Archivio per la categoria 'Quotidianità '

8 novembre 2007

Minipost: stamattina neppure i Metallica

Ci sono certe splendide mattine di sole novembrino (eppensare che mia moglie mi racconta che qui una volta era tutta nebbia) e calma apparente nelle quali neppure una betoniera di felicità o un paio di album dei Metallica potrebbero farmi sentire completamente sveglio.
E sono le dieci passate.

gattostanco @ 10:33 - Commenti (0)

31 ottobre 2007

Post pre-ponte

Sono felice di aver scampato ben due halloween party (uno vero con le streghette finte -perché andare con la gattoconsorte a una festa del genere non vale la pena spostarsi- e uno finto con mia suocera vera). Inoltre sono della vecchia guardia ancorata a considerare Halloween pattume ammmericano. D’altra parte ho sempre amato mascherarmi e la possibilità di avere due specie di Carnevale in un anno mi esalta; purtroppo mia moglie odia mascherarsi. Non avendo figli non posso neppure usarli come scusa.

Blog
Ho letto molti bei post per ritemprarmi dopo essere andato a fare la spesa. Quasi tutti li avrei voluti inserire nei miei appunti (fermi da giorni). Ma non ho saputo scegliere. E mi sono meravigliato. Forse il mio umore è migliorato davvero ;) e ero troppo buono per escluderne qualcuno.

Dieta
Da 73 chili in tuta sono sceso a 72,8 :D e la dieta continua. Non ho cambiato abitudini, ma ho ridotto le quantità (soprattutto della mia adorata pasta e del pane). Permane in me una vaga sensazione di appetito costante per la giornata. Il momento peggiore, però, è quello appena seguente al termine del pranzo. Faccio fatica ad alzarmi da tavola a causa dell’impressione di aver fatto appena un assaggio. A fine cena invece ho il premio di una ciotolina con qualche nocciolina a spingermi ad alzarmi. E questa sera persino il sedere (c*lo o lato b che dir si voglia) di un cacciatorino allieterà il mio palato. Il vero problema è che riducendo il cibo è aumentato il fumo. Ho persino goffamente fatto una proposta indecente a mia moglie, ma ha rifiutato (negli ultimi tempi, a aprte gli scherzi, il suo "no" è una amara costante).

Gatto
Il micione mi sembra abbastanza in forma. Ha preso l’abitudine a trascorrere molto tempo sullo schienale della mia poltrona qui nella stanza dei computer. Ho guardato e rigirato il cuscino e i braccioli e chiesto a mia moglie di ispezionare l’intera poltrona, ma non sono riuscito a capire le ragioni che lo spingono sopra lo scienale invece che sulla seduta (come per anni è stato). Ho tolto il cuscino (lavato) e fatto altre prove. Nulla: o lo schienale o niente. Tra l’altro ha anche modificato il suo modo per svegliarmi quando ci dimentichiamo (o mia moglie lascia apposta) aperta la porta della camera: mi solletica la faccia con le vibrisse intervallando l’azione con miagolate a debita distanza. Ieri sentiva che mi giravano i maroni e l’ho visto soltanto per la distrubuzione del rancio, poi alla sera, quando mi sono calmato, si è piazzato in braccio sul divano e voleva ritornarci anche quando mi sono messo davanti al pc prima di andare a dormire (davvero incredibile, per come sono le nostre abitudini nel rapportarci vicendevolmente, quest’ultimo suo voler venire in braccio anche davanti al pc).

Spero siano fecondi i prossimi giorni. O almeno sereni.

gattostanco @ 17:24 - Commenti (0)

5 ottobre 2007

Amare, amore, domande

[...]
C’è senz’altro un uomo più bello di te
e ne conosco almeno altri venti anche più gentili,
e allora perché solo tu sei diventato
l’uomo del mio cuore?
[...]

di Edna St. Vincent Millay

in questo post di Clelia Mazzini

Non passa giorno senza che mi chieda se amo mia moglie e senza che mi chieda perché mia moglie si ostini ad amare me.

gattostanco @ 11:08 - Commenti (0)

28 settembre 2007

Dittature, anche domani

Ho ricevuto una email curiosa del fatto che nulla abbia postato in relazione ai recenti fatti birmani.

