Ho conosciuto Max nelle settimane scorse.
Ero andato dalle veterinarie per riportare a casa il mio gatto dopo un breve ricovero. Il gatto gironzolava sul tavolo da visita, mentre una delle veterinarie mi spiegava gli esami medici e gli effetti della terapia su quel vecchio e un po’ malandato gattaccio.
Sopra un frigorifero la gatta, la vera padrona dello studio veterinario, osservava l’universo come al solito indifferente alle altre presenze.
Ero tranquillo, quando dalla porta che si affaccia sul resto dello studio è apparso Max.
Non me ne intendo di cani. Sembra un segugio pezzato bianco con le orecchie corte e un viso allegro e curioso.
Max annusava in giro libero mettendendomi subito in apprensione: il mio gatto era fuori dalla sua portantina. Avevo paura per il naso del cane.
La veterinaria, senza dare troppo peso al mio evidente timore, ha invitato Max a salutare il mio gatto che era di partenza. L’ho guardata come fosse troppo stanca per ragionare razionalmente, ben sapendo che il mio gatto non è mai stato in compagnia diretta di cani e tutto il bla bla bla relativo in questi casi. Ma la veterinaria sapeva che erano stati in buona compagnia l’uno dell’altro nei giorni precedenti.
Max si è alzato in piedi appoggiando le zampe anteriori al tavolo da visita e ha guardato il mio gatto che nel frattempo s’era accoccolato al centro. Si sono guardati e annusati. Non riesco a immaginare cosa si siano, tra virgolette, detti.
Osservando il cane ho notato la scarpa rossa. Poi Max è venuto a conoscere anche me e a farsi dare due carezze sulla testa.
Sono ritornato dalle veterinarie tempo dopo per accompagnare il mio gatto a una visitina di controllo.
Ancora Max che corre nello studio ad accoglierci.
Non ho resistito e questa volta gli ho fatto davvero un sacco di coccole. Mi sono ritrovato con le braccia aperte accovacciato in posizione precaria col gatto sul tavolo a prendersi i grattini e Max sdraiato sul pavimento a prendersi i grattini e un paio di veterinarie a sorridere alla scena.
Altra visitina del gatto alle veterinarie e di nuovo Max.
A questo punto pongo delle domande, in fondo quel cane mi appare in forma e non capisco quale male oscuro possa affliggerlo.
La scarpa rossa di Max, che è in sostanza un piccolo sacchetto di stoffa legato alla caviglia (i cani hanno la caviglia?), protegge il piede che ha subito l’amputazione di due dita dopo un lungo calvario.
Il solito bla bla bla.
Poi la terribile rivelazione: i padroni non lo vogliono indietro.
Per il momento se ne prendono cura le veterinarie, mentre si dannano cercandogli una nuova famiglia dove possa essere accolto e accudito.
Sono rimasto di stucco, per non dire altro, e decisamente innervosito.
Max ha due anni ed è bello, affettuoso, tranquillo, contento, coccoloso …e insomma è dotato di tutto quel che serve a farsi volere bene alla prima occhiata. Soprattutto dev’essere un cane di qualità, vista l’"amicizia" col mio gatto vecchio e solitario.
I mali della Terra sono ben altri rispetto a un cane rifiutato dal padrone. Ma se io non ho capito di quale razza sia Max, perché comunque a me sembra di razza anche se non mi é sembrato rilevante chiederlo, ho capito benissimo che razza di persone sono i suoi proprietari (anche se non conosco i motivi del rifiuto del loro cane; tali motivi potrebbero essere del tutto legittimi, anche se istintivamente ne dubito). E questo, comunque, mi aiuta a non meravigliarmi troppo di tutti gli altri mali che l’uomo riesce a compiere.