Archivio per la categoria 'Politica'

23 settembre 2007

No Meetup? No Grillo! :D

E’ una cosa pazzesca (tanto per citare).
Sfogliando le pagine web di alcuni dei numerosi gruppi di amici di Grillo ospitati da Meetup, non trovo riferimenti elettronici per chiedere informazioni o avere un contatto, se non all’esoso (per me) prezzo di farmi profilare da Meetup. E io sono allergico a registrami per vecchia abitudine.

Ad esempio del gruppo pavese posso vedere quello che scrivono nel forum (o quel che è), leggere le iniziali bozze propositive (alcune interessanti, altre graziose e alcune… alcune pazienza), scaricare documenti e fotografie, ma, ma, ma non posso comunicare senza prima iscrivermi.
E questo essere impermeabili all’esterno si manifesta in molti altri gruppi. Pensavo fosse soltanto quello di Pavia a mostrarsi simpaticamente chiuso e provinciale, mentre invece anche quello di Milano, tanto per fare un esempio, mi sembra privo di riferimenti utili all’esterno. Forse sono fuso io a non trovare un visibile indirizzo di posta elettronica malgrado la buona volontà e i tentativi compiuti.

Non capisco. Mi vien da ridere dubbioso. Mi sembra, paradossalmente, tutto un po’ poco internettiano, perfino "partitocratico" oso pensare (sorridendo). Del resto (altra citazione) un italiano è un latin lover, due italiani sono un casino, tre italiani fanno quattro partiti.

A margine mi appunto questo dubbio domenicale: piuttosto che lasciare migliaia di commenti a ogni post di un singolo blogger, non sarebbe meglio scrivere mille post capaci di stimolare un commento?

gattostanco @ 16:50 - Commenti (0)

21 settembre 2007

Quattro grilli al bar, stasera

Ieri sera ho seguito AnnoZero per la prima volta.
Sono stanco, politicamente stanco, e arreso all’evidenza di tutti i giorni. Così a quel poco che ho digitato a proposito di Grillo e del V-Day e delle liste civiche non aggiungo altro.

Però…
Segnalo che Gli amici di Beppe Grillo di Pavia si ritrovano questa sera per festeggiare (magari pensando al futuro).
Ore 21 al Caffè Dell’Abate in via Brambilla 45 a Pavia (mappa di Google)

Il titolo del post riprende una celebre canzone di Gino Paoli. In realtà le adesioni sono una trentina. E anch’io, spinto da una forte curiosità, sarei tentato di andare a bere una birretta. Ma forse sono già inesorabilmente troppo stanco.

gattostanco @ 01:18 - Commenti (0)

19 settembre 2007

Amici di Beppe Grillo di Pavia

Nei giorni scorsi, passando davanti alla bolgia del V-Day 2007 davanti al tribunale di Pavia ho notato una musica un po’ troppo dura per le mie orecchie e troppa gente per i miei gusti.
Sembravano tutti contenti e pieni d’energia e pronti a fare qualcosa. Ho dovuto spiegare a mia moglie cosa fosse quella specie di incursione in una placida giornata pavese dedicata al passeggio (e cosa esattamente l’avessi trascinata a vedere).

Sono ancora pensieroso e dubbioso, lo ammetto.

Quando digitai che in famiglia avevamo preso in considerazione l’ipotesi di votare il Grillo nel caso fosse sceso in campo non pensavo davvero sarebbe accaduto, per quanto l’ipotesi mi solleticasse.
Non ho ancora ben chiare le implicazioni e neppure ho formato una qualche opinione personale al riguardo. Sconsolato penso che anche questo movimento popolare avrà vita disprezzata, breve e difficile prima d’essere inglobato dalla politica fatta dai ladri e dai maneggioni (pur regolamente eletti) se prima non si annienterà in interminabili discussioni interne dopo aver abbandonato il buon senso e accantonato l’entusiasmo civico.
Del resto, pur stanco, mantengo sempre viva la speranza…

Gli amici di Beppe Grillo di Pavia si radunano (così mi par di capire) attorno a una sorta di blog ospitato da Meetup (forse, ipotizzo, Casaleggio Associati presto metterà a disposizione una piattaforma comune di presenza e dialogo in rete per tutti i simpatizzanti). In questo momento sono 299 gli ‘amici’ di Pavia registrati. Sfogliando l’elenco ho trovato studenti, operai, professionisti, imprenditori, giovani e meno giovani, fancaz*isti, superimpegnati, tecnici, ricercatori, bancari, informatici, agricoltori… Di certo non tutti sono davvero spinti dalle migliori intenzioni e, comunque, di certo non tutti gli amici del Grillo pavesi si sono registrati.