Oltre metà delle terre emerse è governato da un regime dichiaratamente autoritario o illiberale. Inoltre ci sono altre nazioni apparentemente democratiche dove tira comunque una gran brutta aria.
Sono solidale, nel cuore e in parte delle mie azioni, con la maggioranza della popolazione mondiale oppressa tutti i giorni e che tutti i giorni muore a causa, diretta o indiretta, della repressione o della situazione in cui è costretta a vivere. Dovrei digitare almeno una decina di post solidali ogni giorno. E protestare pubblicamente senza un punto chiaro e univoco sul quale indirizzare la mia partecipazione non mi sembra utile.

Questo post di ecoblog.it, che mi sono andato a ricercare, rilancia un appello di CISL, WWF, Greenpeace e Legambiente per la democrazia in Birmania. Il post di lumachina è del 3 luglio scorso. La gente moriva anche allora, come oggi, per la strada o tra le foreste o altrove, ma fuori dagli schermi televisivi. Lo sapevano tutti. Anch’io. Non ho fatto l’ennesimo post indignazione generalista allora e non mi è sembrato coerente farlo oggi solo perché l’ho visto alla tele. Magari mi sbaglio.

gattostanco @ 19:50 - Commenti (0)

27 settembre 2007

Minipost: Sputnik

Il 4 ottobre 1957 l’Unione Sovietica lancia il primo satellite artificiale dando il via alla cosiddetta Era Spaziale.
Lo Sputnik (messo in orbita nel centenario della nascita del profeta, e tra i padri, dell’astronautica, il cui nome subisce la traslitterazione solitamente in K. E. Ciolkovskij o Ciolkovsky o Tsiolkovskij o Tsiolkovsky o Ziolkovskij o Ziolkovsky) è un passo in avanti epocale per la tecnologia, la storia e la speranza dell’intero Pianeta. Mia suocera, ad esempio, se lo ricorda.

E allora?

L’uniformità della traslitterazione dal cirillico resta una questione umana non da poco anche in tempi, secolo più secolo meno, di conquista del cosmo. D’altra parte simili avvenimenti stimolano l’augurio, per quanto utopico, che si possa giungere a una soluzione comune prima o poi (sperando non sia tardi).

gattostanco @ 11:52 - Commenti (0)

4 settembre 2007

Stanchi risvegli settembrini

Questa mattina ho la sensazione di trovarmi davanti a un ‘lunedì mattina’ e io detesto i lunedì mattina.

Mi sono svegliato una prima volta agitato da un sogno. Un minestrone costruito dalla mia mente utilizzando gli ultimi attacchi ai soldati italiani e l’ultimo libro che ho per le mani (un romanzo di fantascienza degli ’70, "I signori della guerra" di Gérard Klein), insaporito da una sorta di generalissimo che assomigliava, nell’atteggiamento verso gli uomini e le cose, a Nero Wolfe (ho riletto in questi giorni alcuni romanzi, cosa che faccio sempre con piacere nel corso degli anni, idolatrando il personaggio creato da Rex Stout quasi in ogni aspetto -a parte una sua certa mancanza di buona educazione-).

Mi sono svegliato una seconda volta grazie al suono della voce di mia moglie che mi parlava di parrucchiera, bancomat e chissà cos’altro.
Oramai sono quasi sicuro che non sarà mai in grado di concepire che i miei tempi di risveglio sono diversi dai suoi, quindi ogni tanto mi sveglia parlando e io inizio la giornata già stanco a causa dello sforzo sovrumano di non mandarla a quel paese, aggravato dalla fatica di scegliere delle risposte casuali che possano darle l’impressione di essere ascoltata (mai capito il processo logico che assolve una donna dal non ascoltare un uomo e il profondo senso di offesa se è l’uomo a non ascoltare la donna). Non si rende conto che parlarmi al risveglio è come se nel tentativo di accelerare l’accensione di un computer lo prendesse a pugni: inutile e controproducente.

