale non ho trovato traccia in rete (ricerca superficiale)…

E allora ?

Da vecchio navigante non sono disposto a cacciare un solo centesimo per godere di contenuti in rete. Questo penso sia ovvio e assodato. Però per quanto sia abituato a non accorgermi della pubblicità nelle pagine web, certo ogni tanto mi distraggo e mi ci cade l’occhio sopra.
Quindi, chiunque abbia intenzione di aprire un blog (o un sito) di puntuale informazione quotidiana (non troppo di parte) relativa a Pavia e provincia avrà i miei ringraziamenti e il mio supporto.

gattostanco @ 12:56 - Commenti (3)

13 dicembre 2006

Maurizio Crozza a Pavia per Capodanno

A quanto pare da notizie stampa, Maurizio Crozza, il noto comico genovese, ha deciso di intervenire al Capodanno in piazza organizzato a Pavia (anche coi soldi dei parcheggi a pagamento estesi ancora di recente, presumo, e di quelli non certo risparmiati per essere spesi nel Festival dei Saperi di cui è stato contestato l’uso dei notevoli fondi), visto che la Margherita di Genova non gradiva la sua presenza in relazione alla faccenda dell’imitazione di Sua Santità fatta a La7.

Io preferirei starmene da solo al calduccio in casa piuttosto che in mezzo a una marea di gente infreddolita e alticcia (per quanto sia allettante a molti).
Fortunatamente il progetto personale è di restare con mia moglie al calduccio in casa, almeno per un paio di gioni, senza smarronamenti di sorta (a parte i truzzoni con i loro petardoni).
Ma sono contento per Pavia e per Crozza.

L’ironia, se di ironia si può parlare, per me è che sono mesi e mesi che sul giornale locale pavese si alternano conferme e smentite e rinvii e altre conferme di una prossima visita del Santo Padre.

Pensierino:
Tanti anni addietro la politica genovese si ribellò per non avere i fastisti a congresso (morti, feriti e camionette della Celere assaltate). Oggi brontola per non avere Crozza in piazza a Capodanno (pacificamente, senza esporsi). Non giudico, ma mi viene da ridere.

gattostanco @ 16:17 - Commenti (5)

22 agosto 2006

I blog pavesi di BlogItalia

Da Deeario ho trovato una mappa navigabile dei blog italiani divisi per provincia e realizzata dallo stesso Tony utilizzando i dati di BlogItalia.
A me sembra interessante e divertente.

Al momento risultano presenti 88 blog residenti in provincia di Pavia tra i registrati in BlogItalia.

Ecco l’elenco scremato dagli inattivi, commerciali o doppi (ovviamente mancano tutti i blog pavesi non registrati):

- blog Pavia -

Anathea
Assolutamente provvisorio
Burp!
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gattostanco @ 18:53 - Commenti (10)

18 aprile 2006

Burp Quintet a Spazio Musica

BURP QUINTET a Spazio Musica Pavia il 19 APRILE 2006
Clicca l’immagine.

Ci si vede domani sera.

 

 

 

 

 

 

 
Perché il jazz per i primi dieci o quindici minuti è splendido; poi dipende dai gusti.

gattostanco @ 17:57 - Commenti (2)

18 gennaio 2006

Benvenuto e-Ciampi

    Ciao Carl’Azeglio,

Domani girellerai un po’ per Pavia.
Il sito del Comune di Pavia presenta il tuo arrivo con una pagina. Viene segnalata la rimozione dei cassonetti dell’immondizia dai luoghi riferibili alla tua visita e le varianti ai percorsi degli autobus. Interessante, ma mi aspettavo qualcosa di più. Mi sembra inutile linkarti il sito.
Il sito della Provincia di Pavia sembra statico e l’unica notizia utile riguarda il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale risalente alla fine del 2003. Mi sembra inutile linkarti il sito.
Il sito della Prefettura di Pavia mi sembra lentissimo e risulta aggiornato al 20 settembre 2005. In ogni caso non contempla la tua visita. Mi sembra inutile linkarti il sito.

Carl’Azeglio, che dirti, io abito a Pavia e mi sembrava carino salutare la tua visita con un post che prendesse un po’ in giro le frasi di rito, o di comodo, che credevo di trovare nei siti internet istituzionali locali in occasione del tuo passaggio. Ho trovato il nulla (a parte il riferimento ai cassonetti che tra l’altro sono lerci e quindi mi sembra giusto non farteli vedere non solo per ragioni di sicurezza, ma anche di buon gusto).

Cerca di divertirti e non pensare troppo al tuo arduo lavoro (ancora per poco, fatti coraggio e stringi i denti).
Salutoni di cuore a te e alla signora Franca.

        gattostanco

gattostanco @ 20:05 - Commenti (0)

22 giugno 2005

Pavia dal satellite

Grazie a Motoricerca.net scopro che Google nel proprio servizio mappe ha aumentato il livello di dettaglio delle immagini via satellite di molte zone della Terra.
Qui i dettagli.
Tra le aeree ad alta definizione c’è anche la città di Pavia.
Il satellite è passato durante un sabato mattina: si vedono le bancarelle.
Vedo l’auto di un mio vicino davanti a casa e quella di un altro parcheggiata davanti al garage (il proprietario la coccola molto nei finesettimana della bella stagione). La mia è coperta da un’ombra. Scorgo anche i cassonetti (cassolerci, in realtà) della spazzatura.

gattostanco @ 02:10 - Commenti (3)
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