Da parte mia, così su due piedi e alla cieca, dico che voterei ben volentieri alle prossime elezioni amministrative una qualsiasi di quelle persone se verrà presentata una lista civica. Sembrano davvero persone normali (forse soltanto di un poco troppo speranzose). Di certo, immagino, peggio dei presenti e passati amministratori non potrebbero fare.
Forse nei prossimi mesi cambierò idea… Ma il tempo prima delle prossime elezioni dalle mie parti è ancora parecchio.

gattostanco @ 12:24 - Commenti (0)

30 luglio 2007

Brutto post demagogico

Premessa
Evidentemente oggi ho perduto la pazienza.

Demolizioni passate
Anni orsono vivevo in una tranquilla cittadina di provincia.
Accanto a un parcheggio, proprio a due passi dal centro e dalla stazione, si ergeva maestoso un monumentale e vasto rudere industriale (a me sembrava bruttarello, ma non me ne intendo d’architettura).
Qualcuno avrebbe voluto conservarlo, ristrutturarlo e riadattarlo in qualche maniera al servizio dei cittadini.
Lo demolirono a cavallo di Ferragosto per costruire palazzi.

Tentativi di demolizioni d’oggi
Nei giorni scorsi, lo riporta firma (prendendo spunto da un confuso, a mio parere, articolo di giornale), anche a Pavia è stato tentato l’avvio della demolizione di una vecchia e fatiscente area industriale, poi bloccato da beghe legalburocratiche (che probabilmente nei giorni di Ferragosto non si sarebbero verificate).
Giustamente sottolinea quanto sia, presumibilmente, molto piè forte la spinta economica rispetto alle ragioni derivanti dal degrado o dalla numerosa presenza di (non ricordo quale sia l’ultima bizzarra definizione politicamente corretta inventata da qualche politico) ‘persone ufficialmente non stanziali’.

Esperienze passate
Sono in casa da solo a mangiare uva spaparanzato davanti al televisore. Avevo marinato l’università. Sento sferragliare dietro la porta di casa. Mi alzo, vado ad ascoltare. Sembra che qualcuno voglia entrare, pur non avendo le chiavi. Mi spavento. Inizio a fare rumore anch’io con l’intento di informare chi è dall’altra parte che qualcuno è in casa. I rumori da fuori cessano, o quasi. Non saprò mai spiegarmi la ragione, comunque apro di scatto la porta. Vedo una ragazzina scassinatrice e un bambino apprendista. Attimo di sospensione. La ragazzina raccoglie la borsa, probabilmente degli attrezzi, prende per mano il bambino che s’era messo a piangere e si getta giù per le scale di corsa.
Ripresi, scosso da quelle faccettine, a guardare la televisione.
Io sono stato un bambino fortunato, e quel giorno sono diventato un ragazzo un pochino più intollerante. Perchè il concetto stesso di tolleranza indebitamente esteso è deleterio e genera indifferenza.

Al bar con amici
L’altro giorno ero seduto a un tavolino di un bar di Piazza della Vittoria (per chi non conosce Pavia: mi trovavo in pieno centro, sullo sfondo intravedevo Annabella e alle mie spalle, a pochi metri, spuntava il Duomo). Con me erano due amici che hanno investito una giornata del loro presioso tempo insieme per vedere la città. Personalmente sono una pessima guida turistica; in compenso li ho fatti camminare non troppo.
Si avvicina un bambino a chiedere l’elemosina controllato a distanza da un adulto non stanziale (forse la nonna).
Noto l’espressione un po’ così degli amici foresti seduti con me. Mi dico che certo anche nelle loro città ci sono bambini costretti dai genitori a chiedere l’elemosina ai turisti. Mi dico che forse hanno il timore che il bambino si freghi i miei occhiali da sole appoggiati sulla tovaglietta, ma sono occhiali vecchi, fuori moda e rigati al punto che neanche un bambino li fregherebbe. Mi dico che forse sono turbati dal mio cambio di tono di voce nel controbilanciare la breve insistenza del giovane mendicante.
Restiamo, di nuovo soli, nel caldo e umido pomeriggio estivo pavese a chiederci cosa si dovrebbe fare per salvarlo.

Il cassonetto indifferenziato
Dalla finestra della cucina posso ammirare due cassonetti dell’immondizia in lontananza.
Spesso, con la finestra aperta, mi capita di sentire il loro caratteristico rumore. Spesso sono i vicini di casa che sono scesi a buttare la spazzatura, a volte si tratta di un furgoncino che getta chissàcosa, a volte si tratta del vicino della villetta accanto che sembra felice d’allontanarsi per qualche momento dalla moglie, spesso si tratta di qualcuno che rovista attento – ogni tanto riconosco un padre (o un fratello maggiore) con un ragazzino al seguito che cavalca sempre biciclette diverse, ma, presumo, nulla che possa servirgli a crescere-.