Mi sono svegliato una terza volta col gatto miagolante a passeggio sulla mia schiena.
Il rapporto tra il gatto e mia moglie è costruito sulla reciproca sopportazione dopo aver fatto capire loro che non potevo fare a meno di uno dei due senza compromettere il mio rapporto con l’altro (con il gatto è stato più complicato, ovviamente, perché siamo insieme da piè tempo e si è sentito defraudato di un piccola fetta della mia totale attenzione e cura). Nonostante questa loro convivenza fondata principalmente sull’indifferenza reciproca, hanno stabilito di recente una sorta di accordo: mia moglie apre al gatto la porta della nostra camera da letto (la mia adorata odia il suono ripetuto di una sveglia e io sono in grado di fare finta di niente anche per lunghi periodi di tempo senza neppure svegliarmi del tutto, mentre lei si desta sempre poco prima del suono della sua sveglia) e il gatto trotterella a svegliarmi miagolando, camminandomi sopra e dandomi delle leggere testate. Mia moglie così facendo guadagna di evitare di ritrovarsi innanzi al suo amato maritino nel peggiore dei suoi momenti, mentre il gattaccio si guadagna una certa immunità derivante da essere solamente un ambasciatore, una razione di cibo in tempi brevi e -soprattutto- il privilegio di rompermi le scatole al risveglio dopo che per anni era stato abituato a non osare atteggiarsi a un simile comportamento pena il salto della colazione o il lancio di una ciabatta (ho una mira scarsissima, credo d’averlo colpito un paio di volte appena, ma per un gatto non è importante il risultato quanto piuttosto il gesto di mancata sottomissione ai suoi voleri da parte del suo schiavo umano).

…Ora mia moglie è uscita per andare dalla parrucchiera, così almeno mi par d’aver capito dalla ripetizione delle sue intenzioni per la mattinata, mentre ero concentrato nel rituale della preparazione della mia razione mattutina di caffeina solubile e latte (e poi non ci siamo più parlati, impegnati nelle nostre faccende).
Questo post non ha ragion d’essere. La solita classica vecchia fuffa. Di certo ne ho inseriti simili in precedenza e ne inserirò in futuro. Avrei voluto digitare a proposito delle ultime vicende pavesi ‘onorate’ sull’altare della cronaca nazionale e altre questioni. Ma a dire il vero ho posta arretrata, non ne varrebbe la pena e, naturalmente, sono stanco.

gattostanco @ 10:40 - Commenti (0)

29 agosto 2007

Nato pantofolaio, mi stanco presto

…perché sono un pantofolaio (nel senso che adoro ciabattare in casa e non nel senso di produttore di pantofole) e amo starmene tranquillo e in pace.
Era un pezzo che volevo prendere quel computer, metterlo sulla scrivania e armato di cacciavite farlo a pezzi con ampio gaudio.
Nelle faccende manuali sono tutt’altro che un drago, ma sono riuscito a non ferirmi e mi sono divertito a svitare e a strappare.
Ora mi resta lo scheletro metallico da smantellare, ma essendo privo di viti andrà a finire che dovrò gettarlo così com’è.

…perché sono un pantofolaio, un tizio al quale piace starsene tranquillo e solo.
C’era ‘sto bambino che doveva nascere e non voleva saperne. Lontanissimo parente acquisito. E allora vai e vieni e tira e molla e meno male che sono abituato a cambi repentini di orari. E immaginavo fosse una pratica più semplice e sbrigativa e naturale; mi han detto che di norma è così, ma che in alcuni casi, anche se nulla procede davvero storto, capita che servano più tempo e fatica. E mi ha distrutto nonostante fossi soltanto un lontanissimo parente (e forse neppure tale, che certe parentele mica le capisco io, dato che per certe persone sono valide a identificarti come parente e per altre no), figuriamoci la madre poverina.

…perché sono un pantofolaio, e i funerali sono sempre imprevisti che capitano a ingarbugliare i propri piani. Ho il massimo rispetto, ci mancherebbe, ma a volte c’è da fare le corse per essere presenti o accompagnarvi qualcuno.

…perché sono un pantofolaio fumatore automobilista. E l’altro giorno andando da mia madre mi sono fermato a svuotare il posacenere dell’auto a un comodo cassonetto dell’immondizia posizionato accanto a un cimitero (tanto per rimanere in tema). Non è un comportamento rispettoso dei defunti che riposano a due passi, me ne rendo conto, però asfaltando e allargando il parcheggio hanno costruito un ripetitore telefonico (o quel che è) e sino a un paio d’anni addietro pochi metri più avanti c’era un campo da motocross (chiuso, che io sappia, dopo un grave incidente), quindi non mi pare di essere stato troppo sbrigativo e irrispettoso nel solo fermarmi a svuotare silenziosamente il posacenere.
Che poi uno dice le tragicomiche. Faccio per rientrare in macchina e mi si avvicinano due tizi (da quel che ho intuito erano pseudo-giornalisti di quel genere diventato lo zimbello di certe discussioni da bar di paese dalle parti di mia suocera) a chiedermi se ‘avevo a che fare in qualche modo’ con la ragazza uccisa (mi riferisco al giallo dell’estate, che non cito per Google). E meno male che non ho avuto la prontezza di rispondere "Certo!" e d’inventarmi qualcosa: mi sarei messo nei guai.

…perché sono un pantofolaio che ama ballare con la grazia di una quercia in una giornata senza vento. Ballare inteso in senso lato, ovviamente. E invece questa sera devo fare il cavaliere servente e andare a sentire una liscio-band in una piazza di paese (che se uno pensa sia poca cosa vuol dire che non ha mai provato a prenotare un buon tavolino in un simile contesto provincial-campagnolo, faccenda complicata e difficile nemmeno si trattasse di un night rinomato in centro a una metropoli).

Benone. Spero di riprendermi un po’ dalla stanchezza nei prossimi giorni

gattostanco @ 12:31 - Commenti (0)

17 agosto 2007

Oggi inizia rumorosamente

Oggi, venerdì 16+1, inizia sfracellandomi le orecchie.

-Qualcuno di una chiesa vicino a casa ha deciso di provare le diverse "suonerie" del campanile.
-Un mio vicino di casa, che trascorre le ferie a lavare l’auto in cortile, attività prediletta anche durante l’anno, ha iniziato con l’accompagnamento di una trasmissione radiofonica sparata ad alto volume.
-La mia adorata è venuta a svegliarmi con grazia aprendo la porta della camera e lasciando entrare il gatto che prontamente è saltato a miagolarmi lamentoso nelle orecchie la sua fame mattutina.
-Twitter funziona a singhiozzo. E in questo caso sono io a emettere parole dal suono molesto.
-Per vedere Placida Signora ospite a UnoMattina mi sono seduto di slancio sul telecomando, lanciato nel frattempo sul divano dalla mia amata, urlando così il volume con una natica proprio mentre veniva ribadito il concetto che oggi è venerdì 16+1.

Sono quasi a metà giorno …posso farcela.

gattostanco @ 10:47 - Commenti (0)

8 agosto 2007

Quante domande riordinando casa

Premessa: Mia moglie ed io abbiamo un concetto di ordine (contrapposto a disordine) individuale e limitato.
"Individuale" nel senso che il suo ordine è diverso dal mio, mentre il disordine è abbastanza simile.
"Limitato" nel senso che alcune cose devono essere tenute in ordine pena cataclismi emozionali (io, ad esempio, se non trovo la mia forchetta esattamente dove deve stare mi sento male o se non archivio maniacalmente le cartelle di lavoro con triplo backup mi sento in colpa). Per quanto riguarda il resto invece siamo molto "casuali".