Io non sono padre.
Alla mia età credo di essere una eccezione.
Malgrado questo e facendo demagogia spicciola e inconcludente, non ho dubbi in proposito e me ne scuso, a me sembra che la salvaguardia dell’infanzia dovrebbe essere la massima priorità. Eppure è mai tale.
…Sono stanco di provare sofferenza per quei bambini ultimi tra gli ultimi che nessuno vuole salvare dai loro genitori o dalle circostanze. E pensare che detesterò e avrò timore di quei bambini quando saranno diventati adulti.
Esiste ancora chi pensa a fare l’Italia. Giustissimo. C’è anche chi vorrebbe spezzarla. Boh.
In ogni caso, qualcuno dovrebbe decidersi a fare gli italiani. E non a farseli.

gattostanco @ 13:09 - Commenti (0)

24 luglio 2007

Minipost: presidentesse e tradimenti

Questa mattina, per amor dell’ameno conversar, con mia moglie ci si chiedeva se una donna che perdona in poche ore un tradimento fisico del marito (qualunque siano state le ragioni, ammettendo il gesto come un perdono soltanto pubblico, eccetera) ci piacerebbe come presindentessa.

gattostanco @ 09:41 - Commenti (0)

16 luglio 2007

Vecchio blogger latinorum

Mi coglie una sensazione strana.
Una parte di me è divertita e soddisfatta. Un’altra si sente impaurita e preoccupata.

Cosa è accaduto?

Boh mi cita nella chiusa di un suo interessante post (riguardante i blog chiusi d’autorità, la privacy, il giornalismo, quel suo articolo plagiato e le web-querele).
La citazione avviene come se fossi un sapiente saggio del quale si estrapolano frasi e aforismi per consolidare un proprio pensiero.

La frase esatta è "come ha detto un vecchio blogger qualche anno fa" seguita da una citazione latina aggiornata maccheronicamente ai tempi moderni della blogosfera dal sottoscritto nel 2004:
Melius bloggare quam deficere
(Meglio bloggare che mancare)

Le altre erano (tradotte a spanne)
Cave blog (attenti al blog)
Duro blog sed blog (duro blog, comunque blog)
Blog non verba (blog, non parole)
Blog mundus minor (blog, un piccolo mondo)
Quot blog tot sententiae (tanti blog tante opinioni)

E rileggendo il post su Orientalia, a me sembra che quelle citazioni possano andare tutte bene a sottolineare i vari passaggi del suo pensiero.

Sono sincero: quel "vecchio" matusalemmico affibbiatomi, certo affettuosamente, non è che mi piaccia molto. Anche se oramai mi sono rimasti più capelli bianchi che bruni e quando lascio crescere la barba me la ritrovo a pezze bianche e nere, questo è vero.

:-D

Nota seriosa a margine: in alcuni commenti al post intravedo una diversa interpretazione dei contenuti del post stesso nella quale non mi riconosco.
Un parziale sunto (in parole povere): il blogger deve essere libero di esprimere le proprie opinioni, ma deve farlo nel rispetto delle norme che regolano la convivenza civile e garantiscono la libertà d’espressione.
Ipotizzare al contrario, come mi par d’intendere in quei commenti, un affossamento di questa responsabilità oggettiva significherebbe, a mia sindacabilissima opinione, dare ragione a chi manipola gli strumenti di comunicazione di massa ancora ben più potenti e influenti dei blog.
Demagogicamente e molto semplicemente: se il blog è mio, libero e lo gestisco io liberamente, in ogni caso la sua libertà termina dove inizia quella di ogni altra persona. E viceversa.

gattostanco @ 19:47 - Commenti (0)

27 giugno 2007

iMille? Love is a virus pavese

Conosco persone che dopo aver amato la spedizione dei Mille da ragazzi, ora pensano che forse Garibaldi poteva farsi gli affari suoi, invece di diventare un burattino dei Savoia.
Al Nord qualcuno inveisce a sentire nominare i Mille (stranamente, perè, diventa pensieroso inventandosi un potenziale ricordo di bei tempi andati a sentire nominare i Savoia).
Quindi la scelta del nome è l’unica critica che mi sentirei di fare al movimento promettente (un classico della politica) di prossimo inserimento nel nascituro Partito anti Democratico.

Personalmente credo che seguirò l’evoluzione di iMille usando come punto privilegiato di osservazione Loveisavirus.
Blogga da Pavia e non sente la parola "cronoprogramma" dal 1985. Mi sembrano ottime credenziali unite a un sano, e spero attento, entusiasmo. Eppoi ha il template deliziosamente sbiellato nella creazione dei permalink ai post :)

Da parte mia, invece, oramai sono stanco, brontolo e diffido. Penso non ci sia alcuno spazio per le brave persone nella politica che costruisce il Paese (o anche un comune di una cittadina qualsiasi come quella in cui abito). Mi ostino soltanto a mantenere viva la speranza, quasi fosse un virus impossibile da debellare.

gattostanco @ 12:33 - Commenti (0)

25 giugno 2007

Minipost: i colori del cuore

QueenMab segnala qui di aver postato 230 immagini (pag 1 e pag 2) scattate durante il gay pride a Milano di sabato scorso.