Seconda premessa: Ora che un sole è sorto a rischiarare l’orizzonte dell’avvenire di mia moglie, le mie speranze di traslocare si sono drammaticamente affievolite.
Quindi ho iniziato, con calma, a riordinare casa visto che devo smettere di considerarla come una abitazione transitoria. Facendo questo mi sono sorte spontenee molte domande. Ne appunto alcune tra le ‘meno’ significative

Il bollo della macchina del 1995 potrò finalmente gettarlo?
Il bat-elicottero giocattolo cosa ci faceva insieme ai vecchi manuali dos?
Perché tre borsette della gattoconsorte sono stipate assieme al vecchio scanner?
I vecchi cd delle riviste di pc li butto?
Questi vecchi computer s’accenderanno ancora?
Questo schermo funzionava o non funzionava?
E se installassi di nuovo questo gioco e mi facessi una partita?
Questi cuscini per le sedie della cucina erano così orrendi quando li abbiamo presi o li ha vomitati il gatto?
Il vecchio modem lo conservo per affetto?
Il catalogo Ikea lo faccio a pezzettini e poi li brucio …o glieli faccio mangiare a lei?
Toh! Una macchina per scrivere!
La "foto più bella del matrimonio ingradita e vetrata" non l’appenderemo mai, ma sarà il caso di conservarla coi dischi?
Toh! Quei sandali che cercava tanto l’estate scorsa!
Sei, dico sei, cartine di Bologna?
Se butto via queste riviste mi toccherà cammellarmele fino al cassonetto: imboscarle da qualche parte o faticare?
Ma quanti straca**o di vocabolari ci sono in ‘sta casa?
Oh, ma guarda (!) un cassetto pieno di foto …e lampadine!
Non ci posso credere! Dopo anni ho trovato la custodia di quella cassetta di Vasco… E adesso dove si sarà cacciata la cassetta?

Nota: post nato da una email inviata a Intempestiva
:)

gattostanco @ 11:47 - Commenti (0)

16 luglio 2007

Max il cane con la scarpa rossa

Ho conosciuto Max nelle settimane scorse.
Ero andato dalle veterinarie per riportare a casa il mio gatto dopo un breve ricovero. Il gatto gironzolava sul tavolo da visita, mentre una delle veterinarie mi spiegava gli esami medici e gli effetti della terapia su quel vecchio e un po’ malandato gattaccio.
Sopra un frigorifero la gatta, la vera padrona dello studio veterinario, osservava l’universo come al solito indifferente alle altre presenze.
Ero tranquillo, quando dalla porta che si affaccia sul resto dello studio è apparso Max.
Non me ne intendo di cani. Sembra un segugio pezzato bianco con le orecchie corte e un viso allegro e curioso.
Max annusava in giro libero mettendendomi subito in apprensione: il mio gatto era fuori dalla sua portantina. Avevo paura per il naso del cane.
La veterinaria, senza dare troppo peso al mio evidente timore, ha invitato Max a salutare il mio gatto che era di partenza. L’ho guardata come fosse troppo stanca per ragionare razionalmente, ben sapendo che il mio gatto non è mai stato in compagnia diretta di cani e tutto il bla bla bla relativo in questi casi. Ma la veterinaria sapeva che erano stati in buona compagnia l’uno dell’altro nei giorni precedenti.
Max si è alzato in piedi appoggiando le zampe anteriori al tavolo da visita e ha guardato il mio gatto che nel frattempo s’era accoccolato al centro. Si sono guardati e annusati. Non riesco a immaginare cosa si siano, tra virgolette, detti.
Osservando il cane ho notato la scarpa rossa. Poi Max è venuto a conoscere anche me e a farsi dare due carezze sulla testa.

Sono ritornato dalle veterinarie tempo dopo per accompagnare il mio gatto a una visitina di controllo.
Ancora Max che corre nello studio ad accoglierci.
Non ho resistito e questa volta gli ho fatto davvero un sacco di coccole. Mi sono ritrovato con le braccia aperte accovacciato in posizione precaria col gatto sul tavolo a prendersi i grattini e Max sdraiato sul pavimento a prendersi i grattini e un paio di veterinarie a sorridere alla scena.

Altra visitina del gatto alle veterinarie e di nuovo Max.
A questo punto pongo delle domande, in fondo quel cane mi appare in forma e non capisco quale male oscuro possa affliggerlo.
La scarpa rossa di Max, che è in sostanza un piccolo sacchetto di stoffa legato alla caviglia (i cani hanno la caviglia?), protegge il piede che ha subito l’amputazione di due dita dopo un lungo calvario.
Il solito bla bla bla.

Poi la terribile rivelazione: i padroni non lo vogliono indietro.
Per il momento se ne prendono cura le veterinarie, mentre si dannano cercandogli una nuova famiglia dove possa essere accolto e accudito.

Sono rimasto di stucco, per non dire altro, e decisamente innervosito.
Max ha due anni ed è bello, affettuoso, tranquillo, contento, coccoloso …e insomma è dotato di tutto quel che serve a farsi volere bene alla prima occhiata. Soprattutto dev’essere un cane di qualità, vista l’"amicizia" col mio gatto vecchio e solitario.

I mali della Terra sono ben altri rispetto a un cane rifiutato dal padrone. Ma se io non ho capito di quale razza sia Max, perché comunque a me sembra di razza anche se non mi é sembrato rilevante chiederlo, ho capito benissimo che razza di persone sono i suoi proprietari (anche se non conosco i motivi del rifiuto del loro cane; tali motivi potrebbero essere del tutto legittimi, anche se istintivamente ne dubito). E questo, comunque, mi aiuta a non meravigliarmi troppo di tutti gli altri mali che l’uomo riesce a compiere.

gattostanco @ 11:12 - Commenti (0)

29 giugno 2007

It’s summer time

E’ tempo d’estate.

Oggi dichiaro finiti:

la settimana
il mese di giugno andato meglio del previsto
un inizio d’anno dedicato ai miei cari (suocera compresa)
una sequenza di mesi nel complesso faticosissimi
un paio d’annetti ricchi di preoccupazioni.

Il futuro lavorativo di mia moglie e il mio è incerto. Quindi i pensieri non mancano. La gattoconsorte non ha voluto farsi ben volere dalle persone giuste, mentre io sono riuscito a mostrarmi soltanto come un stupido troll antipatico ad altre persone giuste.

Cose che capitano.

Mia moglie, per distrarsi un po’, è uscita a prendere un aperitivo con una collega vestendo una gonna un po’ troppo trasparente (invecchiando tendo a interronirmi riguardo a certe cose :D). Io, invece, giocherò ancora un po’ on line (rimandando a questa sera un paio di cose). Relax.

E poi?

E poi quel che sarà, sarà. L’importante è metterci impegno e buona volontà, direbbe qualcuno.

Per adesso siamo in quel limbo momentaneo (ma di relativa tranquillità) del lettore che voltata finalmente una brutta pagina non ha ancora messo a fuoco quella seguente, convinto comunque sarà migliore, perché giunto a quel punto la trama non potrà scostarsi molto dalla traccia precedente.

gattostanco @ 17:52 - Commenti (0)

It’s summer time

E’ tempo d’estate.

Oggi dichiaro finiti:

la settimana
il mese di giugno andato meglio del previsto
un inizio d’anno dedicato ai miei cari (suocera compresa)
una sequenza di mesi nel complesso faticosissimi
un paio d’annetti ricchi di preoccupazioni.