Ogni fotografia racconta una storia.
Molti i sorrisi …di tutti i colori.

gattostanco @ 11:28 - Commenti (0)

30 aprile 2007

GreenCampIt: promesse o premesse?

Girovagando per la blogosfera alla ricerca degli ultimi post dedicati allo ZenaCamp, mi sono imbattuto su BarCampItalia in questo post di Gianfranco Mascia.
Si tratta di una breve presentazione dell’imminente GreenCampIt.

Essendo l’evento ospitato all’interno di un convegno organizzato da un partito politico, d’istinto stavo bellamente passando oltre come faccio solitamente da comune cittadino quando qualcosa è sponsorizzato da un partito, e quindi sostanzialmente propagandistico o vuoto o dannoso. Ho i miei pregiudizi e in questo caso mi pare corretto non nasconderli.

Prima di chiudere mi è caduto lo sguardo sui commenti e ho letto il primo apertamente critico di una certa Elena. Come sempre ho posato il puntatore del mouse per sapere chi fosse quella specifica elena. Casualmente, pur non avendola ancora mai letta, sapevo di chi trattarsi: la persona che ha scarrozzato Sonetti a Genova per lo ZenaCamp. Casualmente ho avuto modo e il piacere di essere presentato a Sonetti proprio lo scorso sabato e allora mi sono attardato a leggere oltre.
Leggo oltre e trovo un botta e risposta tra Elena (che posta, vedo ora, sul suo blog un compendio a quei suoi commenti), Sonetti e Gianfranco.

I termini del contendere, riassumendo al massimo e dal mio punto di vista, sono:
- Quale credibilità (e figuriamoci l’autorevolezza, come si usava dire una volta nel mondo dei blog) ha in blogosfera un partito politico (qualsiasi esso sia) per ospitare un barcamp (inteso non soltanto come formula per un convegno, ma anche come libera aggregazione di persone che curano un blog)?
- Quali elementi sanciscono la buona riuscita di un BarCamp?

A questo punto mi dimentico del mio megapost riguardante lo ZenaCamp e mi intrometto commentando anch’io. Commento da cittadino qualsiasi disilluso e difficilmente motivabile a investire soldi (per quanto relativamente pochi) e tempo in un evento organizzato senza che qualcuno di cui ho stima mi abbia incoraggiato direttamente o indirettamente (senza offesa per alcuno, attualmente non ho fiducia in alcun partito o nei relativi rappresentanti e/o esperti di comunicazione).

Spesso commento e poi rileggo e poi chiudo la pagina senza inviare quel che ho scritto. In questo caso ho fatto una eccezione e ho inviato il mio confuso sproloquio per dire molto banalmente che se le promesse possono anche essere considerate certamente buone, dove sono le premesse?
E questo l’ho fatto senza desiderio di polemizzare, ma soltanto per esprimere la mia opinione.

Nota a margine: mi spiace, caratterialmente tendo a interessarmi a fondo di una faccenda se mi diletta e ho tempo da dedicarle. In questi giorni si tratta dei BarCamp. Poi magari passerò ad altro. Non ho ancora aperto blog tematici proprio per la necessità di avere un socio che sappia tenermi nei confini dei diversi argomenti :D

gattostanco @ 11:53 - Commenti (0)

25 aprile 2007

Minipost: 25 Aprile

Il dizionario De Mauro offre molte definizioni apolitiche di una "parola" spesso associata ai festeggiamenti e al ricordo del 25 Aprile.

Libertà

Leggendo le diverse sfumature del significato nelle diverse accezioni è possibile avvertire la bellezza, la fragilità e la responsabilità di essere liberi (o di credersi tali).

gattostanco @ 11:27 - Commenti (0)

22 aprile 2007

Sono guelfo o ghibellino?

Appunti abbozzati in occasione della visita papale dalle mie parti.

Ieri pomeriggio era soleggiato e a tratti ventilato (insolito per Pavia).

Dal televisore vengo a sapere che la visita a Vigevano inizia con un modesto ritardo. Incredibilmente poco prima il Tg2 presenta la visita del Papa a Vigevano raccontando la storia di un convertito ex-musulmano picchiato dai vicini isalmici dopo essere accorso a difendere il figlio insultato dai figli dei vicini; quest’ultimi a loro volta lo accusano di essersi mostrato ubriaco e armato di un coltello: la storia, a mio modesto parere, non si regge in piedi malgrado le interviste agli interessati (e forse proprio a causa di esse, tanto per capirsi) e se forse avrebbe meritato un articoletto nella pagina della cronaca di un quotidiano locale, a me sembra vergognoso venga proposta in un telegiornale della Rai.

Mia moglie ostenta calma, ma sotto sotto mi sembra agitata come una ragazzina prima di un concerto pop.

Si decide di andare a dare un’occhiata in giro.