Il futuro lavorativo di mia moglie e il mio è incerto. Quindi i pensieri non mancano. La gattoconsorte non ha voluto farsi ben volere dalle persone giuste, mentre io sono riuscito a mostrarmi soltanto come un stupido troll antipatico ad altre persone giuste.

Cose che capitano.

Mia moglie, per distrarsi un po’, è uscita a prendere un aperitivo con una collega vestendo una gonna un po’ troppo trasparente (invecchiando tendo a interronirmi riguardo a certe cose :D). Io, invece, giocherò ancora un po’ on line (rimandando a questa sera un paio di cose). Relax.

E poi?

E poi quel che sarà, sarà. L’importante è metterci impegno e buona volontà, direbbe qualcuno.

Per adesso siamo in quel limbo momentaneo (ma di relativa tranquillità) del lettore che voltata finalmente una brutta pagina non ha ancora messo a fuoco quella seguente, convinto comunque sarà migliore, perché giunto a quel punto la trama non potrà scostarsi molto dalla traccia precedente.

gattostanco @ 17:52 - Commenti (3)

29 maggio 2007

Remi fuori bordo

Una celeberrima vecchia canzone, quasi antica, suggeriva, parafrasata, di tirare i remi a bordo della barca quando è la corrente a sospingerla.
A volte, però, non basta il timone a farla andare dritta.
Anzi, spesso, capita di essere dentro una barca che non ha neppure il timone e la direzione è data proprio dai remi.

Dopo alcuni giorni trascorsi serenamente coi remi issati a bordo impegnato a contemplare il panorama offertomi dalla corrente ho dovuto rimettere i remi in acqua. Di quel panorama sopra tutto ricordo della flora una maestosa magnolia in un chiostro e, per quanto riguarda la fauna, una giovane donna baldanzosa assetata a una fontanella, quasi come fosse una profana isola rigogliosa in un lago trasparente di anziane accaldate devote.

Mia moglie rema a tutta forza. Mai procede "avanti mezza": o è nei rari momenti di riposo o spinge sui remi con tutte le sue forze anche se per farlo non sempre vede con chiarezza, almeno nelle intenzioni, dove punta la prua.
Io, che come marinaio sono scarso, fatico non poco a scegliere i momenti giusti per dare le mie remate per correggere la rotta della nostra barca, anche se per farlo mi baso sulle mappe tracciate insieme, per evitare qualche secca non segnalata o un tronco alla deriva.

Remare stanca.

…Sono un attimino ancora distratto e sono poco, per così dire, blogosferico. Devo stare in giro ancora un po’ e per fortuna il guidare semplicemente un’auto mi rilassa e diverte (dalle mie parti, abbandonato il traffico cittadino, le strade non sono di particolare stress).

gattostanco @ 11:15 - Commenti (0)

16 maggio 2007

Minipost: sono fuori fase

Gli ultimi due post hanno evidenziato quanto io sia stanco e fuori fase ultimamente.

…Ancora un mesetto… devo tirare il carretto ancora un mesetto e poi, se tutto andrà bene, potrò scaricarlo nella fossa delle preoccupazioni passate.
Ancora un mesetto… Poi o schioppo o mi rilasso. …un mesetto.

gattostanco @ 01:03 - Commenti (0)

13 maggio 2007

Minipost: Rignano inSabbiadoro

Ho seguito pochissimo la vicenda dell’asilo laziale. Mi sono creato le mie opinioni su quel che è accaduto ai bambini e soprattutto sui modi e i tempi dell’operato della magistratura. Non mi permetto di esporle (e cancellerò dai commenti qualsiasi riferimento diretto).
Digito soltanto che Rignano inSabbiadoro (storpiando il nome di una nota località di villeggiatura) suona purtroppo mooolto bene alle mie orecchie ancora prima che inizi il processo.

gattostanco @ 02:49 - Commenti (1)
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