Le Canossiane hanno coperto alcune dichiarazioni (d’amore e d’altro) spruzzate sui loro muri con manifestini e un grosso “grazie” dipinto sopra un telo bianco.

Una scritta antistante una chiesa in corso Garibaldi a proposito di una persona che si sarebbe venduta per cinquanta euro, dopo tanti anni di onorato servizio alla cittadinanza è stata finalmente coperta da una mano di vernice.

Da qualche finestra e balcone o appesi a fili sopra il corso svolazzano cauti il giallo e il bianco.

L’accesso a piazza del Duomo è già chiuso a coloro senza pass. Mi aspettavo di vedere le parti intime di un cavallo di una statua equestre presente in piazza dipinte dalla goliardia pavese. Resto deluso, è proprio vero che l’università è cambiata e anche gli studenti non sono più quelli di una volta (il diciotto politico si è trasformato nel 25 economico).

Passeggiando per il centro vedo molte signore in gran gala. E noto anche un paio di giovani donzellette veramente poco vestite (una spiaggia per giustificare il loro abbigliamento, nei paraggi, non esiste) tanto che a momenti mi arrabatto per terra inciampando per la strada sconnessa.

Andiamo a sederci sotto i portici, mia moglie ed io, in una delle comode panchine di un cortile universitario. Pensavo di trovarle zeppe e invece sono vuote, a parte un gruppetto di ragazzi che sembrano farsi gli affari loro. Di profilo il volto marmoreo di Alessandro Volta sembra fare il palo in attesa della papamobile. Mi rilasso. Un paio di passanti attraversano in diagonale il cortile incuranti della superstizione.

Passa un Carabiniere a dare un’occhiata. Io penso alla mancanza dei cestini della spazzatura lungo le strade, compensata dalla presenza di alcune odiatissime (da parte mia) fioriere/posacenere grandi e grosse e capienti.

Mia moglie continua ad andare e venire da Strada Nuova al cortile universitario. Il Papa è in ritardo, ma il percorso è chiuso all’attraversamento pedonale e qualcuno passando urla al telefono per avvertire casa.

Alle otto di sera il cancello d’ingresso viene chiuso e così ritorniamo in piedi, proprio davanti all’ingresso, ad aspettare. Davanti a me, al secondo piano del palazzo di fronte, un balcone si anima di tre bambini piccoli e due giovani genitori. L’uomo sforna oggetti costruiti con palloncini a contribuire alla festa dei bimbi. L’impressione di famiglia e gioia credo piacerebbe al Santo Padre e, soprattutto, all’apparato propagandistico relativo. In ogni caso a me trasmette allegria e aria di festa (del resto tra pochi giorni arrivano il 25 Aprile e il Primo Maggio, o quel che ne resta).

Un marito anziano, a due passi da me, discute con la moglie sulla posizione migliore per osservare il passaggio della papamobile. Intercala qualche parolaccia e usa espressioni fumettistiche ricalcando il termine papamobile: papacorteo, papaelicottero, papasaluto e via dicendo. Mi sembra un sogno linguistico il passaggio dalla vecchia batcaverna di Batman alla moderna papascorta di PapaBenede’.

Dall’altra parte della strada un signore avverte gli astanti che per telefono un suo amico lo ha appena avvertito che gli elicotteri hanno lasciato Vigevano alla volta di Pavia. Sembra quasi lo dica non approvando appieno quella tappa nel viaggio pastorale, quasi si trattasse di un contrattempo: campanilismo provinciale (…campanilismo ;) ).

Mi sento un po’ maleducato e insensibile. Infatti mi ritrovo a pensare che manca il classico Estathe gigante tipico del Giro d’Italia. L’attesa del pubblico sembra la stessa. Passa un’auto e la folla rumoreggia e i bambini inneggiano al Papa per non sbagliarsi. L’atmosfera è quella di quando passano i primi motociclisti della stradale a precedere la testa della corsa.

Mia moglie è contenta e questo a me basta e avanza. Secondo la sua Chiesa viviamo nel peccato; però mia moglie (da me sposata davanti all’intera società civile e non davanti a uno solo degli dei) si sente tranquilla davanti al suo Dio e questo a lei basta e avanza: ha in cuor suo la certezza che la nostra sincerità di coppia sia avvertita dal Cielo, malgrado gli anatemi terreni. E non è detto che un giorno la Provvidenza operi per avere una Sacra Rota meno macchinosa o, meglio ancora sarebbe, faccia il miracolo di fare ottenere ai tribunali i fondi adatti al loro buono e celere funzionamento (questo sarebbe davvero un miracolo).

Passa il corteo delle autorità. Auto scure in fuga (ritorno al paragone con il Giro) che fanno una gran brutta impressione. Restituiscono l’immagine di contenere birbanti distaccati (forse corrono per non rischiare che qualcuno freghi loro la poltroncina che li attende).

Arriva! …Decido di fare un filmino invece che un paio di foto per quanto oramai manchi la luce. Sollevo la macchinetta digitale con la mano destra e l’appoggio al muro cercando di inquadrare come meglio posso. Sua Santità è voltata proprio verso l’ingresso dell’Alma Ticinensis University. Stacco la mano e seguo l’auto. Sposto gli occhi al soggetto dal vero, sollevo la sinistra, incrocio lo sguardo del Papa (o così a me pare) per un interminabile brevissimo momento, la mano sinistra cede e io faccio ciaociao continuando a riprendere.
Penso che anche dal vero, nonostante gli impegni e l’età, a me sembra un uomo ancora in buona forma. Spero sia contento di essere arrivato in città, dal suo amato Agostino.

Mia moglie è elettrizzata. Il carisma l’ha avvolta per un attimo. Da parte mia, seppur colpito, ho per un attimo l’impulso di chiederle se finalmente avremmo potuto andare a casa a cenare. L’impulso, per mia fortuna, lo blocco e non rovino il suo momento d’estasi. …Poi via a passo svelto (uffa) verso il Duomo.

A bordo Duomo si sente malamente la sindaco parlare. Ringrazio di non capire quel che dice e ripenso al fatto che votare al femminile non è garanzia di buon governo.

Ci spostiamo in piazza della Vittoria a vedere e sentire attraverso il maxischermo. Il Papa parla interrotto dai cori “Benedetto Benedetto”. Sembra di buon umore. In tutta sincerità non lo ascolto, ma mi guardo in giro. Alcune persone appludono allo schermo.

Istintivamente penso ai cartelloni papali nelle vetrine di Annabella. Sono antipellicciaio e penso al fatto che i Ravizza spesso li vedo a piedi (o persino in bicicletta) e questo (a me che sono autodipendente) mi pare una buona punizione. Il giorno dopo, domenica (oggi) è il Giorno della Terra, ma penso soltanto ora, mentre digito, a come ha passato la sua povera vita lo struzzo o la mucca dei quali ho mangiato ultimamente la carne.

Il Papa saluta e arrivederci a domani. Mia moglie ci indirizza verso casa pensando giè alla messa domenicale, dopo un brevissimo canto del Santo Padre. La vedrà in televisione, perché si capiva subito, da come veniva sistemata l’area della celebrazione, che i fedeli avrebbero potuto vedere un beneamato nulla.

Dopo un piatto di pipe rigate che ho condito in fretta con quel che ho trovato, la mia adorata si tuffa nel lettone con la Corrida, mentre io sul divano in compagnia del gatto mi guardo finire su RaiTre la trasmissione di Tozzi alle prese coi terremoti (sublime incontro tra la forza della natura e la stupidità degli umani). Penso sia curioso che proprio in questi giorni sia stato dato il via ufficiale alla creazione del Partito anti-Democratico.

Ora usciamo di nuovo a dare un’occhiata. Mi sento un po’ come in vacanza, visto le passeggiate alle quali mi costringe la mia amata. Mi diverto.

…Ma…
E allora il titolo da cosa vien fuori?
Da questo: il sette per cento delle visite al sito della Diocesi di Pavia in questi giorni arriva dal mio modestissimo post dedicato al menu del pranzo papale di oggi. Me ne compiaccio e spero d’essere stato utile a chi cercava informazioni dettagliate e chiare rilanciandolo su quelle pagine.
E quindi per questo mi chiedo se sono guelfo o ghibellino. O, semplicemente, un tizio qualsiasi.

gattostanco @ 14:41 - Commenti (0)

12 marzo 2007

Un valzer, non un tango…

La copertina di Linus del maggio 1987 mostrava un ballo tra un imbarazzato Charlie Brown e una attenta Piperita Patty che precisava: "E’ un valzer, Ciccio, non un tango…"

Lo stesso numero della rivista mensile di fumetti e d’altro apriva come al solito con la rubrica dedicata alla posta dei lettori. Tra le altre lettere risaltano, a me oggi, due missive che precisano una evidente inesattezza riguardante la vita di un pittore presente in un precedente articolo. L’autore del pezzo, Massimo Fini, risponde candidamente ai lettori ammettendo la svista.

La copertina di Linus di marzo 2007, e sono trascorsi venti anni, mostra un maiale ignorante e un topo filosofeggiante che sono i personaggi di una nuova striscia partita proprio questo mese.
Scomparsa da tempo la posta dei lettori, un editoriale accoglie i lettori avidi di testi oltre che di fumetti (o i lettori che prima leggono i fumetti e poi dedicano la propria attenzione anche ai testi). Questo mese l’editoriale, persino a doppia pagina, è dedicato da Michele Dalai a una lettera di precisazione di Lia in riferimento a un precedente articolo di Pippo Russo riguardante un vicedirettore del Corsera e al suo modo di fare giornalismo. L’autore risponde chiarendo e per una ammessa inesattezza si scusa anche coi lettori.

Compro Linus da molti anni, anche se non ricordo di averne digitato in questi quattro anni di blog. Sono un buon lettore anche se ogni tanto ho mancato l’appuntamento in edicola. Venerdì scorso ho ricevuto la segnalazione dell’editoriale e sono uscito diretto in edicola.

Lia offre alcuni link nella sua lettera e tra gli altri anche quello al post che mantengo aggiornato nel quale raccolgo i post dedicati alla sua vicenda. Negli ultimi giorni, penso si sia compreso dall’assenza di nuovi post, sono stato un tantino occupato in altre faccende e ho tralasciato la blogosfera, ma non mancherò di dare un’occhiata a vedere se sono comparsi nuovi interventi da aggiungere.

Ammetto in tutta sincerità di avere provato qualcosa di strano, ma indefinibile, nel vedere un link interno a questo mio modesto blog in un editoriale di Linus. Pur sapendo perfettamente che nulla dipende dalla qualità digitativa intrinseca al post, sono rimasto un tantino impressionato dal trovarmi dopo tanti anni nell’unica lettura mensile rimasta stabile nei miei interessi tra quelle che sono ancora pubblicate.

Unica nota di tristezza, a mio parere, e ora provo a rivolgermi al direttore responsabile Michele Dalai sperando nello sguardo blogosferico di un suo collaboratore, è l’archivio del blog di Linus che contiene un solo intervento della redazione datato 27 agosto 2004 e dedicato all’assassinio e al ricordo di Enzo Baldoni. Il post in questione (con un insolito indirizzo, apparentemente) sfoggia tristemente quasi diecimila commenti di spam, a parte i primi. Direttore, la prego, visto che ha fatto trenta con Lia, faccia trentuno e chieda di cancellare i commenti inopportuni in calce a quel post e poi li chiuda. Grazie.

Eco dal margine: Mia moglie, vedendomi trafficare con vecchi e nuovi numeri della rivista ha notato questo: una volta Linus aveva un formato tascabile quasi da quaderno di scuola, mentre ora ha il formato perfetto per il tavolino del divano.

gattostanco @ 13:51 - Commenti (27)

27 febbraio 2007

Rifaranno Italia.it (i blogger)

Non mi lancio anch’io nella giusta e civile opera di critica al portale Italia.it ampiamente demolito da chiunque in blogosfera:viene considerato uno spreco immenso di denaro pubblico per un progetto risolto malamente in ogni fase.
Nei miei link del.icio.us mi sono appuntato un mantepost dove appare chiaro che gli stessi curatori del sito sono precipitosamente corsi a cancellare i propri nomi per evitare di essere citati nei prossimi post d’indignazione pubblica (la mia nota al riguardo è un tantino forte: I curatori di quella vergogna immonda per l’intera società italiana che è Italia.it si vergognano di mostrare i loro nomi. Che squallore ridondante! perché mi diverto così e nel semiprivato qualche tono stonato mi esce).
L’esperienza professionale mi ha insegnato che anche nella virtualità della rete, essendo comunque i soldi sempre tangibili, lo spulciare il lavoro altrui con pedante buon senso è spesso fonte di epiteti antipatici o persino legnate (che ho evitato per un pelo e che hanno fatto la mia fortuna convincendomi a rendermi assai poco raggiungibile e quindi ricercato… ma questi sono affari miei).

Una parte della blogosfera tecnica ha deciso non solo di stroncare il sito, ma di realizzarne uno ex novo per mostrare come poteva essere fatto.
Le persone interessate si stanno organizzando per incontrarsi e raggruppando nel seguente wiki (un "wiki" è un sito web studiato per coinvolgere diversi autori attorno a un tema):

RItaliaCamp

Come blogger sono entusiasta. Penso sia ovvio.

Soprattutto sono entusiasta come cittadino.

Le aziende coinvolte nel progetto Italia.it (al momento trovo indicate: IBM Italia S.P.A, ITS S.p.A e Tiscover AG), o quelle che avrebbero potuto esserlo, la prossima volta staranno più attente, mi auguro, prima di entrare in un progetto governativo in rete che possa essere oggetto persino delle più basse battute o illazioni che perdurano nel tempo sino a quando i relativi blog restano raggiungibili e indicizzati dai motori di ricerca.
Non credo che i tempi siano ancora maturi da permettere ai politici coinvolti, e primi responsabili dell’accaduto, di prendere atto delle critiche e dello sdegno blogosferico, però penso sia un altro piccolo passo in avanti in tal senso per il futuro.
Da pagatore di tasse (quasi tutte) sarei ben lieto se i soldi stanziati per il mantenimento prossimo di Italia.it venissero dirottati al gruppo di lavoro spontaneo in procinto di mettersi all’opera. …E sogno che in futuro qualche politico lungimirante (che comunque avrebbe da guadagnare ampiamente in termini politici) del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie adottasse la politica di chiedere in modo trasparente alla rete di realizzare un progetto web di ampio respiro (il quale anche se pagato profumatamente, finirebbe col costare dieci volte di meno ed essere gagliardo e funzionale dieci volte di più) …Così magari se avanzano dei soldi qualche collega parlamentare potrebbe decidere di aumentare un pochino la pensione a mia suocera (oltre a stroncare la mia che non esisterà più, ammesso che riesca a vivere fino a duecento anni), la quale, poverina, se ne frega di Italia.it, ma s’incavola a sapere quanto le è costato e vota alle elezioni ogni volta tenendo una mano sul cuore e l’altra al borsellino (e purtroppo le manca una terza mano per pararsi dai colpi bassi dello spreco istituzionale).

Anche a nome di mia suocera,

grazie RItaliaCamp!

Aggiornamento 01-03-2007
Nei commenti Riccardo Cambiassi precisa (e lo ringrazio):
LÂ’idea non è quella di rifare il sito, ma piuttosto quello di creare un documento di progetto che dettagli come andrebbe ristrutturato italia.it per essere degno di tale "dominio".
E lÂ’idea è coinvolgere non solo le risorse tecniche ma tutte le competenze (e sono tante) necessarie a realizzare un portale turistico (dopotutto tutti noi siamo turisti…).

gattostanco @ 15:14 - Commenti (6)

21 febbraio 2007

Il sogno di Orlando

Silviu’ nei commenti al post precedente ha lasciato un criptico tazebao che raccolgo (non avendo pesce o patate da avvolgere e avendo un attimo di pace per distrarmi un attimo dagli impegnativi affari miei di questi giorni). …Si parlava di suocere e guerre nei commenti a un post ancora precedente (per chiarire la genesi del suggerimento).

- – -

quando torni, se hai trovato i fiammiferi, cÂ’avrei un tazebao (scusa il linguaggio desueto):
"se stamattina, o nei prossimi giorni, vi vien voglia di fare qualcosa di carino, tenero e gratuito (anco solo uno dei tre va bene) prendete una bella busta e ci scrivete sopra lÂ’indirizzo:
bozidar stanisic
via ***
33050 Zugliano (ud)
dentro ci mettete un foglio con su scritto il vostro di indirizzo, la frase "mi interessa il sogno di Orlando" e 10 o 15 euro. anche di più se vi gira, non di meno.
fatelo senza aspettarvi niente di preciso, se non la sicurezza che questa non è una catena di Sant_Antonio.
se quello che vi arriverà (è sicuro che arriverà) vi farà almeno sorridere, beh, avrete fatto felice anche me (oltre che voialtri) e naturalmente il bozidar."
ho scoperto una volta che, quando le cose van male, la cosa migliore da fare (per star meglio tu) è fare qualcosa per qualcun altro.
fanne lÂ’uso che preferisci, i tazebao servono anche a incartare il pesce o le patate, volendo.

- – -

La via l’ho asteriscata io. Le minuscole sono di silviu’.
Non mi piace mostrare l’indirizzo completo. Per farmi perdonare di aver censurato un dato importante a rintracciare l’autore per richiedere la sua ultima pubblicazione, ho fatto qualche ricerca (anche se inevitabilmente svelo in parte quel "niente di preciso" proposto da Silviu’):
Qui (sul server del Dipartimento di Italianistica e Spettacolo – La Sapienza di Roma) è possibile trovare l’indirizzo dell’autore e, mi pare, l’intero "Il sogno di Orlando" in un unico paginone web.
Qui (all’interno del sito Sagarana) il resoconto completo e ricco di un seminario-lettura con Bozidar Stanisic (e Gabriella Ghermandi).

Prima di ora non avevo la minima idea di chi fosse Bozidar Stanisic, anzi non saprei nemmeno dire quale sia il nome e quale il cognome.
In un articolo (dell’Osservatorio sui Balcani) del 2004 ho letto che è scappato dalla Iugoslavia dov’era professore, ora lavora come metalmeccanico in Friuli da esule bosniaco. Scrive poesia, prosa e pièce teatrali.

PS: grazie al suggeritore per il tazebao ;)

gattostanco @ 19:00 - Commenti (1)

10 febbraio 2007

Stadi sicuri? Bah! Piuttosto le scuole!

A Pavia in una scuola superiore una buona fetta delle aule risulta inagibile (Cairoli). Naturalmente negli uffici della Provincia si è aspettato che cadesse un pezzo di soffitto addosso a due studentesse prima di intervenire (e sconvolgere la proposta didattica dell’intero istituto) nonostante le ripetute (a quanto pare) richieste d’intervento.
Non mi interessa molto in quali condizioni siano gli stadi. Piuttosto mi chiedo in quali condizioni siano le scuole. Ma la mia è e rimarrà una curiosità speculativa: io non ho figli (e mia moglie anche per quest’anno ha deciso di non insegnare).

gattostanco @ 14:43 - Commenti (4)
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